Larcidiocesi di Arles (in latino: Archidioecesis Arelatensis) è una sede soppressa della Chiesa cattolica.

Territorio Nel XVIII secolo l'arcidiocesi di Arles contava 51 parrocchie, delle quali 39 in Provenza, 7 in Linguadoca e 5 in Camargue; a queste si devono aggiungere le 8 parrocchie della città arcivescovile.La France pontificale, p. 370. Essa confinava ad ovest con la diocesi di Nîmes, a nord con l'arcidiocesi di Avignone, ad est con l'arcidiocesi di Aix e con la diocesi di Marsiglia.

Sede arcivescovile era la città di Arles, dove fungeva da cattedrale la chiesa di San Trofimo, edificata nel V secolo e interamente ricostruita nel XII secolo. Nel 2003 sono stati riportati alla luce i resti di una precedente cattedrale paleocristiana.

Nel Settecento la provincia ecclesiastica di Arles comprendeva le seguenti diocesi suffraganee: Orange, Marsiglia, Tolone e Saint-Paul-Trois-Châteaux.

Delle molte abbazie presenti nel territorio dell'arcidiocesi, al momento della rivoluzione francese ne sussistevano solo dueLa France pontificale, pp. 760 e seguenti.: l'abbazia benedettina di Montmajour nei pressi di Arles, e l'abbazia femminile di San Cesareo all'interno della città episcopale.

Storia La diocesi di Arles è stata una delle sedi della Chiesa cattolica più antiche e venerabili della Gallia. La data dell'erezione della diocesi non è nota, ma in ogni caso risale all'inizio dell'instaurazione della Chiesa cattolica in Gallia. Secondo la tradizione san Trofimo avrebbe evangelizzato la città di Arles e ne sarebbe divenuto il primo pastore tra il 220 e il 240.

Storicamente la traccia più antica risale al III secolo. Si tratta di una lettera di Cipriano, vescovo di Cartagine, indirizzata a papa Stefano I per invocare la difesa dei cristiani pentiti della città di Arles, dopo le persecuzioni di Decio, nella quale è nominato il primo vescovo storicamente accertato, Marciano, del quale Cipriano chiede al papa, su rapporto di san Faustino, vescovo di Lione, la deposizione per la sua adesione allo scisma di Novaziano. Questa lettera è datata 254.

Pur essendo una semplice civitas della provincia della Gallia Viennense, nel corso del IV secolo crebbe l'importanza della sede di Arles. In questo secolo vi furono celebrati due importanti concili: il concilio del 314, sotto la presidenza del vescovo Marino, per condannare il donatismo; e quello del 353, quando il vescovo Saturnino cercò d'imporre l'arianesimo.

Fu solo agli inizi del V secolo che anche nella Gallia iniziò ad instaurarsi il sistema metropolitano, già largamente diffuso nelle province orientali dell'Impero. Nel 417 papa Zosimo conferì l'autorità metropolitana al vescovo di Arles sulle province della Gallia Viennense e della Gallia Narbonense I e II.Documentazione in Gallia christiana novissima, coll. 21-24, nn. 27-41. Tale decisione fu contestata dai vescovi di Narbona e di Marsiglia, che facevano valere il concetto che nessun vescovo di una determinata provincia poteva essere ordinato dal vescovo di una provincia straniera; e dai vescovi di Vienne, che rivendicavano il diritto metropolitico per il fatto che la città era stata la capitale della provincia Viennense. Questi argomenti furono riconosciuti da papa Bonifacio I che, nel 420, dichiarò che il primato concesso al vescovo Patroclo di Arles era a titolo puramente personale ed attribuì le funzioni di metropolita all'arcivescovo di Vienne. Nel 426 fu nominato vescovo l'abate sant'Onorato fondatore dell'abbazia di Lerino e nel 429 gli successe come vescovo il suo compagno monaco sant'Ilario.

