La dolce vita è un film del 1960 diretto da Federico Fellini.

Interpretato da Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, è ritenuto uno dei capolavori del regista e tra i più celebri della storia del cinema, ha ottenuto 4 candidature e vinto un Premio Oscar. Vinse la Palma d'oro al 13º Festival di Cannes e una serie di altri premi. La produzione fu molto travagliata a causa dei contrasti tra Fellini e i produttori Angelo Rizzoli e Giuseppe Amato. Il film costò 800 milioni di lire e in sei mesi furono girati circa 92.000 metri di pellicola, che nell'edizione definitiva sono ridotti a 5.000. Ne furono montate 4 ore poi ridotte a 3 con dei tagli e, dopo quindici giorni di proiezione, il film aveva già coperto le spese del produttore. IMDb riporta un incasso negli Stati Uniti di 19.571.000 dollari di allora, più altri 8.000.000 di dollari derivanti dal noleggio. Alla fine della stagione cinematografica 1959-1960 risultò il maggior incasso dell'annata in Italia con 2.271.000.000 di lire dell'epoca d'introito. La prima romana del film si svolse al cinema Fiamma il 3 febbraio 1960 e fu riservata a un gala a inviti.

L'origine del titolo del film è poco nota al grande pubblico: l'espressione "La dolce vita" fu coniata dal giornalista, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore Arnaldo Fraccaroli, che la usò nel titolo di una sua commedia, La dolce vita appunto, titolo che Fellini ha poi riutilizzato rendendolo famoso. Da notare che nel 1912, anno di uscita della commedia di Fraccaroli, il boom economico e la gioia conseguente alla fine della seconda guerra mondiale (le due facce della medaglia a cui generalmente si pensa quando, per influsso del film di Fellini, ancora oggi si usa l'espressione "La dolce vita") erano ancora di là da venire. Al riguardo, c’è un aneddoto divertente: dopo l’uscita del film, il critico cinematografico Tullio Kezich ha commentato che «Fraccaroli non protestò solo perché era già morto» e si diceva di Fraccaroli che fosse un cronista che sapeva «fotografare con le parole».

Il cognome di uno dei personaggi del film, Paparazzo, ha dato origine al nome comune paparazzo, con cui si indicano a livello internazionale i fotografi particolarmente invadenti e indiscreti.

Trama Marcello Rubini è un giornalista specializzato in cronaca mondana, ma coltiva l'ambizione di diventare un romanziere. Il film, ambientato a Roma, lo segue attraverso una serie di episodi - di cui egli, grazie anche al suo lavoro, è protagonista o testimone privilegiato - che offrono una rappresentazione di vari aspetti della vita apparentemente gratificante del jet set della città, con i suoi riti, le sue nevrosi e i suoi drammi.

Due elicotteri sorvolano la città: uno trasporta una statua del Cristo, mentre sull'altro, utilizzato dagli operatori dell’informazione al seguito, si trova Marcello con il fotoreporter Paparazzo. I due velivoli sorvolano a bassa quota una terrazza dove stanno prendendo il sole alcune ragazze in costume da bagno; i reporter tentano un approccio a distanza con le ragazze, che cercano di chiedere loro dove sia destinata la statua: il rumore dell'elicottero però copre le loro voci (solo alla fine, con il velivolo ormai in allontanamento, una delle ragazze comprende che la destinazione del Cristo è il Vaticano). Marcello chiede il numero di telefono alle giovani che, pur divertite, non lo accontentano. Il volo degli elicotteri termina su piazza San Pietro, dove suonano le campane a festa.

Marcello si trova in un ristorante in stile orientale per un servizio su una famiglia regnante. Mentre dà una mancia a uno dei camerieri per farsi rivelare cosa hanno mangiato i principi, Paparazzo, su indicazione di Marcello, inizia a scattare foto a una esponente della nobiltà che si trova in compagnia di un giovane. Le guardie del corpo intervengono allontanando il reporter e intimandogli di consegnare il rullino. Uno degli avventori, seduto a tavola con due donne, riconosce Marcello, e lo invita a raggiungerlo, per poi esortarlo a smetterla di creare scompiglio con la sua attività di giornalista mondano. Nel locale arriva una bella signora, Maddalena: Marcello si offre di accompagnarla e lei accetta. Usciti in strada, i due vengono bersagliati dai flash dei fotoreporter colleghi di Marcello.

