Isola Vicentina (Ìzoła in veneto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Vicenza in Veneto.
Geografia fisica Territorio Le colline, trattasi delle ultime propaggini occidentali dei Prelessini, sono ricche sia di boschi cedui di carpino, roverella, orniello e a tratti castagno, che di piccole proprietà agricole a seminativo-misto a conduzione familiare.
Il comune di Isola Vicentina è attraversato dai torrenti Orolo, che passa per il centro del paese e il torrente Timonchio. Solitamente il loro alveo è povero d'acqua, infatti questi torrenti hanno la caratteristica di essere, per la maggior parte del loro percorso, in secca per quasi tutto il periodo dell'anno. Non è raro, infatti, trovare persone che camminano nel ciottoloso letto dei corsi d'acqua ad eccezione della parte dell'Orolo in località S. Maria dove, le numeroso rogge affluiscono nel torrente con una minima quantità d'acqua. Queste rogge un tempo servivano per portare l'acqua al mulino del paese, oggi non più visibile.
Origini del nome La prima parte: Isola Isola, prima parte del nome del comune, deriva con molta probabilità da una caratteristica fisica che il territorio possedeva nell'antichità quando, bagnato anche dal Leogra, era soggetto a molte alluvioni che ricoprivano le campagne lasciando scoperte solo alcuni isolotti di terra e ghiaia.. Spesso, infatti, gli autori si riferivano al paese e talvolta pure al comune chiamandoli al plurale: "in pertinentiis de Insulis, in pertinentiis ville Insularum" e "Communitas Insularum"..
Secondo il Mantese, invece, Isola non deriva semplicemente da una caratteristica fisico-idrologica bensì da una ragione storica. All'inizio del X secolo il re d'Italia Berengario concesse a Vitale, il vescovo di Vicenza, la corte de Sala nel luogo dove sorge ora Isola. Una storpiatura del riferimento in Sala, potrebbe aver portato ad insula e da lì ad Isola..
Nei documenti del XIII secolo il nome è sempre riportato al singolare (Insula), mentre dal XIV al XV secolo se ne parla sempre al plurale.
La seconda parte: di Malo e Vicentina La specificazione di Malo al già secolare Isola comincia ad apparire solo nei documenti della seconda metà del Cinquecento.. Questo è dovuto ad una fusione del Comune di Isola nel vicariato di Malo ad opera della Repubblica di Venezia in un momento di riordino ed estimo per la suddivisione delle tasse. Tale toponimo venne poi confermato con il dominio francese di Napoleone e poi austroungarico che riformarono l'organizzazione amministrativa locale.. Nel 1816 i comuni di Castelnovo, Ignago e Torreselle vengono fusi con quello di Isola di Malo, che manterrà tale nome..
Dopo l'annessione del Veneto all'Italia venne soppresso il Commissariato di Malo e Isola di Malo cominciò a dipendere solo dalla provincia, sicché il vecchio legame cominciava a diventare mal visto dai paesani. Il 12 novembre 1902 alcuni isolani, infatti, presentarono un'istanza al municipio perché venisse cambiato il nome al paese adducendo come motivazione che la posta proseguiva spesso il suo viaggio verso Malo o Monte di Malo salvo poi tornare indietro allungando anche di molto i tempi postali...
Il 27 maggio 1903 il Consiglio comunale decretò giusta tale proposta e chiese alle autorità superiori di cambiare il nome in Isola. Il 13 settembre 1903, mentre la comunità stava discutendo su quale potesse essere la specificazione da accompagnare al nuovo nome proposto, venne presentata un'ulteriore istanza al municipio proprio per chiedere che il nome venisse specificato. Durante le dispute erano tre le proposte avanzate dai paesani: lasciare soltanto Isola, chiamare il comune Isola del Cengio in onore della rocca o denominarlo Isola Vicentina. Dopo numerose trafile burocratiche il consiglio comunale deliberò, in data 21 settembre 1904, di chiamarsi Isola. Il nome venne criticato dall'Autorità Prefettizia per la mancanza di precisione e quindi consigliò Isola Vicentina, toponimo che venne quindi confermato il 10 novembre 1905 dal consiglio comunale. Il 17 dicembre 1905 il re Vittorio Emanuele III firmò il Decreto Reale che ne cambiò ufficialmente il nome..Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
Storia
Epoche antica, medievale e moderna
La presenza di popolazioni venetiche è accertata dall'importante ritrovamento di una stele, conservata presso il Museo naturalistico archeologico di Vicenza.
