Adottato dal cugino e imperatore Eliogabalo, dopo il suo assassinio Alessandro salì al trono, presentato come Eliogabalo stesso quale figlio naturale di Caracalla. Data la sua giovane età (fu imperatore a tredici anni), il potere fu effettivamente esercitato dalle donne della sua famiglia, la nonna Giulia Mesa e la madre Giulia Mamea. Passato alla storia come esempio di buon imperatore, rispettò le prerogative del Senato e si prese cura dei sudditi, non aumentò il carico fiscale e favorì la tolleranza religiosaLa Historia Augusta si spinge ad affermare che Alessandro avesse posto delle statue di Gesù ed Abramo nel suo larario. Gli storici hanno però da tempo sottolineato la scarsa affidabilità della Historia, rendendo tali affermazioni assai dubbie.. Come Antonino Pio, di carattere fu mite e buono, ebbe nobili inclinazioni. Anche quando giudicò su colpe gravissime, non inflisse la pena di morte. Come tutti i membri della sua famiglia, rispettava molto la figura di Alessandro Magno di cui si considerava discendente o erede (come peraltro di Cleopatra, Marco Antonio e Marco Aurelio).

L'imperatore non fu però all'altezza dei problemi militari che dovette affrontare. Nel 229 la dinastia dei Sasanidi incominciò un'offensiva che strappò ai Romani la Cappadocia e la Mesopotamia, fino a minacciare la Siria. Severo riuscì ad arginare l'invasione, ma dovette rapidamente trasferirsi sul fronte del Reno per difendere la Gallia dall'aggressione dei Germani. Nel 235 fu assassinato a soli 26 anni dai suoi stessi soldati durante una campagna contro le tribù germaniche in quanto stava trattando un accordo col nemico ed essi trovavano troppo esitante la sua condotta in guerra. Con lui fu uccisa la madre co-regnante. Al suo posto salì al trono un generale di origine barbarica e di grandi capacità militari, Massimino il Trace, che fu assassinato tre anni dopo dando inizio all'anarchia militare e alla crisi del III secolo.

Fonti storiografiche

La fonte più ampia, e forse la più problematica, sul regno di Alessandro Severo è il libro sulla sua vita contenuto all'interno della Historia Augusta, un'opera del IV secolo. Tra tutte le biografie imperiali contenute nella Historia, questa è una tra le più lunghe ed è tradizionalmente attribuita a Elio Lampridio. Una delle fonti della Historia è l'opera di Mario Massimo, andata perduta, che fu un funzionario di Alessandro. In generale le informazioni contenute nella Vita di Alessandro della Historia sono da valutare con attenzione, in quanto tende a essere più un'opera di fantasia che storiografica. In generale, l'autore dimostra una predisposizione positiva nei confronti dell'ultimo esponente della dinastia severiana.

Una fonte di ben altro spessore è fornita da Erodiano, un funzionario civile di rango inferiore di origine siriana, che visse dal 170 circa al 240; il suo lavoro, la Storia dell'Impero romano da Marco Aurelio, comunemente abbreviata in Storia romana, è una testimonianza diretta che va dal regno di Commodo a quello di Gordiano III, e tratta il regno di Alessandro Severo nel libro VI.

Fonti di minore importanza sono Aurelio Vittore ed Eutropio (fine del IV secolo), che tramandano pochi accenni aneddotici, Zosimo, che scrisse brevemente su Alessandro all'inizio del VI secolo, mentre la Storia romana, del senatore e sostenitore di Alessandro (fu nominato console nel 229) Cassio Dione Cocceiano, è di scarso aiuto, in quanto il libro LXXX è giunto solo in una versione compendiata.

Altre fonti non storiografiche sono le opere giuridiche composte o comunque collegate a Ulpiano e i ritrovamenti numismatici, archeologici, epigrafici e papiracei.

