La Catalogna (AFI: Lemma Catalogna nel DOP, 2016.; in catalano: Catalunya, ; in spagnolo: Cataluña, ; in occitano: Catalonha, ) è una comunità autonoma spagnola situata all'estremità nord-orientale della Penisola iberica, tra i Pirenei e il Mediterraneo. Copre un'area di  km² e ha una popolazione di abitanti. È composta da quattro province, Barcellona, Gerona, Lleida e Tarragona, e il suo capoluogo è la città di Barcellona. Confina a nord con la Francia (regione Occitania, da cui è separata dalla catena dei Pirenei) e Andorra, a ovest con l'Aragona, ad est con il mar Mediterraneo, e a sud con la Comunità Valenciana. Corrisponde alla maggior parte dello storico Principato di Catalogna, mentre la restante parte settentrionale fa ora parte dei Pirenei Orientali francesi.

Si autodefinisce nazione nel preambolo del proprio statuto autonomico del 2006, di cui successivamente vari articoli furono dichiarati incostituzionali dal Tribunale costituzionale con sentenza motivata del 2010, ed è costituzionalmente riconosciuta come nazionalità storica; una parte dei votanti catalani esprime rivendicazioni indipendentistiche derivanti da proprie peculiarità linguistiche, culturali ed economiche.Leprêtre, Marc; Sáez Mateu, Ferran. Cultura catalana, cultura europea, In: IDEES. Revista de temes contemporanis; Núm. 40 (2014): Una Europa sense Gaudí, sense Casals, sense Dalí?; p. 53-59. Costituisce inoltre il più esteso e popolato dei territori catalanofoni noti, anche in virtù di connotazioni politiche, come Paesi catalani.

Denominazione Il nome "Catalogna", in quanto tale, cominciò a essere utilizzato alla metà del XII secolo per designare l'insieme di contee che formavano la Marca Ispanica e che si erano svincolate, gradualmente, dalla tutela franca fino a divenire sovrane. L'origine della parola "Catalogna" è ancora incerta e aperta a diverse interpretazioni.

Una teoria afferma che essa significhi "terra di castelli", in riferimento ai numerosi castelli eretti nell'Alto Medioevo. La stessa Generalitat de Catalunya sembra avere avvalorato questa seconda ipotesi nel suo sito ufficiale In particolare, la parola "catalano" si sarebbe sviluppata da castlà (castellano, il governatore di un castello). Secondo questa teoria, i termini "catalano" e "castigliano" sarebbero fondamentalmente omologhi. Un'altra teoria suggerisce che la parola derivi da Gothland, la "terra dei Goti", in riferimento alle popolazioni visigote che si stabilirono in quest'area nell'Alto Medioevo. Di fatto, i Franchi spesso chiamavano "Gotia" il territorio catalano (o addirittura tutta la penisola iberica). Addirittura vi fu chi propose di trovare un'etimologia del nome Catalogna a partire da una falsa parola latina Gothalaunia, in cui sarebbero riconoscibili i nomi di due delle etnie che si succedettero nella zona, gli Alani e, appunto, i Goti. Tuttavia che si tratti di una paraetimologia lo dimostrano gli studi specialistici riguardanti l'espressione in lingua gotica Landahlauts ('lottiNon a caso da tale parola proviene il sostantivo italiano "lotto". terrieri', cioè i "feudi" attribuiti a discrezione dal sovrano visigoto ai suoi nobili).Heinz Halm, "al-Andalus und Gothica Sors", in: Die Welt des Orients, 66 (1989), pp. 252 e sgg. Gli Arabi avrebbero aggiunto al termine che avevano ascoltato il loro articolo determinativo "al" all'aggettivo dell'espressione "bilād al-landahlautsiyya" (paese dei feudi gotici) che si semplificò rapidamente in "bilād al-andalusiyya", dando infine origine al toponimo "al-Andalus". L'arabista catalano Joan Vernet identificò come primo possibile testimone del nome della Catalogna il cronista e geografo musulmano al-'Udrī, che nella sua opera Tarsi al-akhbār parla di Qa Talunya, contrazione di Qal'at Talunya ("il castello di Talunya", una località situata a metà strada da Lleida a Huesca, nei pressi dell'attuale Monzón). Secondo questa ipotesi, gli arabi avrebbero designato gli abitanti della Marca Ispanica come «quelli che vivono al di là di Qa Talunya». L'origine araba, forse a partire da un toponimo ibero, potrebbe spiegare la mancanza di corrispondenza esatta tra il gentilizio català e il toponimo Catalunya.Miquel Coll i Alentorn, Textos i Estudis de Cultura Catalana: Història, Barcelona, Curial, 1992. P. 185. Altre teorie suggeriscono che la parola provenga da un mitico principe alemanno, Otgero Cataló, oppure dalla parola Lacetani, il nome di una tribù che abitava le terre che oggi sono il Vallès Occidentale e l'Orientale e il Barcelonès, che per una metatesi abbastanza frequente nelle lingue romanze si sarebbe evoluta in katelani e da qui a catalans.

