Biografia Antipatro, nato a Sidone nella I metà del II secolo a.C. (intorno al 170 a.C.), giunse a Roma e fu vicino a Lutazio Catulo (avvocato e, successivamente, console) ed entrò a far parte di circoli letterari che anticipavano le scelte dei neoteroi.

Ebbe, dunque, un rilievo piuttosto cospicuo a Roma, se lo stesso Cicerone lo cita come epigrammista brillante, grande improvvisatore Cicerone, De oratore, III 194. , ma troppo portato all'imitazione dei modelli Cicerone, De orator, III 50; De Fato, 5. ; tra l'altro, è citato dal suo conterraneo Meleagro in un epigramma che il poeta gadarense scrisse in sua memoria AP, VII 428. .

Epigrammi L'Antologia Palatina raccoglie 68 epigrammi a suo nome, in cui troviamo numerosi richiami ai poeti antichi. Sul piano tematico il poeta si misura, fra l'altro, con l'epigramma sepolcrale, mentre sembra scarso l'elemento erotico, testimoniato da un solo epigramma AP, XII 97. . In effetti, Antipatro è un poeta "sulla poesia", autore di raffinati epitimbi, ossia epigrammi sepolcrali, dei quali compose più versioni, mostrando, come raccontato da Cicerone stesso, la sua bravura nell'improvvisazione su soggetti dati, che varia con sapienti mezzi tecnici.

Antipatro risulta, dunque, particolarmente attento alla variazione dei modelli Cfr. G. Benedetto, Su alcuni epigrammi di Antipatro di Sidone in relazione al nuovo Posidippo, in «Eikasmos», XV (2004), pp. 189-225; M.L. Chirico, Topoi ed imitazione in alcuni epigrammi di Antipatro Sidonio, in «AFLN», n.s. IX (1978-1979). e, inoltre, all'ecfrasi, come dimostra il seguente epigramma, la prima attestazione delle sette meraviglie del mondo:

Probabilmente Antipatro, come di consueto nel suo stile immaginoso Sul quale cfr. S. L. Tarán, The Art of Variation in the Hellenistic Epigram, Leiden 1979, pp. 124-137. , stilò questo elenco in versi per sottolineare la grandezza della civiltà greca, visto che almeno quattro o cinque delle meraviglie erano greche o si trovavano alla periferia del mondo greco: la statua di Zeus a Olimpia; il Tempio di Artemide (spesso chiamato Artemision) a Efeso; il Colosso di Rodi; il faro (pharos) ad Alessandria; e il Mausoleo di Alicarnasso (progettato, costruito e decorato da architetti e artisti greci).

Antipatro, comunque, non è un epigrammista di grande rilievo: al di là dei tecnicismi virtuosistici, che lo accostano a suoi contemporanei più giovani, come Archia, egli «imita Leonida di Taranto G. Benedetto, Su alcuni epigrammi di Antipatro di Sidone in relazione al nuovo Posidippo, in "Eikasmos", XV (2004), p. 192.; è poeta elegante ma manierato» .

Note

Bibliografia S. L. Tarán, The Art of Variation in the Hellenistic Epigram, Leiden 1979, pp. 124-137. J. Clack, Dioscorides and Antipater of Sidon: The Poems, Wauconda (IL) 2001. G. Benedetto, Su alcuni epigrammi di Antipatro di Sidone in relazione al nuovo Posidippo, in «Eikasmos», XV (2004), pp. 189-225. M. L. Chirico,Topoi ed imitazione in alcuni epigrammi di Antipatro Sidonio, in «AFLN», n.s. IX (1978-1979). L. Argentieri, Gli epigrammi degli Antipatri, Bari 2003

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