San Donato Milanese (San Donaa in dialetto milanese, AFI: , e semplicemente San Donato fino al 1862) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Milano in Lombardia.
Geografia fisica La maggior parte del territorio di San Donato Milanese è fortemente antropizzato anche se fa parte del Parco Agricolo Sud Milano e si trova in un'area al 100% pianeggiante.
Idrografia
Nell'area, accanto alla strada statale Paullese scorre il fiume Lambro mentre ormai dalla fine degli anni '80 del secolo scorso il canale Redefossi che scorreva lungo la Via Emilia è stato coperto e riappare solo nel comune di San Giuliano Milanese. Lungo il fiume Lambro, accanto agli Orti Urbani del comune, nel 2017 è stata completata una piccola centrale idroelettrica da 171,37 kw. Sempre lungo le sue sponde è stata creata dal WWF l'Oasi Levadina, un'area di circa 12 ettari e un parco intercomunale.
Clima
Storia
La storia di San Donato inizia con le prime installazioni di popoli in epoca pre-romana. Diverse popolazioni come gli Etruschi, i Liguri e i Galli vissero nelle pianure che da Milano si dirigono verso Melegnano; pianure che ora ospitano il comune di San Donato Milanese.
Il vero sviluppo dei primi centri nella zona avvenne però in piena epoca romana. Nel 333 d.C. la strada Mediolanum-Laus Pompeia collegava Milano a Lodi ed era lunga sedici miglia. Ad ogni miglio era installata una pietra miliare che indicava la distanza da Milano. San Donato era all'altezza della quinta pietra, ad quintum lapidem. All'altezza di ogni pietra infatti la via principale incrociava una via secondaria e in prossimità di questi incroci vennero fondate delle chiese, tra cui quella di San Donato; attorno alla quale cominciò a svilupparsi il vero e proprio centro.
È però in epoca Longobarda (VII secolo) che si fa cadere la fondazione della prima pieve di San Donato, ad opera dell'esercito di Grimoaldo, duca di Benevento che, avendo mire su Pavia, aveva fatto installare le proprie truppe proprio sul futuro territorio di San Donato.
Incerto è l'anno di fondazione di San Donato, si ritiene che a fondarlo sia stato un abate della vicina Abbazia di Chiaravalle. In alcuni atti notarili del IX e X secolo, troviamo menzionati: San Donato e i sobborghi di Bolgiano e Triulzio. L'etimologia del nome, deriva dall'antica chiesa plebana dedicata a san Donato, Vescovo di Arezzo, assai stimato e venerato nell'Arcidiocesi di Milano.
A seguito dell'occupazione longobarda, tutto il territorio fu parte di un unico feudo che, nell'XI secolo, fu di proprietà della nobile famiglia dei De Advocati. Estintasi questa famiglia, i beni andarono in proprietà all'Arcivescovo di Milano fino al XVI secolo.
I tempi più bui si vissero nel XII secolo, quando tutto il milanese visse momenti tumultuosi, ma una speranza fu portata dall'abate Bernardo di Chiaravalle, il quale cominciò la sua opera di pacificazione. A lui e alla sua dottrina si devono alcune delle più belle abbazie che si possono ammirare nei dintorni di San Donato. E grazie ai suoi monaci si deve la bonificazione delle zone paludose, grazie ad un sistema ingegnoso di rogge.
Nel XIII secolo, nel villaggio di Bagnolo, a quei tempi noto come Bagnolo di Chiaravalle, il cui nome si ritiene derivante da un preesistente bagno romano, si sviluppò una setta eretica, passata alla storia come i "credenti di Bagnolo"p.554, Dizionario corografico dell'Italia: opera illustrata da circa 1000 armi comunali colorate e da parecchie centinaia di incisioni intercalate nel testo rappresentanti i principali monumenti d'Italia. A - B, Volume 1, Francesco Vallardi ed., Milano, 1867.