Di età romana sono stati trovati resti di una villa rustica del periodo imperiale.
Durante l'Alto Medioevo sul territorio si insediarono i benedettini, che lavorarono per bonificare i terreni paludosi e renderli coltivabili. Forse si deve a una loro comunità esistente nel 753 e dipendente dall'abbazia di Nonantola, l'antica chiesa di San Pietro apostolo a Isola Vicentina.. Così pure l'antica chiesa dei santi Vito, Modesto e Crescenzia a Castelnovo (si trovava accanto all'attuale chiesa parrocchiale) e possedimenti ad Ignago lo deduce sia dal nome del santo titolare, tipico della devozione benedettina, che dal Privilegium del vescovo vicentino Rodolfo, del 983.
A partire dal X secolo Isola fu possedimento vescovile dapprima, quindi feudo della famiglia Conti (fino al XII secolo) e poi della famiglia Da Vivaro (dal 1201).
Seguì quindi le sorti del Vicentino e nel 1402 entrò a far parte della Repubblica di Venezia fino alla sua caduta nel 1797.
Nel 1513, durante la guerra della lega di Cambrai, fu devastata dalle milizie di Massimiliano d'Austria. Il paese ha assunto il nome Isola Vicentina nel 1905, precedentemente si chiamava Isola di Malo.
Dal Regno d'Italia alla prima guerra mondiale Con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia il consiglio comunale continuò ad essere costituito da membri della nobiltà che non abitavano a Isola bensì a Vicenza e il loro unico motivo d'interesse in paese erano i vasti possedimenti terrieri. Tra il 1867 e il 1876 l'Amministrazione fu guidata dal conte Antonio Branzo-Loschi, ultimo erede della famiglia Branzo-Loschi presente nel territorio comunale dal XIII secolo e tra il 1883 e il 1901, fu guidata dal conte Alvise Biego.. Tali sindaci portavano avanti la loro politica di preservazione dei diritti per i grandi proprietari terrieri, lasciando gran parte della popolazione isolana alla povertà di piccoli lavori agricoli.. La situazione non cambiò neppure quando venne eletto il marchese Giuseppe Roi, altro rappresentante di una borghesia che non rappresentava, però, il paese di Isola Vicentina.
Con il tempo i vecchi patriarchi lasciavano il posto ai loro figli, meno interessati di loro al mantenimento e alla cura dei loro possedimenti. Il 3 ottobre 1902 Giuseppe Roi fu riconfermato sindaco in un clima comunale burrascoso che portò, già nel 1905, alle sue dimissioni. Il 12 agosto dello stesso anno venne eletto sindaco Giuseppe Munari con una bassa maggioranza che ne decretò le dimissioni immediate.. Il 18 novembre 1905 venne eletto, sempre senza una larga maggioranza, Giacomo Rizzi il primo sindaco che da più di cento anni poteva vantare di essere nato, cresciuto e di vivere a Isola Vicentina. La Giunta che egli formò era costituita da rappresentanti non più del ceto nobiliare, ma del ceto medio emergente.
La situazione del paese non cambiò radicalmente: nel 1904 il paese venne "dichiarato infetto da pellagra".; la povertà si manifestava ancora tra il 1905 e il 1906 con un alto tasso di mortalità dovuto alle malattie infettive; nel 1910 si diffuse il colera e si dovette procedere con la costruzione di un lazzaretto comunale per poter evitare il diffondersi delle epidemie..
Nonostante questo, nel 1906 venne costruita la linea elettrica fra Malo e il paese, furono deliberati gli ampliamenti o le costruzioni di nuovi edifici scolastici sia a Isola sia nelle frazioni, vennero incanalate le acque piovane per evitare i ristagni e furono sistemati i ponti sulla Giara..
