Il Palazzo Ducale, uno dei simboli della città di Venezia e capolavoro del gotico veneziano, è un edificio che sorge nell'area monumentale di piazza San Marco, nel sestiere di San Marco, tra l'omonima piazzetta e il molo di Palazzo Ducale, contiguamente alla basilica di San Marco. Era anche chiamato semplicemente "Palazzo”, in quanto unico edificio a essere qualificato in tal modo. Tutte le altre residenze patrizie di rappresentanza erano dette ca' (casa).
Contraddistinto da uno stile che, traendo spunto principalmente dall'architettura bizantina e da quella orientale, ben esemplifica di quale intensità fossero i rapporti commerciali e culturali tra la Serenissima e gli altri Stati europei, la sua bellezza si basa su un astuto paradosso estetico e fisico, connesso al fatto che la pesante mole del corpo principale è sorretta da colonnati intarsiati apparentemente esili. Gli interni, oggi in parte privati delle opere che un tempo li decoravano, conservano ancora un'ampia pinacoteca, che comprende opere realizzate dai più famosi maestri veneziani, tra i quali Jacopo e Domenico Tintoretto, Tiziano Vecellio, Francesco Bassano, Paolo Veronese, Giambattista Zelotti, Jacopo Palma il Giovane, Andrea Vicentino e Antonio Vassilacchi.
Antica sede del doge e delle magistrature veneziane, fondato nell'811, più volte colpito da incendi e di conseguenza ricostruito, ha seguito la storia della Serenissima, dagli albori sino alla caduta: annessa Venezia al Regno d'Italia e passato l'edificio sotto la giurisdizione di quest'ultimo, esso divenne sede museale. Oggi ospita il Museo civico di Palazzo Ducale, parte della Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE).
Nel 2022 ha ricevuto visitatori, risultando il terzo museo più visitato d'Italia.
Storia
Prime sedi Il primo Palazzo Ducale, del quale non rimangono resti, fu edificato a Heraclia.. e lì si stabilì, attorno al 700, il primo doge della Repubblica di Venezia, Paolo Lucio Anafesto. A esso seguirono Marcello Tegalliano e Orso Ipato, il cui assassinio, nel 737, portò all'istituzione di un magister militum eletto annualmente. Restaurata, nel 752, la carica ducale, fu costruita, su mandato del nuovo doge, Teodato Ipato, una nuova sede nella cittadina di Metamaucum, a sua volta trasferita nell'811 a Rivoaltus, l'antica Rialto, per ordine di Angelo Partecipazio. In questa località, ritenuta più sicura,. fu eretto il nuovo edificio,. avente l'aspetto di un castello,.. su un terreno di proprietà del doge stesso, nella stessa area occupata dall'odierno Palazzo Ducale. L'edificio fu completato sotto Pietro IV Candiano (in carica dal 959 al 976); doveva trattarsi di una struttura piuttosto solida,. perché riuscì a resistere a una rivolta popolare del 976..
Nel 998 Ottone III, recatosi a Venezia per incontrare il doge Pietro II Orseolo,. venne alloggiato nella torre orientale del palazzo,. rimanendo colpito dal lusso degli interni.. Nel palazzo furono ospitati pure Enrico IV di Franconia, quando nel 1094 venne a Venezia per vedere le spoglie di Marco evangelista,. e Enrico V nel 1116, dopo una ristrutturazione, non attestata dagli storici dell'epoca,. conseguente a due incendi scoppiati in città nel 1105.
Ampliamenti La prima grande ristrutturazione in stile bizantino, forse a cura di Nicolò Barattiero,. che aveva eretto le colonne di San Marco e San Todaro e realizzato in una primaria forma il ponte di Rialto, risale al dogado di Sebastiano Ziani, accompagnata da una più generale riorganizzazione dell'area monumentale di piazza San Marco. avvenuta tra il 1173 e il 1177,. finalizzata a dare una sede alle varie magistrature. L'opera constò probabilmente nell'edificazione dell'ala prospiciente il rio di Palazzo su terreni acquistati dalle monache di San Zaccaria. e nell'ampliamento delle aree marginali dell'edificio, determinando una consistente riduzione del molo. Al termine dei lavori papa Alessandro III e Federico Barbarossa, che grazie all'intermediazione dogale avevano sottoscritto un trattato di pace, giunsero a Venezia, ove l'imperatore rimase ospite a palazzo per due mesi.
