Grande cantore della finis Austriae, della dissoluzione dell'Impero austro-ungarico che aveva riunito popoli di origini disparate, con lingue, religioni, tradizioni diverse. Lui stesso era nato alla periferia dell'impero, nell'odierna Ucraina.
BiografiaDavid Bronsen, Joseph Roth. Eine Biographie, Köln, Kiepenheuer & Witsch, 1974. Roth ha più volte elaborato, anche con falsificazioni, la storia della sua famiglia. In realtà, nacque a SchwabendorfNote biografiche in Joseph Roth, La tela di ragno, ed. Bompiani, Milano, 1975., località nei pressi del piccolo centro di Brody, in Galizia, alle estreme propaggini dell'Impero austro-ungarico, nei pressi di Lemberg (italiano Leopoli, polacco Lwów, ucraino L'viv), una zona con una fiorente cultura ebraica.
La madre, Maria Grübel, apparteneva ad una famiglia ebraica residente a Brody, il nonno era commerciante di tessuti, i cinque zii commerciavano in luppolo. Il padre, Nachum Roth, proveniva da un ambiente chassidico ortodosso. Al tempo del matrimonio (1892) era commerciante di cereali per una ditta di Amburgo, città dove egli si recava regolarmente. In un viaggio di ritorno, per il suo strano comportamento in treno, prima fu ricoverato in una casa di cura per malati mentali e poi, tramite dei parenti galiziani, affidato ad un rabbino "guaritore" russo-polacco, in casa del quale fu trovato da uno zio di Roth l'anno dopo. Joseph descrisse suo padre come un bell'uomo, sempre sorridente, ma del tutto incapace d'intendere e di volere.
Infanzia e adolescenza a Brody Roth più tardi raccontò che in gioventù soffrì per la miseria, anche se le fotografie dell'epoca e i racconti dei suoi parenti raccontano di una condizione decorosa, tant'è che la madre aveva una cameriera, egli prese lezioni di violino e frequentò il ginnasio.
La posizione di sua madre era precaria: non era vedova, in quanto il marito era ancora vivo, ma non in condizioni di provvedere alla famiglia. Inoltre nell'ambiente ebraico ortodosso della Galizia, la pazzia era considerata un castigo di Dio, che pesava sull'intera famiglia e peggiorava le prospettive matrimoniali dei figli. Fu per questo motivo che in casa non si parlò mai della reale sorte del padre, ma si preferì diffondere la voce che Nachum Roth si fosse impiccato.
La madre visse in modo ritirato occupandosi del proprio padre fino alla sua morte nel 1907, ma soprattutto badando all'educazione del figlio, che cresceva amato e molto protetto. Nonostante ciò, col passare degli anni, il rapporto madre-figlio divenne sempre più difficile. Nel 1922 questa si ammalò di cancro dell'utero e fu operata a Leopoli, dove il figlio poté vederla solo brevemente l'ultima volta.
Gli studi
Dal 1901, all'età di sette anni, Roth frequentò la scuola commerciale fondata a Brody da un magnate e filantropo ebreo, il barone Maurice de Hirsch. Diversamente dalle scuole ortodosse chiamate cheder, non vi si tenevano solo lezioni di religione, ma, oltre all'ebraico e allo studio della Tōrāh, si studiavano il tedesco, il polacco e materie pratiche. Le lezioni si tenevano in tedesco.Dal 1905 al 1913 Roth frequentò il Ginnasio Arciduca Rodolfo a Brody. Era un bravo studente, unico ebreo del suo anno e ottenne il diploma di maturità con la dicitura sub auspiciis imperatoris. Ai compagni di scuola dava l'impressione di essere riservato fino all'arroganza, un'impressione che si mantenne anche in seguito tra i suoi compagni all'Università di Vienna. In questo periodo si collocano i suoi primi lavori letterari (poesie).
Università a Leopoli e Vienna Dopo la maturità, nel maggio 1913, Roth si trasferì a Leopoli, dove si iscrisse all'Università. Trovò alloggio presso lo zio materno Siegmund Grübel, ma presto si crearono tensioni tra il parente commerciante e l'aspirante scrittore. Per molti anni trovò un'amicizia materna in Hélène von Szajnoda-Schenk, una signora quasi sessantenne, malaticcia ma intellettualmente vivace e molto colta, che aveva affittato un appartamento nella casa dello zio. Roth strinse anche amicizia con le cugine Resia e Paula.
A Leopoli vi erano acute tensioni, non solo tra le varie nazionalità (all'università ci furono scontri tra studenti polacchi e ruteni), ma anche all'interno del mondo ebraico fra chassidismo, haskalah ("illuminismo ebraico") e il movimento sionista che stava diventando sempre più forte. A Brody l'anno di Roth era stato l'ultimo con lezioni in tedesco e all'Università di Leopoli dal 1871 il polacco era la lingua d'insegnamento. Questa può essere la ragione per cui Roth che vedeva la sua patria letteraria nella letteratura tedesca, decise di lasciare Leopoli e di iscriversi per il semestre estivo 1914 all'Università di Vienna. Non è ben chiaro che cosa abbia studiato a Leopoli; in ogni caso già nell'autunno 1913 aveva trascorso qualche tempo a Vienna, dove prese parte all'XI Congresso Sionista (2-9 settembre).
Dopo qualche mese in una piccola stanza a Leopoldstadt, si trasferì in un appartamentino insieme a sua madre, che era fuggita a Vienna prima dei disordini dell'inizio della guerra; in seguito li raggiunse la zia Rebekka. Nei primi tempi vissero in condizioni davvero misere: Roth non aveva redditi, sua madre percepiva un piccolo sussidio per i profughi e durante l'occupazione russa della Galizia gli aiuti dello zio Siegmund potevano arrivare solo sporadicamente.
Tuttavia egli si mostrava ottimista e cominciò con slancio lo studio della letteratura tedesca. Sostenne gli esami con ottimi risultati e si fece apprezzare dai professori. In seguito giudicò in modo negativo studenti e compagni di università.Presto la sua condizione materiale migliorò, grazie a borse di studio e a qualche incarico come insegnante privato.
La prima guerra mondiale Per Roth la prima guerra mondiale fu un'esperienza traumatica, soprattutto per il conseguente crollo dell'Impero austro-ungarico. Diversamente dai più, all'inizio assunse una posizione pacifista, ma col tempo, dato che era stato valutato inabile al servizio militare, la sua posizione gli apparve vergognosa: Als der Krieg ausbrach, verlor ich meine Lektionen, allmählich, der Reihe nach. Die Rechtsanwälte rückten ein, die Frauen wurden übelgelaunt, patriotisch, zeigten eine deutliche Vorliebe für Verwundete. Ich meldete mich endlich freiwillig zum 21. Jägerbataillon. (Quando scoppiò la guerra, trascurai le mie lezioni, gradualmente, una dopo l'altra. Gli avvocati si arruolavano, le donne diventavano di cattivo umore, patriottiche, mostravano una chiara predilezione per i feriti. Alla fine mi arruolai volontario nel 21º battaglione di fanteria).An Gustav Kiepenheuer zum 50. Geburtstag, Werke in drei Bänden (1956), Bd. III, p. 835
Il 31 maggio 1916 si arruolò e il 28 agosto iniziò l'addestramento come volontario per un anno. Il 21 novembre morì l'imperatore Francesco Giuseppe. Roth fece parte del cordone di soldati lungo il percorso del corteo funebre: Die Erschütterung, die aus der Erkenntnis kam, daß ein historischer Tag eben verging, begegnete die zwiespältige Trauer um den Untergang eines Vaterlandes, das selbst zur Opposition seine Söhne erzogen hatte. (Lo choc derivante dalla consapevolezza che una giornata storica era appena trascorsa incontrò la tristezza conflittuale per il tramonto di una patria che aveva essa stessa educato i suoi figli all'opposizione).Seine k. und k. apostolische Majestät, Werke in drei Bänden (1956), Bd. III, pp. 328–329
Interpretò la morte dell'imperatore ottantaseienne come la metafora del tramonto dell'impero asburgico, tema principale di almeno due sue opere: La marcia di Radetzky e La cripta dei cappuccini.
Invece di prendere servizio con i suoi commilitoni nel 21º Reggimento di fanteria, Roth fu mandato alla 32ª divisione in Galizia. Dal 1917 fino alla fine della guerra, fu assegnato al servizio stampa nella zona di Leopoli.
Dopo il conflitto dovette interrompere gli studi universitari per procurarsi di che vivere. A Vienna trovò dapprima un alloggio presso Leopold Weiss, cognato di suo zio Norbert Grübel, poi per breve tempo andò a Brody, restando coinvolto nel ritorno negli scontri tra militari polacchi, cecoslovacchi e ucraini.
Durante il servizio militare aveva cominciato a scrivere per i giornali Der Abend e Der Friede e suoi testi in poesia e in prosa erano apparsi nella rivista Österreichs Illustrierte Zeitung. Dal mese di aprile 1919 divenne redattore del giornale Der Neue Tag, al quale collaboravano anche Alfred Polgar, Anton Kuh ed Egon Erwin Kisch.
Giornalismo a Vienna e Berlino Alla fine di aprile del 1920 il Neue Tag sospese le pubblicazioni e Roth si trasferì a Berlino, dove ebbe difficoltà con il permesso di soggiorno, poiché i suoi documenti austriaci erano poco chiari e volutamente errati.Beispielsweise hatte ein befreundeter Pfarrer ihm einen Taufschein ausgestellt, in dem als Geburtsort nicht Szwaby bei Brody (was bereits eine Fiktion war), sondern Schwaben in Ungarn erschien. (Ad esempio, un parroco amico gli aveva rilasciato un certificato di battesimo in cui compariva come luogo di nascita non Szwaby presso Brody - che già era un'invenzione - bensì Schwaben in Ungheria.).Presto comparvero suoi articoli in diversi giornali, tra cui la Neue Berliner Zeitung; dal gennaio 1921 lavorò principalmente per il Berliner Börsen-Courier.Dal gennaio 1923 lavorò per alcuni anni come corrispondente culturale per il prestigioso giornale Frankfurter Zeitung. L'inflazione in Germania e in Austria lo indusse a spostarsi spesso tra Berlino e Vienna; scrisse, oltre che per la FZ, anche per la Wiener Sonn- und Montags-Zeitung, la Neue 8- Uhr-Blatt di Vienna, il Der Tag di Vienna, il Prager Tagblatt, nonché per Pester Lloyd di lingua tedesca a Budapest. Il suo primo romanzo (La tela di ragno) fu pubblicato a puntate a Vienna sullArbeiter-Zeitung, ma rimase incompiuto.
Il rapporto con la Frankfurter Zeitung ed il responsabile della redazione culturale non fu senza attriti, ma quando Roth nel maggio del 1925 decise di andarsene a Parigi, ne divenne il corrispondente. Deluso dalla città, gli fu chiesto di scrivere una serie di reportage. Visitò l'Unione Sovietica (settembre-dicembre 1926), l'Albania e la Jugoslavia (maggio-giugno 1927), la Saargebiet (autunno 1927), la Polonia (maggio-luglio 1928) e l'Italia (ottobre-novembre 1928).
Il matrimonio e le relazioni Il 5 marzo 1922 Roth sposò a Vienna Friederike (Friedl) Reichler, conosciuta tre anni prima. Pur essendo una donna intelligente, non era adatta alla vita irrequieta e mondana al fianco di un giornalista di successo che viaggiava di frequente. Inoltre Roth dimostrò una gelosia quasi patologica.Dal 1926 erano apparsi in Friedl i primi segni di una malattia mentale, che nel 1928 divenne evidente. Friedl dapprima fu ricoverata in casa di cura, poi, con l'assistenza di un'infermiera, si stabilì per un certo tempo da un amico di Roth. La malattia provocò nello scrittore una profonda crisi. Sperava in un miracolo, si incolpava della malattia e fu in questo periodo che cominciò a bere, soprattutto Pernod e la situazione finanziaria iniziò a peggiorare.
La sistemazione di Friedl presso i genitori non portò alcun miglioramento e, poiché la malattia si trasformò in una grave apatia, fu ricoverata dal 1930 in diverse cliniche a Vienna. Nel 1935 i suoi genitori si trasferirono in Palestina e Roth chiese il divorzio. Nel 1940 Friedl Roth fu mandata a Linz, ma non c'è traccia del suo arrivo e probabilmente fu vittima del programma di eutanasia dei nazisti. L'atto di morte porta come data il 15 luglio 1940.