Radio Italia Network è una emittente storica della radiofonia italiana nata a Udine nel 1982 come radio dance per iniziativa di Mario Pinosa, mente creativa del progetto, e Leo Barbarino. Grazie a un format innovativo fatto di sola musica senza speakers alternata a jingles accattivanti, e a un marchio particolarmente riconoscibile, quello con le "Due Stelle" su fondo rosso, si afferma nel tempo come uno dei principali network nazionali. Dopo vari passaggi di proprietà, avvenuti a partire dal 1999, che ne avevano trasformato lo stile e l’orientamento musicale, Italia Network nel 2005 cessa le sue trasmissioni via etere e si trasforma in una web radio, mentre l’anno successivo il suo fondatore Mario Pinosa ridà vita al format originale che ne aveva decretato il successo creando l’omologa Radio España Network che ne riprende i programmi storici. Nel 2008 anche le trasmissioni via web vengono sospese e la radio rimane temporaneamente inattiva. Il 13 gennaio 2009 riprende a trasmettere nuovamente (in FM e sul web) grazie all’acquisizione dei marchi effettuata dall'attuale proprietà, il gruppo Next di Domenico Zambarelli. Il 12 luglio 2018 la radio interrompe le trasmissioni sia in FM che in streaming, trasferendo il marchio Italia Network su un canale del digitale terrestre TV denominato Italia Network Television, che ha tuttavia breve durata. Radio Italia Network ha continuato negli anni successivi a mantenere attivo il sito internet proponendo un file audio in loop. A marzo 2025 ha ripreso trasmissioni regolari via web, e per Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio anche in DAB+, con una programmazione moderna rivolta a un target generalista, accompagnata da un nuovo logo con una stella su fondo tricolore, a rimarcare il proprio stile italiano.
Storia Anni 80 La radio nasce col nome di Radio Italia Network, a Udine nel luglio del 1982, da un'idea di Mario Pinosa che insieme con Leo Barbarino costituisce la Radio Italia Network S.a.s. di Pinosa Mario & C. Trasmette sulla frequenza 96,6 MHz illuminando la città e dintorni. Poco dopo entra nella compagine sociale Alberto Zeppieri, che Pinosa chiama per sviluppare il progetto editoriale. Zeppieri propone la fondazione di società collegate (dapprima Fin 2 S.r.l. - dove tra i fondatori entra Carlo Barbiera, musicista-compositore, ma anche commercialista esperto di contratti di affiliazione e la Finwork S.r.l. dove entra Andrea Gandolfi, attraverso la ITET S.r.l. di Bologna, che si occuperà come nuovo socio e Amministratore Delegato della rete nazionale anche a livello tecnico e di raccolta pubblicitaria), poi altre ancora, con l'obiettivo di diventare una emittente di portata nazionale. Il format è semplice ma accattivante, non ci sono conduttori, si privilegia infatti la musica, intervallata dai jingle (musica giusta, musica e basta) e da brevissimi sketch (le frikkonate). L'emittente entra presto a far parte di un sistema articolato di iniziative extraeditoriali, che spaziano dall'organizzazione di eventi musicali, viaggi, produzione di gadget e musicali (Pinosa diverrà famoso sul finire degli anni 80 e i primi anni 90 come produttore musicale anche sotto lo pseudonimo di Athaualpa) e ovviamente di raccolta pubblicitaria (tra l'altro la Fin2, è concessionaria anche per la pubblicità locale della milanese Rete 105 in Friuli-Venezia Giulia per gran parte degli anni 80, a dimostrare la lungimiranza di Pinosa, Zeppieri, Barbarino e Barbiera in tema di raccolta pubblicitaria sinergica).
Nei due anni seguenti vengono collegate le altre province del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto. Inizia la copertura nazionale con l'invio di programmi registrati alle emittenti affiliate. Dal 1º giugno 1985, grazie all'accordo con la società C.R.P. di Vulmaro Doronzo, viene attivata la prima programmazione in Puglia che verrà coperta interamente nel giro di pochi mesi. Nel 1986 l'emittente col nome di Italia Network copre col suo segnale anche la Toscana, le Marche e la Sicilia. All'inizio del 1988 sbarca in Liguria con la genovese Radio Voltri Uno sui cittadini 94,200 MHz. Nel 1989 arriva in Lombardia, dove la ripetizione è curata prima da Segnale Italia - Radio Sud Milano 94,7 e poi da Radio Superstar 106 (c'erano già stati approcci con un'emittente della provincia di Milano, NBC Radio, tre anni prima, ma le trattative non erano andate in porto).