Nonostante il palazzo non sia stato oggetto di alcuna ristrutturazione fino al 1301,. svariati interventi ebbero luogo in quegli anni: una cappella dedicata a san Nicolò. fu edificata da Pietro Ziani per ex voto di Enrico Dandolo, le storie della lotta tra Chiesa e Impero furono dipinte nella Sala del Maggior Consiglio. mentre, sotto i dogi Renier Zen, Lorenzo Tiepolo e Giovanni Dandolo, fu selciata la piazza,. fu introdotto il cerimoniale d'incoronazione, fu eretta una loggetta ai piedi del campanile. e fu riportato il molo alle antiche dimensioni..
Pietro Gradenigo emanò un provvedimento. che produsse un forte aumento del numero dei consiglieri (da 317 nel 1264 a 1017 nel 1311) e che di conseguenza rese necessario il trasferimento del Maggior Consiglio, collocato attorno al 1301 nella Sala oggi detta del Senato.. Nel 1309, appena dopo questa ristrutturazione, i cui autori potrebbero essere stati Pietro Basejo.. o l'architetto Montagnana, citato dal Sansovino. e dal Temanza,. la sala si dimostrò troppo piccola. e furono aperti cantieri nell'ala meridionale,. che fu subito abbattuta e poi ripristinata entro il 1340.. La prosperità economica del dogato di Giovanni Soranzo diede un grande impulso al cantiere,. diretto da Pietro Basejo coll'assistenza di Filippo Calendario..
Sempre nell'ambito di questa ristrutturazione, la cappella di San Nicolò venne ampliata e decorata con le storie di Alessandro III, forse dal Guariento o da un non meglio precisato Paolo,. al pianterreno vennero realizzate una gabbia per leoni e delle nuove celle. e nel 1332 vennero sistemati i pozzi del cortile.. Un documento relativo alla realizzazione di un leone marciano fa ritenere che l'accesso monumentale al palazzo in questo periodo fosse simile a quello attuale. Nel 1340 si diede ordine di completare il secondo piano dell'ala meridionale.. nella quale, sotto la direzione del Calendario e del Basejo,. dopo un altro piccolo ampliamento, si operò lungo la facciata interna della Sala del Maggior Consiglio, edificando una scala e la relativa porta. A causa della partecipazione di vari addetti ai lavori alla congiura ordita da Marin Falier e di un'epidemia di peste, intorno al 1355 i lavori furono sospesi,. per esser poi ripresi da Lorenzo Celsi, pesantemente criticato per questa sua decisione.. Sotto Marco Corner venne decorata dal Guariento e dal Pisanello la Sala del Maggior Consiglio. ma, a causa di una serie di guerre che indebolirono economicamente la Repubblica, i lavori furono nuovamente interrotti sino a quando Michele Sten diede incarico di riprenderli..
Dopo che nel 1404 fu edificato il balcone che s'affaccia sulla laguna, Tommaso Mocenigo riuscì con difficoltà a far ristrutturare pure il fronte sulla piazzetta San Marco:. i lavori s'avviarono nel 1424,. dopo che il Maggior Consiglio aveva ritrovato la sua originaria collocazione.. Il nuovo restauro si compì sotto Francesco Foscari, per opera dei Bon: venne eretta con vari ritardi la Porta della Carta,. il cui cantiere non si concluse prima del 1452.. Sotto Pasquale Malipiero venne completato il fronte verso la Piazzetta e furono dipinte le storie di Pipino e un mappamondo,.. mentre sotto Cristoforo Moro venne eretto l'Arco Foscari, sempre a cura dei Bon e sempre con un notevole ritardo. Nel 1468 la sala che poi sarebbe stata detta dello Scrutinio venne detta della Libreria, perché vi furono collocate le opere donate dal cardinale Bessarione, mentre nel 1473 si decretò di sostituire alcune delle opere della Sala del Maggior Consiglio, rovinatesi per le infiltrazioni: nei lavori, che si protrassero fino al 1495, furono impegnati tra gli altri Giovanni e Gentile Bellini, Giorgione, Tiziano, Tintoretto e Paolo Veronese..
