La canapicchia comune (nome scientifico Omalotheca sylvatica (L.) Sch.Bip. & F.W.Schultz, 1861) è una specie di pianta angiosperma dicotiledone della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae).
Etimologia Il nome generico (Omalotehca) deriva da due parole greche "omalo/homalo" (= liscio) e "theca" (= scatola, contenitore); insieme significa "rivestimento liscio".. L'epiteto specifico (sylvatica) indica un ambiente di crescita boschivo o delle foreste.
Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici Carl Linnaeus (1707-1778), Carl Heinrich Schultz (1805-1867) e Friedrich Wilhelm Schultz (1804-1876) nella pubblicazione "Archives de Flore: journal (recueil) botanique" (Arch. Fl. 2: 311) del 1861.
Descrizione
Portamento. La specie di questa voce ha un habitus di tipo erbaceo perenne. Tutta la pianta è grigio-tomentosa. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. I cauli di queste piante sono provvisti del floema, ma non di canali resiniferi; mentre i sesquiterpeni lattoni sono normalmente assenti (piante senza lattice).......
Fusto. La parte aerea in genere è eretta e semplice con superficie da lanosa-tomentosa a sericea. Le radici sono fibrose e rizomatose, ma non stolonifere. Altezza media: 15 – 30 cm (massimo 70 cm).
Foglie. Le foglie in genere sono basali (in rosette persistenti) e cauline disposte in modo alternato e sono sessili (o sub-picciolate). La lamina è intera e piatta. Foglie basali: sono lineari-spatolate, acute, uninervie. La superficie è bianca nella parte inferiore e scarsamente tomentosa di sopra. Dimensione: 2 - 5 × 40 – 60 mm. Foglie cauline: la lunghezza è progressivamente decrescente verso l'alto; le forme sono variabili da strettamente oblanceolate a lanceolate fino a lineari (quelle più distali).
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da diversi capolini (fino a 90) raccolti in formazioni racemose dense. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale di tipo disciforme (con fiori eterogami). I capolini sono formati da un involucro, con forme coniche (o campanulate-turbinate), composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori. Le brattee, a consistenza cartacea (all'apice) e colorate di brunastro, sono disposte in modo più o meno embricato su 2 - 3 serie e possono essere connate alla base (strati di stereoma indiviso); talora possono avere un margine ialino. Alcune o tutte le brattee si presentano con una cospicua macchia marrone scuro distale al centro. Il ricettacolo è nudo ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori; la forma normalmente è piatta o concava. Dimensione dei capolini: 2 × 5 – 6 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Sono inoltre tubulosi, attinomorfi e si distinguono in: fiori del disco esterni (molti per capolino): sono femminili e filiformi. fiori del disco centrali (pochi: 3 - 4): sono ermafroditi; le forme sono tubulari. In questo gruppo di piante i fiori radiati (ligulati o del raggio) sono assenti; a volte sono confusi con i fiori femminili (tubulosi) del disco esterno più o meno sub-zigomorfi con un lembo piatto e possono essere interpretati come fiori del raggio.
Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.
Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: la forma della corolla normalmente è tubolare con 5 lobi (raramente 4); i lobi hanno delle forme da lanceolate o deltate a lineari. I colori della corolla sono da violaceo a biancastro (fiori esterni); da violaceo a rossastro (fiori più interni). Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo; le teche (produttrici del polline) sono prive di sperone, ma hanno la coda (una sola); le appendici apicali delle antere hanno delle forme piatte; il tessuto endoteciale (rivestimento interno dell'antera) è quasi sempre polarizzato (con due superfici distinte: una verso l'esterno e una verso l'interno). Il polline è di tipo echinato (con punte sporgenti) a forma sferica è formato inoltre da due strati di ectesine, mentre lo strato basale è spesso e regolarmente perforato (tipo "gnafaloide"). Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo (il recettore del polline) è intero o biforcato con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno una forma da troncata a allungata e ottusa; possono essere ricoperti da minute papille o avere dei penicilli apicali o dorsali. Le superfici stigmatiche sono separate. Antesi: da giugno a settembre.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono piccoli a forma da obovoide a cilindrica o fusiforme e leggermente compressi; la superficie può essere ricoperta di piccoli peli o papille; il pericarpo può essere percorso longitudinalmente da alcuni fasci vascolari. Il pappo, caduco, è formato da 15 - 25 setole biancastre, monoseriate, capillari, barbate e connate alla base in un anello oppure libere. Lunghezza dell'achenio: 1,5 mm. Lunghezza del pappo: 3 mm.
Biologia Impollinazione: tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori. Dispersione: i semi cadono a terra e vengono dispersi soprattutto da insetti come formiche (disseminazione mirmecoria). Un altro tipo di dispersione è zoocoria: gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio che portano così i semi anche su lunghe distanze. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche per alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Circumboreale / Eurosiberiano / Nord Americano.
Distribuzione: in Italia questa specie si trova comunemente al Nord (al Centro e Sud è più rara). Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Sugli altri rilievi collegati alle Alpi è presente nella Foresta Nera, Monti Vosgi, Massiccio del Giura, Massiccio Centrale, Pirenei, Monti Balcani e Carpazi. Altrove si trova nel resto dell'Europa, in Siberia occidentale e nel Nord America.
