Lo chiamavano Trinità... è un film del 1970 scritto e diretto da E.B. Clucher.
La pellicola è un western all'italiana in versione commedia.
È considerato un "classico" del cinema italiano, sia per gli amanti del genere commedia sia di quello western, anche se si tratta principalmente di una sobria e divertente parodia dei più cruenti spaghetti westernDefinito anche come l'iniziatore dei "Fagioli Western" (Alberto Castagna & Maurizio C. Graziosi. Il western all'italiana. Motta, 2005. ISBN 88-7179-477-X), nata sulla loro proficua scia degli anni sessanta e settanta, di cui ricalca fedelmente lo stile, in cui le consuete sparatorie vengono sostituite dalle scazzottate della coppia Bud Spencer e Terence Hill, vero e proprio "marchio di fabbrica", che hanno reso famose nei loro svariati film.
Il sequel del film, dal titolo ...continuavano a chiamarlo Trinità e diretto dallo stesso regista, è uscito un anno dopo.
In un'intervista lo sceneggiatore e regista E.B. Clucher (pseudonimo di Enzo Barboni) disse che il nome del personaggio Trinità era nato per caso mentre stava cercando sulla Bibbia una preghiera da far dire ai mormoni del film.
Trama Far West. Trinità, pistolero abilissimo, pigro e sciatto, vaga nel deserto sdraiato su una treggia trainata dal suo cavallo. Giunto in una locanda, divora un'intera padella di fagioli e affronta due cacciatori di taglie ai quali sottrae un presunto assassino messicano ferito a un braccio. Continuando il suo viaggio, giunge in un paese dove trova suo fratello, corpulento e burbero ladro di cavalli chiamato Bambino, nelle insolite vesti di sceriffo.
Bambino si trova alle prese con tre uomini armati che gli impongono di liberare di prigione un loro amico, colpevole di aver violentato una donna, moglie del giudice che lo dovrà processare. Controvoglia, accetta lo scontro a fuoco ed uccide i tre mostrando la sua destrezza con la pistola tra il disappunto del maggiore Harriman, spietato allevatore locale.
Dopo lo scontro, Trinità segue il fratello nel suo ufficio e gli chiede di aiutarlo ad estrarre la pallottola ancora conficcata nel braccio del messicano. Quest'ultimo, come anestesia, viene fatto ubriacare, quindi gli viene estratta la pallottola, viene medicato e infine messo in prigione. Una volta soli, Bambino racconta al fratello di essere da poco evaso, di aver incontrato il vero sceriffo del paese lungo il viaggio e, credendosi inseguito, di averlo azzoppato e derubato della stella. Continua il suo racconto dicendo che si è spacciato per il nuovo sceriffo del paese in attesa dell'arrivo dei suoi complici, Faina e il Timido, con i quali ha intenzione di recarsi in California per compiere nuovi furti di bestiame. Chiude infine il suo monologo manifestando a Trinità di non essere affatto contento del suo arrivo, conoscendo le sue doti di guastafeste.
Subito dopo entra in ufficio Jonathan Swift, il segretario tuttofare dello sceriffo, che lo informa che nel saloon gli uomini del maggiore hanno aggredito per l'ennesima volta due membri di una pacifica comunità di mormoni insediatisi nella zona. Bambino si reca al saloon per intimare a muso duro ad Harriman e ai suoi uomini di lasciare in pace gli agricoltori.
Tornati in ufficio, Bambino spiega a Trinità che lo spregevole maggiore vorrebbe cacciare i mormoni dal loro ricco pascolo per impossessarsene e farvi prosperare la sua mandria di cavalli. Bambino prova a convincere Trinità a dargli una mano ma quest'ultimo, per pigrizia, rifiuta.
Nonostante l'avvertimento dello sceriffo, il maggiore fa visita alla comunità dei mormoni minacciando il loro capo, Tobia, e facendo danneggiare dai suoi uomini una casa in costruzione.
Più tardi in paese un altro mormone, accompagnato da due ragazze della comunità, Sarah e Giuditta, viene malmenato da due uomini di Harriman. Trinità interviene in sua difesa, pesta sonoramente i due prepotenti scagnozzi del maggiore e ne ferisce altri due con la pistola.
Quando Bambino viene a sapere dell'accaduto, s'infuria e cerca di cacciarlo dal paese ma poi, sotto ricatto, è costretto a nominarlo vicesceriffo. Forte della carica appena ricevuta, il giovane pistolero si mette nuovamente contro gli uomini del maggiore, provocandoli. Avvertito da Jonathan Bambino interviene in aiuto del fratello. Scoppia una scazzottata dalla quale Bambino esce facilmente vincitore.
Il giorno seguente i due fratelli fanno visita agli agricoltori mormoni. Tobia li invita a pranzo ma, prima che comincino a mangiare, vengono bruscamente interrotti dal bandito messicano Mezcal e dalla sua banda di rozzi fuorilegge. Essi sono soliti aggredire la pacifica comunità per schernirli e per estorcere pasti gratis. Quando viene a sapere che i mormoni non hanno del vino da bere, Mezcal si infuria e comincia a schiaffeggiarli uno dopo l'altro. Arriva il turno di Bambino, scambiato da Mezcal per un mormone: lo schiaffeggia senza che Bambino se ne dia minimamente per inteso e viene steso da quest'ultimo con due poderosi schiaffoni. Mezcal, tramortito, se ne va con la sua banda e con la coda fra le gambe.
Per liberarsi dello sceriffo e del suo vice, Harriman recluta due pistoleri professionisti. Trinità li incontra nell'emporio di proprietà del maggiore e, a suon di pistolettate, li costringe a fuggire in mutande. Harriman, furioso, minaccia i due fratelli di future conseguenze. Come se non bastasse, Bambino viene a sapere che il vero sceriffo del paese è sulle sue tracce. Preoccupato dei guai all'orizzonte e stanco del fratello attaccabrighe, Bambino lo costringe a lasciare il paese.
Trinità si reca dai mormoni e decide di rimanere con loro, invaghito di Sarah e Giuditta. Qui viene a sapere che il maggiore intende allearsi con la banda di Mezcal per liberarsi degli agricoltori. Presso la comunità arrivano, stanchi per il viaggio, Faina e il Timido, i complici di Bambino. Anch'essi hanno incontrato lungo il viaggio il vero sceriffo del paese e hanno finito con l'azzoppargli anche l'altra gamba.
Trinità accompagna i due nuovi arrivati da Bambino: gli chiede di aiutare gli agricoltori e gli promette che si toglierà per sempre di torno stabilendosi presso di loro.
In vista dell'attacco, Trinità, Bambino, Faina e il Timido addestrano i mormoni a difendersi senza l'uso di armi da fuoco. Durante gli addestramenti Emiliano, un uomo di Mezcal, nascosto tra le colline, viene scoperto a spiare e viene catturato: con la pistola puntata dentro a una narice, egli confessa che Harriman ha promesso ai banditi messicani venti dei suoi cavalli in cambio dell'aiuto a far sgomberare i mormoni. Bambino e i suoi complici, travestiti da messicani e spacciandosi per quelli che devono prendere i venti cavalli, rubano in realtà l'intera mandria del maggiore nascondendola fra il bestiame dei mormoni.
Il giorno dell'attacco il maggiore e Mezcal, con i rispettivi uomini, vanno dai mormoni con cattive intenzioni. Con un abile stratagemma, Bambino e Trinità li disarmano: lo scontro si trasforma in una colossale scazzottata che vede vincitori Trinità, Bambino con la sua banda e gli agricoltori.
Una volta sconfitti gli aggressori, Bambino, Faina e il Timido recuperano i cavalli rubati al maggiore ma scoprono che, con il consenso di Trinità, i mormoni li hanno marchiati divenendone i proprietari. Furibondo, Bambino si allontana con i suoi complici risparmiando la vita di Trinità, rimasto con i mormoni, solo per il legame di sangue che li lega, sebbene egli cominci a nutrire qualche dubbio.
