Le avventure di Tintin (Les Aventures de Tintin) è una serie a fumetti belga ideata e disegnata dal 1929 al 1983 da Hergé e incentrata sull'omonimo personaggio immaginario di Tintin.

La serie è caratterizzata dalla contestualizzazione con la realtà storico-politica del XX secolo, che dopo i primi volumi meno accurati diventa via via più verosimile grazie all'approfondito lavoro di ricerca dell'autore. Il primo episodio è ambientato nella Russia bolscevica del 1929 e nella repubblica di Weimar, poi in Congo del 1930Il Congo era allora una colonia belga., in nord America del 1933, nella Cina occupata dai giapponesi nel 1934, in Inghilterra, Belgio e Scozia nel 1937, in uno stato immaginario situato nell'Europa dell'Est identificabile con l'ex Jugoslavia nel 1940, poi nell'Austria invasa dai tedeschi fino ad arrivare ai viaggi sulla Luna, ai dirottamenti aerei e ai dittatori sudamericani.

Lo stile grafico del fumetto presenta un tratto limpido e netto, con vignette pulite e senza altri segni oltre a quelli essenziali, che verrà poi denominato ligne claire e che fa de Le avventure di Tintin un antesignano e modello di riferimento per la scuola del fumetto franco-belga. Le tavole di Hergé sono ampiamente riconosciute come opere d'arte e raggiungono quotazioni milionarie alle aste.

La serie ha goduto di grande popolarità sia durante il periodo di pubblicazione sia dopo, diventando un long seller internazionale e ispirando trasposizioni radiofoniche, televisive, cinematografiche e un vasto merchandising.

Trama e caratteri generali La serie Le avventure di Tintin è caratterizzata da una felice unione fra trame avventurose con personaggi comici in ambientazioni verosimili ispirate dalla geografia e dalla storia del XX secolo.

Il protagonista Tintin è un reporter, un eroe acculturato, dotato di spirito di avventura, di osservazione e di sete di conoscenza che lo porta a capire e apprendere la cultura di ciascun popolo con cui entra in contatto. Nelle sue avventure si trova spesso a sventare le trame di malvagi personaggi offrendo aiuto a chi ne ha bisogno. Insieme a lui c'è un cast corale molto ampio; fra i personaggi ricorrenti si trovano il suo fedele cagnolino Milù, l'irascibile capitano Haddock, un vecchio marinaio, il professor Girasole, uno scienziato geniale quanto distratto, la cantante d'opera Bianca Castafiore, invaghita del capitano, e i due poliziotti Dupont e Dupond.

Personaggi

Tintin: è il protagonista, di professione giornalista e reporter belga, un simpatico e sveglio giovanotto dai capelli rossi con il ciuffo davanti. Milù: è il piccolo terrier bianco di Tintin. Ama sgranocchiare ossi, ha paura dei ragni e, come il capitano Haddock, è un appassionato del whiskey scozzese "Loch Lomond". Il personaggio di Milù evolve attraverso il corso della serie: nelle prime apparizioni Milù era la fonte di cinismo per compensare il positivismo di Tintin, ma questo ruolo è passato al capitano Haddock fin dalla sua introduzione nella storia Il granchio d'oro, e il cagnolino è diventato il comic relief. Capitano Haddock: un lupo di mare britannico, con capelli e barba nera, molto amante degli alcolici e delle imprecazioni fantasioseHergé, Il segreto del Liocorno, Lizard edizioni, p. 29. Professor Trifone Girasole: chiamato anche Tornasole in riferimento alla cartina tornasole usata nei laboratori di chimica, è uno scienziato geniale e ostinato, ma sordo come una campana. Dupont e Dupond: due imbranati e baffuti poliziotti, agenti della Police Federal Belga. Sono quasi sempre in giacca e bombetta; in alternativa, quando si trovano in Paesi stranieri indossano travestimenti pacchiani che riflettono la loro conoscenza stereotipata di quei luoghi, contrapposta a quella profonda di Tintin. Nestore: maggiordomo della tenuta di Moulinsart, leale e imperturbabile. Ha un aspetto molto ordinato e indossa una livrea. Esordisce ne Il segreto del Liocorno, dove è il maggiordomo dei fratelli Passeretti, primi proprietari del castello. Chang Chong Chen: giovane cinese, appare in due avventure ed è ispirato a un reale amico di Hergé, da lui consultato per rendere più realistiche e prive di stereotipi le storie ambientate in Cina. Diventa amico di Tintin nella storia Il loto blu. Oliveira de Figueira: mercante portoghese attivo fra il Mediterraneo e il Medio Oriente; appare in diverse delle più esotiche avventure di Tintin. Serafino Lampion: un rappresentante polizze assicurative. Eccessivamente petulante, logorroico e invadente, si attira ben presto l’antipatia del capitano Haddock, sebbene pare non rendersene conto. Generale Alcazar: presidente della immaginaria repubblica di San Theodoros in continua competizione col suo acerrimo nemico Generale Tapioca, che cerca di rovesciarlo e prendere il controllo del paese. Mohamed Ben Kalish Ezab: Emiro del ricco emirato petrolifero del Khemed, appare in due avventure, nella seconda delle quali viene temporaneamente spodestato dal suo rivale, lo sceicco Bab el Ehr. Abdallah: figlio dell'Emiro del Khemed. È un bambino pestifero e ama fare i dispetti soprattutto al capitano Haddock, da lui ribattezzato "Mille Sabordi" per via della sua consueta esclamazione. Bianca Castafiore: anche detta "l'usignolo milanese", è un soprano italiano dalla voce squillante. Esordisce ne Lo scettro di Ottokar ed era previsto che apparisse anche nell'albo incompiuto Tintin e l'Alph-Art. La cantante occupa quasi sempre ruoli di contorno o di cameo. Piotr Zut: un aviatore contraddistinto da una benda nera sull'occhio che gli dà un'aria piratesca. Dapprima è pilota dell’aviazione sotto il controllo di Bab le Ehr; successivamente viene assunto dal miliardario Carreidas. Compare in due avventure. Rastapopoulos: è l'antagonista che compare in più avventure insieme al Capitano Allan e al dottor Müller. Esordisce ne I sigari del faraone. Dottor J. W. Müller: è uno degli antagonisti principali. Inizialmente è a capo di una banda di falsari e dirige una sorta di casa di cura in cui sottopone i suoi dissidenti a trattamenti disumani fino a farli degenerare in pazzia; successivamente si dedica al contrabbando del petrolio in Arabia.

Storia editoriale

La serie è costituita da 24 storie in lingua francese delle quali l'ultima è rimasta incompiuta. Le prime otto vennero pubblicate fra il 1929 e il 1941 in bianco e nero con tavole a sei vignette, ma negli anni quaranta e cinquanta vennero completamente ridisegnate (tranne la prima) per renderle omogenee alle successive, che presentavano uno stile grafico molto evoluto e venivano pubblicate in albi a colori di 48 pagine con tavole a dodici vignette. L'ultima storia risale al 1983, anno di morte di Hergé. Le storie non sono mai state concluse, modificate o continuate per esplicito desiderio dell'autore.

La serie esordì in francese il 10 gennaio 1929 sul settimanale belga Le Petit Vingtième, supplemento del quotidiano Le vingtième siècle, dove viene pubblicato fino al 1942, quando la serie continua la pubblicazione su Le Soir Jeunesse, supplemento al quotidiano Le Soir, e vi resta fino al 1946, quando debutta infine su una testata propria intitolata Le Journal de Tintin ( Kuifje nella versione fiamminga).

Le storie vennero illustrate da Hergé dopo un lavoro di documentazione molto accurato per i suoi tempi, che comprendeva testimonianze da parte di autoctoni dei luoghi raccontati e fotografie dei luoghi e degli oggetti da disegnare. I primi volumi, caratterizzati da stereotipi culturali, dettagli sbagliati e forzature dovute alla contingente situazione politica, furono ridisegnati integralmente dall'autore dagli anni '40 in poi appositamente per correggere questi errori.