Nel 1988 comincia l'interconnessione via ponti radio di tutte le emittenti affiliate nel centro nord Italia fino a Bari e Napoli, da parte del socio bolognese Andrea Gandolfi - che già aveva sviluppato la rete di ponti radio di Rete 105 in Emilia Romagna e nella dorsale adriatica - dando vita a una syndication, ovvero un insieme di emittenti radiofoniche collegate alla radio madre. L'emittente si specializza nella musica dance, di tendenza, con una programmazione sul modello delle radio top 40 americane. Solo il 4% della programmazione è parlato, il resto è musica, di cui il 95% straniera. Nascono la classifica Los Cuarenta, seguita fin dall'inizio da Mr. Marvin, il Discosauro e il Disconetwork. Gli slogan hanno molta importanza nel lancio della radio e fanno presa sul pubblico, tra il 1987 e il 1989 Italia Network è la radio del ritmo tutto latino.
Anni 90 Il 23 agosto del 1990 entra in vigore la legge Mammì che regolamenta il sistema radiotelevisivo, e i soci di Italia Network, visto il grande lavoro tecnico di interconnessione già sviluppato, decidono di comune accordo di trasformarla in un network nazionale, senza pubblicità locale, acquistando tutte le frequenze delle affiliate. Andrea Gandolfi assume di conseguenza la quota di maggioranza della Finwork la quale, a sua volta, diviene formalmente titolare della rete nazionale e del prodotto editoriale. Gli ascolti sono in crescita e il nuovo pay-off è Get up and dance, a confermare l'anima dance della radio. Mitici gli spot televisivi che andarono in onda sulle reti nazionali private tra cui Mediaset. Il palinsesto è sempre più articolato. Arrivano le voci di Andrea Pellizzari (Los Cuarenta), Paolo De Marchi (Magazine) e Tanitia Ferrari (USA Dance Attack). Mr. Marvin e Alessandro De Cillia sono i programmatori che caratterizzano l'aspetto musicale della radio. Gianmarco Ceconi è il direttore della radio nonché voce ufficiale insieme con Mario Pinosa.
La musica house sta diventando sempre più importante e Italia Network diventa la radio "house" per eccellenza. Nasce il Mastermix con Mr. Marvin e Andrea Gemolotto e successivamente con Stefano Noferini. Nel 1990 partono i notiziari, divenuti obbligatori per legge, vengono proposte sei brevi edizioni del Network News - il mondo che corre inseguito da Italia Network, ideato e condotto da Gianfranco Biondi con Monica Bertarelli e Federico Lazzarovich dal 1995. Il programma di maggior successo a inizio anni novanta è Los Cuarenta con lo slogan la classifica che fa tendenza, da cui vengono tratte svariate compilation di successo.
Nel 1994 viene ampliato il target con lo slogan More music for everybody. Entrano nello staff Alex Benedetti e Zec. Il 1995 è un anno di grandi cambiamenti logistici, la radio incomincia a trasmettere da Bologna anche via satellite, che permette di migliorare la qualità del segnale in diverse parti d'Italia soprattutto in Sicilia e Sardegna. Il nuovo direttore artistico è Michele Menegon (Michael Hammer). Alex Benedetti diventa il responsabile della programmazione musicale e incomincia a occuparsi anche di Suburbia. Nello staff tecnico arrivano Alex C, Daniele Palmieri (Dano Deep dj), Luca Pavone, Luigi Speciale; e le voci di Roberto Corinaldesi (Magazine), Mario Caminita (Philip Morris Sound) e Stefano Mango (Mangobyte) con la classifica delle hit europee. Dal 1994 iniziano i tour estivi di Bungee Jumping che porteranno la musica e l'animazione di Italia Network nelle più note località di mare e discoteche italiane.
