Il 73º Battaglione Fanteria d'Arresto "Lombardia" è stata un'unità dell'esercito italiano, erede delle tradizioni e della storia del 73º Reggimento fanteria "Lombardia", che ebbe la sua ultima sede, prima dello scioglimento, ad Arzene.
Storia La origini del reparto risalgono al 29 agosto 1859, quando con decreto venne stabilita la costituzione di due nuovi reggimenti di granatieri per dare vita alla Brigata "Granatieri di Lombardia", su 3º e 4º Reggimento, formata da elementi del 1º e del 2º Reggimento "Granatieri di Sardegna".
Il 1º dicembre 1859 venne costituito a Genova il 3º Reggimento Granatieri (Brigata Granatieri di Lombardia) su quattro battaglioni, due dei quali, il II e il IV battaglione ceduti dal 1º Reggimento "Granatieri di Sardegna", che contribuì all costituzione del nuovo reggimento anche con la 2ª e la 4ª compagnia di deposito.
Il reggimento durante le lotte risorgimentali che avrebbero portato alla costituzione del Regno d'Italia ottenne la prima delle sue ricompense alla bandiera con la Medaglia d'argento concessa con Decreto 3 ottobre 1860, per la bella condotta tenuta nell'assalto della Rocca di Spoleto del 17 settembre 1860.
Successivamente il 14 novembre 1860 il reggimento prese parte al combattimento di Mola di Gaeta.
Dopo l'annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna e subito dopo la proclamazione del Regno d'Italia, il reggimento prese parte alla lotta al brigantaggio scontrandosi, il 28 gennaio 1861, a Bauco, contro una banda di mille uomini e ottenendo la dua seconda ricompensa alla bandiera, che venne decorata di Medaglia di bronzo con Decreto 25 luglio 1861 al 2º plotone della 10ª Compagnia, per essersi distinto nell'operazione contro il brigantaggio a Durazzano nel giugno 1861.
Nel corso della Terza guerra d'indipendenza, il 24 giugno 1866 prese parte alla battaglia di Custoza, portandosi a luglio prima a Treviso e poi a Flumignano, dove venne colto dall'armistizio.
Nel 1870 il reggimento prese parte alle operazioni per la presa di Roma.
Per effetto dell'ordinamento in data 5 marzo 1871 che riordinava l'Arma di Fanteria, dal 1º aprile successivo la brigata divenne Brigata "Lombardia" ed il 3º Reggimento, assegnato alla fanteria di linea, il 1º aprile 1871 assunse la denominazione di 73º Reggimento fanteria "Brigata Lombardia" e, a seguito dello scioglimento delle brigate permanenti, con successivo decreto, il 15 ottobre dello stesso, mutò la sua denominazione il 15 ottobre dello stesso anno, in 73º Reggimento fanteria "Lombardia".
Il 1º novembre 1871, dalla sua prima sede stanziale di Messina, con il I battaglione distaccato a Milazzo, fu trasferito a Salerno, costituendo distaccamenti di compagnia a Matera, a Melfi, a Rionero, a Vallo della Lucania, a Scafati, ad Auletta e a Padula.
Nel corso del 1872 il reggimento proseguì nella campagna contro il brigantaggio in Campania. L'8 dicembre 1872 in seguito a disposizione ministeriale, il Reggimento venne trasferito a Piacenza, con il II battaglione distaccato a Pavia. Nella notte del 13 dicembre 1872, la 12ª compagnia, con un'energica e brillante azione, nei pressi di Padula, riesc' a sgominare la banda "Cappuccino" e a consegnare alla giustizia il capo banda Carbone e il suo luogotenente Retta.
Il 26 marzo 1877 il reggimento è stato impegnato in opere di salvataggio durante l'inondazione del Tanaro, in cui diede prova di abnegazione, testimoniata dalle numerose concessioni di Medaglie al Valor Civile conferite a molti militari del reparto.
Il 27 luglio dello stesso il reggimento venne trasferito ad Alessandria, con distaccamenti a Gavi e a Tortona.
Il 3 settembre 1879 il reggimento venne trasferito in Puglia, a Lecce, con distaccamenti a Taranto, a Lagonegro, a Corato e a Matera.
Dal 2 gennaio 1881, con la ricostituzione delle brigate permanenti tornò ad essere inquadrato con il 74º Reggimento fanteria, nella ricostituita Brigata "Lombardia", riprendendo la denominazione di 73º Reggimento fanteria"Lombardia". Il 23 settembre dello stesso anno la sede del reggimento venne spostata a Spoleto, con distaccamenti a Terni e a Narni.
