Il suo sistema sarà poi modificato e russificato negli anni dell'Unione Sovietica, ma sopravvive ancora oggi tra i bielorussi della diaspora e tra gli intellettuali, e ad esso ci si riferisce comunemente come Taraškievica.

Taraškievič era un membro del Partito Comunista clandestino della Bielorussia Occidentale (KPZB) in Polonia e venne arrestato ed imprigionato per 2 anni (1928-1930).

Inoltre, come membro del Circolo dei Deputati Bielorusso, era anche un deputato nel Parlamento Polacco (Sejm) dal 1922 al 1927.

Nel 1933 venne liberato a causa di uno scambio di prigionieri tra Polacchi e Sovietici in cambio di Frantsishak Alyakhnovich, un giornalista e drammaturgo bielorusso imprigionato in un Gulag.

Dopo la sua liberazione visse in esilio sovietico prima di cadere vittima delle grandi purghe sul finire degli anni trenta.

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