La Riserva naturale integrale Complesso Speleologico Villasmundo - S. Alfio è un'area naturale protetta istituita nel 1998 dalla Regione Sicilia ed ha un'estensione di circa 70 ettari. Il suo perimetro ricade all'interno del S.I.C. ITA090014 “Cozzo Ogliastri”, esteso 1.300 ettari. L'area, ubicata nella Sicilia sud-orientale, si trova nel territorio del comune di Melilli (SR). L'ente gestore è l'Università degli Studi di Catania.Elenco ufficiale delle aree protette (EUAP) 6º Aggiornamento approvato il 27 aprile 2010 e pubblicato nel Supplemento ordinario n. 115 alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2010.

Territorio Ipogeo (zona A, riserva integrale) La riserva ipogea è accessibile solo da speleologi qualificati e autorizzati dal C.U.T.G.A.N.A. per finalità di ricerca. Alla grotta Villasmundo si giunge dalla base di una parete sita sulla sponda destra del torrente Cugno di Rio ed è lunga oltre 2 chilometri. L'ingresso della grotta Alfio, posto circa 60 metri a valle della precedente, ha uno sviluppo complessivo di 400 metri. La grotta del Vaso si apre sulla sponda sinistra del torrente Cugno di Rio, a circa 3 metri di altezza dal greto dello stesso.

Epigeo (zona B, riserva naturale) Comprende il vallone Cugno di Rio e la sponda destra del torrente Belluzza, limite settentrionale della Riserva ed offre aspetti paesaggistici diversi: da quelli freschi e ombrosi del sottobosco a quelli aridi ed assolati della prateria.

Flora Le formazioni boschive della zona epigea sono quelle a querce caducifoglie ed il bosco sempreverde di leccio.

Fauna La fauna è caratterizzata dalla presenza del coniglio selvatico, del riccio e dell'istrice ed ancora della volpe, della donnola e della martora. Presenti anche la ghiandaia, la gazza, il colombaccio, il passero solitario, la coturnice sicula, la poiana, il gheppio e l'allocco.

Degna di menzione nella fauna ipogea la presenza dell'artropode Armadillidium decorum.

Complesso speleologico Villasmundo-Alfio

Storia

Il 20 febbraio 1977 gli speleologi del vecchio Gruppo Grotte Catania scoprirono lungo l'accidentato alveo del torrente Cugno di Rio, affluente del torrente Belluzza, i minuscoli ingressi di tre cavità. Venne scoperta la grotta ad andamento orizzontale più lunga di Sicilia. La gigantesca caverna, che venne in seguito chiamata Grotta di Villasmundo per la sua vicinanza a tale centro abitato (circa 5 km), è situata nella parte più a monte del piccolo ed ombreggiato canalone Cugno di Rio. Circa 60 m a valle di tale grotta si apre poi il visibile ingresso della seconda cavità scoperta in quel giorno, la Grotta Alfio che deve il suo singolare appellativo al nome che era inciso su una grossa radice situata nei suoi pressi. La terza cavità, collocata qualche centinaio di metri più a valle rispetto alle prime due, è di dimensioni molto ridotte; essa venne chiamata Grotta del Vaso perché durante le prime esplorazioni si rinvenne al suo interno il frammento di un vecchio orcio. La Grotta di Villasmundo apparve agli speleologi quasi come la grotta delle meraviglie di cui narrano le leggende. Dapprima si constatò come tale cavità fosse attiva (ovvero attraversata da ben tre corsi d'acqua, due fiumi perenni ed uno temporaneo) e quindi ancora in via di formazione; poi, mano a mano che l'esplorazione procedeva, vi si scoprirono una piccola cascata, due sifoni, vasti saloni di crollo, un lungo ramo fossile riccamente concrezionato; il tutto per una lunghezza di oltre 2 km di gallerie molto spesso di ciclopiche dimensioni. Tale sviluppo aumenta poi fino a 2675 m se alla lunghezza della Grotta di Villasmundo si sommano la lunghezza delle altre due grotte vicine. Dopo un lungo lavoro di scavo in quello che era allora ritenuto il punto estremo della cavità, ovvero l'ex Salone Terminale, nell'ottobre 1979 si riuscì infatti a penetrare dapprima in una galleria e poi in una grande sala di crollo al termine della quale venne scoperto un vasto lago sotterraneo dalle acque cristalline. Dal punto di vista geologico le dimensioni del lago (400 m² di sviluppo con una profondità di 56 m) apparvero agli increduli speleologi davvero inconsuete. La Grotta di Villasmundo nelle classifiche nazionali figura al 40º posto,tratta da Società Speleologica Italiana 1978 ex aequo con altre 5 grotte che presentano uno sviluppo di almeno 2000 m. In Sicilia però continua a mantenere il primo posto nella graduatoria delle grotte siciliane ad andamento sub-orizzontale. La Grotta di Villasmundo rappresenta l'unico esempio attualmente noto in Sicilia di sistema carsico parzialmente attraversato da corsi d'acqua sempre attivi.