Il territorio, che comprendeva i comuni di Chiaravalle, San Donato e Bolgiano, fu teatro di molti fatti d'armi. Il 9 settembre 1158 Federico Barbarossa, vi si stabilì per sette giorni dopo la resa di Milano. Il 13 luglio 1278 ci fu lo scontro tra le fazioni dei Visconti e dei Torriani per il possesso del ducato di Milano. Poi la più famosa battaglia dei Giganti del 13 e 14 settembre 1515. Durante questa battaglia si contrapposero le truppe francesi sostenute dai lanzichenecchi e quelle svizzere. Alla fine dello scontro, il vincitore Francesco I pose il suo quartier generale presso l'attuale Cascina Roma, dove i nobili milanesi firmarono l'atto di sottomissione.
Dall'editto di Maria Teresa d'Austria del 1755 si apprende che il compartimento del ducato milanese era suddiviso in pievi e quella di San Donato era la 17ª e comprendeva un vasto territorio da Zelo, Vigentino, Vaiano, Chiaravalle, Nosedo, Morsenchio, Foramagno, Rogoredo, ecc.. Questo vasto territorio veniva chiamato "Plebe Sandonatese".
In età napoleonica (1809) fu aggregato a San Donato il comune di Bolgiano. Due anni dopo il comune di San Donato venne a sua volta soppresso e aggregato a Viboldone. Tutti i centri recuperarono l'autonomia con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto nel 1816.
San Donato ebbe anche un ruolo storico subito dopo le cinque giornate di Milano, poiché sempre a Cascina Roma avvenne la firma dell'armistizio tra gli austriaci ed i piemontesi, armistizio che decretò la fine della Prima Guerra d'Indipendenza. Il generale Josef Radetzky e il podestà di Milano misero la parola fine alle cinque giornate di Milano proprio a San Donato il 4 agosto 1848.
Nel 1862 San Donato assunse il nome ufficiale di San Donato Milanese, per distinguersi da altre località omonime.
Nel 1870 al comune di San Donato Milanese fu aggregato il comune di BolgianoRegio Decreto 9 giugno 1870, n. 5722. Fatta l'unità territoriale italiana, vennero ristrutturati territorialmente i comuni. Milano necessitava di spazi per l'espansione urbana. San Donato ebbe così a perdere parte di San Martino e Triulzio Superiore che furono aggregati a Milano nel 1922. Chiaravalle e Nosedo passeranno sotto Milano nel 1924. Poi nel 1932 il comune di Milano rinunciò ai territori di Poasco, Sorigherio, Bagnolo, Cascina Bosco e Tecchione che ritornarono sotto il comune di San Donato. Nel 1920 si svolsero le elezioni amministrative, le prime nelle quali votarono tutti gli uomini del comune di San Donato, le successive, col sistema maggioritario, furono nel 1946 e la percentuale dei votanti fu del 93%.
Ma lo sviluppo più importante della città avvenne nel secondo dopoguerra, quando l'allora paese di contadini si trasformò nella città che oggi conosciamo. In particolare l'insediamento del Centro Direzionale Eni nel comune creò un gran numero di posti di lavoro che attirarono alla città numerosi abitanti, fino a raggiungere e superare il tetto delle 30.000 unità.
Nel 1976 San Donato fu insignita del titolo di cittàD.P.R. 30 dicembre 1976.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con regio decreto del 14 ottobre 1937. Stemma
Lo stemma del Comune di San Donato Milanese si ispira alle vicende storiche del luogo: le due spade incrociate ricordano i fatti d'arme avvenuti presso San Donato: lo scontro fra i Torriani e i Visconti, avvenuto il 13 luglio 1278, e la celebre battaglia di Marignano combattuta il 14 settembre 1515 dalle truppe francesi contro l'esercito svizzero e i Lanzichenecchi, sostenitori degli Sforza. La figura dello scaglione in argento che divide il campo azzurro in due parti simboleggia il tetto dell'antica Pieve di San Donato. Sotto lo scaglione, il destrochiero (un braccio destro), armato di staffile, si riferisce all'impresa dei monaci cistercensi e al fatto che una parte del territorio fu sotto il Comune di Chiaravalle, dove sorge la celebre abbazia. La corona dorata con le cinque torri che sormonta lo scudo sta ad indicare il riconoscimento a San Donato del titolo di città, avvenuto con decreto del Presidente della Repubblica del 30 dicembre 1976.
