Gli Appennini sono il sistema montuoso lungo circa che si distende dalla zona settentrionale d'Italia fino a quella meridionale, disegnando un arco con la parte concava a sudovest. Insieme alle Alpi, caratterizzano il rilievo e il paesaggio di gran parte del paese, interessando ben quindici regioni: quattro della sua parte continentale, tutte le regioni della penisola italiana nonché, secondo numerose fonti, la parte settentrionale della Sicilia. Per questi motivi sono spesso chiamati «spina dorsale della penisola italiana»A titolo di esempio, si riportano un'enciclopedia, un vocabolario, un testo scolastico. Enciclopedia Treccani, voce ; Vocabolario Treccani, voce ; Guido Corradi - Monica Morazzoni - Brunella Pisani Geotour, RCS Libri education Spa, 2008. ISBN 978-88-23100-65-7. Consultabile a ..
Etimologia L'origine più probabile sembra dal celtico o dal ligure antico pen(n) o ben, "montagna, cima", riconducibile alla radice indoeuropea *pen / *pend con il significato di essere appeso, essere in pendenza (IEW 998), essendo il nord Italia dominato da tali popolazioni nel IV secolo a.C. o prima. Poi il nome sarebbe passato dall'indicare, dal solo Appennino settentrionale, tutta la catena.
Descrizione Gli Appennini corrono per tutta la loro lunghezza in territorio italiano, con l'eccezione del Monte Titano, appartenente alla Repubblica di San Marino. Lo spartiacque della catena appenninica divide la superficie della Penisola in due versanti: ligure-tirrenico e adriatico-ionico, differenti tra loro sotto molti aspetti. La differenza più appariscente è data dall'asimmetria dei due pendii: la catena infatti segue una linea curva, convessa verso l'Adriatico e concava verso il Tirreno; nel versante ligure-tirrenico la catena principale appenninica arriva a lambire la costa in Liguria, mentre è bordata dai rilievi dell'Antiappennino tirrenico in Toscana, Lazio e Campania; in Cilento, in Basilicata e in Calabria la catena principale tocca nuovamente il mare. Nel versante adriatico gli Appennini digradano nella Pianura Padana in Emilia-Romagna, toccano il mare nelle Marche, in Abruzzo e nel Molise, mentre in Puglia l'Antiappennino adriatico si interpone tra la catena appenninica principale e il mare.
A paragone con le Alpi, gli Appennini, oltre ad essere più recenti, hanno una diversa conformazione e un'altezza nel complesso inferiore. L'Appennino infatti è formato in prevalenza da rocce calcaree dure e da argille molli; solamente la Sila e l'Aspromonte sono costituiti da rocce granitiche. La cima più alta è il Corno Grande, nel massiccio del Gran Sasso (Abruzzo), che raggiunge i Anche il paesaggio naturale appenninico, con la diversità delle rocce e del clima, appare molto differente da quello alpino. Le montagne appenniniche hanno in genere cime tondeggianti e il declivio dei due versanti, ligure-tirrenico e adriatico-ionico, digrada dolcemente. Spiccano però le ardite forme di alcuni gruppi formati da compatta roccia calcarea: tra Toscana e Liguria le Alpi Apuane, tra l'Umbria e le Marche i Sibillini, in Abruzzo il Gran Sasso e la Maiella, in Campania il massiccio degli Alburni, in Basilicata il Monte Alpi e, al confine con la Calabria, il Massiccio del Pollino.
Le vallate appenniniche sono a volte impervie e caratterizzate da gole pittoresche, specie in Abruzzo e nelle Marche. Alcune aree sono soggette a frane e scoscendimenti: sono le zone in cui la composizione prevalentemente argillosa del suolo e il dissennato disboscamento dei tempi passati consentono alle acque di superficie di agire rovinosamente, scavando solchi (calanchi) e rendendo inabitabili vaste superfici; interi pendii, nei periodi di pioggia, si possono trasformare in pericolosi fiumi di fango. I numerosi e facili valichi che permettono di passare, ad altezze quasi sempre inferiori ai , dall'uno all'altro versante, vengono indicati nella parlata locale, secondo le loro forme caratteristiche, con i nomi di passo, bocca, forca, portella e gola.