Edizioni italiane In Italia sono state intitolate diverse testate a Tintin e le sue storie sono apparse in numerose collane e periodici. L'esordio avvenne nel 1961 con la storia Lo scettro di Ottokar, pubblicata in volume dalle edizioni Cino Del Duca; successivamente venne pubblicata la storia I gioielli della Castafiore su un supplemento della rivista Linus nel 1968 e poi su altre riviste antologiche come Il Vittorioso. La prima edizione in volume venne edita dal 1977 al 1986 dalla Gandus (otto album non cartonati); negli anni ottanta e novanta venne ripresa inoltre dalla Comic Art e dalla De Agostini. L'intera serie è stata integralmente ritradotta e ristampata in italiano nel 2011 dalla Rizzoli Lizard in un'edizione filologica curata da Philippe Daverio. È stata nuovamente ritradotta e ristampata nel 2025 da Editoriale Cosmo (Alessandro Editore).

Edizioni, riedizioni e censure dei singoli volumi

Tintin au pays des Soviets (Tintin nel paese dei Soviet, 1929) - Questo è l'unico albo che non è stato riproposto a colori dalle edizioni Casterman. Di questa avventura esiste pertanto soltanto la versione apparsa su rivista, ripubblicata in un volume in bianco e nero per gli appassionati nel 1981. Tintin au Congo (Tintin in Congo, 1930) - Nel 1946 Hergé ha completamente ridisegnato la storia, facendola passare dalle originali 110 tavole in bianco e nero alle 62 a colori degli albi standard. Fra le numerose modifiche, da segnalare l'eliminazione di molti dettagli a favore del colonialismo. La lezione che Tintin teneva in una scuola africana («Miei cari amici, oggi vi parlerò della vostra patria: il Belgio…») diventa adesso una lezione di matematica («Quanto fa due più due?»). Il disegno si fa più curato e i dialoghi più fluidi. In seguito la storia subì un'ulteriore modifica, con l'eliminazione di una tavola in cui Tintin, a caccia di rinoceronti, ne faceva esplodere uno con la dinamite. Tintin en Amérique (Tintin in America, 1931) - Anche questa storia è stata ridisegnata, rimontata e colorata nel 1945. Le modifiche, in questo caso, sono soprattutto tecniche, e confrontando le due versioni si può notare quanto la padronanza di Hergé del media fumetto fosse notevolmente aumentata in pochi anni. Les cigares du pharaon (I sigari del faraone, 1932) - Ridisegnata e colorata nel 1955. In particolare una lunga sequenza con Tintin alle prese con un sotterraneo pieno di serpenti viene eliminata per esigenze di spazio. Inoltre c'è una curiosità: nella vignetta in cui Tintin incontra lo sceicco sotto la tenda, questi afferma di essere un ammiratore del reporter e gli mostra un albo con le sue avventure. Se nell'edizione del 1932 gli mostrava Tintin in America, nel 1955 gli mostra Tintin in Congo; successivamente Hergé modifica ancora la vignetta e nella terza versione lo sceicco mostra a Tintin l'albo di Obiettivo Luna, un'avventura che il protagonista non solo al tempo non aveva ancora vissuto, ma dove sono presenti personaggi come il capitano Haddock e il professor Girasole che non aveva ancora conosciuto: un vero paradosso temporale. Le lotus bleu (Il loto blu, 1933) - Questo è l'albo dove ci sono maggiori differenze nel disegno fra le due versioni. Nell'edizione del 1946 Hergé rimedia alla carenza di documentazione che lo aveva portato a disegnare una Cina assai stereotipata, e fornisce una prova magistrale per quanto riguarda sfondi, palazzi, ideogrammi e altri elementi della cultura locale. Si può dire che è proprio dalla seconda versione di questo albo che Le avventure di Tintin assumono quella ricchezza di dettagli che le caratterizzeranno in seguito. L'oreille cassée (L'orecchio spezzato, 1935) - Questa storia ha subìto pochissime variazioni tra la prima e la seconda versione.