Campodolcino (Candulscin in dialetto chiavennasco) è un comune italiano di abitanti della provincia di Sondrio in Lombardia, situato in Val San Giacomo, lungo la strada che conduce da Chiavenna al Passo dello Spluga. Il nome Campodolcino è utilizzato a livello comunale come unione degli aggregati di Portarezza, Prestone, Pietra, Acero, Tini e Corti, tutti dislocati sul fondo della Valle e ora formanti un continuo urbano ai bordi della Strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga.

Geografia fisica Territorio Campodolcino si estende lungo la valle glaciale del torrente Liro, comprendendo da Sud a Nord i vecchi nuclei abitati e, sui fianchi della valle, le frazioni di Starleggia (a Ovest), Fraciscio e Motta (a Est). Da Est a Ovest il territorio comunale si estende dalle Alpi Lepontine alle Alpi Retiche, venendo attraversato dalla direttrice tra Alpi Occidentali e Alpi Orientali, secondo la convenzione del SOIUSA. Oltre al Liro, principale corso d'acqua, scorre il torrente Rabbiosa, proveniente dalla valle omonima.

Clima

La conformazione della valle, stretta e profonda, con ore limitate di insolazione, rende il clima estivo fresco e quello invernale più rigido di località a pari altezza.

Storia Da Coira passava la via Spluga, strada consolare che collegava Milano con Bregenz passando dal passo dello Spluga. Il nome della moderna Campodolcino compare nel 1186, probabilmente per rimarcare il pianoro in cui è situato l'abitato, in contrasto con l'andamento aspro della strada verso Spluga. In realtà l'area era già abitata in epoca preistorica (10.000 a.C.), come testimoniano i ritrovamenti di Pian dei Cavalli con tracce di un accampamento paleo-mesolitico.

Dopo la conquista della Rezia da parte dei Romani (15 a.C.), la zona acquisì importanza: venne costruita una strada da Clavenna (Chiavenna) a Curia Rhetorum (Coira) attraverso il passo dello Spluga. Nella Tavola Peutingeriana si nota il paese di Tarvessedo, comunemente identificato con Campodolcino; purtroppo non sono rimaste testimonianze dell'epoca, ed anche il ponte "romano" è di epoca successiva.

Politicamente Campodolcino seguì le vicende della Valchiavenna e del suo capoluogo, passando prima all'Impero Carolingio e venendo poi disputato dai Vescovi di Como e di Coira: nonostante questi conflitti rimasero saldi i legami commerciali e culturali tra i territori a cavallo delle Alpi. Fu probabilmente nel 1205 che il comune di Valle (comprendente San Giacomo Filippo, Campodolcino e Madesimo) venne riconosciuto come autonomo rispetto a Chiavenna.

Il patto della "Via Mala" del 1473 con la ristrutturazione dell'itinerario consentì allo Spluga di conquistare la supremazia dei valichi del Reno Posteriore (Spluga e il contiguo San Bernardino) su tutti quelli retici. Fu grazie a queste opere che i traffici si svilupparono considerevolmente, non venendo scalfiti dal passaggio dagli Sforza ai Grigioni. Grazie al dominio elvetico i privilegi accordati già sotto il dominio di Milano vennero accresciuti, con conseguente prosperità locale: nel 1797 il Trattato di Campoformio obbligò l'intera Valchiavenna ad unirsi alla Repubblica Cisalpina, staccandosi così dalla Confederazione.

Dopo le turbolente vicende napoleoniche e la Restaurazione, la Valle passo sottò il dominio di Vienna: l'ing. Carlo Donegani, su incarico dell'amministrazione austriaca, progettò la strada carrozzabile tuttora in esercizio, con la costruzione ultimata già nel 1821 e rivista nel 1834; come lascito degli Asburgo va pure menzionata l'istituzione dell'organizzazione scolastica su modello austriaco, che portò ad un'elevata (per l'epoca) alfabetizzazione della popolazione. In conseguenza della seconda guerra d'Indipendenza, la zona venne annessa dal Regno di Sardegna: la costruzione della galleria ferroviaria del San Gottardo nel 1882 fece crollare il traffico commerciale e con esso gli introiti della popolazione, che fu costretta ad emigrare in massa. Le maggiori direttrici di migrazione seguirono la Svizzera, l'Argentina, gli Stati Uniti e l'Australia.

Nel corso dell'Ottocento si sviluppano le prime attività turistiche (legate soprattutto al turismo climatico), con lo storico Albergo Croce d'Oro e il Grand Hotel Posta, che forniva anche trattamenti idroterapici. Con gli spostamenti, i campodolcinesi esportarono i prodotti tipici del proprio territorio: emblematico il caso della grappa, di cui la zona era tradizionalmente produttrice; si contano almeno 5 dinastie di grapat nel Nord Italia originarie di Campodolcino (Francoli, Scaramellini, Levi, Della Morte e Vener). Gli stessi Scaramellini acquisirono fama con la produzione dolciaria.

Dagli anni '20 a '60 del XX secolo vi fu un discreto ripopolamento della Valle grazie alla realizzazione di impianti idroelettrici. Da Campodolcino, tra l'altro, partiva la funivia utilizzata dai lavoratori addetti alla costruzione della diga della Valle di Lei, poi dismessa con la fine dei lavori.A partire dagli anni '50 e '60 vi fu l'esplosione del turismo di massa, con lo sviluppo degli sport invernali: la costruzione degli impianti nei territori comunali di Madesimo, Campodolcino e Piuro portò alla costituzione della Skiarea Valchiavenna.

Tra gli anni '80 e '90 sparì la maggior parte degli storici alberghi (Posta, Croce d'Oro, Pizzo Stella), sostituita però da nuove strutture più adatte al turismo moderno. Nel 1992 venne inaugurato il trenino "Sky Express" per il collegamento con Motta, che andò a sostituire la storica e antiquata funicolare Campodolcino-Motta.

Simboli Il comune adotta quale stemma uno scudo fasciato di quattro pezzi (dall'alto nero, verde, rosso, giallo, colori mutuati dall'antica bandiera della valle Spluga) recante al centro un ulteriore scudetto raffigurante una raffigurazione realistica del ponte "romano" di Acero, sul torrente Rabbiosa, e del paesaggio circostante.

Geografia antropica Frazioni Il paese di Campodolcino consiste nel raggruppamento delle seguenti contrade, ordinate da sud verso nord, situate lungo il fondovalle della Valle Spluga: Prestone, situata sulla sponda meridionale dell'omonimo lago artificiale; la frazione è nota per la locale Festa dei Boee, nella seconda settimana di agosto. Portarezza, sita sulla sponda destra del lago, di fronte a Prestone, ospita il tracciato della Via Spluga. Pietra, situata a nord di Portarezza sulle sponde del lago. Tini, un tempo cuore del paese e sede del lussuoso Albergo Posta (edificio ottocentesco in stile Liberty, frequentato anche dal Carducci, chiuso dal 1981 e demolito nel 2020 dopo decenni di degrado), ospita il Centro Sportivo, una zona residenziale e qualche ristorante; in questa frazione hanno sede, lungo la strada statale, il municipio e le scuole elementari e medie. Acero, frazione principalmente residenziale, sede di meravigliose ville interamente in legno; ospita il ponte denominato "romano" sul torrente Rabbiosa: tale manufatto costituisce una delle principali attrattive turistiche del paese, venendo riportato nello stemma cittadino. Corti, è il centro principale del paese: qui si trovano i negozi, alcuni residence e alberghi, la maggior parte dei ristoranti e il cimitero; nella piazza principale ha sede il museo MuViS, ecomuseo dedicato alla storia e alle tradizioni della Valle Spluga e tra i pochi esempi di questo genere in Italia. In questa frazione è presente anche lo storico edificio dell'ex albergo Croce d'Oro.

