La Wartburg 353, conosciuta come Wartburg Knight in alcuni paesi, era una vettura di classe medio-bassa prodotta dal 1965 al 1989 dalla Wartburg nell'allora Germania orientale. Durante il primo anno di commercializzazione la denominazione corretta e completa fu Wartburg 1000 Typ 353, ma assunse semplicemente la denominazione 353 a partire dal 1967Deutsche Autos Band 4 - 1945-1990, pag. 532, Werner Oswald, Motorbuch Verlag. Fu il modello di questa Casa a rimanere in listino più a lungo.

Profilo e storia Genesi del modello

Gli studi per l'erede della 311 furono avviati nel 1962 a partire da alcuni disegni realizzati dall'allora giovane designer Clauss Dietel. Di questo nuovo modello si stabilì che avrebbe dovuto proporre nuovi contenuti sul piano tecnico e soprattutto per quanto riguarda gli aspetti della sicurezza e del comfort. A tale scopo, vennero progettate le sospensioni, che su entrambi gli assi divennero a ruote indipendenti. La scelta del motore cadde invece nuovamente sul due tempi, una scelta ritenuta già in quegli anni anacronistica nell'Europa occidentale, ma una consuetudine nelle autovetture tedesco orientali. Per quanto riguarda la carrozzeria, essa fu il risultato degli sforzi congiunti di tre designers interni alla AWE, detentrice del marchio Wartburg. Questi designer furono Hans Fleischer (già autore delle linee della 311), Rudolph Lutz e lo stesso Clauss Dietel.

Un primo assaggio della meccanica della futura erede della 311 si ebbe nella seconda metà del 1965, e più precisamente a partire dal 1º settembre, quando la 311 fu tolta dalla vendita, sostituita dalla 312, un modello di transizione che combinò la carrozzeria del modello uscente con il nuovo telaio ed il nuovo propulsore da 1 litro di cilindrata. Per via di quest'ultimo aspetto, inizialmente la denominazione scelta per la nuova vettura in fase di ultimazione fu quella di Wartburg 1000 Typ 353, ma nel corso della sua carriera commerciale, in realtà poco tempo dopo il suo debutto, la vettura avrebbe assunto il nome di Wartburg 353. Il lancio sul mercato di questo modello avvenne il 1º giugno 1966 e sancì anche la fine della brevissima carriera commerciale della 312.

Design esterno ed interno

Il corpo vettura della 353 risultò leggermente più compatto rispetto a quello della 311 a causa dei 13 cm in meno da un paraurti all'altro del nuovo modello. La linea fu indubbiamente più moderna, non solo per gli standard della produzione automobilistica della DDR, ma più in generale per i temi stilistici vigenti in quegli anni a livello internazionale, poiché anticipa alcune caratteristiche del design automobilistico europeo di cinque o sei anni dopo. Ma per quanto riguarda l'effettiva paternità del suo disegno ancora oggi vi sono accesi dibattiti presso gli storici che attribuiscono il merito della rilevanza del lavoro relativo al disegno della vettura ora a Fleischer ora a Dietel. In ogni caso, il corpo vettura a tre volumi e a 4 porte della 353 era caratterizzato dall'essere piuttosto spigoloso, in netto contrasto con le linee arrotondate dei modelli precedenti. Il frontale della 353 era caratterizzato da un disegno piuttosto semplice, con i fari e la calandra riuniti assieme a formare una sorta di unica fascia abbondantemente cromata, sia nelle cornici dei fari, di forma vagamente ovale, sia nella griglia della calandra. Il cofano motore, solcato da due nervature longitudinali, andava a ricoprire tutta la superficie superiore e terminava alla base del parabrezza con una griglia d'aerazione dal disegno discreto. La vista laterale permetteva di osservare come la linea di battuta del cofano motore prosegua lungo la fiancata con una nervatura che passa appena sopra le maniglie porta ed ancora oltre, con la linea di battuta dello sportello del bagagliaio. La linea di cintura era piuttosto bassa, il che permetteva di avere una superficie vetrata piuttosto ampia e quindi una buona luminosità all'interno dell'abitacolo. Sul montante posteriore era presente una piccola presa d'aria in plastica nera per lo smaltimento dell'aria all'interno dell'abitacolo: ciò permetteva ad esempio di eliminare eventuali penetrazioni di aria maleodorante all'interno del vano passeggeri. La coda era caratterizzata da gruppi ottici sottili e a sviluppo orizzontale, nonché da uno sportello del vano bagagli disegnato in maniera analoga al cofano motore. Sia davanti che dietro, i due paraurti in acciaio erano provvisti di rostri.

