Satyricon è stato un varietà televisivo satirico scritto e interpretato da Daniele Luttazzi, con la regia di Franza Di Rosa. Andò in onda con cadenza settimanale (salvo sospensione di una puntata, in seguito a polemiche) in seconda serata su Rai 2 da gennaio ad aprile 2001. Nonostante ascolti con punte di sette milioni e mezzo di telespettatoriEnzo Biagi intervista Daniele Luttazzi (parte 1) durante la trasmissione "Rotocalco televisivo" del 30/04/07 e Enzo Biagi intervista Daniele Luttazzi (parte 2) durante la trasmissione "Rotocalco televisivo" del 30/04/07, il CdA Rai lo tolse dal palinsesto per la stagione successivaRai, cancellati «Raggio Verde» e Luttazzi, Corriere della Sera, 7 giugno 2001.

Ispirato ai talk show notturni americani, un genere introdotto in Italia da Luttazzi nel 1999 con Barracuda (Italia 1)Bye Bye Letterman, articolo su Il_Fatto_quotidiano del 19 maggio 2015 , Satyricon era caratterizzato da un monologo iniziale di battute satiriche sull'attualità politica, sociale e culturale, e da tre interviste a singoli ospiti, il tutto intervallato da sketch e rubriche comiche.

Caratteristiche Parodia del talk show di Letterman Satyricon era una parodia del David Letterman Show, di cui riprendeva struttura e rubriche per fare satira sulla realtà italiana e raccontare le vicende di un conduttore di talk show che tradisce la fidanzata con la segretaria. Il programma è depositato in SIAE come sitcom.

Lo specchio scenografico La scenografia era caratterizzata da un ampio specchio che, posto alle spalle del conduttore, rifletteva pubblico e telecamere. Come fu notato dal critico teatrale Gianfranco Capitta,Gianfranco Capitta, il manifesto, 12 gennaio 2001, p.15 quello specchio, nel far sì che i telespettatori vedessero contemporaneamente due realtà, quella diretta e quella riflessa, era una metafora del tema del doppio, in questo caso applicato al comico e all'ironia.

Temi e linguaggio Satyricon utilizzava temi e linguaggio espliciti. La cosa era confermata dallo slogan iniziale, che in ogni puntata recitava: Attenzione! Il programma che sta per andare in onda contiene fellatio, cunnilingus, masturbazione, feci, urina, sadomasochismo, Bruno Vespa e qualsiasi altra cosa la fetida mente di Daniele Luttazzi abbia fermentato in quest'ultimo periodo. Il suo linguaggio esplicito è fatto apposta per turbare gli imbecilli. A tutti gli altri, buon divertimento.

A questo proposito, Gianpiero Gamaleri, membro del CDA Rai, in un articolo su il Giornale si "autoiscrisse" alla "categoria degli imbecilli", e definì quello di Luttazzi un «umorismo inquinante»Quella Rai che insulta la maggioranza dei cittadini, articolo su il Giornale del 18 gennaio 2001, p.6 Rassegna Stampa.

Contenuti I monologhi di apertura Nei monologhi di apertura, della durata di 10-15 minuti, Luttazzi commentava con battute satiriche i fatti d'attualità, con particolari riferimenti alla campagna elettorale in corso e alle polemiche sulla trasmissione.

Gli sketch Le varie parti del programma era punteggiate da siparietti di comicità straniante (Luttazzi babysitter, Crimini domestici, Paranoia silenziosa) o di satira religiosa (Esche insolite) o buffi (Lo scherzo, Lo stagista, L'effetto vetri-rotti). Quando erano umoristici, avevano per protagonista l'ospite da intervistare (come ne Il cameriere smemorato, riscrittura di un celebre sketch di Steve Martin, che Luttazzi fa interpretare a Nando Paone e alla prima ospite di quella puntata, Laura Morante).

Uno degli sketch che suscitò scandalo fu quello della coprofagia, proposto da Luttazzi come risposta ironica al consigliere del CDA Rai Alberto Contri, che, in un'intervista al quotidiano il Messaggero, si augurava che il comico, di provocazione in provocazione, arrivasse a mangiare merdaLuttazzi choc, la Rai lo spegne, articolo di Simonetta Robiony per la Stampa del 9 febbraio 2001, p.2 Rassegna Stampa.

Rubriche Pop-up Tg Luttazzi presentava la rubrica come un modo per rendere più interessanti i telegiornali, a suo dire insopportabili perché "ansiogeni, sempre pieni di notizie drammaticissime sulle quali non si può mai intervenire". Veniva quindi mostrata una serie di brevi primi piani di noti giornalisti mentre conducevano il telegiornale. Le loro parole venivano coperte dalla canzone Upside Down, hit degli anni ottanta di Diana Ross, mentre comparivano in sovrimpressione delle nuvolette (i pop-up appunto) con scritte buffe, ad esempio su David Sassoli ("A causa di una storia troppo lunga da spiegare, ha un'erezione ogni volta che sente la sirena di un'ambulanza") o su Lilli Gruber ("In giro la riconosci per la sua pelliccia di dalmata"). La rubrica terminava sempre con Bruno Vespa, al quale veniva riservata sempre la battuta più feroce, in particolare una: "Prende il Viagra. Per non pisciarsi sulle scarpe"; tale battuta suscitò le ire del giornalista, che minacciò la querela.

Conosci l'attualità Riproposizione della rubrica Know you current events del David Letterman Show, è un pretesto per fare battute su una notizia della settimana.