Il 25 agosto 1884 e sino al 20 ottobre dello stesso anno, in seguito a ordine del Ministero della Guerra, inviò sei compagnie per costituire un cordone sanitario a Sarzana, in occasione dell'epidemia di colera scoppiata a La Spezia. Il 5 novembre dello stesso anno il Reggimento venne trasferito, via ordinaria, a Novara, sua nuova guarnigione.
Il 1º gennaio 1885 il Reggimento giunse a Novara; nel corso dello stesso anno, 20 agosto prese parte alle grandi manovre della Brigata "Lombardia" e il 12 settembre ricevette l'onore della rassegna da parte del Re d'Italia Umberto I.
Il 28 settembre 1887 viene destinato al presidio di Vercelli, con distaccamento a Pallanza.
Nell'agosto del 1892 il reggimento venne trasferito a Ivrea, con distaccamenti a Biella, a Cuorgnè e a Châtillon.
Nel 1895, durante la Campagna d'Eritrea il reggimento concorre alla formazione dell'VIII e del X battaglione "Adua", con 4 ufficiali e 203 militari di truppa.
Il 28 settembre 1897 il reggimento venne destinato alla guarnigione di Messina, sua prima sede, costituendo distaccamenti a Caltanissetta e a Castrogiovanni. Dal 2 al 14 maggio 1898 il Reggimento venne impegnato in servizio d'ordine pubblico durante i moti popolari di Messina e il 24 agosto dello stesso anno prese parte alle operazioni di soccorso alla popolazione colpita dal terremoto, che aveva distrutto l'abitato di Rometta.
Il 23 settembre 1901 il Reggimento venne trasferito a Bergamo, con distaccamento a Sondrio. Il 1º dicembre giunse al 73º Reggimento fanteria Angelo Roncalli futuro Papa Giovanni XXIII, ammesso al volontariato di un anno, congedatosi poi col grado di sergente il 30 novembre 1902.
Per la Campagna di Libia del 1911-12, il Reggimento invia 6 ufficiali e 667 uomini, inquadrati in varie Unità.
Nella prima guerra mondiale (1915-1918) All'entrata in guerra dell'Italia nel primo conflitto mondiale il reggimento era ordinato su tre battaglioni, ognuno con quattro compagnie fucilieri ed una sezione mitragliatrici.
La sede del Reggimento in tempo di pace era ad Alba, i distretti di reclutamento erano Avellino, Ferrara, Foggia, Lecco, Padova, Palermo, Pesaro, Piacenza, Rovigo, Taranto, Treviso. Furono più di 10000, i soldati morti, ferriti e dispersi durante la prima guerra mondiale.BRIGATA LOMBARDIA 73º e 74º Fanteria.
All'entrata in guerra dell'Italia contro l'Impero austro-ungarico il Reggimento era schierato nei pressi di Udine, assieme alla Brigata di cui faceva parte, varcando il 24 maggio 1915, nella notte, il confine e avanzando verso la testa di ponte di Gorizia. Il 29 maggio venne a contatto col nemico e nell'estate del 1915 prese parte alla prima e alla seconda battaglia dell'Isonzo.
Nel mese di ottobre, dopo un breve periodo di riposo, rientrò in linea nel settore di Oslavia attaccandone le alture, partecipando, tra il 18 ottobre e il 4 novembre 1915 alla terza battaglia dell'Isonzo.
Il 23 gennaio 1916, dopo un ulteriore periodo di riposo, la Brigata "Lombardia" venne impiegata sul Sabotino. Il 15 maggio, all'inizio dell'offensiva austriaca in Trentino, la Brigata fu inviata sull'altopiano di Asiago.
Nei primi giorni del mese di luglio, per ripristinare le perdite subite, scese a riposo nei pressi di Vicenza. Il 2 agosto venne destinato al fronte dell'Isonzo, giungendo a Cervignano e da qui inviato alle pendici meridionali del Monte San Michele, prendendo parte a partire dal 6 agosto alla Battaglia di Gorizia. Il 9 agosto attaccò in direzione del Vipacco, che raggiunse dopo tenace combattimento col nemico, catturando circa 600 prigionieri e molto materiale e, proseguendo l'avanzata fra poderosi trinceramenti, il 10 agosto occupò Rubbia. Il 12 agosto al comando del Colonnello Filippo Martinengo il 73º Reggimento, spinto all'attacco delle trincee sulle alture di quota 212 del Nad Logem, costrinse alla resa il battaglione nemico che le difendeva. L'anniversario della conquista del Nad Logen del 12 agosto 1916 da allora è il giorno della festa del Reggimento.