Nonostante la minor lunghezza del corpo vettura, la 353 risultò dotata di un abitacolo più spazioso che in precedenza, offrendo spazio anche per cinque persone. I sedili erano rivestiti in tessuto più semplificato nella versione base e più rifinito nella versione Lusso. L'imbottitura dei sedili era in schiuma di poliuretano. Il cruscotto era costituito da un tachimetro a sviluppo orizzontale, un contachilometri, l'indicatore del livello carburante e quello della temperatura dell'acqua. Completavano la dotazione dell'equipaggiamento interno anche il lavavetri elettrico ed il tergicristallo a velocità regolabile. Il volante a due razze dalla corona ergonomica portava nel suo piantone anche la leva del cambio manuale a 4 marce. La plancia aveva anch'essa un disegno piuttosto sobrio e spigoloso, ed era divisa longitudinalmente in due parti, quella inferiore verniciata in tinta con la carrozzeria e quella superiore rivestita anch'essa in schiuma di poliuretano in modo da riparare la vista del conducente dai riflessi e per costituire una difesa in più contro le conseguenze di urti frontali (specialmente per il passeggero anteriore). La plancia era inoltre dotata, oltre che di due bocchette laterali per la ventilazione all'interno dell'abitacolo, anche dello sbrinavetro elettrico e di un vano portaoggetti situato proprio di fronte al sedile del passeggero anteriore. A proposito, i sedili anteriori avevano lo schienale regolabile: ciò costituì uno degli aspetti che dimostrano come in fase di progetto si fosse voluto privilegiare il comfort per gli occupanti. Il vano bagagli era accreditato di una capacità di 520 litri, sensibilmente maggiore rispetto ai 420 litri della 311.

Struttura, meccanica e motore

La 353 nasceva su di un telaio separato a due longheroni uniti tra loro da tre traverse in acciaio. Tale struttura di forma ovale fu il frutto dell'evoluzione del precedente telaio della 311, anch'esso ovale ed anch'esso con 2,45 metri di interasse, ma rispetto al quale fu riprogettato in toto l'intero comparto sospensioni. Queste ultime furono innanzitutto a ruote indipendenti su entrambi gli assi, ed inoltre le molle divennero di tipo elicoidale sia davanti che dietro. Erano inoltre presenti ammortizzatori idraulici telescopici a doppia azione (l'azione ammortizzante avviene cioè sia in fase di compressione che in fase di estensione). Per quanto riguarda l'impianto frenante, la 353 usufruì di quattro tamburi, dei quali quelli posteriori muniti di ripartitore di frenata. Così caratterizzato, il telaio fu fissato alla carrozzeria con l'interposizione di appositi silent-bloc in maniera tale da limitare la trasmissione, all'interno dell'abitacolo, delle vibrazioni del telaio e dei suoi organi. Lo sterzo era a cremagliera.