Biografia Origini familiari

BassianoCassio Dione, LXXVIII.30.3, LXXIX.17.2, 18.3. AlessianoErodiano V.3.3, VII.3. (questo il nome originario di Alessandro Severo) nacque il 1º ottobre 208Secondo la Historia Augusta, Alessandro morì a 29 anni, 3 mesi e 7 giorni (Alexander Severus, 60), e dunque, assumendo la data di morte del 18/19 marzo 235, sarebbe nato l'11 o il 12 dicembre 205; nella stessa Historia Augusta si afferma però che sarebbe nato lo stesso giorno della morte di Alessandro Magno (Alexander Severus, 5.2), il 18 giugno. La testimonianza di Erodiano, che vuole Alessandro dodicenne al momento della sua elevazione a Cesare nel 221 ed Eliogabalo quasi sedicenne (Erodiano, VI 7.4), e l'indicazione del 1º ottobre come giorno di nascita nel Natales Caesarum (Cronografo del 354) hanno fatto propendere gli storici per il 1º ottobre 208 (). ad Arca Caesarea,Historia Augusta, Alexander Severus, 1.2. in Fenicia. Suo padre era Marco Giulio Gessio Marciano,LHistoria Augusta lo chiama erroneamente Vario (Alexander Severus, 1.2), nome del padre di Eliogabalo. un funzionario di rango equestre che ebbe più volte l'incarico di procuratore imperiale,Cassio Dione, LXXVIII.30.3; sua madre Giulia Avita Mamea, al secondo matrimonio;. oltre ad Alessiano la coppia aveva avuto una figlia,Cassio Dione racconta in un brano frammentario (LXXVIII.31.4 33.2-34.12) che la figlia di Marciano e suo marito furono assassinati nel 218 da Macrino, che poco dopo fece uccidere anche Marciano. e forse anche un figlio di nome Marco Giulio Gessio Bassiano.PIR2 J 343 propone di identificare il Marco Giulio Gessio Bassiano magister del collegio degli Arvali nel 214 con il futuro imperatore; sulla base del fatto che in quell'anno Alessandro sarebbe stato troppo giovane per ricoprire tale carica, questo personaggio andrebbe identificato con un fratello maggiore ().

La madre di Alessandro, Giulia Avita Mamea, era figlia del consolare Gaio Giulio Avito Alessiano e di Giulia Mesa, a sua volta figlia di Giulio Bassiano, sacerdote del culto solare di El-Gabal a Emesa (Siria); Alessiano e Mesa avevano anche un'altra figlia, Giulia Soemia Bassiana, moglie del siriano Sesto Vario Marcello e madre di Sesto Vario Avito Bassiano (l'imperatore Eliogabalo, regnante dal 218 al 222, che quindi era cugino di Alessandro). La nonna materna di Alessandro, Giulia Mesa, era sorella di Giulia Domna, moglie dell'imperatore Settimio Severo (193-211) e madre degli imperatori Caracalla (198-217) e Geta (209-211).

Per parte materna Alessandro era legato alla famiglia reale di Emesa, i cui membri erano sovrani di Emesa e sacerdoti del dio solare El-Gabal.Il legame è attraverso un'altra Giulia Mesa, moglie di Polemone II del Ponto e figlia di Sampsiceramo II, signore di Emesa, e sorella dell'ultimo dinasta emesiano, Gaio Giulio Soaemo (). Secondo lHistoria Augusta, Alessandro ricevette un'ottima educazione, sia nelle discipline civili sia in quelle militari. Ebbe numerosi maestri, sia nella sua città natale sia a Roma, che gli insegnarono filosofia, grammatica e retorica; tra questi il grammatico Scaurino figlio di Terenzio Scaurino, maestro di Lucio Vero. LHistoria racconta anche che non era molto bravo a fare discorsi in lingua latina, come si ebbe a vedere dai suoi discorsi in senato o davanti ai soldati.Historia Augusta, Alexander Severus, 3.

Alla nascita di Alessandro, l'impero era condiviso tra Settimio Severo e Caracalla, con l'associazione al trono di Geta nel 209; alla morte di Severo (211), i due figli ressero per un po' il regno insieme, fin quando, quello stesso anno, Caracalla assassinò Geta e tenne il potere da solo. Nel 217 Caracalla fu ucciso dalle sue stesse truppe, che acclamarono imperatore Macrino, il prefetto del pretorio di Caracalla; il nuovo imperatore, però, commise l'errore di rimandare la ricca Giulia Mesa, con le figlie e i nipoti, a Emesa, loro città d'origine.

