Soprannominato nella sua terra natale El Indio per il suo colorito olivastro, in Italia il suo nome venne italianizzato in Enrico.In diverse fonti, il luogo di nascita viene confuso con il suo secondo nome, ed è riportato erroneamente come Enrique Lucas González Guaita.

Caratteristiche tecniche Attaccante esterno ambidestro, coraggioso e veloce, era in grado di ricoprire tutti i ruoli dell'attacco, tanto da essere schierato anche come centravanti negli anni di carriera a Roma (ruolo nel quale eccelleva grazie a un ottimo opportunismo e senso del gol).

Carriera Club Gli inizi in Argentina

Nativo di Lucas González, piccolo borgo della provincia di Entre Ríos, iniziò a giocare a calcio nelle giovanili dell'Estudiantes, passando in breve tempo a far parte della prima squadra. Esordì in prima squadra il 12 aprile 1928, segnando una tripletta contro l'Independiente: diventato stabilmente titolare in quel gruppo che poi divenne noto con il nome de Los Profesores, giocò i primi due campionati del calcio professionistico argentino, siglando complessivamente trentadue reti in 62 gare.

Gli anni in Italia e la "fuga"

Dopo altre tre presenze nel campionato di apertura 1933 fu ingaggiato dalla , insieme al suo compagno di squadra Alejandro Scopelli e al mediano Andrés Stagnaro prelevato dal Racing Club de Avellaneda. Dopo un breve periodo di ambientamento, mise in mostra tutte le sue qualità siglando quattordici reti in 32 gare. I tifosi lo soprannominarono il "Corsaro nero", dopo una tripletta realizzata contro gli amaranto del Livorno, in un incontro in cui la Roma indossò la maglietta nera per distinguersi dagli avversari.Sandro Bocchio, Giovanni Tosco, Dizionario della Grande Roma dalle origini ai giorni nostri, Grandi Manuali Newton, Roma, 2000, pag. 91 Nella stagione successiva fece ancora meglio, diventando capocannoniere con 28 reti in 29 presenze, prestazione che rimane il record italiano di marcature in un torneo a sedici squadre. La Roma terminò il campionato al quarto posto.

La squadra si fortificò durante il calciomercato estivo con gli acquisti di Luigi Allemandi e Renato Cattaneo e appariva come la maggiore candidata alla vittoria del campionato. Però il 19 settembre 1935, alla vigilia dell'inizio della nuova stagione, Guaita fu autore, insieme ai compagni Stagnaro e Scopelli, di una clamorosa e rocambolesca fuga dall'Italia (in auto fino a La Spezia, quindi in treno fino a Ventimiglia e di lì in Francia, per arrivare poi in nave fino in Argentina), al fine di evitare la chiamata alle armi per la Guerra d'Etiopia, peraltro improbabile, visto il loro status privilegiato di calciatori. Additati come traditori, furono accusati di traffico di valuta, cosa che gli impedì di rientrare in Italia anche nel dopoguerra. Successivamente, si pensò che i giocatori fossero stati mal consigliati da oppositori dei giallorossi, e Vittorio Pozzo sostenne che la fuga fu causata "dalle mene interne per il cambiamento di dirigenti nella società alla quale apparteneva".

Il ritorno in Argentina e il ritiro Tornò a giocare in Argentina nel Racing, dove rimase per due stagioni segnando ventotto reti in 57 partite, e nuovamente nell'Estudiantes, giocando fino al 1939 prima di ritirarsi dal calcio giocato.

Nazionale Dopo due gare giocate con l'Argentina nel 1933, ottenne la cittadinanza italiana una volta giunto in Italia, e fu ammesso nella Nazionale azzurra: debuttò con la Nazionale B il 3 dicembre 1933 a Lugano nella vittoria contro la Svizzera B per 7-0. Partecipò al Mondiale del 1934 vinto dall' di Vittorio Pozzo, ove giocò quattro gare, segnando il gol decisivo nella semifinale vinta per 1-0 contro il Wunderteam austriaco, e passando ad Angelo Schiavio il pallone del gol decisivo nella finale vinta dagli azzurri contro la Cecoslovacchia.

Al suo ritorno in Sudamerica fu nuovamente convocato nella nazionale argentina, e fece parte della vittoriosa squadra che si aggiudicò la Coppa America del 1937, giocando le ultime due decisive partite, pur senza segnare alcuna rete.

Dopo il ritiro e la morte Cessata l'attività agonistica a 30 anni, divenne direttore del carcere di Bahía Blanca, ma perse il posto ritrovandosi in povertà. Morì nel 1959, prima di compiere 49 anni.

Statistiche

Presenze e reti nei club

StagioneSquadraCampionatoTotaleCampionatoPresenzeRetiPresenzeReti 1928 Non si posseggono dati per la stagione 1928. Estudiantes PD ? ? ? ? 1929Non si posseggono dati per la stagione 1929 CE ? ? ? ? 1930Non si posseggono dati per la stagione 1930. PD ? ? ? ? 1931 PD 34 15 34 15 1932 PD 28 17 28 17 1933 PD 3 0 3 0 Totale EstudiantesDati parziali. Non si posseggono dati su presenze e reti nelle stagioni 1928, 1929 e 1930. 65+ 32+ 65+ 32+ 1933-1934 Roma A 32 1415 secondo Wikicalcioitalia.info, il dato è tratto da Enciclopediadelcalcio.it. 32 14 1934-1935 A 29 28 29 28Totale Roma 61 42 61 42 1936 Racing Club PD ? ? ? ? 1937 PD ? ? ? ?Totale Racing ClubSi conoscono solamente i dati totali sulle presenze e reti al Racing Club, ma non i dati per le singole stagioni. 57 31 57 31 1938 Estudiantes PD 23 8 23 8 1939 PD 4 1 4 1 Totale Estudiantes 27 9 27 9Totale carrieraDati totali parziali. Non si posseggono dati su presenze e reti nelle stagioni 1928, 1929 e 1930. 211+ 114+ 211+ 114+

Cronologia presenze e reti in Nazionale

Palmarès Nazionale

Italia:

Argentina:

Individuale All-Star Team del campionato mondiale: 1

Capocannoniere della Serie A: 1 1934-1935 (28 gol)

Note

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