Dysodiopsis tagetoides Rydb., 1915 è una specie di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Tageteae e sottotribù Pectidinae. È l'unica specie del genere Dysodiopsis Rydb., 1915.

Etimologia Il nome generico (Dysodiopsis) deriva dal nome del genere botanico Dyssodia e la parola greca "-opsis" (= simile a...). L'epiteto specifico (tagetoides) deriva dal genere botanico Tagetes e dalla parola greca "-oides" (= come qualcos'altro, una certa somiglianza).

Il nome scientifico della specie è stato definito dal botanico Per Axel Rydberg (1860-1931) nella pubblicazione " North American Flora. New York Botanical Garden" (N. Amer. Fl. 34(2): 171) del 1915. Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.

Descrizione Portamento. La specie di questa voce ha un habitus erbaceo annuale o perenne. Questa pianta è più o meno aromatica...

Fusto. La parte aerea è eretta, semplice o ramosa nella parte distale. Altezza media: 40–80 cm.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto (alterno nella parte distale). La lamina ha una forma intera con contorni da lineari a lanceolati e margini grossolanamente dentati. La superficie può essere ricoperta da ghiandole pustolose o pellucide (ghiandole ricoperte da una membrana trasparente). Dimensioni delle foglie: 40–90 × 2–6 mm.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da alcuni capolini terminali o raccolti in aperte pannocchie. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino peduncolato di tipo radiato. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a spirale, composto da 10-12 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee, persistenti, connate tra di loro e ghiandolose, sono disposte in modo più o meno embricato su 2 serie. Può essere presente un calice esterno (ossia 5-8 brattee esterne alla base dell'involucro). Il ricettacolo, con forme da piatte a convesse e setoloso, è usualmente privo di pagliette ("epaleato"). Diametro degli involucri: 5–8 mm. Lunghezza dei peduncoli: 30–50 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in: fiori del raggio (esterni): da 7 a 12, sono femminili, fertili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa). fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 20 a 40) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.

Formula fiorale: */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio.

Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame. Corolla: fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è biloba, di colore per lo più giallo o giallo-verdastro. fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5; il colore di solito è giallo; le corolle sono da sparsamente a moderatamente ricoperte di tricomi ghiandolari.

Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate. Le appendici delle antere hanno forme lanceolate. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25-40 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti). Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno forme acute. Le appendici sono acuminate e vascolarizzate. Le superfici stigmatiche sono strette o ampie e sempre parallele e mai confluiscono agli apici.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma obpiramidale. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato. Il pappo, persistente, è formato da 10-12 scaglie disposte su 2 righe. In alcuni casi le scaglie all'apice sono trifide. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.

Biologia Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne). Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra). Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat La specie di questa voce è distribuita negli USA (Oklahoma e Texas). Fioritura in tarda primavera-estate. L'habitat tipico sono gli affioramenti calcarei e terreni derivati a quote variabili tra 100–700 m.

Tassonomia La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre specie distribuite in generi. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.

Filogenesi Il genere di questa voce fa parte della sottotribù Pectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribù Heliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae. La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.

Nell'ambito della sottotribù il genere Dysodiopsis si colloca all’interno di un gruppo più ampio che include diversi generi come Adenophyllum, Thymophylla, Comaclinium, Boeberoides, Dyssodia e Gymnolaena; tutti questi generi insieme formano il "core" delle Pectidinae. Questo clade è caratterizzato da un numero cromosomico base di x = 13. In particolare Dysodiopsis tagetoides è strettamente imparentata con i generi Thymophylla e Strotheria (la specie di questa voce è sorella dei due generi citati). Tradizionalmente Dysodiopsis tagetoides era inclusa nel genere Dyssodia.

I caratteri distintivi della specie sono: l calice alla base dell'involucro è formato da 5 o più brattee setolose. la lamina delle foglie ha una forma lineare. gli apici degli stigmi sono deltati con appendici strettamente cilindriche.

Il numero cromosomico della specie Dysodiopsis tagetoides è: 2n = 26.

Sinonimi Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità: Dyssodia tagetoides Torr. & A.Gray Hymenatherum tagetoides A.Gray Thymophylla tagetoides Small

Note

Bibliografia

Voci correlate Generi di Asteraceae

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Collegamenti esterni Dysodiopsis tagetoides Royal Botanic Gardens KEW - Database Dysodiopsis Royal Botanic Gardens KEW - Database

Categoria:Asteroideae Categoria:Taxa descritti nel 1915