Biografia Chiamato in origine Palut, Mari venne convertito al cristianesimo dal vescovo Taddeo di Edessa (Addai). Lo seguì nella sua predicazione in Mesopotamia. Nel suo apostolato, predicò presso Ninive, Nisibis, lungo l'Eufrate e il Tigri, fondando oltre 300 comunità cristiane.
Nel suo viaggio apostolico lungo il fiume Tigri, egli fondò la chiesa di Kashkar. Poi Mari raggiunse l'importante città di Ctesifonte. Qui il re dei Parti possedeva una residenza invernale. Mari fondò la comunità cristiana nel sobborgo di Kokhe. Tali eventi si collocano tra l'80 e i primi anni del II secolo. Mari fu il primo vescovo di Ctesifonte.
Fu sepolto nella chiesa di Deir Qinni, che nell'antichità era meta di pellegrinaggio.
La tradizione cristiana attribuisce ai due vescovi l'Anafora di Addai e Mari, un'antica preghiera eucaristica redatta intorno al III secolo e, per estensione, la liturgia del rito caldeo.
Culto Non è ricordato nel moderno martirologio romano.
Nel calendario ortodosso viene ricordato il 4 agosto.
Note
Bibliografia Fonti antiche Notizie storiche sulla sua esistenza o sulla sua vita sono contenute: nel Liber turris (testo arabo cristiano composto tra il XII e il XIV secolo); negli Atti di Mari, risalenti al tardo VI-VII secolo. Fonti moderne Atti di Mar Mari, a cura di Ilaria Ramelli, Brescia, Edizioni Paidea, 2008 Christelle Jullien, Florence Jullien, Aux origines de l'Église de Perse: les Actes de Mār Māri, Lovanio 2003
Mari Mari Mari Mari Categoria:Santi della Chiesa cattolica Categoria:Scrittori siri Categoria:Vescovi del II secolo