L'architettura meccanica della 353 o 1000, che dir si voglia, era quella tipica di tutti i modelli di fascia bassa e medio-bassa prodotti nella DDR, ossia quella derivata dalle DKW d'anteguerra. Dai modelli precedenti viene quindi ereditato lo schema a motore anteriore longitudinale e trazione anteriore. Il propulsore era il consueto tricilindrico a due tempi, già proposto sotto il cofano della 312. Tale unità motrice era anch'essa derivata dai motori DKW pre-bellici, ed in particolare dal prototipo F9. Con una cilindrata di 992 cm³, questo tricilindrico era alimentato mediante un carburatore BVF che consentiva un leggero abbassamento dei consumi di olio e carburante rispetto alla 311. La sua potenza massima era di 45 CV che, applicati ad una massa del veicolo (a vuoto) di 910 kg poteva permettere una velocità massima di 125 km/h. Il radiatore era posto in posizione posteriore, tra il motore ed il parafiamma. Il cambio, come già anticipato in precedenza, era manuale a 4 marce con leva al volante, ma non completamente sincronizzato, ed era quello della 312, con frizione monodisco a secco.

Evoluzione I primi anni di carriera

Il primo aggiornamento nella lunga carriera della 353 si ebbe pochi mesi dopo il lancio, vale a dire alla fine del 1966, quando la griglia alla base del parabrezza fu sostituita da due griglie di minori dimensioni. A partire dallo stesso periodo, la produzione della 1000 Typ 353 fu integrata con un processo di elettroforesi per la realizzazione della carrozzeria.

Poco tempo dopo, al Salone dell'automobile di Bruxelles del 1967, la vettura fu presentata anche nell'Europa occidentale, esponendo in particolare un esemplare con carrozzeria separata dal telaio in modo da mostrare le più confortevoli sospensioni a ruote indipendenti e provare a convincere così anche il pubblico occidentale della bontà del progetto. Nel luglio dello stesso anno, vi fu l'arrivo di un nuovo cambio a 4 marce completamente sincronizzato: la vettura perse la denominazione 1000 per chiamarsi semplicemente 353. Ma la novità più sostanziosa del 1967 fu l'arrivo della 353 Tourist, ossia la versione giardinetta, anch'essa caratterizzata da linee squadrate, ma con in più la praticità del portellone posteriore e la possibilità di disporre di una capacità di carico sensibilmente superiore: in configurazione standard, con il divano posteriore in posizione, la Tourist offre spazio fino ad 860 litri, grazie allo specifico ridisegnamento della coda che ha incluso anche un aumento dello sbalzo posteriore. Ma abbattendo lo schienale dispone di una superficie di carico di 2,4 m2, con una capacità di ben 1800 litri. Si tratta di un vero e proprio record persino in rapporto ad una station wagon dei giorni nostri, specie se si considera che la Tourist era lunga 4.38 metri. A titolo di paragone, una station wagon di segmento C di 45 anni dopo, la cui lunghezza sta intorno ai 4.6 metri, ha una capacità di carico che si aggira intorno ai 1.500-1.600 litri Anche la Tourist fu proposta in due allestimenti, base e De-Luxe. Al contrario della berlina, la Tourist non fu prodotta ad Eisenach, ma in altri due siti: ad Halle furono assemblate le versioni base, mentre a Dresda furono invece prodotte le versioni De-Luxe.

A partire dal 1968 divenne possibile ordinare la 353 berlina con un tettuccio apribile in lamiera e all'inizio dell'anno seguente la potenza massima salì a 50 CV grazie all'introduzione di un nuovo carburatore. Con queste caratteristiche la vettura prese la denominazione di 353/1, conosciuta anche come 353 S per i mercati esteri. Nel luglio 1969 vi furono modifiche all'allestimento interno, in particolare al cruscotto, in cui il tachimetro a sviluppo orizzontale cedette il posto ad uno strumento circolare, con in più altri due strumenti di forma analoga, e cioè l'indicatore del livello di carburante e il termometro dell'acqua. Per altri due anni non vi furono aggiornamenti di sorta, fino al 1971, quando si arricchì la lista optional: divenne possibile avere tra l'altro il cambio a cloche, i sedili avvolgenti ed i fendinebbia alogeni. L'equipaggiamento di serie vide invece pochi dettagli in più, come i rostri dei paraurti ricoperti in gomma.

La 353W