Ma le dispute fra le sedi di Arles e di Vienne continuarono per tutta la prima metà del secolo. Il 5 maggio 450 papa Leone I divise la Gallia Viennense in due province ecclesiastiche distinteTesto della lettera papale in Gallia christiana novissima, coll. 39-40, n. 66., assegnando a Vienne le diocesi di Valence, Grenoble e Ginevra, mentre ad Arles rimanevano tutte le altre diocesi della provincia, oltre ad alcune della Narbonense II.John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, Casale Monferrato (AL), Edizioni Piemme S.p.A., 1989, ISBN 88-384-1326-6. p. 123

Nel corso del VI secolo, l'importanza di Arles crebbe di nuovo, quando nel 513 papa Simmaco concesse a san Cesario importanti privilegi e poteri, confermati l'anno seguenteGallia christiana novissima, coll. 52-53, n. 110., che fecero dell'arcivescovo di Arles il rappresentante della Santa Sede nelle Gallie e nella Hispania. Gli storici parlano dell'istituzione di un vicariato di ArlesStoria della Chiesa, diretta da Hubert Jedin, vol. III, 1992, pp. 259-263., paragonabile a quello di Tessalonica per la Grecia e l'Illirico, che risale già all'epoca di papa Zosimo, ma che si sviluppa soprattutto nel VI secolo. Gli arcivescovi, nella loro qualità di vicari papali, presiedettero a numerosi concili nazionali nel corso del secolo: Parigi nel 552 e 573; Arles nel 554; Orléans nel 541 e nel 549; Mâcon nel 581 e nel 585; Lione nel 570 e Valence nel 574. Durante il VII secolo la primazia di Arles venne meno, fino a scomparire completamente a vantaggio della sede di Lione.

Nel 794, al sinodo di Francoforte, i confini fra le province di Arles e di Vienne furono nuovamente discussi. La provincia ecclesiastica di Arles perse le sedi di Aix e di Embrun, che furono elevati al rango di arcidiocesi metropolitane. La provincia ecclesiastica di Arles conservò tuttavia le diocesi suffraganee di Marsiglia, Tolone, Orange, Saint-Paul-Trois-Châteaux, Avignone, Vaison, Cavaillon e Carpentras.

Nel 1475, alla morte dell'arcivescovo di Arles, Philippe de Lévis, papa Sisto IV ridusse il numero delle diocesi appartenenti alla provincia ecclesiastica di Arles, staccandone quella di Avignone, eretta a diocesi metropolitana, alla quale attribuì come diocesi suffraganee quelle di Carpentras, Cavaillon e Vaison.

L'ultimo arcivescovo di Arles fu Jean-Marie du Lau d'Alleman, deposto nel 1790, imprigionato a Parigi e ucciso dalla folla il 2 settembre 1792, sarà proclamato beato da papa Pio XI il 17 ottobre 1926.

La diocesi fu soppressa in seguito al concordato con la bolla Qui Christi Domini di papa Pio VII del 29 novembre 1801 e il suo territorio incorporato in quello dell'arcidiocesi di Aix.

Nel giugno 1817 fra Santa Sede e governo francese fu stipulato un nuovo concordato, cui fece seguito il 27 luglio la bolla Commissa divinitus, con la quale il papa restaurava la sede metropolitana di Arles, con le suffraganee di Marsiglia e di Ajaccio. Il 1º ottobre fu nominato nuovo arcivescovo Jean-Claude Leblanc de Beaulieu, vescovo di Soissons. Tuttavia, poiché il concordato non entrò in vigore in quanto non ratificato dal Parlamento di Parigi, queste decisioni non ebbero alcun effetto e la sede di Arles non fu mai più ristabilita.

Dal 1822 l'arcivescovo di Aix porta anche il titolo di arcivescovo di Arles.

La sede arlesiana annovera fra i suoi vescovi alcuni altri grandi santi: Onorato, Ilario, Cesario e Aureliano.

Cronotassi dei vescovi Il più antico catalogo episcopale è contenuto in un sacramentario della Chiesa di Arles; nella sua parte originaria il catalogo è databile all'incirca al 900. L'elenco, compatibile con i dittici per l'uso liturgico, è corrotto in più parti, non contiene nomi di vescovi certi, documentati da altre fonti storiche; e contiene altresì nomi di vescovi dubbi o addirittura spuri.Il catalogo è riportato da Duchesne, op. cit., pp. 250-251, e da Albanès, op. cit., coll. 1-3; Duchesne conclude che il catalogo non può essere utilizzato come fonte sicura se i singoli vescovi non sono confermati da documentati storici.

