Ritratto virile a figura intera è un dipinto a olio su tela (201 × 92 cm) del Moretto, datato 1526 e conservato nella National Gallery di Londra.
Il dipinto è, quasi sicuramente, il primo ritratto in piedi e a grandezza naturale nella storia dell'arte e, risalendo al 1526 come dimostra l'inequivocabile datazione, precede cronologicamente i ritratti di questo genere eseguiti da Tiziano, che contribuiranno poi a diffonderne la tipologia. Confluito nella galleria londinese nel 1876 dalla Collezione Fenaroli Avogadro di Brescia, il ritratto costituisce inoltre una testimonianza della piena maturità artistica del Moretto, ormai in grado di utilizzare con grande efficacia luci e ombre per valorizzare il contenuto espressivo delle proprie opere.
Storia Il dipinto si trovava in origine nella Collezione Fenaroli di Brescia., dalla quale fu acquistato nel 1876 dal collezionista milanese Giuseppe Basilini.. Già pochi mesi dopo, però, figura in possesso della National Gallery di Londra: il National Gallery Report del 1876 lo segnala come proveniente da Casa Fenaroli, acquistato dal Basilini insieme ad altre tre opere, il tutto per 5000 sterline. Era già dagli anni cinquanta del secolo, comunque, che gli agenti della galleria londinese mostravano un assiduo interesse per i ritratti dei Fenaroli nei loro periodici viaggi in Italia: ciò è emerso, ad esempio, dai diari manoscritti di Charles Lock Eastlake, resi noti nel corso del Novecento..
Prima di queste vicende si ha un solo documento che menzioni il dipinto, ossia un'annotazione nei manoscritti di Karl Friedrich von Rumohr, che visitò la Collezione Fenaroli prima del 1832. Quasi certamente, però, l'opera è da identificare con uno dei due ritratti al naturale in piedi del Moretto appartenenti alla Collezione Avogadro di cui parla Giovanni Battista Carboni nel 1760.: all'inizio dell'Ottocento la Collezione Avogadro confluì, per eredità, nella Fenaroli e, infatti, in quest'ultima il ritratto è inventariato per la prima volta nel 1820. Resta comunque ignota la committenza originaria, anche se, a questo punto, appare plausibile ricondurla alla stessa famiglia Avogadro. Giunto a Londra nel 1876, il dipinto è tuttora esposto alla National Gallery, nella Central Hall, accanto ad altre opere del Moretto.
Descrizione Il dipinto raffigura un gentiluomo di circa trent'anni., in posizione eretta e composta, vestito con abiti di ricchi tessuti. Il berretto che porta sul capo reca un medaglione con la figura di san Cristoforo. La mano sinistra, invece, impugna l'elsa della spada che gli scende al fianco. L'uomo è inserito entro un contesto architettonico, del quale si scorgono un piedistallo, in basso a sinistra, che sorregge una colonna o una lesena. Alle sue spalle, oltre un arco, si apre un paesaggio collinare con un villaggio fortificato posto sul declivio e circondato da alcuni alberi. Il personaggio appoggia i piedi su un gradino, sul quale è chiaramente leggibile la data M.D.XXVI., mentre il resto della figura è quasi completamente in ombra. Non vi sono elementi che consentano di identificare con certezza il soggetto raffigurato, che resta pertanto ignoto.. Se si assume come valida l'ipotesi che il dipinto ritragga un membro della famiglia Avogadro, questi potrebbe essere Gerolamo II Avogadro, morto nel 1534..: nel 1526, per quanto emerge dalla documentazione, era l'unico esponente maschile della famiglia.
Stile La particolarità del dipinto sta nel fatto che, quasi sicuramente, si tratta del primo ritratto a figura intera nella storia dell'arte.. Giorgio Vasari, nelle Vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori, afferma che la pratica di dipingere ritratti a figura intera e a grandezza naturale fu inaugurata da Tiziano.. Cecil Gould, vicedirettore della galleria londinese tra il 1946 e il 1978, affrontò approfonditamente la questione in due studi pubblicati nel 1962 e nel 1975, rilevando come Tiziano abbia fatto più di ogni altro pittore per sviluppare questa tipologia di ritratto e come sia stato essenzialmente il suo esempio a determinarne il successivo sviluppo. Vasari indica come prototipo il Diego di Mendoza, ritratto eseguito da Tiziano nel 1541. In realtà, il primo ritratto in piedi e a grandezza naturale del pittore veneziano è il Carlo V con cane, oggi al Museo del Prado e databile al 1532. Il dipinto del Moretto, invece, è anteriore di sei anni e costituisce pertanto il più antico ritratto a figura intera attualmente noto. György Gombosi, nella sua monografia sul Moretto del 1943, sostiene con decisione questa assoluta priorità, ipotizzando tuttavia che lo spunto derivi dall'arte tedesca, sebbene nel dipinto non si rilevi alcun influsso germanico.: «siamo qui ancora al centro del periodo aureo dell'alto Rinascimento e l'arte classica conserva ancora nella Lombardia veneziana la sua completa integrità di stile. In questo ritratto di gentiluomo, di una scioltezza passiva, tutto è visto con occhio puramente veneziano: il motivo della posizione eretta, con la gamba flessa che poggia e il fianco sporgente, il morbido inclinarsi di un lato del busto, l'estasiato volgere in alto del capo e la mano che pende con la giuntura rilassata». Anche Camillo Boselli, nel 1954, parla di una «novità sorprendente per il taglio a figura intera, mitico progenitore di una serie famosa di ritratti dal Moroni al Veronese, al Caravaggio»..
L'importanza del dipinto nel percorso di formazione artistica del Moretto è sottolineata ancora da Boselli: «se noi osserviamo bene la figura di Londra, vi affermiamo un tal respiro luminoso nella impaginatura ampia dell'ombra che penetra sicuramente giuocata in ogni incavo, in ogni modanatura, come se corresse a folate bianche lungo gli spigoli». Osservando infine «come l'ombra si addensi soffice nell'angolo per abbracciare discreta la lunga sagoma aperta, come ampio pipistrello, del cavaliere e come in contrasto si ritiri dal gradino, lasciandovi solo un alito, schiacciata sotto la scura scarpa, per permettere la politezza della scritta», Boselli conclude riconoscendo nell'opera una «maturità luminosa» del Moretto, debitore di Giovanni Gerolamo Savoldo e Lorenzo Lotto. È inoltre presente un'apparente incongruenza prospettica nella posizione del personaggio: i piedi risultano collocati a fianco del lato posteriore del basamento della colonna, mentre il gomito poggia sul lato anteriore dello stesso basamento, circostanza che avrebbe richiesto una maggiore inclinazione in avanti della figura.
Cecil Gould, nello studio del 1975, informa infine di un restauro eseguito tra il 1970 e il 1971, durante il quale è emerso un pentimento nel contorno del volto dell'uomo contro l'arco di sfondo.
Note
Bibliografia
Voci correlate Dipinti del Moretto Ritratto
Collegamenti esterni
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