Jabba the Hutt è un personaggio immaginario della saga fantascientifica di George Lucas Guerre stellari: è raffigurato come un grosso extraterrestre simile a una lumaca, dotato di braccia antropomorfe, privo di arti inferiori e con una lunga coda. È apparso per la prima volta ne Il ritorno dello Jedi (1983), anche se è menzionato sia in Guerre stellari (1977) che ne L'Impero colpisce ancora (1980), e una scena precedentemente eliminata che include il personaggio venne aggiunta alla riedizione del 1997 di Guerre stellari e nelle edizioni home video successive. Ne Il ritorno dello Jedi fu realizzato tramite un grande pupazzo in lattice, controllato da una troupe di burattinai, mentre nei film successivi e nelle nuove sequenze introdotte nella trilogia originale si usò la computer grafica.

Il ruolo del personaggio è principalmente antagonistico: egli è infatti un gangster hutt di circa 600 anni, che utilizza un vasto seguito di criminali, cacciatori di taglie, contrabbandieri, guardie del corpo e assassini per gestire il suo impero criminale. Nel suo palazzo sul pianeta desertico Tatooine tiene a sua disposizione molti intrattenitori, schiavi, droidi e creature aliene. Jabba ha un bieco senso dell'umorismo, una risata bellicosa, un insaziabile appetito e una propensione per il gioco d'azzardo, le schiave e la tortura..

Il personaggio fu inserito nella campagna di merchandising di Guerre stellari durante l'uscita de Il ritorno dello Jedi. Oltre ai film, Jabba the Hutt appare in romanzi e fumetti dell'Universo espanso e a volte viene citato con il suo nome completo, Jabba Desilijic Tiure, mentre in italiano è stato chiamato anche Jabba de' Hutt. L'immagine di Jabba ha giocato fin dall'inizio un ruolo influente nella cultura di massa, soprattutto negli Stati Uniti: il suo nome viene utilizzato come espediente letterario satirico e caricatura politica per evidenziare qualità negative come l'obesità e la corruzione.

Caratterizzazione Secondo il critico cinematografico Murray Pomerance, Jabba esemplifica la lussuria, l'avarizia e la gola. Il personaggio è conosciuto nell'universo di Guerre stellari come un malvagio bandito che si diverte a torturare e umiliare i suoi subordinati e i suoi nemici; si circonda inoltre di schiave di tutte le razze, incatenandole al suo palco e costringendole a soddisfarlo e a sottostare ai suoi umori: ad esempio, ne Il ritorno dello Jedi, la ballerina Oola viene gettata in pasto a un rancor perché si rifiuta di assecondare i suoi capricci.

L'aspetto fisico di Jabba the Hutt è grottesco tanto quanto il suo personaggio e rinforza la sua personalità di pervertito criminale. Come lo definisce Ian Solo ne Il ritorno dello Jedi, Jabba è una "disgustosa massa putrescente verminosa". Il critico cinematografico Roger Ebert lo descrive come "un incrocio tra un rospo e il gatto del Cheshire". A tal proposito è stata notata la somiglianza del nome "Jabba" al termine slavo žaba, che significa "rospo". L'astrofisica e scrittrice di fantascienza Jeanne Cavelos attribuisce a Jabba il "premio per l'alieno più disgustoso". Gli autori di fantascienza Tom e Martha Veitch scrivono che il corpo di Jabba è un "ammasso miasmatico" di carne che oscilla quando ride. Emette un odore inconfondibile: "Il corpo lardoso dell'hutt sembrava secernere periodicamente uno scarico di grasso, inviando nuove ondate di puzza di marcio" nell'aria. La sua gonfia lingua gronda saliva mentre egli si nutre di creature che assomigliano a rane e vermi. L'appetito di Jabba è insaziabile e la sua dieta è alquanto indiscriminata: per esempio il suo giullare, la lucertola-scimmia kowakiana Salacious Crumb, deve far ridere il gangster hutt almeno una volta al giorno, altrimenti Jabba lo mangerà.

Tuttavia, Jabba the Hutt mostra anche rari momenti di carità. In una storia dell'Universo espanso impedisce a un chevin di nome Ephant Mon di morire congelato su un pianeta ghiacciato coprendolo con i suoi gonfi strati di grasso; i due vengono salvati ed Ephant Mon diviene un leale servitore dello hutt. Inoltre, in Star Wars: The Clone Wars, Jabba sembra avere un affetto genuino e sincero per suo figlio Rotta, da lui soprannominato "Fagottino", ed è preoccupato per il suo rapimento e arrabbiato per la sua presunta morte.

Creazione e sviluppo L'aspetto di Jabba the Hutt subì diverse modifiche fra le differenti versioni dei film. Il cambiamento nella sua ideazione da una creatura pelosa a una lumaca e da un pupazzo alla CGI rappresentano due dei cambiamenti più notevoli del personaggio nel processo d'ideazione e creazione.

Guerre stellari

La sceneggiatura originale di Guerre stellari descrive Jabba come una "creatura grassa, simile a una lumaca, con occhi su antenne estensibili e un'enorme brutta bocca", ma Lucas dichiarò in un'intervista che il personaggio iniziale che aveva in mente era più peloso e assomigliava a uno wookiee. Quando nel 1976 fu girata la scena fra Ian Solo e Jabba, Lucas usò l'attore nordirlandese Declan Mulholland come controfigura e gli fece leggere le battute di Jabba vestendo un ispido abito marrone; Lucas voleva poi rimpiazzare Mulholland in post-produzione con una creatura in passo uno. La scena avrebbe collegato Guerre stellari a Il ritorno dello Jedi e spiegato perché Ian Solo era stato imprigionato alla fine de L'Impero colpisce ancora.Intervista a George Lucas, Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza, edizione speciale (VHS, 20th Century-Fox, 1997). Tuttavia Lucas decise di escludere la scena dal montaggio finale per limiti di budget e di tempo e perché sentiva che non aggiungeva granché alla trama del film.Commento di George Lucas, Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza, edizione speciale (DVD, 20th Century-Fox, 2004).

Lucas rivisitò la scena nell'edizione speciale del 1997 di Guerre stellari, reinserendo la sequenza e sostituendo Mulholland con una versione CGI di Jabba the Hutt e i dialoghi in inglese con l'huttese, una lingua artificiale inventata dal sound designer Ben Burtt. Joe Letteri, il supervisore agli effetti visivi per l'edizione speciale, spiegò che il fine ultimo della scena era di farla sembrare come se Jabba the Hutt fosse veramente sul set parlando e recitando con Harrison Ford e che i tecnici lo avessero semplicemente fotografato. Letteri dichiarò che la nuova scena consisteva in cinque riprese che ebbero bisogno di oltre un anno per essere completate.Intervista a Joseph Letteri, Star Wars Episodio IV: Una nuova speranza, edizione speciale (VHS, 20th Century-Fox, 1997). La scena fu perfezionata ulteriormente per la distribuzione in DVD del 2004, migliorando l'aspetto di Jabba con i progressi nelle tecniche di CGI, anche se nessuna versione appare esattamente come il pupazzo originale di Jabba the Hutt.

A un certo punto della scena originale Ford cammina dietro Mulholland, ma questo divenne un problema quando si aggiunse il Jabba in CGI, dal momento che la sua coda interferiva con il tragitto di Ian; alla fine, la questione fu risolta facendo calpestare a Ian la coda di Jabba e provocando allo hutt un gemito di dolore.

Lucas confessò che le persone rimasero deluse dall'aspetto del Jabba in CGI, lamentando che il personaggio "sembrava falso". Lucas respinse questa affermazione, sostenendo che se un personaggio è ritratto come un pupazzo o in CGI sarà sempre "falso" in quanto il personaggio non è reale; disse poi che non vedeva alcuna differenza tra un pupazzo di lattice e uno generato al computer.Commento di George Lucas, Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi, edizione speciale (DVD, 20th Century-Fox, 2004).

Il ritorno dello Jedi Lucas basò la CGI su come il personaggio era originariamente apparso ne Il ritorno dello Jedi. In questo film Jabba the Hutt è un'immensa, sedentaria creatura simile a una lumaca, disegnata dal reparto creature della Industrial Light & Magic di Lucas. Il consulente di design Ralph McQuarrie dichiarò: "Nei miei disegni Jabba era enorme, agile, una sorta di figura simile a una scimmia. Ma poi il design andò verso un'altra direzione e Jabba divenne una creatura più simile a un verme".Ralph McQuarrie, citato in . Secondo il documentario del 1985 From Star Wars to Jedi, Lucas respinse i bozzetti iniziali del personaggio: in uno Jabba sembrava troppo umanoquasi come Fu Manchumentre in un altro troppo simile a una lumaca. Lucas alla fine scelse un design che era un ibrido fra i due, traendo ulteriore ispirazione da un disegno di O'Galop che era una prima rappresentazione dell'omino Michelin.From Star Wars to Jedi: The Making of a Saga, narrato da Mark Hamill (1985; VHS, CBS Fox Video, 1992). Il costumista de Il ritorno dello Jedi Nilo Rodis-Jamero commentò:Nilo Rodis-Jamero, citato in .

Disegnato dall'artista degli effetti visivi Joe Johnston e dal supervisore del design delle creature Phil Tippett, Jabba the Hutt era ispirato all'anatomia di diverse specie animali: la struttura del suo corpo e i processi riproduttivi sono basati sugli anellidi, animali ermafroditi privi di peli e di scheletro; la testa fu modellata basandosi su quella di un serpente, completa di occhi a patata con le pupille a fessura e una bocca larga abbastanza da ingoiare una grossa preda; la sua pelle venne resa umida, una caratteristica tipica degli anfibi. Il design di Jabba rimase lo stesso per quasi tutti i membri della specie hutt nelle successive storie di Guerre stellari..

Ne Il ritorno dello Jedi Jabba è interpretato da un pupazzo in lattice, argilla e polistirolo di oltre cinque metri per quasi una tonnellata di peso, rendendolo uno dei più grandi mai usati nella storia del cinema. Il suo assemblaggio richiese al truccatore Stuart Freeborn e alla sua troupe quasi sei mesi di tempo e mezzo milione di dollari, considerato che il pupazzo era così grosso che il forno agli Elstree Studios non riusciva a contenerlo e si dovette adibire una sala supplementare per colare e formare lo stampo. Il pupazzo, cavo al suo interno, era azionato da tre burattinai: David Alan Barclay, Toby Philpott e Mike Edmonds, che facevano parte del gruppo che creava e manovrava i Muppet. Barclay muoveva il braccio destro e la bocca e leggeva i dialoghi in inglese del personaggio, mentre Philpott controllava il braccio sinistro, la testa e la lingua; il nano Edmonds, invece, era responsabile dei movimenti della coda di Jabba. Gli occhi e le espressioni facciali erano infine manovrati dall'esterno tramite radiocomando.

Lucas espresse disappunto per l'aspetto e l'immobilità del pupazzo, lamentandosi che esso doveva essere spostato in giro per il set per filmare diverse scene. Nel commento all'edizione speciale in DVD de Il ritorno dello Jedi, Lucas fa notare che se la tecnologia fosse stata disponibile nel 1983, Jabba the Hutt sarebbe stato fin da subito un personaggio in CGI simile a quello che appare nella scena dell'edizione speciale di Una nuova speranza. Secondo lo storico cinematografico Laurent Bouzereau, la morte di Jabba the Hutt è stata suggerita dallo sceneggiatore Lawrence Kasdan, e Lucas decise quindi che sarebbe stata Leila a strangolarlo con le proprie catene, ispirandosi a una scena de Il padrino dove un personaggio obeso chiamato Luca Brasi viene garrotato da un assassino..

Jabba the Hutt parla solo huttese nel film, ma le sue battute sono sottotitolate in inglese. La sua voce e i dialoghi in huttese sono interpretati dall'attore Larry Ward. La sua voce fu resa più pesante ed espansa abbassandola di un'ottava e facendola passare attraverso un generatore sub-armonico. Fu registrata una traccia audio per accompagnare il movimento delle braccia e della bocca, e gli effetti sonori furono creati passando una mano in un piatto di formaggio e raschiando con uno straccio sporco di fango l'interno di un bidone della spazzatura.Commento di Ben Burtt, Star Wars: Episodio VI - Il ritorno dello Jedi, edizione speciale (DVD, 20th Century-Fox, 2004).