Gonfalone Il gonfalone è un drappo di bianco.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Donato. La chiesa più antica di San Donato è una chiesa prepositurale plebanea dedicata al patrono san Donato Chiesa di Sant'Enrico, edificata nel 1963 su progetto di Ignazio Gardella Chiesa di Santa Barbara. Chiesa voluta da Enrico Mattei e inaugurata nel 1955, fu progettata dall'architetto Mario Bacciocchi, all'interno vi è un mosaico di 700 metri quadrati di Vincenzo Tomea rappresentante la crocifissione di Cristo, la porta bronzea della chiesa fu fatta dagli scultori Arnaldo e Giò Pomodoro mentre il soffitto è ornato da pannelli di Tommaso Cascella. Chiesa del Santissimo Crocifisso (anche chiamata Chiesa di San Donato, dal nome della Parrocchia) Chiesa di Santa Maria Assunta (frazione di Poasco)
Aree naturali La città, oltre a far parte del parco agricolo Sud Milano, annovera diversi giardini e parchi e anche una oasi del WWF:
Parco Enrico Mattei (Ex Parco SNAM) Parco della Pieve Parco Tre Palle Parco del laghetto Europa Giardino della legalità Padre Pino Puglisi Giardino dei Giusti Giardino Iqbal Masih Parco Intercomunale Parco Emilio Tadini Parco di Via Olona (Certosa) Giardino delle maioliche Giardino del volontario Giuseppe Cavallo Bosco urbano di 414 alberi dedicati ai bambini (creato nel 1994) Pratone Oasi Levadina
Società
Evoluzione demografica 323 nel 1751 420 nel 1805 641 nel 1809 dopo l'annessione di Bolgiano annessione a Viboldone nel 1811 508 nel 1853 503 nel 1861 932 nel 1871 dopo l'annessione di Bolgiano l'anno prima
Etnie e minoranze straniere Secondo le statistiche ISTAT al 1º gennaio 2021 la popolazione straniera residente nel comune era di 4.234 persone, pari al 13,0% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:
Filippine 777 Romania 562 Egitto 391 Perù 227 Ucraina 202 Albania 170 Ecuador 137 Sri Lanka 132 Marocco 99 India 93
Cultura A livello culturale la città mette a disposizione gli spazi di Cascina Roma in cui vengono allestite mostre fotografiche e proposti ogni mese eventi culturali, artistici e momenti di discussione. San Donato dispone poi di due biblioteche civiche parte del sistema bibliotecario CUBI, di una casa delle associazioni, dell'Università della Terza Età, della casa dell'accoglienza, è sede del WWF Sud Est Milano e di scuole di ogni ordine e grado.
San Donato Milanese nel cinema Nel 1963 San Donato Milanese venne interessato dalle riprese del celebre film Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica: alcune sequenze con Sophia Loren e Marcello Mastroianni furono effettuate sulla via Emilia, all'altezza del primo e secondo palazzo degli uffici ENI. Nel 1968 Teorema, film di Pier Paolo Pasolini, fu girato in piazza della Pieve, via Parri e via Greppi.
Geografia antropica
Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il centro abitato di San Donato Milanese, la frazione di Poasco-Sorigherio e la località di Monticello. Urbanistica Nata come area agricola con la presenza della Cascina Moro, Cascina Roma e San Francesco, con l'insediamento negli anni '50 del secolo scorso del quartier generale ENI avrà un enorme sviluppo urbanistico.
Quartieri L'Ufficio Statistica del Comune di San Donato Milanese divide il territorio nei quartieri: Bolgiano-Melco, quartiere sorto nell'area occupata dall'antica località rurale omonima Certosa, quartiere al di là della Via Emilia comprendente anche l'area di Via di Vittorio, sorta come quartiere popolare al di là della tratta ferroviaria Milano-Lodi Concentrico, quartiere centrale di San Donato col Municipio e Cascina Roma, comprendente anche l'area Affari-Torri Lombarde, dedicata a terziario e residenziale, nata a cavallo tra gli anni '90 e 2000 su masterplan dell'architetto Kenzō Tange Metanopoli-Triulzio, quartiere nato negli anni '50 con l'insediamento di Eni dove prima era presente solamente la cascina Moro Poasco-Sorigherio (frazione)
Sono poi riconoscibili alcune aree periferiche che a causa della presenza di antichi cascinali o insediamenti rurali sono conosciute con un loro nome, per quanto non si tratti di veri e propri quartieri. È questo il caso delle aree di: