È divenuto celebre, oltre che per la sua smisurata ricchezza (si stima che i suoi introiti arrivarono a toccare i 15 milioni di dollari annui), anche per avere creato uno dei più grandi imperi mediatici di sempre, influenzando fortemente lo stile giornalistico e l'opinione pubblica statunitense.
È considerato, insieme a Joseph Pulitzer, il padre del giornalismo scandalistico («Yellow Journalism», dal nome del fumetto Yellow Kid).Campbell, W. Joseph (2001). Yellow Journalism: Puncturing the myths, defining the legacies. Westport, CT: Praeger. pp. 32–33. ISBN 0-275-98113-4. Venne eletto per due volte alla Camera dei rappresentanti per il Partito Democratico. La sua vita nel 1941 ispirò il capolavoro cinematografico di Orson Welles Quarto potere (Citizen Kane) e la sua figura è lungamente evocata nel film della piattaforma streaming Netflix, Mank (2020), di David Fincher.
Biografia Infanzia e carriera scolastica Hearst nacque a San Francisco nel 1863, figlio unico di George Hearst, un cercatore d'oro di umili origini arricchitosi durante la grande corsa all'oro californiana, e di Phoebe Apperson. La prima infanzia di Hearst è caratterizzata dal lusso e dalla ricchezza che i genitori riescono a garantirgli grazie alla fortuna che il padre ha accumulato prima con le miniere di argento e poi con quelle d'oro. La madre lo vizia oltremisura, forse per questo il ragazzo sviluppa un carattere molto deciso, forte ma anche arrogante e supponente che lo caratterizzerà per tutta la vita.
Dopo aver frequentato la scuola di preparazione al college di St. Paul a Concord nel New Hampshire, Hearst riesce a essere ammesso all'università di Harvard. Durante il periodo universitario aderirà a diverse associazioni, tra questi il Delta Kappa Epsilon e l'A.D. Club. Ma l'esperienza di questo periodo che lo segnerà per la vita sarà l'ingresso nella redazione dellHarvard LampoonUna rivista satirica nota per avere dato successivamente alla luce libri come Il signore dei tranelli ed altre parodie.. Hearst, però, sarà ben presto espulso da Harvard a motivo di una sua beffa considerata eccessiva: l'avere fatto recapitare a ciascun professore della prestigiosa università un pitale "personalizzato" con la propria caricatura.
Il San Francisco Examiner
Senza più un'occupazione e probabilmente a causa della sua precedente esperienza al Lampoon, il ventitreenne Hearst decide che il suo destino sarà quello di diventare un grande giornalista. I genitori, naturalmente, non vogliono e fanno pressioni sul figlio perché si occupi delle miniere e delle attività di famiglia, ma il ragazzo non demorde. Alla fine riesce a ottenere dal padre la guida del San Francisco Examiner, un giornale che quest'ultimo aveva ricevuto nel 1880 “come parziale pagamento di un debito di gioco”Associated Press, "William Randolph Hearst, Journalist, Dies at 85", New York Times. May 15, 1993 e di cui si serve per supportare la carriera politica del padre (verrà infatti eletto al senato, come democratico, nel 1887). L'idolo di Hearst a quel tempo è Joseph Pulitzer, proprietario e creatore nel 1878 del St. Louis Post-Dispatch (fusione del Post e del St. Louis Dispatch ) e del New York World (dal 1883).
Hearst andrà a New York diverse volte per incontrare il suo beniamino, ma non riuscirà mai nell'impresa. Conoscerà, invece, ed entrerà in confidenza con uno dei suoi collaboratori più stretti, Samuel Selwyn Chamberlain, uno dei fondatori del quotidiano Le Matin di Parigi e direttore dell'edizione europea del N.Y. Herald. Appena insediatosi allExaminer, Hearst contatta Chamberlain e lo invita a collaborare con lui al giornale, chiedendogli di portare con sé chi vuole senza badare a spese. Chamberlain accetta e porta con sé a San Francisco Ambrose Bierce, un giornalista e scrittore statunitense che dopo avere collaborato con il Fun magazine di Londra (dal 1872 al 1875) era tornato a New York per tentare di fare fortuna in una compagnia mineraria, fallendo e diventando in seguito uno dei colonnisti satirici più amati della grande mela.
Il direttore dell'Examiner sarà Arthur McEwen, che lo trasformerà in un giornale del mattino (prima era un serale) e porterà la popolarità del piccolo giornale di San Francisco a livelli mai sperati, attirando giornalisti e scrittori del calibro di Mark Twain e Jack London. William Randolph Hearst [1863-1951] Hearst si autoproclama subito un uomo del popolo che predilige le masse alle élite. Ha già cambiato radicalmente la faccia dell'''Examiner rinnovando totalmente la redazione, ma non gli basta. Vuole fare le cose in grande, così fa creare il nuovo logo per la prima pagina del giornale: una possente aquila che porta i colori della bandiera americana e contiene due grandi motti: Monarch of the Dailies (Monarca dei quotidiani) e America first (l'America per prima). È un successo: il pubblico accoglie il nuovo carattere dell'Examiner con entusiasmo patriottico, e il nome di Hearst comincia a diventare molto conosciuto.
Il nuovo Examiner si occuperà di delitti e fatti truci, scandali, satira, storie di corruzione, attacchi e denunce alle grandi compagnie (comprese alcune controllate dalla sua famiglia), il tutto accompagnato da fotografie e vignette satiriche, manifestando i primi sintomi di uno stile giornalistico più attento allo scandalo e alla spettacolarità piuttosto che all'informazione vera e propria, che porteranno negli anni successivi a una vera e propria rivoluzione del giornalismo americano. LExaminer piace davvero molto e riscuote un enorme successo, tanto da diventare in pochi anni (ma non senza alcune difficoltà) il primo giornale di San Francisco. Con la ristrutturazione dell'Examiner, Hearst pone il primo mattone sul quale si fonderà il suo enorme impero mediatico, un impero da 15 milioni di dollari all'anno e 30 testate giornalistiche nelle maggiori città degli stati uniti.
Il New York Morning Journal e la guerra con Pulitzer LExaminer sta iniziando a diventare anche un giornale redditizio, non con poca fatica, data l'enorme quantità di denaro che Hearst vi aveva investito pagando ai suoi collaboratori cifre strepitose e mandandoli a fare viaggi in mongolfiera, a cercare bestie rare mai viste sulle pagine di un quotidiano e a compiere altre attività spettacolari che di giornalistico avevano poco e nulla, ma che contribuivano a scatenare nei lettori stupore e meraviglia, o gee-whiz feeling, come lo definirà Arthur McEwen, uno dei suoi collaboratori. Nel 1891 il padre di Hearst muore. Da quel momento William ha a disposizione l'intero patrimonio di famiglia per ampliare il suo impero, dato che la madre lo finanzia senza alcun problema, spesso salvandolo da investimenti poco azzeccati. Hearst con questi soldi può ora puntare alla capitale del giornalismo americano: New York.
Il suo budget è di quasi 7 milioni e mezzo di dollari, derivanti dalla vendita di una miniera di proprietà della famiglia. Vorrebbe comprare il New York Times, ma è troppo costoso, e, forte dall'esperienza all'''Examiner, decide di andare sul sicuro. Nel 1896 riesce ad acquistare da John R. McLean il New York Morning Journal per “soli” 180.000 dollari, un anno dopo che questi lo aveva acquistato da Albert Pulitzer. Il fratello minore del più celebre Joseph lo aveva fondato nel 1882, ma si era rovinato nel tentativo di competere con il New York World.