Il Principato di Catalogna (in catalano: Principat de Catalunya) è un termine giuridico che apparve soltanto nel XIV secolo per indicare l'entità politica soggetta alla giurisdizione delle Corts Catalanes ("Corti Catalane", il parlamento catalano originale), il cui principe (sovrano, in latino princeps) era il conte di Barcellona, che dal 1162 ebbe anche il titolo di re d'Aragona. Anche senza essere formalmente un regno, il Principato era uno stato giuridicamente e istituzionalmente alla pari con il resto degli stati che componevano la Corona d'Aragona (i regni di Aragona, Maiorca e Valencia, tra gli altri), il cui unico legame comune era la figura del monarca. José Ángel Sesma Muñoz: La Corona de Aragón. Una introducción crítica, Zaragoza, Colección Mariano de Pano y Ruata, 2000 ISBN 84-95306-80-8 Benché il Principato fosse confederato sotto la Corona d'Aragona, e questa venne in seguito annessa al Regno di Spagna nel XVIII secolo (tranne una sua porzione, il territorio conosciuto attualmente come Catalogna del Nord, che venne ceduto alla Francia), il termine Principat continua a essere utilizzato anche oggi, informalmente, per designare le quattro province di lingua catalana che costituiscono la "Comunità Autonoma" di Catalogna (Barcellona, Gerona, Tarragona e Lleida).

Catalogna e Paesi catalani

La Catalogna costituisce il nucleo originale e la parte di territorio più importante ed estesa in cui è parlata la lingua catalana. L'unica zona della Catalogna linguisticamente non catalana è la Val d'Aran, nei Pirenei, a ridosso della frontiera francese. In tale territorio ( abitanti circa) viene infatti parlato l'aranese, un dialetto dell'occitano riconosciuto ufficialmente (e tutelato) dal governo regionale catalano, la Generalitat de Catalunya. La regione storica della Catalogna comprende anche la Catalogna settentrionale (in catalano: Catalunya Nord: Rossiglione, Cerdagna, Conflent, Capcir e Vallespir), passata alla Francia già nel 1659 e oggi coincidente con gran parte del dipartimento dei Pirenei Orientali, che ha come capoluogo Perpignano.

Le Isole Baleari, Andorra, la Comunità Valenciana e la Frangia d'Aragona (in catalano Franja de Ponent o Franja d'Aragó) condividono la lingua catalana.Il nome Catalogna è talvolta usato da alcuni catalanisti radicali per indicare tutta l'area in cui si parla il catalano. In questo caso la Catalogna vera e propria viene chiamata di solito il Principato (catalano: "el Principat") o "la Catalogna in senso stretto" (catalano: "la Catalunya estricta"). Si tratta comunque di usi marginali. All'insieme di questi territori di lingua e cultura catalana (la Catalogna attuale, il Rossiglione, il Paese Valenciano, le Baleari, la Franja de Ponent dell'Aragona e la città di Alghero in Sardegna) ci si riferisce spesso con il termine di Paesi catalani (in catalano: Països Catalans), di cui il Principato di Catalogna costituisce per popolazione ed estensione l'entità maggiore.