La coppia si ferma con l'auto di lei nel centro di Roma, a piazza del Popolo; dopo una chiacchierata, incontra una prostituta, che Maddalena invita a salire in macchina e unirsi a loro per un giro, offrendosi di accompagnarla poi dove abita, in periferia. Una volta arrivati a destinazione, mentre la prostituta è in cucina, Maddalena e Marcello si sdraiano sul letto e hanno un rapporto. La mattina dopo il protettore della prostituta è in sosta davanti al palazzo dove questa abita per ricevere la sua quota del guadagno; Marcello e Maddalena se ne vanno in macchina dopo aver pagato la donna per averli ospitati. Nel frattempo Emma, fidanzata depressa di Marcello (in quanto ben conscia dei suoi continui tradimenti), lo sta aspettando a casa. Poiché non è rientrato, Emma, intuendo che abbia passato la notte con un'altra donna, ingerisce delle pasticche e perde conoscenza. Marcello, sopraggiunto, la porta al pronto soccorso, dove viene salvata.

Marcello viene successivamente incaricato di seguire l'attrice Sylvia, famosa stella del cinema americano, attesa a Roma. Portata in un locale frequentato da turisti stranieri, inizia a farle delle avances. Un po’ su di giri, Sylvia inizia a passeggiare per le vie di Roma seguita da Marcello, e quando vede la Fontana di Trevi entra in acqua vestita, accennando una danza.Scena che fu ispirata a Fellini da un episodio che aveva visto protagonista Olghina di Robilant, che aveva fatto un bagno nella celebre fontana https://www.ilmessaggero.it/persone/olghina_di_robilant_morta_87_anni_la_dolce_vita_federico_fellini_jet_set_spogliarello_aiche_nana-6349099.html Marcello, dopo un attimo di esitazione, la segue nella fontana, anche lui con i vestiti addosso, dichiarandole il suo amore. Quando la riaccompagna in hotel incontra il fidanzato di lei, che prima schiaffeggia Sylvia e quindi lo affronta, stendendolo con un pugno: il tutto davanti ai fotografi, che immortalano la scena.

Marcello va poi al quartiere romano dell’EurCosì nella rappresentazione fittizia, come si desume in particolare da un’inquadratura del famoso Fungo, caratteristica torre antincendio del quartiere sormontata da un ristorante panoramico, all’epoca del film molto famoso. In realtà le sequenze in questione furono girate nel quartiere di Cinecittà. per un servizio fotografico, quando davanti a una chiesaGli esterni dell’edificio furono girati davanti alla basilica di San Giovanni Bosco, a Cinecittà. scorge un vecchio amico, lo scrittore Enrico Steiner, il quale gli chiede come stia procedendo il suo libro, lo invita a cena e, prima che se ne vada, lo trattiene perché rimanga ad ascoltarlo mentre suona l'organo in chiesa.Il brano eseguito da Steiner è estratto dalla Toccata e fuga in re minore di Johann Sebastian Bach (BWV 565). Intanto una grande folla si accalca intorno a due bambini che dicono di aver visto la Vergine Maria in un prato fuori città. Marcello accorre per poter scrivere un articolo in proposito, ma la sua attenzione è distolta dalla fidanzata Emma. Sopraggiunta la sera, inizia un forte temporale e si crea un parapiglia in mezzo alla folla quando alcuni degli astanti iniziano a contendersi a forza le fronde dell'albero vicino al quale vi sarebbe stata l’apparizione. Tra la folla c'è anche Emma, che riesce a impossessarsi di un ramo, sperando in un aiuto dall’Alto affinché Marcello finalmente la sposi o almeno le dimostri più attenzione come era all’inizio del loro rapporto.

