Unorganizzazione non a scopo di lucro, detta anche organizzazione non profit (dall'inglese profit, cioè "profitto") o ente non profit, è un'organizzazione che, per statuto, non è destinata alla realizzazione di profitti e reinveste interamente gli utili generati per i propri scopi organizzativi.

Storia La struttura delle organizzazioni non a scopo di lucro è nata nella seconda metà del XX secolo, principalmente nei paesi economicamente più progrediti, supportata dall'accresciuta attenzione sociale per le attività di solidarietà, dal miglioramento delle condizioni economiche generali, e dalla diffusione dei mass media, che hanno agevolato la conoscenza di particolari situazioni di disagio economico, sanitario, sociale e politico.

Parallelamente sono nate associazioni di persone volontarie, mosse dalla percezione di inadeguatezza della risposta degli Stati maggiormente sviluppati a livello economico alle situazioni di necessità sociale sia interne agli stessi Stati, che all'esterno, negli Stati meno sviluppati, e finalizzate a risolvere o ad attenuare tali situazioni.

In questo contesto sono nate anche organizzazioni di tipo privato al fine di soddisfare bisogni specifici sociali (ad esempio le associazioni per la fornitura di cibo e medicinali o per l'assistenza di persone affette da malattie rare).

La rilevanza del fenomeno ha indotto gli ordinamenti giuridici a prenderne atto, e a predisporre agevolazioni fiscali per queste attività.

In diritto, il problema affrontato dalla dottrina si è incentrato sulla corretta definizione dell'ente non profit.

Descrizione Le organizzazioni non a scopo di lucro non distribuiscono ai soci gli utilisia che essi siano nella forma di beni o di servizi, che sono invece destinati a terzi; tali organizzazioni hanno un'attività commerciale limitata ai soli scopi sociali e perciò risultano diverse dalle società cooperative e dalle associazioni, nelle quali legittimamente residua un interesse personale indiretto dei soci.

Per dare una definizione delle caratteristiche di un ente non profit, Giulio Marcon si avvale di uno studio specifico del 1999 del Centro per gli studi della società civile della Johns Hopkins University di Baltimora, a cui aggiunge ulteriori due caratteristiche:. essere formalmente costituito; essere di natura privata, separata da quella pubblica; essere autogovernato senza alcun controllo esterno; non distribuire tra i propri componenti eventuali profitti; avere una presenza significativa di volontari; essere aconfessionali e apartitici; avere un'utilità sociale; avere una struttura democratica.

Legislazione Gli enti non profit si differenziano nella loro struttura per tipo e status giuridico.

Nel mondo

In Italia La legislazione italiana ha disciplinato cinque tipi di organizzazioni private che operano senza fini economici con finalità solidaristiche:

le organizzazioni non governative;. le organizzazioni di volontariato;. le cooperative sociali;. le fondazioni ex bancarie;. le associazioni di promozione sociale..

Con il decreto legislativo n. 117 del 3 luglio 2017 tutto il Codice del Terzo settore è incentrato sulla figura degli enti del terzo settore (ETS), la quale ricomprende anche altre tipologie di organizzazioni esistenti:

Organizzazione di volontariato (ODV) Secondo gli articoli 2-3 della legge n. 266 dell'11 agosto 1991, per organizzazioni di volontariato si intende "ogni organismo liberamente costituito" che si avvale dell'attività di volontariato che "deve intendersi quella prestata in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà".

Tale dimensione organizzata si configura a partire dagli anni settanta, ma la sua importanza è cresciuta in modo particolare durante gli anni 2000; se guardiamo infatti all'anzianità delle organizzazioni di volontariato presenti sul territorio, possiamo vedere come la maggior parte sia di recente costituzioneRapporto Biennale sul Volontariato, 2005: delle più di ( nel 2005) associazioni esistenti in Italia il 61% è nato dopo il 1999.

Il decreto legislativo n. 117 del 3 luglio 2017 Codice del Terzo Settore (CTS) provvede al riordino e alla revisione organica della disciplina speciale e delle altre disposizioni vigenti relative agli Enti del Terzo Settore (ETS).

Il CTS, abrogando gran parte della legge n. 266/1991, ha introdotto una nuova definizione di ODV; il 1° comma dell'articolo 32 dispone che le ODV sono ETS costituiti in forma di associazione, riconosciuta o non riconosciuta, da un numero non inferiore a sette persone fisiche o a tre organizzazioni di volontariato, per lo svolgimento prevalentemente in favore di terzi di una o più attività di interesse generale di cui all'articolo 5, avvalendosi, in modo prevalente dei volontari associati.

Associazione di promozione sociale (APS)

Le associazioni di promozione sociale possono essere definite quelle organizzazioni in cui individui si associano per perseguire un fine comune non di natura commerciale. La loro valenza “sociale” deriva dal fatto che esse non sono assimilabili a quelle associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici dei membri (come ad esempio avviene per associazioni sindacali, di partito o di categoria).

Le caratteristiche e il ruolo svolto dalle associazioni di promozione sociale sono molto vicine a quelle delle organizzazioni di volontariato, le differenze risiedono nella possibilità di remunerare i propri soci e nella valenza mutualistica dei servizi, anche se è indubbio che oggi le associazioni non si limitino solamente alla mera soddisfazione degli interessi e dei bisogni degli associati, ma abbiano sviluppato una forte apertura al sociale operando promozioni della partecipazione e della solidarietà attiva.