Approfittando dei problemi della finanza imperiale e del malcontento delle truppe conseguente a una riduzione delle paghe, Mesa corruppe i legionari della Legio II Parthica, di stanza a Emesa, i quali acclamarono imperatore il cugino di Alessandro, Eliogabalo, il 16 maggio 218. Macrino tentò di riguadagnare il favore dei soldati (in questa occasione vanno inseriti gli episodi dell'assassinio della sorella e del cognato di Alessandro da parte del prefetto del pretorio Ulpio Giuliano e della morte di Gessio Marciano, padre di Alessandro), ma fu sconfitto nella battaglia di Antiochia e, dopo una lunga fuga, ucciso.John Boardman et alii, The Cambridge ancient history, "XII The Crisis of the Empire A.D. 193-337", Cambridge University Press, 2005, pp. 19-21. ISBN 0-521-30199-8

Salito al trono Eliogabalo si comportò come un monarca orientale, introducendo a Roma il culto del dio solare El-Gabal di cui era gran sacerdote, e adottando costumi orientali alieni alla mentalità romana; le sue eccentricità,Eliogabalo partecipava alle corse di carri come un auriga dei Verdi, comportandosi come uno di loro senza riguardo per la propria dignità imperiale (Cassio Dione, LXXX.14). la sua complessa identità sessuale e la sua relazione con l'auriga Ierocle,Cassio Dione, LXXXX.15. oltre che il matrimonio con la vergine vestale Aquilia Severa,Erodiano, v.6. gli alienarono le simpatie del popolo e della stessa guardia pretoriana; pesò negativamente anche l'assunzione del consolato per tre volte consecutive (218, sostituendo Macrino, 219 e 220), una scelta che era stata fatta per l'ultima volta da Domiziano e da allora considerata un segno di dispotismo.

Cesare (221-222)

Quando Giulia Mesa si accorse che il sostegno popolare a Eliogabalo stava crollando rapidamente, decise che lui e sua madre Giulia Soemia, che lo aveva incoraggiato nelle sue pratiche religiose, dovessero essere rimpiazzati da qualcuno di più affidabile e popolare. Per trovare un sostituto al soglio imperiale all'interno della dinastia, Giulia Mesa si rivolse all'altra figlia, Giulia Mamea, e al di lei figlio, il tredicenne Alessiano, e convinse Eliogabalo ad associare il cugino al potere, per lasciare a lui le cure secolari e meglio dedicarsi a quelle religiose.Erodiano, v.7.

Alessiano assunse il nome di Marco Aurelio Alessandro: "Marco Aurelio Antonino" era infatti il nome ufficiale dell'imperatore meglio noto come Caracalla, il quale, secondo la propaganda orchestrata da Mesa e dalle sue figlie per ottenere la fedeltà delle legioni, sarebbe stato il padre sia di Eliogabalo (il cui nome era appunto "Marco Aurelio Antonino")Eliogabalo assunse questo nome al momento dell'ascesa al trono, per rivendicare il legame con Caracalla, di cui diceva di essere figlio (Cassio Dione, LXXIX.32). sia di Alessiano, entrambi avuti da relazioni adulterine; il nome "Alessandro" fu invece scelto come riferimento ad Alessandro Magno.

Il 26 giugnoJohn Boardman et alii, p. 22. 221 Eliogabalo adottò il cugino e lo nominò Cesare,La Historia Augusta (Alexander Severus, 1.2) afferma, errando, che il titolo di Cesare gli fu concesso alla morte di Macrino. scegliendolo come collega per il consolato per l'anno successivo (222). Erodiano racconta la singolare situazione in cui si trovò il Senato romano, che dovette ratificare un'adozione per cui un ragazzo di circa sedici anni diventava il padre di uno di dodici. Cassio Dione narra come secondo l'imperatore era stato il dio El-Gabal stesso a suggerirgli l'adozione e la scelta del nome del cugino-figlio adottivo.Cassio Dione, LXXX.17.3. Il nome completo del Cesare Alessandro lo collegava esplicitamente agli imperatori della dinastia severiana: Imp. Caes. M. Aurelii Antonini Pii Felicis Aug. fil., divi Antonini Magni Pii nepos, divi Severi pronepos M. Aurelius Alexander, nobilissimus Caesar imperi et sacerdotis, princeps iuventutis.

Eliogabalo associò il cugino e figlio adottivo nelle sue pratiche religiose, facendolo diventare sacerdote, e tentò di fargli assumere i propri costumi. Giulia Mamea, tuttavia, si oppose e, tenendo lontano il figlio dall'imperatore e dalla sua cerchia più stretta, fece impartire al figlio una classica educazione greco-romana curando principalmente le virtù della moderazione e dell'autocontrollo mentre Alessandro, per propria inclinazione, praticava anche la lotta.