Dal 1997 la classifica ufficiale dell'emittente Los Cuarenta diventa un vero e proprio programma musicale non più di sola musica ma con un conduttore, Roberto Lezzi (poi a Radio Deejay come "Ilario"). Italia Network riassume la denominazione di Radio Italia Network, una radio oramai diversa dall'emittente di sola musica dance degli anni ottanta Nello staff tecnico entrano due nuove figure; Luca Marino e Simone Onorante. Nel 1998 Paola Testa conduce il Magazine. Nel weekend vanno in onda le session mixate dei dj del Ministry of Sound di Londra. Nasce Sensorama con la musica selezionata da Aky Tune. La voce di Tony Bruno accompagna la notte di Radio Italia Network con le massime zen e new age. Il nuovo pay-off è Suck the music. Il periodo bolognese è comunque di breve durata e nel 1998 la radio entra a far parte del gruppo editoriale SPER di Giovanni Miscioscia, insieme con CNR e Radio 24, divenendo RIN - Radio Italia Network. Dal 1999 incomincia a trasmettere da Milano. A firmare i jingles più storici di questa emittente è l'ormai affermato Clay Remini di Zerodibi.
Anni 2000 Nel 2000 il nuovo direttore artistico è Giorgio Bacco (già di Radio 24). La comunicazione viene curata dalla coppia Tony H (Daniele Tognacca) e Lady Helena (Elena Marmugi). La nuova proprietà investe risorse economiche per l'acquisto di nuove frequenze, per un deciso restyling e soprattutto per l'arrivo di nuove voci. RIN è la radio che "rapisce" sia i personaggi dalle altre radio (Marco Baldini, Tony H e Marco Biondi) sia dalla tv (Ellen Hidding, Marco Maccarini, il Non Giovane, Tamara Donà, Alvin, Cavalli Marci, Stefano Gallarini e Andrea Pellizzari - ormai divenuto famoso come "il biondo" de Le Iene). Vengono "rapiti" anche Le Fave (Angelo Pintus e Max Vitale), Joe T. Vannelli, Gigi D'Agostino, Saretta, Carlotta e Pete Tong (Essential Selection). Fabiola, Alex C e DJ Speciale diventano il trio di Los Cuarenta. Manuela Doriani conduce con Carlotta e Stefano Gallarini Casa di Ringhiera, ma rimarrà poco in radio.
Vengono a crearsi nuovi orizzonti tra cui l'intrattenimento pre-serata curato da professionisti del settore, che si alternano prima e dopo lo spettacolo in momenti di carica vitaminica per il pubblico. Nascono programmi come Vitamina H, Orgasmatron, Welcome to the jungle e House gallery. Grazie a questi investimenti e alle innovazioni, la radio supera i due milioni di ascoltatori nei rilevamenti Audiradio nel 2001, confermati poi nel 2002, anno in cui però avviene un altro cambio di proprietà: la radio entra infatti nell'orbita del gruppo Rcs.
Nel 2002 la SPER (e con essa la Finwork s.r.l., editrice dell'emittente) viene venduta a Rcs MediaGroup. La società proprietaria di RIN da questo momento è RCS Broadcast. Il nuovo pay-off è Radio un corno, e un rinoceronte compare anche sul marchio. Arrivano Teo Mammucari (Radio un corno), Camila Raznovich (Camila Bum Bum), Bus (Streetstyle), Andrea Gelli (Generation Cocktail), la coppia Wender e Fabrizio Ferrari (RIN-Bambit). Nel 2003 arrivano Andrea Marchesi e Michele Mainardi (I due senza), Adelchi Battista (aka Vito 3x2) e Christian Iansante (Il ballo di San Vito), Gianluigi Ottomeni (La noche escabrosa); nel 2004 fa la sua comparsa Manuela Donghi, che lavora al fianco inizialmente di Andrea Gelli, ideatore e produttore del programma Sedici Noni, e successivamente del veterano Marco Biondi. Arrivano anche programmi di musica di "nicchia" come il rap e l'hip hop che sta sdoganandosi nei giovanissimi.
Nel 2004 la proprietà decide di abbandonare il progetto di radio a target giovane e trasformarla in radio generalista puntando su un marchio tutto nuovo e per la radio incomincia il declino. Nel 2005 RIN abbandona le frequenze in FM per lasciar posto al nuovo progetto Play Radio (che chiuderà dopo un anno e mezzo lasciando le frequenze alla nuova Virgin Radio). Dopo tutti questi passaggi, dei soci fondatori udinesi e bolognesi nessuno trova posto nella compagine societaria.