Il tempio delle Ninfe era un tempio dell'antica Roma, la cui esistenza è testimoniata dalle fonti anticheFasti degli Arvali, al 23 agosto (Attilio Degrassi, Inscriptiones Italiae, XIII 2, Roma 1963, p.501); Marco Tullio Cicerone, Pro Caelio, 78 e Pro Milone, 73, dove viene citato un incendio, avvenuto alla metà del I secolo a.C.., generalmente identificato con i resti di rimessi in luce lungo la via delle Botteghe OscureDaniele Manacorda, "Nymphae, aedes", in Lexicon Topographicum Urbis Romae, III, Roma 1996, pp.350-351.. Il tempio dovette essere fondato nel III secolo a.C. o agli inizi del IIAdam Ziolkowski, The Temples of Mid-Republican Rome and their Historical and Topographical Context (Saggi di storia antica, 4), Erma' di Bretschneider, Rome 1992, pp.120-122.. Dovette subire un incendio alla metà del I secolo a.C. e fu probabilmente interessato dall'incendio del Campo Marzio dell'80 d.C.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, 66, 24, 1-2..
Descrizione La pianta del tempio ci è conservata in un frammento della Forma Urbis severiana, dove è presentato all'interno della porticus MinuciaPorticus Minucia frumentaria, ampliamento della porticus Minucia vetus, a sua volta generalmente identificata con il portico che circonda i templi dell'area sacra di Largo Argentina: Filippo Coarelli, "Porticus Minucia vetus", in Lexicon topographicum urbis Romae, IV, Roma 1999, pp.137-138; Daniele Manacorda, "Porticus Minucia frumentaria", ibidem, pp.132-137., come un tempio periptero, con 8 colonne in facciata (ottastilo) e due file di 6 colonne sui lati. Il tempio si trovava in posizione eccentrica rispetto al quadriportico, che dovette essergli eretto intorno in un secondo momento.
I resti di via delle Botteghe Oscure sono stati rinvenuti nel 1938 e lasciati visibili a lato della via moderna; due delle colonne vennero rialzate nel 1954. I resti permettono di individuare diverse fasi dell'edificio: il nucleo di opera cementizia all'interno del podio risale al II secolo a.C., le basi delle colonne e le modanature del podio attualmente visibili sono state datate alla metà del I secolo a.C.Lucy Shoe Meritt, Etruscan and Republican Roman Mouldings (Memoirs of the American Academy in Rome, 28), 1965, pp.177, 183, 198. ed elementi architettonici in marmo, tuttora conservati nell'area, tra cui un fregio-architrave con strumenti sacrificaliMax Wegner, Ornamente kaiserzeitlichen Bauten Roms. Soffitten, Köln-Gratz 1957, p.87, tav.13a., dell'epoca di Domiziano, testimonianza forse di un restauro a seguito dell'incendio dell'anno 80.
Secondo alcuni studiosiFausto Zevi, in Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, 105, 1993, p.678. il tempio di via delle Botteghe Oscure deve essere invece identificato con il tempio dei Lari Permarini (normalmente ritenuto essere il tempio D dell'area sacra di Largo Argentina) e il quadriportico che lo circondava con la porticus Minucia vetus.
Altre immagini
Note
Bibliografia Daniele Manacorda, s.v. "Nymphae, aedes", in Eva Margareta Steinby (a cura di), Lexicon topographicum urbis Romae, III, Roma 1996, pp. 350-351.
Collegamenti esterni
Ninfe