I tre incendi
Dopo che nel 1483 un incendio ebbe devastata l'ala orientale, i lavori di ricostruzione furono affidati ad Antonio Rizzo,. scultore e architetto italiano, che ordinò l'abbattimento dei settori coinvolti dall'incendio, l'edificazione del porticato e la ricostruzione della Scala dei Giganti per dare al palazzo un aspetto più omogeneo.. Riaperto il cantiere nel 1493,. Rizzo, accusato di aver rubato danaro pubblico, fuggì. e il lavoro, quasi concluso, fu affidato ad interim a Pietro Lombardo.. Di difficile attribuzione e datazione è la facciata sul Cortile dei Senatori.. I lavori procedettero a rilento durante il dogado di Leonardo Loredan,. periodo durante il quale si lavorava lungo il Canale,. causa problemi strutturali si decise di intervenire nella Sala del Senato. e si demolì una piccola cappella palatina:. per permettere la convivenza di lavori e attività istituzionali, molti uffici furono trasferiti e furono aperti dei passaggi,. non senza arrecare disturbo.. Dopo che nel 1531 venne data l'attuale forma alla Sala dello Scrutinio,. fu realizzato un orologio nel muro tra l'Anticollegio e il Senato. e fu distrutta una piccola torre d'avvistamento.. Sotto Pietro Lando furono decorate le sale di rappresentanza e sotto Francesco Donà si diede una svolta risolutiva al cantiere, affidato ad Antonio Abbondi,. con la realizzazione del fronte orientale e dei balconi interni della Sala del Maggior Consiglio.. Nel 1566 fu effettuata la posa di due statue di Jacopo Sansovino, Marte e Nettuno..
Nel 1574 scoppiò un secondo incendio che,. controllato, non provocò danni strutturali rilevanti, ma distrusse molte opere d'arte... Scelto Antonio da Ponte come direttore dei lavori,. con lui collaborarono Cristoforo Sorte, Andrea Palladio e Vincenzo Scamozzi. I lavori durarono molto più a lungo del triennio previsto,. concludendosi solo all'inizio del XVII secolo anche a causa della peste..
Il terzo grande incendio scoppiò il 20 dicembre 1577 nella Sala dello Scrutinio: vennero distrutte molte opere d'arte e il tetto di piombo si sciolse.. Dopo che i vari organi di governo ebbero trovato una nuova sede,. ai numerosi architetti interpellati, tra i quali il Palladio, Francesco Sansovino e il Rusconi, si pose la difficile questione strutturale, che verteva principalmente sull'angolo verso il Ponte della Paglia.. I pareri contrastanti. portarono a una ristrutturazione durata quattro anni, consistente nella sostituzione di alcune strutture. e che trovò una sua stabilizzazione col rientro in attività della Sala del Maggior Consiglio, avvenuto nel 1578..
I soffitti furono progettati da Cristoforo Sorte e da Antonio da Ponte, mentre l'ideazione dei nuovi cicli pittorici fu affidata a tre esperti tra i quali Girolamo Bardi: sui muri vennero rappresentati i volti dei dogi e le storie di papa Alessandro III,. mentre i soffitti avrebbero trattato i temi della guerra, delle gesta dei cittadini e delle allegorie.. Tra i più celebri artisti contattati, Paolo Caliari, Jacopo Robusti, Jacopo Palma il Giovane, Francesco Bassano e Antonio Aliense: tutti i cantieri si conclusero entro il XVI secolo..
Tra XVII e XVIII secolo
A cavallo tra la fine del XVI secolo e l'inizio del successivo ebbero corso altri due lavori: la riconversione del piano terra e la realizzazione delle Prigioni Nuove,. affidati rispettivamente a Bartolomeo Manopola, che edificò il prospetto settentrionale della corte. e completò la decorazione dell'Arco Foscari;. e ad Antonio da Ponte e Antonio Contin, che portarono a compimento il nuovo edificio entro il 1602..
Sotto Antonio Priuli fu realizzato un grande ampliamento dell'appartamento dogale in un edificio attiguo, poi distrutto.. Posta nel cortile una statua di Francesco Maria I Della Rovere,. si decorò la sala retrostante la Porta del Frumento,. fu innalzato nella Sala dello Scrutinio un arco trionfale dedicato a Francesco Morosini, fu restaurata la Scala dei Giganti,. furono realizzati i cinque finestroni affacciati sul cortile. e furono ripristinati vari dipinti..
Dopo la caduta della Serenissima