Nell'Antiappennino sono caratteristiche le forme tronco-coniche dei vulcani, ormai spenti quelli dei colli Albani, ancora attivi il Vesuvio e i Campi Flegrei. È presente un solo ghiacciaio, quello del Calderone, il più meridionale d'Europa, sul Gran Sasso; sono presenti però diversi glacionevati e nevai.
Caratteristiche L'estensione in larghezza degli Appennini è minima in corrispondenza di due linee: quella che unisce il Golfo di Sant'Eufemia sul Tirreno e il Golfo di Squillace sullo Ionio (Istmo di Catanzaro in Calabria) e quella tra Genova Voltri e Gavi (tra Liguria e Piemonte), in entrambi i casi di 30 kmAurelio Romano Tradizioni militari italiane, De Angelis, 1867 (pagina 11).. La massima larghezza è invece di 254 km, in corrispondenza della linea che congiunge il promontorio di Ancona e quello di PiombinoBattista Melzi, Alfredo Comandini Il nuovissimo Melzi: dizionario italiano..., A. Vallardi, 1920 (pagina 563). (tra Monte Argentario e Monte Conero la larghezza è comunque notevole: 240 km). L'estremità settentrionale è la Bocchetta di Altare o Colle di Cadibona, in valle Bormida (SV), mentre quella meridionale è data dalla punta estrema dell'Aspromonte, in Calabria. Oltre lo stretto di Messina, gli Appennini continuano nelle catene settentrionali della Sicilia, definite da diverse fonti come Appennino siculoNumerose fonti considerano i monti della Sicilia settentrionale come "Appennino Siculo". Si citano qui (in ordine cronologico):
Alfeo Pozzi L'Italia nelle sue presenti condizioni fisiche, politiche, economiche, e monumentali descritta alle scuole ed alle famiglie G. Agnelli, 1870 (pagina 84, testo consultabile su Google libri); Società italiana di scienze naturali, Atti della Società italiana di scienze naturali e del Museo civico di storia naturale in Milano, Volumi 37-38 (pagina 326); Theobald Fischer, La penisola italiana: saggio di corografia scientifica, Unione Tipografico-editrice, 1902 (pagina 312); Autori vari, Rivista geografica italiana, Volumi 77-78 edito dalla Società di studi geografici, 1970 (pagina 247) L. Vizzani L'Appennino Siculo-Calabro-Lucano, in: Moderne vedute sulla geologia dell'Appennino, atti dell'Accademia Nazionale dei Lincei, 1973 (pagine 15-37); Adriana Pintori, Maribel Andreu, Adriana Pintori, Diamoci dentro!: cultura e civiltà italiana editore Univ. Autònoma de Barcelona, 1996 (pagina 138); Micaela Vissani, Regioni d'Italia dall'A alla Z Giunti Editore, 1999 (pagina 159); Giuseppe Maurici, Giuseppe Maurici Roby Manfrè Scuderi, Guide dei Monti d'Italia - Sicilia Touring Editore, 2001 (pagina 28) Touring club italiano, Sicilia: Palermo e la Conca d'oro, Agrigento, Siracusa, Catania, Taormina, gli arcipelaghi e le isole Touring Editore, 2002 (pagina 271); Domenico Ligresti, Dinamiche demografiche nella Sicilia moderna editore FrancoAngeli, 2002 (pagina 67) Ruggiero Scrofani, Turismo nautico e distretti turistici siciliani editore FrancoAngeli, 2009 (pagina 99); F. Toppetti, Paesaggi e città storica. Teorie e politiche del progetto Alinea Editrice, 2011 (pagina 143).
L'Enciclopedia Treccani considera i rilievi settentrionali della Sicilia come continuazione degli Appennini. Vedi la voce , da cui si citano le seguenti frasiː ...forma, per 1350 km, la spina dorsale della penisola italiana fino allo Stretto di Messina, oltre il quale continua nei rilievi settentrionali della Sicilia; L'Appennino si distingue generalmente in tre sezioni: Settentrionale, Centrale, Meridionale, alle quali si può aggiungere l'Appennino Siculo. Nello stesso modo si regola il Vocabolario Treccani alla voce .
Inoltre, nel 2000, il Ministero dell'Ambiente ha incluso i monti della Sicilia settentrionale nella catena appenninica, nell'ambito del progetto "Appennino parco d'Europa". Vedi il documento dell'IUCN , di Roberto Gambino e Bernardino Romano.. Comprendendo quest'ultimo settore, la lunghezza totale degli Appennini è di Anche l'Enciclopedia Britannica include i rilievi settentrionali della Sicilia negli Appennini: alla voce (Catena Appenninica), di cui sono autori Maurizio Parotto, Bruno Accordi e Thomas M. Poulsen, riporta nell'incipit questa fraseː From Cadibona Pass in the northwest, close to the Maritime Alps, they form a great arc, which extends as far as the Egadi Islands to the west of Sicily. Their total length is approximately 870 miles (1,400 kilometres) (Dal Passo di Cadibona, nel Nord-ovest, adiacente alle Alpi Marittime, essi formano un grande arco, che si estende fino alle Isole Egadi, nella Sicilia occidentale. La loro lunghezza totale è approssimativamente di 870 miglia (1400 km)..
Limite geologico tra Alpi e Appennini
Dal punto di vista geologico, il confine settentrionale dell'Appennino si trova nel territorio comunale di Genova ed è rappresentato dal Gruppo di Voltri, presso una discontinuità tettonica denominata Linea Sestri-VoltaggioCapponi G.; Gosso G.; Scambelluri M.; Siletto G. B.; Tallone S., Carta geologico-strutturale del settore centro-meridionale del Gruppo di Voltri (Alpi Liguri) e note illustrative, Bollettino della Società Geologica Italiana..
La geologia contemporanea definisce la questione del confine settentrionale, rilevando che la partizione tra unità geomorfologiche è in realtà molto complessa e che si svolge in ambito tridimensionale (nonché temporale), dove le unità costituenti sovrascorrono le une sulle altre, cosicché l'Appennino Settentrionale risulta dalla sovrapposizione tettonica di due grandi insiemi, strutturalmente diversi per litologia e origine paleogeografica. Secondo alcuni geologi, gli Appennini si sono formati precedentemente alle Alpi, a partire da circa 60 milioni di anni addietro; altri, invece, ritengono che la catena alpina incominci la sua storia fra l'Eocene e l'Oligocene inferiore (circa 30 milioni di anni fa), mentre solo nell'Oligocene superiore - Miocene inferiore (da 30 a 16 milioni di anni fa) abbia inizio la formazione degli Appennini. Solo negli ultimi 7-8 milioni di anni però l'Appennino calabro, precedentemente contiguo alla catena alpina si salda con il resto dell'Appennino.
Importanza storica
Durante la seconda guerra mondiale, l'esercito tedesco utilizzò gli Appennini come una naturale barriera difensiva, costruendo diverse linee difensive, le più famose delle quali furono la linea Gustav e la linea Barbara, nell'Italia meridionale, e la linea Gotica, attaccata senza successo dagli Alleati nel settembre del 1944.
Suddivisione secondo la latitudine
La catena appenninica viene convenzionalmente suddivisa in tre o quattro tronchi principali a seconda della latitudine: l'Appennino settentrionale, l'Appennino centrale, l'Appennino meridionale, a cui si può aggiungere l'Appennino siculo, separato dal resto degli Appennini in corrispondenza dello stretto di Messina. Appennino settentrionale
L'Appennino settentrionale si unisce con la catena alpina attraverso il valico della Bocchetta di Altare, noto anche come colle di Cadibona. Il punto in cui si unisce all'Appennino centrale secondo alcune fonti è il valico di Bocca Serriola o, secondo altre, quello di Bocca Trabaria; altre ancora, infine, considerano tutta la zona compresa tra i due valichi come regione di transizione tra i due tratti appenniniciSi riportano le fonti per tre punti di vista diversi sul limite tra Appennino tosco-emiliano (e quindi settentrionale) ed umbro-marchigiano (e quindi centrale). Tra le fonti che considerano il valico di Bocca Trabaria il limite tra Appennino Tosco-emiliano (e quindi l'Appennino settentrionale) ed Appennino Umbro-marchigiano (e quindi l'Appennino centrale) si citano:
Sito ufficiale della regione Marche, pagina Romano Gasperoni, Fulvio Fulvi, Umbria e Marche, edizioni Fabri, 1985 (pagina 94)
Romano Gasperroni, in Viaggio in Italia – anno II – volume 37 – Appennino Umbro-Marchigiano, (Gruppo Editoriale Fabbri) Milano 1983; Università di Bologna - Istituto di geografia - Studi geografici... (pagina 114)