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La finasterìde è un farmaco inibitore dell'enzima 5-alfa reduttasi di tipo II, un enzima espresso in diversi tessuti che converte il testosterone nello steroide androgenico più attivo diidrotestosterone (DHT). L’inibizione di questo enzima riduce perciò i livelli di DHT.

La finasteride è utilizzata per il trattamento dell'iperplasia prostatica benigna, del cancro alla prostata e dell'alopecia androgenetica.

Prodotta dalla società farmaceutica Merck, è stata introdotta negli Stati Uniti nel 1992 con il nome di Proscar (finasteride 5 mg) per il trattamento dell'iperplasia prostatica e nel 1997 con il nome di Propecia (finasteride 1 mg) per il trattamento dell'alopecia androgenetica. In Italia la vendita della molecola è stata autorizzata nel 1997 per il trattamento dell'iperplasia prostatica e nel 1999 per il trattamento dell'alopecia. Attualmente il farmaco viene commercializzato da numerose società farmaceutiche come farmaco equivalente.

Storia Nel 1974, la Dott.ssa Julianne Imperato-McGinley avviò un esame dettagliato su un gruppo di bambini ermafroditi provenienti dalle regioni caraibiche, con l'obiettivo di comprendere le cause alla base dello sviluppo sessuale atipico. Questi bambini, nati con entrambi i sessi, manifestavano durante la pubertà lo sviluppo dell'organo genitale maschile.

Le ricerche condotte evidenziarono che la causa di questa anomalia risiedeva in una mutazione genetica che provocava una carenza dell'enzima 5-alfa-reduttasi, determinando di conseguenza una mancanza di DHT.

Verso la fine degli anni '70, il dirigente della divisione di ricerca della società farmaceutica americana Merck, P. Roy Vangelos, mostrò interesse per questo caso e osservò che i bambini con tale mutazione genetica presentavano una prostata più piccola rispetto alla norma. Da qui, nacque l'ipotesi che un aumento di DHT potesse correlarsi a un ingrossamento della prostata.

In base a tali constatazioni, fu avviato uno studio mirato allo sviluppo di un farmaco in grado di inibire l'enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 2, particolarmente attivo nelle zone prostatiche e del cuoio capelluto, con l'obiettivo di trovare una soluzione per l'ipertrofia prostatica benigna.

Merck successivamente sintetizzò il Finasteride. Il farmaco ottenne l'approvazione dalla FDA (Food and Drug Administration) nel 1992 con il dosaggio di 5 mg.

Nel 2006 è scaduto il brevetto Merck, e da allora il Finasteride è stato commercializzato con vari nomi, tra cui Finastid, Finestar, Asterid, Genaprost, Prostide, e altri.

Effetti secondari di Finasteride sui capelli Fin dalle prime fasi di ricerca, è stato notato che, nella maggioranza dei partecipanti, l'uso di Finasteride è risultato collegato a un miglioramento delle condizioni dei capelli e a significativi recuperi in individui colpiti dalla perdita dei capelli.

Dato il comprovato successo del farmaco nel contrastare la caduta dei capelli causata dall'alopecia androgenetica, la società Merck ha sviluppato un prodotto dedicato con una dose di 1 mg e successivamente commercializzato sotto il nome "Propecia", mirando a inibire il processo che porta alla calvizie.

Nel 1997, la FDA ha approvato e introdotto sul mercato Propecia 1 mg. Il farmaco è disponibile in Italia dal 1999.

Meccanismo d'azione di Finasteride nell'alopecia androgenetica Il processo di miniaturizzazione dei follicoli piliferi, che porta a capelli sempre più sottili e privi di pigmento fino all'interruzione della crescita, è principalmente causato dall'ormone diidrotestosterone (DHT). Questo ormone si forma attraverso la sintesi del testosterone grazie all'azione dell'enzima 5-alfa-reduttasi.

Esistono due varianti di questo enzima. Il tipo 1, che contribuisce a circa il 30% del DHT, non si trova nei follicoli piliferi, ma prevalentemente in specifiche aree del corpo, come il cervello, il fegato, le ghiandole sebacee, le ghiandole surrenali, i reni, il tessuto adiposo e la pelle del petto e della schiena.