Descrizione delle cavità Grotta di Villasmundo

L'ingresso della grotta è di dimensioni assai modeste, 1,50 m di larghezza per 0,80 m di altezza, e si apre a 130 m s.l.m. alla base della parete destra del Torrente Cugno di Rio e ai piedi di un salto di circa 3 m dell'alveo del torrente. L'ingresso immette in un angusto cunicolo lungo circa 50 m cui segue un pozzo fusiforme profondo 16 m. Dopo il pozzo segue, per una lunghezza di circa 60 m, una serie di piccoli ambienti e strettoie intervallati da piccoli salti. Questo primo tratto di grotta, detto Ramo dell'ingresso, si congiunge ortogonalmente con una galleria di notevoli dimensioni. Discendendo sulla sinistra per 140 m il Ramo a Valle si raggiunge dapprima un altro tratto di galleria, lungo circa 40 m, interessato da abbondanti massi di crollo e fango e poi una frana che ostruisce tutto il condotto; risalendo invece verso destra, si percorre una galleria con andamento meandriforme a larghe anse, detta Galleria del Corso d'Acqua Principale. Risalendo ancora questa galleria lungo il Corso d'acqua Principale s'incontra dopo circa 50 m la cosiddetta Prima sala di Crollo, un allargamento della galleria interessato da un vasto crollo sotto cui scorrono le acque del torrente. Superata tale sala, la galleria continua in direzione NS; qui il torrente ridiventa percorribile per altri 80 m fino al cosiddetto Primo Sifone ove il condotto diviene impraticabile in quanto s'immerge al sotto del livello delle acque. Subito a monte del crollo infatti, un'altra grande galleria s'innesta lungo la parete sinistra del Corso d'Acqua Principale con direzione ortogonale ad esso. La nuova galleria, il cosiddetto Ramo dell'Affluente, è percorsa da un torrentello che confluisce nel corso d'Acqua Principale ed è subito interessata, per una lunghezza di circa 40 m, da un crollo di dimensioni simili al precedente; il vasto ambiente del crollo è chiamato la Seconda Sala di Crollo. Dopo tale Sala il Ramo dell'Affluente riprende molto alto e stretto con andamento meandriforme fino a giungere dopo 140 m alla base della Cascatella, un piccolo salto di 4 m. A monte di questa, l'ambiente si restringe in uno stretto cunicolo che prosegue in direzione NW per circa 300 m fino a diventare impraticabile. Da uno skargo in ripida salita collocato pochi metri prima della Sala della Cascatella si accede al Ramo Fossile, un vasto ramo della cavità non più interessato da passaggio idrico e perciò assai ricco di concrezioni. Questo ramo rappresenta il livello più alto del sistema carsico della Grotta di Villasmundo e si snoda con un andamento suborizzontale dapprima in direzione S, poi SW. Dopo circa 150 m la galleria principale presenta una biforcazione; a sinistra, un ramo seconddario con direzione S porta all'imponente Sala del Grande Scivolo di Fango, una sala di crollo lunga circa 50 m ed alta oltre 20 m; a destra la galleria principale prosegue invece in direzione SW per altri 50 m quando s'interrompe bruscamente con un salto di 10 m. Superato il salto ci si trova ad una biforcazione; da un lato, sulla destra, la galleria principale continua in direzione SW, mentre sulla sinistra si apre l'imboccatura di una nuova galleria che immette in un ramo secondario con direzione quasi normale alla precedente. Procedendo a sinistra si giunge subito ad una saletta di crollo da cui si dipartono due diramazioni: la via di destra porta al cosiddetto Ramo Nero, una galleria dalle pareti ricoperte di fango lunga quasi 150 m che s'interrompe in una saletta di crollo; lungo la via di sinistra invece, dopo avere superato un ambiente di crollo in leggera discesa, s'incontra nuovamente per un breve tratto di 30 m il Corso d'Acqua Principale che si perde a valle in un insuperabile conoide di crollo ed a monte nel Secondo Sifone. Riprendendo invece a seguire il corso della galleria principale che si dirige verso SW, si attraversa dapprima il cosiddetto Ramo dei Crolli, una galleria di notevoli dimensioni (7 m di larghezza per 8 m di altezza), e si accede poi in una grande sala di crollo lunga circa 100 m chiamata Ex Salone Terminale orientata in direzione NNW-SSE. Si continua per circa 200 m attraversando una serie di sale di crollo fino a raggiungere una vasta galleria di erosione interamente occupata nei suoi 50 m di lunghezza da un lago curiosamente suddiviso in due parti da una imponente colata stalagmitica. Questo lago è chiamato Lago Terminale.

Idrologia della cavità Allo stato attuale delle conoscenze il reticolo idrografico sotterraneo della Grotta di Villasmundo è schematizzabile nei seguenti elementi: Corso d'Acqua Principale: si sviluppa prevalentemente in condizioni freatiche e quindi in ambienti di difficile esplorazione. Per tale motivo lo si può seguire agevolmente solo in due distinti parti della cavità peraltro assai distanti tra loro; Affluente: questo corso d'acqua confluisce nel Corso d'Acqua Principale appena pochi metri a valle del Primo Sifone; Torrente del Ramo dell'Ingresso: questo corso d'acqua a carattere temporaneo rappresenta una perdita del Torrente Cugno di Rio e percorre la cavità dal suo ingresso fino ala confluenza con il collettore principale. Da questo punto le acque scorrono nel Ramo a Valle per poi perdersi in molteplici punti idrovori disposti lungo la galleria; Lago Terminale: le acque di questo ambiente occupano un volume di 20.000 m³. Allo stato attuale delle conoscenze, il lago non presenta altri apporti d'acqua all'infuori di quella proveniente da un discreto stillicidio. D'altra parte è stata osservata la presenza di un esiguo trabocco delle sue acque che si perdono in un piccolo cunicolo sul lato destro della galleria che precede il lago.

La Grotta Alfio L'ingresso di questa cavità si apre a circa 60 m a valle di quello della Grotta di Villasmundo, 4 m più in alto del letto del torrente. L'imboccatura, di forma grosso modo rettangolare di m 0,8 per 1 m, immette in un cunicolo in discesa, che conduce dopo pochi metri ad un saltino in strettoia. La base di questo saltino comunica altresì direttamente con l'esterno attraverso un cunicolo impraticabile che parte dal letto del torrente, pochi metri a monte dell'ingresso della cavità. Alla base del salto si apre una saletta che immette in un laminatoio: dopo 5 m, al termine di questo, si apre un pozzo profondo 15 m a forma di fusoide. Dalla base del pozzo si diparte una successione di cunicoli di disagevole percorrenza, intervallati da pochi slarghi di piccole dimensioni. Questo sistema si sviluppa per circa 400 m; tali cunicoli si collegano infine a un vecchio collettore carsico in parte ostruito da crolli, probabilmente un tempo collegato alla Grotta del Vaso, distante poche decine di metri in linea d'aria.

Idrologia della cavità