Comandò la flotta del Ducato di Napoli durante il regno di suo padre, Sergio I, e del fratello Gregorio III, fra l'840 e l'870.
Biografia Nell'846, fronteggiò l'incursione saracena contro Roma portando il contingente napoletano alla vittoria a Licosa e nella difesa dell'assediata Gaeta. In seguito, nell'estate dell'849, capitanò una flotta costituita dalle navi della Repubblica marinara di Amalfi, di Napoli, Sorrento e Gaeta, riunite nella Lega Campana, sbaragliando una flotta di navi saracene che si apprestava a sbarcare presso Ostia con l'intento di operare il saccheggio di Roma (battaglia di Ostia).
L'8 maggio 859, sempre al comando delle forze napoletane, venne invece sconfitto e catturato da Landone, figlio del conte di Capua Landone I, dopo uno scontro presso il fiume Volturno. Dopo il rilascio Cesario fu imprigionato dal nipote, Sergio II, e morì all'inizio dell'872 in carcere, dove era stato rinchiuso per essersi opposto ai contatti tra il Ducato di Napoli e gli Aghlabidi musulmani.
Fu sepolto nelle Catacombe di San Gennaro.
Odonomastica A Napoli, la strada che da Piazza del Plebiscito va verso il mare è dedicata a Cesario Console; nella terrazza che fiancheggia la via Cesario Console nel 1936 è stata posta una statua di Cesare Augusto. Nella città partenopea l'antico culto pagano dell'imperatore Cesare Augusto, e successivamente anche quello dell'ammiraglio Cesario, fu sostituito e cristianizzato da quello di San Cesario, diacono e martire di Terracina: a un passo da Piazza del Plebiscito e dal Teatro di San Carlo infatti, nella Chiesa di Santa Brigida, si conserva un busto reliquiario del santo.
Cesario Console è ricordato anche nell'odonomastica del Lido di Ostia, X Municipio di Roma Capitale, con l'intitolazione di una piazza prospiciente il lungomare del quartiere marittimo romano.
Note
Bibliografia
Voci correlate Storia di Napoli Ducato di Napoli Battaglia di Ostia Sergio I di Napoli Lega Campana
Collegamenti esterni
Categoria:Sergi