Il tipo 2 dell'enzima 5-alfa-reduttasi, invece, è responsabile di circa il 60% del DHT nel nostro organismo ed è presente principalmente nella prostata, nei follicoli piliferi del cuoio capelluto e della barba, nelle vescicole seminali, nella pelle del petto, nel tessuto adiposo e nel fegato.

Dalla classificazione precedente emerge che il tipo 2 dell'enzima è coinvolto maggiormente nella conversione del testosterone in diidrotestosterone.

Finasteride è un inibitore azosteroideo che agisce selettivamente nell'isoforma di tipo II dell'enzima 5-alfa-reduttasi ed ha la capacità di prevenire la conversione del testosterone in DHT a livello tissutale.

Altri possibili utilizzi off-label del farmaco e sperimentazioni

Efficacia nelle donne in caso di alopecia androgenetica ed irsutismo Nonostante la finasteride sia approvata esclusivamente per l'utilizzo in soggetti di sesso maschile, diversi studi hanno valutato l'efficacia di una terapia a base di finasteride nelle donne affette da alopecia androgenetica o irsutismo. I risultati relativi all'alopecia androgenetica sono misti: alcuni studi randomizzati e in doppio cieco non hanno riportato risultati significativi in donne in età sia pre sia post menopausa, mentre altri studi prospettici su più piccola scala hanno mostrato segnali positivi sia per la finasteride (2,5 mg/die) in associazione a contraccettivo, sia come terapia singola (in dosi sempre superiori a 2,5 mg/die) Secondo i ricercatori coinvolti in questi studi sono comunque necessari studi su larga scala e non è chiaro se la presenza di iperandrogenismo sia una condizione necessaria per il successo della terapia con finasteride.

Un ulteriore utilizzo della finasteride nelle donne riguarda il trattamento dell'irsutismo. Nonostante si tratti di un utilizzo off-label, l'efficacia della finasteride nel trattamento dell'irsutismo è dimostrata da diversi studi.

Finasteride utile anche in caso di alcolismo Dopo aver indagato sugli impatti di finasteride relativi a capelli e prostata, nel 2013 è stata condotta una ricerca sull'applicabilità del farmaco nel trattamento della dipendenza da alcol. Lo studio, guidato dal professore Michael S. Irwig della George Washington University, ha pubblicato su Alcoholism: Clinical and Experimental Research i risultati di un esperimento volto a moderare il consumo di alcol attraverso l'uso del medicinale.

I partecipanti alla ricerca, un gruppo di 83 soggetti che avevano manifestato effetti collaterali sessuali in seguito all'assunzione di finasteride, sono stati esaminati attentamente. È noto che uno degli inconvenienti di finasteride è la potenziale persistenza di effetti collaterali di questo tipo, anche dopo la cessazione della terapia. Tuttavia, il dottor Irwig ha osservato che questo fenomeno era associato anche a una significativa diminuzione del consumo di bevande alcoliche.

Per approfondire tale ipotesi, i ricercatori hanno sottoposto i volontari a questionari riguardanti il consumo di alcol, la funzionalità sessuale e il loro stato generale di salute. Secondo le informazioni filtrate dagli esperti, è emersa una riduzione del consumo di alcol superiore al 65% tra i partecipanti. Con precisione, 18 uomini hanno adottato uno stile di vita astemio, mentre molti altri hanno notevolmente ridotto il consumo di alcol.

L'effetto osservato potrebbe essere attribuibile ai neurosteroidi, ovvero ormoni e neuro modulatori in grado di influenzare specifiche regioni cerebrali correlate alle emozioni, motivazioni e cognizione. Le bevande alcoliche sembrano stimolare la produzione di neurosteroidi, mentre finasteride, agendo come inibitore della 5α-reduttasi, sembra essere in grado di contrastarli efficacemente.

La finasteride è stata oggetto in alcuni paesi di fenomeni di disease mongering, cioè la pratica di sponsorizzazione e medicalizzazione di nuove patologie che non rientrano strettamente in questa definizione allo scopo di espandere il bacino di vendita di un prodotto farmaceutico.

