Biografia Paolo esercitò la carica di prefetto del pretorio al tempo dell'imperatore Alessandro Severo, ma è ricordato come giureconsulto per i suoi commenti a opere giuridiche e testi normativi, compilati durante la Roma repubblicana.
Dopo Eneo Domizio Ulpiano, di cui fu contemporaneo, risulta essere l'ultimo rappresentante della giurisprudenza di epoca classica e l'autore più utilizzato nella compilazione del Corpus iuris civilis, voluto dall'imperatore Giustiniano I, con l'utilizzo di passi tratti dalle sue 86 opere, suddivise in 319 libri. I suoi Commentari sono organizzati cosìː Ad sabinum (16 libri) e Ad edictum (78 libri). I 23 libri di Brevium sono un abbreviato commento dell'editto pretorio e i 5 libri delle sue Sentenze, in cui ha raccolto massime arricchendole di glosse, hanno particolare interesse, per il diritto privato e il diritto penale. Altri suoi scritti sono didatticiː le Regulae e le Institutiones. È considerato un raccoglitore di precedenti dottrine. Giulio Paolo era uno dei cinque giuristi dell'antichità, le cui opinioni contavano nei tribunali. Circa un sesto del Digesto è formato da elaborazioni di suoi scritti..
In un costituto del 239 dell'imperatore Gordiano in materia di nozze, dove è citato un suo responso, Paolo è chiamato «vir prudentissimus Paulus» (Codex, 5, 4, 6)Giustiniano chiama «viri prudentes» Triboniano, Teofilo e Doroteo (Imperatoriam, 6)..
In epoca postclassica una raccolta di pareri giurisprudenziali romani a lui attribuita, dal titolo Pauli sententiae, ebbe grande fortuna e influenzò notevolmente la scienza giuridica del tempo. L'effettiva paternità dell'opera è tuttavia oggetto di discussione.
I padovani lo ricordano come uno dei loro grandi concittadini, assieme a Tito Livio, Pietro d'Abano e Alberto da Padova dell'ordine agostiniano degli Eremitani (questi ultimi due vissuti tra il XIII e il XIV secolo), nelle lunette poste sopra le quattro porte pretorie sotto le logge del Palazzo della Ragione.
L'iscrizione latina posta sotto il bassorilievo che ritrae Giulio Paolo recita:
Opere Sententiae receptae ad filium
Note
Bibliografia
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Collegamenti esterni
Collectio librorum iuris anteiustiniani in usum scholarum ediderunt Paulus Krueger, Theodorus Mommsen, Guilelmus Studemund, vol. II, Berolini, apud Weidmannos, 1878, pagg. 46-137. Da "The Roman Law Library" by Y. Lassard & A. Kopter: Pauli fragmentum de societate. Pauli institutionum fragmenta. Pauli sententiarum ad filium libri quinque. Pauli sententiarum interpretatio.