Tobia tiene il discorso di benvenuto per il nuovo membro della comunità. Ma il giovane pistolero, udito che lo attendono la circoncisione e una vita di duro lavoro, preghiera e sacrifici, cambia rapidamente idea. Trinità scappa via e raggiunge il fratello e la sua banda, diretti in California. Bambino gli intima di andarsene indicandogli di prendere la direzione diametralmente opposta alla sua. Poco dopo Trinità, rimasto solo, viene raggiunto da un uomo con una stella sul petto e due stampelle: è il vero sceriffo del paese, a caccia di Bambino e della sua banda. Trinità, dopo avergli indicato la via che ha intrapreso Bambino, si sdraia sulla sua treggia e, disubbidendo al fratello, si mette anch'egli in viaggio verso la California.
Personaggi Trinità (Terence Hill): da una parte incarna il pistolero veloce (definito "la mano destra del diavolo"), dall'altro ridicolizza questa figura mostrandosi come un giovane pigro e svogliato tanto da farsi trascinare tutto il tempo su una slitta trainata dal suo cavallo. Nel film spara poche volte preferendo come arma l'astuzia per sfruttare il fratello Bambino, per raggiungere i suoi scopi dimostrando però anche affetto fraterno quando serve. È un tipo provocatore che si appiglia a ogni pretesto per scatenare risse e soddisfare il "prurito" alle mani che gli viene quando vede un abile pistolero. All'inizio non vorrà saperne di trattenersi in paese ma, dopo aver visto le ragazze mormoni ed essersene innamorato, decide di restare e aiutarle contro la spregevolezza del Maggiore Harriman e la prepotenza del ladrone Mezcal. Bambino (Bud Spencer): fratello maggiore di Trinità, è ladro di cavalli per professione nonché abile pistolero, viene definito "la mano sinistra del diavolo" (in quanto mancino). Caratterialmente, Bambino utilizza modi rozzi e si spazientisce facilmente pur evidenziando delle caratteristiche da "bonaccione". Scappato dal carcere di Yuma, forma una piccola banda composta dal Timido e Faina separandosi da loro durante l'inseguimento da parte dei Rangers. Dopo aver azzoppato e depredato uno sceriffo si stabilisce in città usurpandone il posto nell'attesa dei suoi uomini per razziare la mandria di cavalli ancora da marchiare del Maggiore Harriman. Con l'arrivo del fratello Trinità in paese cerca in un primo momento di convincerlo a rimanere per aiutarlo nel suo piano, ma, quando questi assume un atteggiamento provocatorio nei confronti del Maggiore, per paura di attirare l'attenzione dei Ranger tenta in seguito (fallendo) di mandarlo via. Jonathan Swift (Steffen Zacharias): è l'aiutante dello sceriffo. Detesta Trinità, che provoca solo guai, e si occupa delle celle, della cucina e dell'igiene generale, concedendo a Trinità un bagno dopo mesi (è dallo straripamento del Pecos che non vedevo tanto sudiciume è il suo commento all'acqua della tinozza in cui si lava Trinità). Si dimostra divertito nel vedere i mormoni subire le angherie degli uomini del Maggiore e più avanti si mostrerà anche opportunista quando, scoperta la vera identità di Bambino, tenterà di averne un guadagno personale. Tobia (Dan Sturkie): è il capo e la guida della comunità dei mormoni, ed è un uomo che conduce la sua vita all'insegna della povertà, del lavoro e della preghiera. Dopo essere stato raggiunto dai suoi "fratelli" tenta di costruire una casa e allevare del bestiame, ostacolato però dalle angherie degli uomini del diabolico Maggiore Harriman. Ripudia la violenza e segue solo ciò che è indicato nelle sacre scritture, e per questo è vittima anche dei ladroni messicani. Nonostante questi abusi continui da ambo le parti, continua a incitare i fratelli a porgere sempre l'altra guancia e a pregare, come lui stesso fa in più occasioni. Trinità, una volta entrato a far parte della comunità, tenterà di convincere Tobia e gli altri a difendersi con le armi. Al massimo essi gli concederanno l'insegnamento della difesa con le mani. Si dimostra un opportunista quando si appropria dei cavalli del Maggiore marchiandoli. Sarah e Giuditta (Gisela Hahn ed Elena Pedemonte): sono le due fanciulle mormoni che si innamorano di Trinità e lo convincono a unirsi a loro per difenderli dallo spregevole Maggiore Harriman. La loro religione ammette la poligamia e pertanto tutte e due hanno intenzione di sposarsi con il cowboy il quale, dopo aver capito che tipo di vita lo attende, scappa via.