Hearst sembra avere ereditato la missione e le intenzioni di Albert Pulitzer. Infatti, dopo avere tolto “Morning” dal titolo del giornale e averlo reso un pomeridiano, inizia una guerra di tiratura con Joseph Pulitzer e il suo N.Y. World. Nel mondo giornalistico non si parla d'altro che degli stipendi favolosi di Hearst che ìn breve tempo riesce a sottrarre al N.Y. World e al New York Sun il reporter J. Ralph, il notissimo scrittore Stephen Crane e W.Black. Ma la vera vittoria di Hearst sarà sottrarre al World due disegnatori: George McManus e Richard F. Outcault, creatore del celebre fumetto Yellow KidIl personaggio di Yellow Kid era già noto al pubblico come protagonista della serie Hogan's Alley, ma questo titolo, dopo una battaglia legale, rimase diritto esclusivo del N.Y. World..
The Yellow Kid e la nascita dello Yellow Journalism
La forte industrializzazione e i progressi tecnici seguiti alla Guerra di secessione, la crescita della popolazione ed il progressivo aumento del suo livello di alfabetizzazione furono le condizioni che contribuirono alla nascita del giornalismo moderno. In particolare le innovazioni di Fourdrinier nella produzione della carta, che ne ridussero il costo di dieci volte rispetto agli anni della Guerra civile, e l'invenzione della Linotype permisero agli editori di inaugurare una nuova era per la stampa quotidiana.
Per tenere il passo con la rapida espansione del mercato, l'industria editoriale dovette rivoluzionarsi e velocizzarsi, tanto che nel 1890 sia il New York World di Pulitzer, sia il New York Journal di Hearst erano entrambi in grado di stampare copie l'ora. Questi giornali dovevano però essere venduti a un pubblico sempre più affamato di notizie fresche e stupefacenti.
Per raggiungere lo scopo si cominciò a controllare sempre meno la veridicità delle fonti e a esasperare sempre più quella notizia che si prestasse a divenire un caso editoriale: i giornali cominciarono a riempirsi di articoli incredibili (spesso addirittura senza alcuna fonte), che dovevano stupire i lettori piuttosto che informarli. Questa strategia editoriale, chiamata “Yellow Journalism” (stampa gialla, ovvero scandalistica), prese il nome da The Yellow Kid, uno dei primi fumetti a essere stampato a colori: per la prima volta fecero la loro comparsa sulla stampa quotidiana le fotografie e le strisce a fumetti.
Ogni giorno, grazie alle moderne rotative, potevano essere stampati migliaia di giornali che si riversavano per le strade accompagnati dal grido di titoli sensazionali e promesse di storie incredibili all'interno. Le tirature crebbero enormemente e per aumentare la diffusione i prezzi di vendita si abbassarono fino a toccare l'incredibile cifra di un centesimo a copia. Il motivo di tanto impegno per raggiungere picchi di circolazione sempre più alti è facilmente giustificabile dal fatto che gli editori non badavano più ai guadagni derivanti dalla vendita vera e propria del giornale, ma a quelli derivanti dalla pubblicità. Il giornalismo era ufficialmente entrato nella sua epoca moderna.
La guerra di Cuba I Caraibi erano una regione con una forte relazione economica con gli Stati Uniti, tanto che molti statunitensi la consideravano una naturale estensione della loro repubblica. Si calcola, infatti, che intorno al 1890 l'ammontare dei possedimenti di cittadini americani fosse grossomodo pari a cinquanta milioni di dollari dell'epoca, principalmente investiti in piantagioni di zucchero, tabacco e industrie per la produzione del ferro. L'isola richiedeva da tempo l'indipendenza dalla Spagna, e il malcontento finì per sfociare nel 1895 in una rivoluzione. Il neoeletto Presidente William McKinley doveva dunque difendere gli interessi statunitensi sull'isola. I due più grandi imperi mediatici dell'epoca, uno capitanato da Pulitzer e l'altro da Hearst, non persero l'occasione di intervenire in questo delicato equilibrio, scrivendo delle atrocità del governo e dell'esercito spagnolo a Cuba, influenzarono l'opinione pubblica in maniera tanto radicale da divenire, di fatto, l'ago della bilancia che avrebbe deciso l'entrata in guerra degli Stati Uniti.