Storia

Abitata fin dal Paleolitico, la Catalogna fu occupata da colonie greche, cartaginesi e poi divenne parte dell'Impero romano. Caduto l'Impero romano, la regione fu occupata dai visigoti e poi divenne territorio di al-Andalus, il nome con il quale gli arabi musulmani chiamavano la parte della Penisola iberica che avevano conquistato.

La Catalogna fu occupata dai Franchi e fu durante la dominazione carolingia che si sviluppò una cultura catalana, sotto l'egemonia della Contea di Barcellona, di fatto indipendente dal X secolo. Con il matrimonio tra Raimondo Berengario IV di Barcellona e Petronilla di Aragona la contea di Barcellona si unì dinasticamente al Regno di Aragona, per cui la Catalogna divenne la base navale della Corona d'Aragona, mentre la Contea di Barcellona e le altre contee catalane adottarono un'entità politica comune conosciuta come Principato di Catalogna, che sviluppò un sistema istituzionale (Corts, Costituzioni, Generalitat) che limitava il potere reale. L'espansione della Corona d'Aragona raggiunse il suo massimo tra il XIII e il XIV, quando divenne uno degli stati più potenti d'Europa estendendo il suo dominio fino alle isole italiane.

Il secondo quarto del XIV secolo vide cambiamenti cruciali per la Catalogna, segnati da una successione di catastrofi naturali, crisi demografiche, stagnazione e declino dell'economia catalana e l'aumento delle tensioni sociali.

Attraverso matrimoni, il principato di Catalogna si unificò alla Corona d'Aragona e poi a quella di Castiglia. La Spagna cominciò la politica coloniale con la scoperta dell'America e il potere politico si spostò verso la Castiglia. Le tensioni tra le istituzioni catalane e la monarchia, insieme alla crisi economica e alle rivolte dei contadini causarono conflitti, come la guerra dei mietitori (1640-1652). Tuttavia, fino all'avvento della dinastia dei Borboni, con la Guerra di successione spagnola, alla Catalogna rimase una certa indipendenza politica e leggi proprie. Durante la stessa guerra la Catalogna appoggiò le pretese del membro del ramo austriaco degli Asburgo. Con la sconfitta delle truppe catalane, il nuovo re Filippo V, decretò la fine delle principali istituzioni politiche catalane, e di tutte le strutture territoriali, tra cui la corona di Aragona e quindi il principato di Catalogna.

Nel corso del XVIII secolo, la Catalogna sperimentò una crescita economica significativa, aiutata alla fine del secolo dalla fine del commercio monopolistico tra Castiglia e colonie americane. L'occupazione napoleonica, come in buona parte d'Europa, portò un periodo turbolento, sia dal punto di vista politico sia da quello economico, con una notevole industrializzazione nel secondo terzo del secolo.

Fino alla Seconda Repubblica spagnola, la Catalogna recuperò e riperse vari gradi di autonomia dal potere centrale, tra cui il recupero dell'uso ufficiale della sua lingua. La guerra civile del 1936-1939, che portò alla fine della Repubblica e all'avvento di Francisco Franco, cancellò nuovamente l'autonomia della Catalogna, al punto che il catalano fu dichiarato illegale. Dopo la morte di Franco, la Catalogna votò favorevolmente per la nuova Costituzione e divenne una delle Comunità Autonome all'interno della Spagna.

La forte spinta identitaria dei catalani, tuttavia, non trovò una risposta né durante la transizione democratica, né nei decenni successivi, tanto che ancora oggi è causa di frizioni con il governo centrale.

Indipendentismo

Dalla fine del XIX secolo si è organizzato un movimento politico di autodeterminazione catalano, inizialmente rivendicando una semplice autonomia per la regione per poi passare ad una più radicale posizione indipendentista. Jaume Claret, Manuel Santirso, La construcción del catalanismo. Historia de un afán político, Madrid, Los Libros de la Catarata, 2014 ISBN 978-84-8319-898-8.