Farmacodinamica Finasteride inibisce la testosterone 5-alfa reduttasi di tipo II, forse per interazioni del terminale ter-butilico. Pur assodata la relazione, non si conoscono infatti con sufficiente sicurezza scientifica le ragioni chimico-biologiche alla base di questa interazione. La molecola sembra comunque inibire uno dei due sottotipi di 5-alfa reduttasi, in particolare l'isoenzima di tipo II.

Legandosi con la 5-alfa reduttasi la finasteride impedisce al testosterone di trasformarsi in diidrotestosterone (DHT) producendo un abbassamento dei valori del DHT e un aumento dei valori del testosterone plasmatici. Nel corso dello studio PLESS si è osservato che a 24 mesi dall'inizio della terapia è stata registrata una riduzione media dei valori plasmatici di DHT del 70% e un aumento medio dei valori plasmatici di testosterone del 10-20%. I valori del testosterone circolante, seppur aumentati, sono rimasti entro i limiti fisiologici.

Inoltre, la finasteride non ha prodotto alcun effetto, rispetto al placebo, sui livelli plasmatici di cortisolo, estradiolo, prolattina e tiroxina; ha prodotto un aumento non eccedente i limiti fisiologici dei valori dell'ormone luteinizzante (LH) e dell'ormone follicolo-stimolante (FSH).

Altri studi hanno misurato una riduzione di DHT nello scalpo pari a circa il 64% e il 69% del totale alle dosi, rispettivamente, di 1 mg e 5 mg/die dopo 42 giorni.

Farmacocinetica Dopo somministrazione orale finasteride viene rapidamente assorbita dal tratto gastrointestinale. La concentrazione plasmatica massima (Cmax) viene raggiunta dopo circa 2 ore (Tmax) dall'assunzione. La biodisponibilità raggiunge l'80% circa. Il legame con le proteine plasmatiche è circa del 93%. Il farmaco viene metabolizzato a livello epatico dal sistema del citocromo P450 (subfamiglia 3A4, CYP3A4) e i metaboliti perdono più dell'80% di attività inibitoria. L'emivita del farmaco varia scarsamente con l'età assestandosi sulle 5-13 ore. I metaboliti idrofili vengono escreti per circa il 40% con le urine e la clearance plasmatica varia da 120 a 220 mL/min. Il 60 % del farmaco viene invece eliminato per via fecale. Si riscontra un volume di distribuzione di circa 70 litri.

Usi clinici Finasteride è indicata per il trattamento della iperplasia benigna della prostata in quanto determina una regressione dell'ingrossamento della prostata, migliorando il flusso delle urine e la sintomatologia associata. Il trattamento con finasteride riduce l'incidenza di ritenzione acuta di urina e la necessità di sottoporsi all'intervento chirurgico, di resezione transuretrale della prostata (TURP) e prostatectomia.

È utilizzata nel trattamento del tumore della prostata per ridurne le dimensioni, essi sono infatti molto sensibili all'azione degli ormoni androgeni come il diidrotestosterone. L'inibizione della sua sintesi può portare quindi a una notevole riduzione delle dimensioni del tumore migliorando quindi il successo della chirurgia e delle terapie.

Il diidrotestosterone è inoltre il maggior responsabile della atrofia del follicolo pilifero dei capelli negli uomini: l'inibizione della sintesi di questo ormone è in grado di bloccare il processo di caduta dei capelli negli uomini e, in alcuni casi, di stimolare la ricrescita dei capelli da follicoli atrofizzati.

Dosi terapeutiche La dose raccomandata è pari a 5 mg, una volta al giorno, lontano dai pasti nel caso del trattamento delle patologie prostatiche. Un trattamento di durata pari ad almeno sei mesi si può rendere necessario per stabilire se il farmaco sia in grado di determinare una risposta favorevole. Sono comunque possibili miglioramenti in tempi più brevi.

Nel trattamento della alopecia androgenetica le dosi sono di 1 mg al giorno da assumere a tempo indefinito.

Risultati terapeutici