La Nazionale olimpica di calcio dell'Argentina è la rappresentativa calcistica dell'Argentina che rappresenta l'omonimo paese ai Giochi olimpici. È posta sotto l'egida della Federazione calcistica dell'Argentina. Ha vinto l'oro alle olimpiadi del 2004 e del 2008 e l'argento nel 1996.
Storia Gli anni 1960 Ottenuto l'accesso a Roma 1960, l'Argentina si presentò al torneo con una squadra composta da molti elementi di giovane età (il più anziano era il difensore Pedro De Ciancio, con 22 anni). Quale commissario tecnico la Federazione scelse Ernesto Duchini, allenatore delle giovanili argentine dal 1954, che rimase in carica per svariati anni a venire.
La selezione fu inclusa nel girone 3 con , e . Il debutto avvenne il 26 agosto contro la Danimarca, allo Stadio Flaminio: gli europei ebbero la meglio per tre gol a due, grazie alla doppietta di Harald Nielsen. Il 29 agosto due marcature del diciottenne Juan Carlos Oleniak permisero alla Nazionale sudamericana di ottenere due punti a discapito della Tunisia; l'ultima gara vide ancora la rete di Oleniak (che segnò dunque in tutte e tre le partite disputate, avendo marcato anche contro la Danimarca), che aprì il 2-0 sulla , che risultò però ininfluente: la contemporanea vittorie della Danimarca sulla Tunisia fece andare avanti gli europei, che si classificarono primi a punteggio pieno. Quattro anni dopo la Nazionale vinse nuovamente il Pre-Olimpico, disputatosi, come nella precedente edizione, in Perù.
A la Federazione confermò la scelta di inviare calciatori di giovane età, con il ventiquattrenne Francisco Brandán quale elemento più anziano. Il gruppo D vide il forfait della Nazionale italiana, e si compose dunque di tre sole squadre: oltre all'Argentina, e . A Yokohama si tenne il primo incontro tra gli africani e i sudamericani, che terminò 1-1 grazie ai gol di Edward Acquah e Carlos Bulla, il centravanti del Rosario Central. Duchini aveva cambiato modulo rispetto ai precedenti Giochi, passando dal 2-3-5 al 4-3-3. Il secondo e ultimo match vide la vittoria dei giapponesi per 3-2, con gol di Sugiyama, Kawabuchi e Ogi; per l'Argentina fu Domínguez del River Plate a segnare entrambe le volte. Il Paese sudamericano dovette aspettare fino a per vedere una propria Nazionale calcare il campo del torneo olimpico.
Gli anni 1980 e 1990 Dopo più di venti anni di assenza, l'Argentina tornò a qualificarsi; per la verità, già a avrebbe potuto partecipare, grazie alla vittoria nel Pre-Olimpico, ma il boicottaggio di massa compromise la presenza a quei Giochi, e l'Argentina fu rimpiazzata dal . Alle Olimpiadi sudcoreane non presero parte giocatori dall'età molto bassa, dato che tra i convocati figuravano diversi giocatori oltre i 25 anni (il più vecchio fu Rubén Agüero con 28 anni). La compagine, guidata da Carlos Pachamé, fu assegnata al gruppo C con l', i padroni di casa della e gli . Il debutto avvenne il 18 settembre a Taegu contro gli statunitensi: a Windischmann rispose Alfaro Moreno e la gara si chiuse sull'1-1. La sconfitta contro l'URSS peggiorò la situazione dei sudamericani, che si trovavano con un solo punto in classifica; fu decisiva per la qualificazione la vittoria sulla Corea del Sud e il contemporaneo successo dell'Unione Sovietica sugli Stati Uniti. Sessanta anni dopo Amsterdam, l'Argentina tornava dunque a superare il turno preliminare e ad accedere alla fase a eliminazione diretta. I quarti videro contrapporsi due rivali, dato che all'Argentina venne messo di fronte il . I verde-oro ebbero la meglio, grazie alla rete di Geovani al 76º minuto.
Durante venne introdotta la restrizione secondo la quale solo elementi Under-23 avrebbero potuto partecipare ai Giochi: l'Argentina, terza classificata nel gruppo B del Pre-Olimpico, non arrivò a disputare le Olimpiadi spagnole. Nel 1996, invece, grazie al secondo posto complessivo, la selezione ottenne l'accesso alla fase finale, in programma ad Atlanta, Georgia. Il CT Daniel Passarella partì per gli Stati Uniti con una squadra composta da pochi elementi della Nazionale maggiore e diversi giocatori sotto i 22 anni. L'Argentina vinse la prima partita del gruppo A con gli per 3-1, e pareggiò contro e : così facendo, colse il primo posto (a pari merito con i lusitani) e si guadagnò l'ingresso ai quarti. Contrapposta alla , la formazione sudamericana vinse per 4-0 e passò in semifinale, ove ritrovò il Portogallo: questa volta, Hernán Crespo segnò due reti e permise alla propria squadra di raggiungere la finale. L'Argentina si ritrovò all'atto conclusivo della competizione a dover contendere l'oro olimpico alla : passati in vantaggio con Claudio López, gli argentini si fecero rimontare da Babayaro; Crespo segnò al 50º e Amokachi replicò 24 minuti più tardi, e il torneo fu deciso dalla rete di Amuneke al 90º. All'Argentina andò dunque la seconda medaglia d'argento della sua storia, dopo quella ottenuta nel 1928 nei Paesi Bassi dalla Nazionale maggiore.