Al di fuori del fondovalle vi sono invece le seguenti località: Fraciscio, situata a 1.341 m s.l.m. nella Valle della Rabbiosa (sulla sinistra orografica della Valle Spluga), è a 10 minuti di macchina da Campodolcino; durante la stagione estiva può essere raggiunta facilmente anche a piedi o in bicicletta; è famosa per aver dato i natali a san Luigi Guanella, mons. Tommaso Trussoni e Abramo Levi. È sede, nel periodo di Ferragosto, della sagra di San Rocco. Fraciscio è punto di partenza per diverse escursioni, tra cui l'ascensione al Pizzo Stella. Tra i luoghi d'interesse vi è anche la piccola grotta con la statua della Vergine Maria su imitazione della Grotta di Massabielle a Lourdes. Vicinissimo a Fraciscio vi sono anche le località di Mottala, Gualdera e Bondeno, poste sul versante orografico opposto della Rabbiosa. Starleggia, l'antica Stambilone, poggia su un vero e proprio balcone naturale sul versante destro della Valle Spluga, collegata a Campodolcino da una comoda strada asfaltata. Sita a quota 1.565 m s.l.m., era abitata continuativamente fino alla metà degli anni '80, mentre ora è residenza solo estiva; nella valle soprastante Starleggia, vi è anche il maggengo di San Sisto con la chiesa detta "della Trasfigurazione", oltre agli alpeggi di Gusone e Morone, posti sul sentiero verso il Pizzo Quadro. Da Starleggia si può salire agevolmente al Pian dei Cavalli o godere dall'alto del panorama di Campodolcino, con vista privilegiata su Madesimo (cascata di Pianazzo e tornanti della SS36) e Fraciscio (Calcagnolo e Pizzo Stella). Splughetta e Ca' de Luch, frazioni a metà strada tra Campodolcino e Starleggia. Motta, anche se più vicina al comune di Madesimo, rientra nel territorio di Campodolcino. Sede di impianti sciistici, è facilmente raggiungibile (in meno di 5 minuti) con la funicolare (un tempo con la funivia) che parte dal fondovalle. Sulla cima dell'Alpe si trova la Madonna d'Europa, protettrice degli sciatori, rivestita in oro.

Promozione e accoglienza turistica Campodolcino ha un'ottima ricettività, non solo con abbondante presenza sul territorio di alberghi, bed and breakfast e case-vacanze, ma anche di un campeggio e del Rifugio Chiavenna. Nel periodo estivo la zona si presta a escursioni, mentre durante l'inverno è preponderante la pratica degli sport invernali nel comprensorio SkiArea Valchiavenna: la funicolare Sky Express, in tunnel da Campodolcino a Motta, consente di accedere agli impianti sciistici.

Da menzionare anche la pratica dello sci alpinismo, dello sci di fondo e delle escursioni con ciaspole.

Dagli anni 2010, Campodolcino ospita i discendenti delle famiglie della zona emigrate negli Stati Uniti nel secolo scorso.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili

Palazz Edificio che nel XVI secolo ospitava una locanda, il Palazz è il frutto di una ristrutturazione voluta dal 1777 in poi dall'abate Antonio Foppoli, esponente dell'Accademia dell'Arcadia. I lavori comportarono la realizzazione, nel palazzo, di una cappella dedicata a sant'Antonio di Padova. Per lascito testamentario del Foppoli, il Palazz venne ereditato dalle comunità di Acero e Corti..

Già sede del municipio, il Palazz ospita il Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo.

Ponte romano In adiacenza alla chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista si trova il ponte romano sul torrente Rabbiosa. Costruito nel 1692. su un precedente manufatto anteriore, era uno snodo essenziale nel tracciato che, già in epoca romana, portava da Chiavenna a Coira.

Architetture civili di Fraciscio La casa natale di san Luigi Guanella., edificata nel 1835 dal padre Lorenzo, autore anche della santella mariana che orna la facciata dell'edificio. Internamente, la struttura ospita un piccolo museo dedicato al santo.. La Cà Bardassa, edificio ad uso misto (abitazione e stalla) edificato nel XVII secolo e ristrutturato più volte. L'edificio, divenuto sede di un locale museo etnografico, presenta in facciata una santella del 1834 raffigurante la Madonna di Gallivaggio.

Altre architetture civili Il seicentesco stabile dell'ex Albergo Croce d'Oro (chiuso, di proprietà privata). La vecchia galleria dello Stuz, all'inizio del paese, risalente al 1838 e sede di una palestra di roccia.