Habitat: l'habitat preferito per queste piante sono i sentieri boschivi, i cedui e le schiarite dei boschi. Il substrato preferito è calcareo/siliceo ma anche siliceo con pH acido, medi valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.
Distribuzione altitudinale: sui rilievi alpini, in Italia, queste piante si possono trovare fino a quote comprese tra 100 e (massimo ); nelle Alpi frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano, subalpino e in parte quello alpino e quello collinare.
Fitosociologia Areale alpino Dal punto di vista fitosociologico alpino Omalotheca sylvatica appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle macro- e megaforbie terrestri Classe: Epilobietea angustifolii
Areale italiano Per l'areale completo italiano Omalotheca sylvatica appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione sopraforestale criofila e dei suoli crioturbati. Classe: Caricetea curvulae Br.-Bl. 1948 nom. cons. propos. Rivas-Martínez, Diaz, Ferná ndez- González, Izco, Loidi, Lousa & Penas, 2002 Ordine: Caricetalia curvulae Br.-Bl. in Br.-Bl. & Jenny, 1926 Alleanza: Nardion strictae Br.-Bl. in Br.-Bl. & Jenny, 1926
Descrizione. L'alleanza Nardion strictae è relativa alle praterie acidofile e mesofile che si sviluppano in stazioni pianeggianti o poco pendenti presenti sui rilievi montuosi più elevati dell’Europa meridionale. Spesso queste aree sono legate a siti caratterizzati da innevamento prolungato. La distribuzione dell'alleanza è situata nella fascia dell’Europa media, andando dai Pirenei ai Carpazi. In Italia è presente sulle Alpi e, localizzata, sull'Appennino settentrionale.
Alcune specie presenti nell'associazione: Ajuga pyramidalis, Alopecurus gerardii, Omalotheca sylvatica, Pilosella aurantiaca, Plantago alpina, Pseudorchis albida, Ranunculus villarsii, Trifolium alpinum e Viola ferrarinii.
Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite su generi, oppure specie e generi secondo altre fonti. (una delle checklist più aggiornata elenca fino a generi). La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.
Filogenesi Il genere di questa voce è descritto nella tribù Gnaphalieae, una delle 21 tribù della sottofamiglia Asteroideae... La sottotribù Gnaphaliinae è caratterizzata da portamenti di vario tipo con specie ginomonoiche e monoiche, da foglie con margini interi, da capolini disciformi omogami o eterogami e raramente radiati (o subradiati), dallo stilo con rami troncati e superfici stigmatiche separate apicalmente, da acheni glabri o con tricomi allungati e pappo ridotto..
Il genere Omalotheca appartiene al clade Flag, un gruppo informale monofiletico della sottotribù Gnaphaliinae. In questo gruppo sono presenti specie dioiche (solo fiori femminili o solo fiori maschili) e piante a portamento cusciniforme. I capolini, in formazioni corimbose o spiciformi, possono essere sottesi da foglie bratteali. Il ricettacolo in alcuni casi è squamoso. Il "Flag clade", da un punto di vista filogenetico, può essere suddiviso in due parti: il "Lucilia-group" e il resto del clade (in posizione "basale") considerato "gruppo fratello" del primo. Il genere di questa voce appartiene a quest'ultimo gruppo...
Sandro Pignatti nella "Flora d'Italia" (seconda edizione del 2018) divide le specie di Omalotheca (in realtà classificate come Gnaphalium) della flora spontanea italiana in due gruppi: (1) sinflorescenze con numerosi capolini e fusti allungati (fino a 60 cm). (2) sinflorescenze con pochi capolini e fusti brevi (fino a 12 cm). La specie di questa voce appartiene al primo gruppo.
I caratteri distintivi della specie Omalotheca sylvatica sono: il portamente è erbaceo perenne con fusti alti fino a 70 cm; le foglie cauline (e superiori) hanno delle lunghezze progressivamente decrescenti.
Il numero cromosomico delle specie di questa voce è: 2n = 56.
Variabilità L'alto numero cromosomico (2n = 56) indica una certa predisposizione alla variabilità (tipica delle specie poliploidi). In questa specie i caratteri non costanti sono la colorazione delle brattee dell'involucro (nelle popolazioni più meridionali il colore sbiadisce); inoltre il portamento si adatta all'ambiente (in alta montagna le forme sono più ridotte).
Sinonimi Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: Cyttarium silvaticum (L.) Peterm. Dasyanthus fuscus Bubani Dasyanthus sylvaticus (L.) Bubani Filago sylvatica (L.) Link Gamochaeta sylvatica (L.) Fourr. Gnaphalium sylvaticum L. Synchaeta silvatica (L.) Kirp.
Specie simili Alcune specie possono essere confuse con O. sylvatica: Omalotheca norvegica (Gunnerus) F.W.Schultz & Sch.Bip. - Canapicchia norvegese: è una specie abbastanza simile a quella di questa voce e si distingue soprattutto per le foglie medie grandi quasi come quelle basali; la superficie delle foglie inoltre è percorsa da tre nervi (e non uno come nella specie di questa voce); le brattee dell'involucro sono molto scure e scariose; è una specie più rara.