Marcello ed Emma vanno quindi a casa di Steiner per trascorrervi la serata in compagnia di un gruppo di eccentrici esponenti del mondo della cultura. Qui Marcello conosce la famiglia dello scrittore, compresi i due figli, ancora bambini. Steiner prospetta a Marcello l'opportunità di presentargli un editore, così che possa dedicarsi a quello che più gli piace e non si debba più occupare di cronaca scandalistica. Marcello è in una trattoria sul mare, unico avventore presente, intento a scrivere un pezzo a macchina; non riuscendo però a concentrarsi a causa della musica del jukebox,Il brano suonato dal juke-box è un mambo molto in voga all’epoca del film, Patricia, del musicista cubano José Dámaso Pérez Prado. Lo stesso brano, ironicamente, accompagna più avanti, in tutt’altro contesto sociale, la sequenza dello spogliarello nella villa di Fregene. se ne lamenta con la cameriera adolescente che sta apparecchiando i tavoli, con la quale attacca subito discorso: si chiama Paola, è originaria dell'Umbria,“Di vicino Perugia”, dice. e le piacerebbe, afferma, imparare a scrivere a macchina per fare la dattilografa. Marcello prova simpatia per la giovane ed è colpito dalla semplicità delle sue aspirazioni. Al contempo, ne loda la bellezza“Ma lo sai che sei bellina?”, le chiede. angelicata, che paragona a quella dei putti delle chiese umbre, e le chiede se ha un fidanzato. La ragazza timidamente si schermisce, poco convinta della fondatezza dei complimenti, ma è a sua volta colpita dalla gentilezza del singolare avventore del ristorante.

Egli viene poi avvisato da Paparazzo che è venuto a cercarlo il suo anziano padre: l'incontro avviene in un caffè all'aperto nel centro di Roma, in via Veneto, da dove essi decidono di spostarsi in un night, dove incontrano Fanny, una ballerina francese. Dopo avere bevuto, Marcello, il padre, Paparazzo e Fanny escono dal locale insieme a due ballerine; Paparazzo e Marcello restano con loro, mentre il padre di Marcello è invitato da Fanny a recarsi nel suo appartamento. Poco dopo, questa è però costretta a chiamare Marcello, avvertendolo che suo padre si è sentito male. Dopo essersi ripreso, questi dichiara, con aria assorta e desolata, che intende tornare a casa a Cesena con il primo treno disponibile, nonostante le insistenze di Marcello, che vorrebbe farlo rimanere ancora con lui.

In un castello fuori città si sta svolgendo una festa dell'alta società, organizzata da una famiglia della nobiltà romana. All’evento Marcello incontra Maddalena, che lo fa sedere al centro di una stanza isolata, per poi spostarsi, sola, in un'altra sala da dove, in un gioco di echi, inizia una suggestiva comunicazione con lui, senza contatto visivo, durante la quale ella gli dichiara il suo amore. Mentre Marcello risponde alla donna con parole appassionate, nella sala dove questa era rimasta nascosta sopraggiunge un altro invitato, che inizia a baciarla, venendo ricambiato. Non ricevendo più risposta, Marcello la cerca invano, per poi unirsi ad altri ospiti, interessati ad andare ad esplorare una vecchia dimora abbandonata antistante il castello. Lì, mentre alcuni di loro sono impegnati in una seduta spiritica, Marcello prova inutilmente a sedurre una sconosciuta dal mantello bianco, salvo poi essere sedotto da un'altra ospite.

Marcello ed Emma sono fermi in macchina, intenti a litigare. Marcello, esasperato, esorta Emma a lasciarlo, avendo loro due una visione totalmente opposta del mondo e della vita, ma la donna rifiuta di farlo; lui allora la fa scendere a forza e si allontana velocemente in auto, lasciandola sul posto. Diverse ore dopo, preso da scrupoli, torna indietro, e trova Emma ancora lì, intenta a cogliere fiori al bordo della strada: Marcello la fa risalire in auto, senza dire una parola, e tornano insieme a casa. Una volta arrivati, Marcello riceve la notizia che Steiner ha ucciso i suoi due figli e si è poi tolto la vita. Raggiunto l'appartamento dello scrittore, la polizia lo fa entrare, dato il rapporto che aveva con lui e la sua famiglia. Il palazzo è assediato dai fotografi. Marcello, con un brigadiere della polizia, va incontro alla moglie di Steiner alla fermata dell'autobus per darle la terribile notizia.