Notizie dal futuro Doppiato sulle immagini di un telegiornale della CCTV-4, propone battute surreali sul futuro. Esempi: «Il nuovo papa, Ringo diciottesimo, scriverà un'enciclica contro la contraccezione. Comincerà con la frase: non solo la contraccezione è moralmente sbagliata, ma coi profilattici non si sente nulla.»

Interviste Tra gli ospiti intervistati a Satyricon vi furono politici (Piero Fassino, Antonio Di Pietro, Marco Pannella), intellettuali (Gianni Baget Bozzo, Paolo Flores d'Arcais, Massimo Cacciari, Luciana Castellina), giornalisti (Marco Travaglio), esponenti della massoneria (Giuliano Di Bernardo), stilisti (Kean Etro), artisti (Dario Fo, Vinicio Capossela, Lando Buzzanca, Laura Morante, Franco Califano, Riccardo Cocciante, Stefania Rocca, Gianmaria Testa, Valeria Golino, Pippo Baudo, Zeudi Araya), sportivi (Andrea Lucchetta) e soubrettes televisive (Anna Falchi, Barbara Chiappini, Samantha De Grenet, Giorgia Surina).

L'intervista a Dario Fo Sin dalle prime puntate, alcuni politici e giornalisti avevano criticato la trasmissione, accusando Luttazzi di cattivo gusto e di non fare satira ma informazione («La satira deve deformare, non informare», Mario LandolfiBenvenuti in Italia, libro di Daniele Luttazzi, Feltrinelli, 2002). Per rispondere a tali polemiche, Luttazzi invitò il premio Nobel per la letteratura Dario Fo perché spiegasse cos'è la satira. Fo dà una breve definizione di satira quale "aspetto libero, assoluto, del teatro" e ricorda la battuta di "un grandissimo uomo di teatro" il quale diceva prima regola nella satira, non ci sono regole. Poi affronta il tema del cattivo gusto, ricordando l'opera La parpaia topola, in cui partendo da elementi triviali si giunge alla poesia. Quindi, in riferimento alle polemiche scaturite dallo sketch in cui Luttazzi faceva uno spuntino a base di cacca, cita alcune delle opere classiche satiriche e loro autori in cui si fa uso di questo elemento: Ruzante, la fame dello Zanni, un canovaccio in cui Arlecchino si cala le brache e lancia la cacca (finta) addosso al pubblico, e un aneddoto su San Francesco in cui la cacca assurge a termine morale, in contrasto con l'interesse economico che fonda il potere politico della Chiesa.

Fo chiarisce infine la differenza fra la satira e lo sfottò. Fo afferma che lo sfottò è la presa in giro bonaria, priva della dimensione morale e quindi reazionaria perché contribuisce a mantenere lo status quo; la satira invece ha sempre una dimensione morale, è liberatoria e mostra l'ipocrisia e la violenza del potere. Viene affrontato anche il tema del rapporto fra satira e potere, e di come essa possa agire sulla storia. Fo afferma che la satira è sempre stata temuta dai potenti, perché molte volte ha causato la presa di coscienza delle classi minori. Come esempi cita l'autore Luciano di Samosata, la legge "De contra jugulatores obloquentes" (Contro i giullari sparlatori infami) che Federico II di Svevia aveva istituito contro i giullari, e l'opera Rosa fresca aulentissima di Cielo d'Alcamo.

L'intervista a Marco Travaglio

Il testo integrale dell'intervista si può trovare a questi indirizzi: ,

Uno degli episodi più discussi è stata l'intervista al giornalista Marco Travaglio. Questi, da circa un mese, aveva pubblicato il libro L'odore dei soldi, scritto con Elio Veltri, in cui si riferiva di ciò che stava emergendo in alcuni processi a carico di Marcello Dell'Utri (condannato poi in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa) e che riguardava anche l'origine delle fortune di Silvio Berlusconi, il candidato premier del centrodestra alle elezioni che si sarebbero tenute da lì a due mesi. Nell'intervista, Travaglio parla dei documenti processuali citati nel libro, che sollevavano dei dubbi su possibili rapporti di Berlusconi e Dell'Utri con la mafia. Gli episodi più eclatanti oggetto delle discussione furono: la sconosciuta origine dei 113 miliardi ricevuti dalla Fininvest di Berlusconi tra il 1978 e il 1983 che diedero una grande spinta alla sua carriera imprenditoriale, i sospetti di riciclaggio di denaro sporco della mafia nella Banca Rasini, della presenza del boss mafioso Vittorio Mangano nella casa di Berlusconi tra il 1974 e il 1976 e le presunte dichiarazioni in cui tra il 1992 e il 1993 Berlusconi confidava di temere di essere accusato di essere mafioso. Travaglio rivolge anche delle critiche ai giornalisti italiani, in quanto "in Italia abbiamo inventato questo genere letterario dell'intervista senza domande, almeno quando il politico è l'ospite", e cita il caso dell'ultima video-intervista a Paolo Borsellino, registrata pochi giorni prima che venisse ucciso dalla mafia e che tutti i conduttori si erano rifiutati di trasmettere in prima serata. In quest'intervista Borsellino parlava di Mangano, Dell'Utri e delle presunte partite di droga. Si parla inoltre del conflitto di interessi, citando di come Mediaset beneficiò della legge Tremonti, Conversione in legge con modificazioni del e delle differenze tra l'Italia e l'Inghilterra quanto a conseguenze per i politici coinvolti in scandali giudiziari, citando il caso del dirigente Jonathan AitkenSpecial report: the Aitken case, report del giornale Guardian Unlimited , finito in carcere e stroncato politicamente per aver mentito su chi avesse pagato un conto d'albergo di 3 milioni della figlia.

Controversie Accuse di cattivo gusto