Prima guerra mondiale Come in tutti i comuni nel vicentino, la "Grande guerra" portò molta paura. e un profondo riassetto dell'organizzazione comunale. Il comune si trovò ad affrontare l'imposizione di un solo tipo di pane, del razionamento dei viveri per sfamare i soldati al fronte, di uomini e giovani arruolati e l'arrivo di numerosi sfollati dai paesi più a nord.. Numerose furono le divisioni che passarono e sostarono per il paese.. e ingente il numero di soldati ricoverati nel convento di Santa Maria del Cengio o nel lazzaretto comunale..
Dopo la Strafexpedition, gli austriaci penetrarono molto nel territorio italiano tanto che Isola Vicentina fu ridefinita da retrovia a zona operativa. Per questo motivo il Genio Militare effettuò una serie di lavori per preparare il terreno ad una possibile battaglia. Primi fra tutti furono i lavori di sistemazione del ponte sul Timonchio, giudicato insufficiente, e irrobustito. Successivamente vennero costruiti strade, trincee, camminamenti e le gallerie, alcune delle quali sono ancora oggi esistenti e permettono di capire, collegandole una ad una, quale fosse la linea difensiva predisposta..
La prima guerra mondiale si concluse, nel 1918, con 74 caduti..
Dopoguerra e fascismo Gli anni del dopoguerra, come in tutta Italia, furono caratterizzati da estrema povertà e disoccupazione. Nell'inverno del 1920 l'amministrazione comunale cercò di riavviare i progetti sospesi per poter dare lavoro alle persone.. In poco tempo anche a Isola nacque la Lega Bianca indirizzata a dare maggior diritti ai contadini e agli operai della filanda del paese..
Nelle elezioni del 16 novembre 1921 i Blocchi nazionali (la lista dove si presentò il Partito Nazionale Fascista) ottenne il 22,37% dei voti (circa due punti percentuali in più della media italiana). Questo diede maggior slancio al gruppo fascista isolano che, il 27 giugno 1921, fondò il Fascio di Isola (denominato Intrepida) con 150 aderenti all'attivo.. In poco tempo si arrivò allo scontro fra gli esponenti popolari e quelli fascisti. Già nel 1922 erano cominciati gli attacchi fisici ai componenti della Lega Bianca da parte dei fascisti e per tutto l'anno furono molti i comizi che terminarono o rischiarono di terminare in risse... Questo e le numerose intimidazioni individuali portarono ad una diminuzione delle adesioni della Lega.
Nel 1925 venne sciolto il consiglio comunale eletto dagli isolani e Vittorio Marchioro fu designato Commissario Prefettizio; nel settembre 1926 gli successe Raul Scandelibeni, diventato poi ufficialmente podestà nel marzo 1927.. Gli anni del fascismo videro a Isola, come in tutta Italia, una profonda riorganizzazione della vita sociale: vennero chiusi tutti i circoli ricreativi parrocchiali per il timore che l'educazione religiosa interferisse con quella del partito., ogni dove vennero appesi manifesti del fascio., i programmi scolastici vennero rivisti. e la gioventù venne suddivisa nelle tipiche fasce d'età secondo le indicazioni dell'Opera nazionale balilla. Vi fu anche un riassetto della nomenclatura di alcune vie: la via principale venne rinominata via Roma in onore del decimo anniversario della Marcia su Roma e lo spiazzo con la fontana, denominato da sempre con il generico nome di Piazza, venne intitolato a Guglielmo Marconi..
Seconda guerra mondiale Il 10 giugno 1940 l'Italia dichiara guerra a Gran Bretagna e Francia. A Isola, come in tutta Italia, si tornò in guerra: invio di uomini al fronte, raccolta massiccia di rottami metallici e la lotta agli sprechi.. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 le cose peggiorarono. Tra settembre e ottobre arrivarono in paese delle truppe naziste che sequestrarono Villa Varaschini a Castelnovo, Villa Folco in Vallugana e Villa Guardini a Isola dove installarono il loro comando operativo. A giugno 1944 Villa Guardini fu completamente sequestrata e divenne il centro di tutte le operazioni tedesche isolane: tra Isola e Castelnovo si potevano contare in media 80 soldati nazisti di stanza nel paese..
Organizzazioni partigiane isolane