San Trofimo † (prima del 250) San Regolo †Menzionato in un catalogo episcopale dell'XI secolo (in francese: Rieul), dove sono menzionati i santi vescovi di Arles, è assente nel catalogo più antico. Marciano † (menzionato nel 254 circa)Gallia christiana e La France pontificale inseriscono dopo Marciano san Vittore, che secondo Duchesne è frutto dei lavori di un falsario del Cinquecento, Polycarpe de la Rivière. Marino † (prima del 313 - dopo il 314) Martino † Nicasio † Crescenzio †L'antico catalogo episcopale , dopo Marino, inserisce, di prima mano, i vescovi Martino, Nicasio e Crescenzio, non documentati da altra fonte. Duchesne e Albanès non li inseriscono nelle loro cronotassi. Valentino † (menzionato nel 346)Un vescovo di nome Valentino, che alcuni autori identificano con il Valentino di Arles, partecipò al concilio di Sardica, celebratosi fra il 342 ed il 344. Saturnino † (prima del 353 - 362 deposto)Venne deposto al concilio di Parigi, accusato di eresia ariana. Secondo Duchesne, non è certo che fosse già vescovo quando partecipò al concilio di Arles nel 353; la sua assenza nell'antico catalogo è motivata dal fatto che, essendo per un uso liturgico, il catalogo non poteva menzionare un eretico. San Concordio † (menzionato nel 374)L'epitaffio di Concordio è datato da Albanès nel 380 circa. Grato † Ambrogio ? † Martino ? † Ingenuo † (menzionato nel 396) Agostino ? † Girolamo ? † Savino †I vescovi da Grato a Savino, menzionati nel catalogo episcopale arelatense, sono esclusi da Gallia christiana, La France pontificale e Gams. Anche Duchesne e Albanès non danno credito all'antico documento, ad eccezione di Ingenuo, che potrebbe essere l'omonimo vescovo che partecipò al concilio di Nimes del 396. Secondo Duchesne, Ambrogio, Martino, Agostino e Girolamo non sarebbero che i nomi dei grandi santi della Chiesa, venerati e ricordati nel catalogo per il suo uso liturgico. Erode † (circa 408 - circa 412 deposto)Vissuto all'epoca dell'usurpatore Costantino III, che aveva fatto di Arles la sua sede, venne deposto da Costanzo III. Patroclo † (412 - 426 deceduto)Assassinato dal magister militum Flavio Felice. Dopo Patroclo, il catalogo arelatense menziona un Euladio; tuttavia è certo che a Patroclo succedette direttamente Onorato; tutti gli storici lo escludono dalla cronotassi di Arles. Sant'''Onorato † (426 - 14 o 15 gennaio 429 deceduto) SantIlario † (429 - 5 maggio 449 deceduto) Ravennio † (prima del 22 agosto 449 - dopo il 455)Ravennio convocò e partecipò ad un concilio celebrato ad Arles in data incerta, che gli autori pongono fra il 455 ed il 461. Augustale †Questo vescovo, assente nel catalogo di Arles, è menzionato nel martirologio geronimiano (Arelato civitate in Galliis, Agustalis episcopi, Albanès col. 41). Ammesso da Albanès e La France pontificale, è escluso invece da Gallia christiana e da Duchesne, per il quale potrebbe essere vescovo di Tolone. Leonzio † (prima di gennaio 462 - dopo il 474/475) Sant'''Eonio † (prima del 494 - 17 agosto 502 deceduto)Succedette a Leonzio, secondo una lettera di Ruricio di Limoges, di difficile datazione (Albanès mette un 491 con un punto interrogativo). La vita di Cesario d'Arles lo dà come immediato predecessore del grande santo arelatense: gli autori perciò escludono il vescovo Giovanni, menzionato dal catalogo episcopale tra Eonio e Cesario. San Cesario † (502 - 27 agosto 542 deceduto)Menzionato in una data certa per la prima volta nel settembre 506, quando partecipò al concilio di Agde. Presario ? †Menzionato nel catalogo episcopale di Arles, ma nessun autore, a partire da Gallia christiana, da credito a questa inserzione. Secondo Klingshirn, nella sua opera su Cesario d'Arles, non esiste la prova dell'esistenza di Presario: William E. Klingshirn, Caesarius of Arles : The Making of a Christian Community in Late Antique Gaul, Cambridge University Press, 1994. ISBN 0521528526, p. 86) Aussiano † (prima del 18 ottobre 543 - dopo il 22 maggio 545 deceduto) SantAureliano † (prima del 23 agosto 546 - 16 giugno 551 deceduto) Sapaudo † (circa 552 - 586 deceduto)È menzionato per la prima al concilio di Parigi del 552; secondo Gregorio di Tours muore nel 596. Licerio † (586 - 588 deceduto)