Gli anni 2000: i due ori olimpici consecutivi
L'Argentina saltò , poiché durante il Torneo Pre-Olimpico si classificò al 3º posto nel girone finale dietro a Brasile e . Quattro anni dopo la vittoria nella competizione preliminare portò la Nazionale bianco-azzurra ad . Nel gruppo C la squadra debuttò l'11 agosto contro la , sconfiggendola per 6 reti a zero; il 14 agosto la selezione sudamericana superò per 2-0 la Tunisia, con gol di Carlos Tévez e Javier Saviola. La partita di chiusura del girone vide la vittoria argentina sull' con marcatura di D'Alessandro, che diede all'Argentina il primo posto del girone a punteggio pieno. Ai quarti la selezione di Marcelo Bielsa sconfisse per 4-0 la , con tripletta di Tévez, e in semifinale fu l'Italia a essere eliminata dal torneo, grazie al 3-0 in favore degli argentini. La finale si tenne allo Stadio Olimpico di Atene il 28 agosto alle 10:00 di mattina ora locale; fu nuovamente Tévez a risultare decisivo, segnando l'unico gol della partita al 18º minuto. La selezione sudamericana ottenne così la prima medaglia d'oro della sua storia, e il portiere Germán Lux poté fregiarsi dell'imbattibilità per tutto il torneo, non avendo subito alcuna rete nelle 6 gare giocate.
vide la qualificazione dell'Argentina non più grazie al Pre-Olimpico, interrotto dalla CONMEBOL, bensì per via del successo dell' nel . La selezione fu guidata dal tecnico dell'Under-20, Sergio Batista, e fu inclusa nel gruppo A insieme ad , e . La prima gara fu disputata contro gli africani, che persero per 2-1 a causa delle reti di Lionel Messi e Lautaro Acosta, entrambi membri della selezione vincitrice del Mondiale Under-20; il secondo incontro fu deciso da Ezequiel Lavezzi, che con un gol al 76º bastò all'Argentina per avere la meglio sull'Australia. Ottenuta la qualificazione grazie alla vittoria sulla Serbia per 2-0, l'Argentina superò anche i , grazie alle reti di Lionel Messi e di Ángel Di María (su assist di Lionel Messi) che ai tempi supplementari fissò il punteggio sul 2-1 al minuto 105°. La semifinale mise di fronte e Argentina; quest'ultima vinse grazie alla doppietta di Sergio Agüero e al calcio di rigore del fuoriquota Riquelme. A Pechino, il 23 agosto, la Nazionale di Batista contese alla Nigeria la medaglia d'oro; questa volta, diversamente da ciò che accadde nel 1996, furono i bianco-azzurri ad avere la meglio, grazie al gol di Di María (su assist di Lionel Messi) al 58º minuto. Javier Mascherano è l'unico giocatore ad avere partecipato alle edizioni del 2004 e 2008, ed è quindi l'unico argentino ad avere vinto due ori olimpici nel calcio; è inoltre il primatista assoluto di presenze per la Nazionale olimpica.
Gli anni 2010
Dopo l'assenza a , l'Argentina partecipa nuovamente al torneo olimpico in occasione di . Tuttavia la spedizione si rivela fallimentare, con la selezione guidata da Julio Olarticoechea che non riesce ad andare oltre la fase a gironi. Alla sconfitta col (0-2) seguono infatti una vittoria con l' (2-1) e un pareggio con l' (1-1) per un totale di quattro punti che non bastano ad evitare il terzo posto e la conseguente eliminazione. Qualificata per le successive olimpiadi di Tokyo, esce di nuovo al termine del girone iniziale, mentre alle olimpiadi di supera il girone iniziale, ma viene eliminata nei quarti di finale.
Partecipazioni ai tornei internazionali Giochi olimpici Anno Luogo Piazzamento V N P Gol 1952 Helsinki Non partecipante - - - - 1956 Melbourne Non partecipante - - - - 1960 Roma Primo turno 2 0 1 6:4 1964 Tokyo Primo turno 0 1 1 3:4 1968 Città del Messico Non partecipante - - - - 1972 Monaco di Baviera Non qualificata - - - - 1976 Montréal Non qualificata - - - - 1980 Mosca RitirataQualificata ai Giochi olimpici ma ritiratasi per boicottaggio. - - - - 1984 Los Angeles Non partecipante - - - - 1988 Seul Quarti di finale 1 1 2 4:5 1992 Barcellona Non qualificata - - - - 1996 Atlanta Argento 3 2 1 13:6 2000 Sydney Non qualificata - - - - 2004 Atene Oro 6 0 0 17:0 2008 Pechino Oro 6 0 0 11:2 2012 Londra Non qualificata - - - - 2016 Rio de Janeiro Primo turno 1 1 1 3:4 2020 Tokyo Primo turno 1 1 1 2:3 2024 Parigi Quarti di finale 2 0 2 6:4
Tutte le rose Giochi olimpici
NOTA: Per le informazioni sulle rose precedenti al 1952 visionare la pagina della Nazionale maggiore.
Giochi panamericani
Palmarès
(record sudamericano condiviso con il Brasile e l'Uruguay) ,
Santo Domingo 2003, Lima 2019
Perù 1960, Perù 1964, Colombia 1980, Cile 2004, Colombia 2020
Note
Collegamenti esterni Selección Sub 23 - afa.org.ar Fabio Peglia. Data on Argentina in Panamerican Games - RSSSF
Olimpica Argentina