Il 14 settembre il Reggimento fu presente alla Settima battaglia dell'Isonzo (14-18 settembre) e il 31 ottobre, alla ripresa dell'offensiva della Nona battaglia dell'Isonzo (31 ottobre - 4 novembre) si lanciò impetuosamente contro le posizioni del Pecinca, conquistandole e mantenendole poi con saldezza ai ritorni offensivi del nemico. Il 2 novembre, con un nuovo sbalzo, si rafforzò sul costone sud-occidentale del Dosso Faiti: durante l'azione oltre 1000 prigionieri e abbondante materiale restano nelle mani italiane; le perdite, però, furono ingenti: insieme al gemello 74°, si ebbero 1400 uomini fuori combattimento, dei quali 32 ufficiali. Per le magnifiche prove di valore, riconosciute persino dall'avversario, i due Reggimenti meritarono la concessione della più alta onorificenza al valor militare, la Medaglia d'oro, concessa con Decreto 28 dicembre 1916.
Il 21 maggio 1917 il Reggimento era presente nel settore di Castagnevizza: nei combattimenti che seguirono la Brigata "Lombardia" ebbe 2900 uomini fuori combattimento, di cui 78 ufficiali. Il 19 agosto, dopo un turno di riposo a Castelfranco Veneto, ritornò in linea nel settore del Faiti, all'inizio dell'Undicesima battaglia dell'Isonzo (17 agosto - 12 settembre), assaltando, sino al 25 agosto, le antistanti posizioni nemiche, perdendo nella lotta oltre 1200 uomini di truppa e 61 ufficiali. Alla fine di agosto venne sostituito in trincea per essere riordinato e, successivamente, rinviato in trincea a Monfalcone.
Il 19 ottobre venne trasferito a Codroipo a riposo, dove venne colto dall'avanzata austriaca successiva alla disfatta di Caporetto, in conseguenza della quale il 29 ottobre, il Reggimento venne trasferito per Spilimbergo, Pinzano e Forgaria sulle alture di riva destra del Tagliamento. Il 2 novembre, avendo il nemico forzato il Ponte di Cornino, difeso da altri reparti, la Brigata "Lombardia" ne sostenne l'urto nei pressi di San Rocco di Forgaria, ritardandone l'avanzata. Il 6 novembre sostenne un altro combattimento, per evitare l'accerchiamento da parte del nemico, ma, ridotta per le ingenti perdite a poco più di due battaglioni, non riuscì a disimpegnarsi e fu costretta a cedere, tranne alcuni reparti, che riuscirono a ripiegare in direzione di Conegliano. Nel mese di dicembre la Brigata "Lombardia" venne ricostituita, prima nei pressi di Padova e poi di Treviso.
Il 29 gennaio 1918 la Brigata "Lombardia" fu trasferita nel settore orientale del Grappa. Il 17 giugno, mentre era in corso la battaglia del Piave (15 - 24 giugno), si portò sul Montello, entrando in azione il 19 giugno, concorrendo con energici contrattacchi a ricacciare il nemico che, nel pomeriggio del 23 giugno, iniziò il ripiegamento. Successivamente, dalla zona del Montello, dove rimase fino a luglio, ritornò sul Monte Grappa, rimanendovi sino alla battaglia di Vittorio Veneto alla quale prese parte al comando dal colonnello Enrico Lettel (1868-1923) sotto gli ordini del Brigadier Generale Marcello De Luca, comandante della Brigata "Lombardia", concorrendo attivamente all'inseguimento del nemico.
Alla guida del Reggimento nel corso del conflitto si sono avvicendati i seguenti comandanti: Colonnello Angelo Como Dagna Sabino, dal 24 maggio al 23 luglio 1915; Tenente colonnello Venanzio Magrini, dal 24 luglio al 30 novembre 1915; Colonnello Filippo Martinengo, dal 1º dicembre 1915 al 21 luglio 1917; Tenente colonnello Giuseppe Cussino, dal 25 luglio al 4 novembre 1917; Tenente colonnello Eugenio Biancotti, dal 30 novembre 1917 al 10 maggio 1918; Colonnello Enrico Lettel, dal 30 giugno 1918 al termine della guerra.