Cooperativa sociale

In Italia sono presenti 7.363 cooperative sociali: 4.345 di tipo A, 2.419 di tipo B, 315 di tipo misto (A+B), 284 sono infine i consorzi

Fondazione di diritto civile e di origine bancaria Le circa 6 220 fondazioni presenti in Italia (dato 2011) rappresentano un importante attore nel panorama del non profit. Le fondazioni sono enti senza fini di lucro con una propria sorgente di reddito che viene impiegata per scopi di utilità sociale. A differenza delle associazioni infatti, le fondazioni non trovano il loro fondamento nei soci e nelle attività da loro svolte, ma piuttosto nella possibilità di beneficiare di un patrimonio (che per legge deve essere sufficiente allo scopo, anche se non vi sono indicazioni relative a cifre esatte) che dà loro un'ampia capacità finanziatrice. Le fondazioni distribuiscono le proprie risorse con una strategia orientata alla scelta degli interlocutori per valutare i progetti da finanziare e in particolare, le aree in cui maggiormente le fondazioni operano sono l'istruzione, l'arte e la cultura, la sanità, l'assistenza sociale e la ricerca. Le fondazioni svolgono spesso anche una funzione attrattiva di nuove risorse, di lasciti, di donazioni di privati e imprese.

Organizzazione non governative (ONG)

In seno alla categoria delle organizzazioni "non profit" rientrano anche quelle organizzazioni che di fatto, in genere in ragione di particolari princìpi ispiratori o di particolari modalità o luoghi di attività, costituiscono soggetti di rilevanza inevitabilmente politica e che vengono a loro volta classificate come ONG quando appunto il loro operato sia svincolato da quello del governo dello Stato di appartenenza.

Le prime Ong nate intorno agli anni settanta svolgevano un'attività di sostegno del mondo missionario presente nei paesi in via di sviluppo. Oggi le organizzazioni non governative sono espressioni organizzate della società civile di ispirazione anche laica, impegnate sul più ampio fronte della cooperazione, intessendo rapporti con le istituzioni nazionali, europee ed internazionali e contribuendo all'elaborazione di strategie politiche. I tre principali organismi di coordinamento a cui aderiscono la maggior parte delle Ong italiane sono: i Volontari nel mondo - federazione di organismi cristiani di servizio internazionale, che riunisce 56 Ong di ispirazione cristiana; il Coordinamento delle Ong per la cooperazione internazionale allo sviluppo, che riunisce 35 Ong di matrice laica e il Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale che conta 28 Ong di ispirazione cristiana.

Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS)

La disciplina delle ONLUS, che nell'acronimo ben segnalano la compresenza dei requisiti di assenza di lucro e di utilità sociale, resta pertanto ben indicativa di alcuni dei possibili campi di intervento, sebbene in tale inquadramento - è stato da molti eccepito - siano eterogeneamente parificati obiettivi di emergenza vitale e scopi di potenziale fatuità: assistenza sociale e socio sanitaria assistenza sanitaria beneficenza istruzione formazione sport dilettantistico tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico tutela e valorizzazione dell'ambiente promozione della cultura e dell'arte tutela dei diritti civili ricerca scientifica di particolare interesse sociale Per quanto infatti il concetto di non profit sia in genere, nella sua più immediata accezione, prontamente riferito a importanti e lodevoli iniziative di grande spessore, esso purtuttavia comprende qualsiasi attività dalle caratteristiche sopra abbozzate, riguardando pertanto la bocciofila di quartiere come le associazioni per le emergenze alimentari del Terzo Mondo; ciò ha dato luogo ad eccezioni ideali ed a proposte per una più rigorosa verifica della corretta applicazione della disciplina, soprattutto onde salvaguardare la necessaria terzietà degli effettivi beneficiari delle iniziative di questo genere, vista la potenziale facilità di maliziosa interpretazione del testo normativo.

Impresa sociale Sempre di più a partire dagli anni 80 si sono venute affermando forme imprenditoriali e organizzative create per perseguire finalità sociali operando all'interno del mercato concorrenziale. La forma giuridica che risponde a queste esigenze è quella dell'impresa sociale, che comprende tutte quelle imprese private, comprese le cooperative, in cui l'attività economica d'impresa principale è stabile e ha per oggetto la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale e di interesse generale. Si distingue così per la prima volta il concetto di imprenditoria da quello di finalità lucrativa: si riconosce l'esistenza di imprese con finalità diverse dal profitto. Il valore aggiunto rispetto a un'impresa tradizionale sta nel tentativo di produrre servizi ad alto contenuto relazionale, nel cercare di fare "rete" con esperienze del terzo settore, nel produrre esternalità positive per la comunità; fondamentali sono la promozione dello sviluppo locale, la garanzia di democraticità dell'organizzazione e di un coinvolgimento diretto dei lavoratori nella gestione, l'adozione di valori quali la giustizia sociale, le pari opportunità e la riduzione delle diseguaglianze.

La disciplina di questi enti contenuta nella legge n. 118/2005 è stata resa organica e attuale tramite il d.lgs. n. 155/2006. L'impresa sociale può operare nei seguenti ambiti di attività: assistenza sociale assistenza sanitaria e socio sanitaria educazione istruzione tutela ambientale tutela dei beni culturali formazione universitaria formazione extrascolastica turismo sociale

Aree di intervento L'Istat ha pubblicato i dati relativi ai settori e sottosettori di attività prevalente delle Istituzioni non profit aggiornato al 31 dicembre 2021: