Alassio (AFI: , ; in ligure, Ar̂asce in alassinoLa erre nella parola ligure alassino "arasce" non ha una rappresentazione grafica accettata da tutti i linguisti, alcune grafie riportano questa "r" come una r circonflessa, mentre altre si limitano ad aggiungere due parentesi intorno alla r, che uscirebbe: A(r)àsce; altri ancora usano una r capovolta verticalmente.

Altre fonti ancora utilizzano una r obliqua, che viene rappresentata così: r.; Aràsci in dialetto genovese; A"assce ò A(r)àsce in albenganese; Rasce in finalese; Arōscie in ormeasco Roche in francese desueto"Roche" è un toponimo antico usato in una mappa geografica in lingua francese del XVII secolo, al giorno d'oggi la lingua francese usa semplicemente il toponimo italiano Alassio.; vedi sotto per le denominazioni arcaiche) è un comune italiano di abitanti della provincia di Savona in Liguria, il settimo della provincia per numero di abitanti.

Confina a nord con i comuni di Villanova d'Albenga e Albenga, a sud con Andora e Laigueglia, a ovest con Villanova d'Albenga e Andora e a est è bagnato dal mar Ligure.

Alassio è una rinomata località turistica invernale e una meta balneare molto popolare, nota per la sua spiaggia bassa e sabbiosa che si estende in un'ampia curva dagli scogli del Capo di Santa Croce fino a Capo Mele. La città presenta una conformazione allungata, situata tra le pendici montuose e il mare. Negli ultimi anni, è stata realizzata una piacevole passeggiata lungo il mare, insieme a una strada che corre parallela alla più antica via interna. Sui colli circostanti, coperti di oliveti e vigneti, si ergono numerose ville, per lo più di proprietà di cittadini inglesi, i quali hanno sempre mostrato un particolare affetto per la città, formando un'importante comunità locale. Caratterizzata da un clima davvero favorevole, è protetta da una continua catena montuosa che la difende dai venti freddi provenienti da nord, che favorisce il clima mite anche in inverno.

Nel corso degli ultimi cinquant'anni, l'economia di Alassio ha subito una radicale metamorfosi. La pesca rimane l'unica attività tradizionale ancora in uso, mentre la navigazione e il commercio marittimo, che avevano conferito alla città un'importanza significativa tra le località liguri nei secoli XVI-XVIII, sono ormai in declino. Attualmente, l'unico settore industriale attivo è quello legato al turismo, il che ha portato Alassio a trasformarsi in una città moderna, caratterizzata da alberghi, lungomare, giardini e spazi di socializzazione.

Geografia fisica Per comprendere appieno il contesto climatico di Alassio, è importante considerare la conformazione geografica della regione circostante. Questa ha un'influenza diretta sul clima locale, un fattore chiave per capire il successo turistico della città nel secolo scorso.

Territorio

Il territorio di Alassio, situato nel nord-ovest d'Italia, è caratterizzato da condizioni climatiche mediterranee che influenzano significativamente la vegetazione circostante. Le aree circostanti alla città ospitano ampie praterie domincaceae e dagli arbusti, riflettendo l'impronta della flora mediterranea. La climatologia della regione favorisce la formazione di essi.

Il litorale di Alassio, situato tra Porto Salvo e Capo Vadino, è caratterizzato da una divisione naturale presso il Capo di Santa Croce, che separa la zona in due tratti distinti: uno a ovest, fino a Capo Mele, e uno a est, sotto l'influenza del torrente Centa. La parte occidentale è la più notevole per la presenza di un'estesa spiaggia di sabbia fine calcareo-silicea che si estende per circa 3000 metri, favorita dalla protezione naturale offerta dal Capo Mele e da un'orientazione costiera che la ripara dai venti prevalenti, contribuendo alla stabilità dell'arenile. Questa area riceve apporti da otto corsi d'acqua, benché il più lungo non superi i tre chilometri e mezzo, indicando che l'apporto di materiali da questi torrenti è limitato.

Colline Nella zona occidentale di Alassio, che si estende dai confini con il territorio di Laigueglia fino alla strada di San Bernardo - Crocetta e al versante occidentale dell'abitato di Moglio, si possono osservare diverse caratteristiche ambientali.

A quote più basse, in particolare lungo la strada inferiore della regione Serre e tra l'ex Villa Cortese e la quota 200, si trova un'ampia area di pini danneggiati e diradati a causa di incendi boschivi recenti. Vicino al Rio Pian della Casa, si possono trovare piccole aree coltivate e oliveti. Nella località di San Nicola, oltre il percorso della strada comunale che va dal campo sportivo a San Bernardo, si trova una zona collinare con oliveti ben tenuti e altre coltivazioni. Gli oliveti si estendono anche alle quote tra i 100 e i 120 metri, tra il Rio Caudi e il Rio Limbo inferiore. La zona compresa tra il Rio Serre, la strada di San Bernardo e il Rio Giancardino è prevalentemente boscosa, con presenze sparse di pini, roveri e altre latifoglie, oltre a un sottobosco fitto e difficile da attraversare.

I sentieri sono stati inghiottiti dalla crescita incontrollata di sterpi, cespugli e rovi. A quote superiori rispetto alla strada comunale, tra il Rio Serre e la località San Bernardo, si trova una zona boschiva simile a quella a quote inferiori, ma con una maggiore presenza di conifere. Anche lo stato del sottobosco è simile. Tra i rivi inferiore e superiore di San Bernardo, a quote comprese tra i 150 e i 200 metri, si estende un'ampia zona con residue attività agricole, olivi e alberi da frutto, che si riduce man mano scendendo e termina alla fine del Ro Schifi.

La regione delimitata dalla provinciale Moglio-Testico a settentrione, l'abitato di Moglio ad oriente, la linea di quota 150 a meridione e la strada di Costa Lupara ad occidente, conserva ancora terreni oliveti e singolari alberi fruttiferi. Tra la quota 150 e il Rio Barbona, si estendono terreni erbosi e rari esemplari di pini. A sud della località di Moglio, nella pittoresca Sottochiesa, si scorgono frammenti di terreni destinati alla coltivazione, prevalentemente oliveti.

Tra le vette del comune c'è il monte Tirasso (o Tirazzo). (587 metri), dove è ubicato il santuario di Nostra Signora della Guardia, il monte Pisciavino, la vetta più alta del golfo alassino con i suoi 597 metri sopra il livello del mare, e infine il monte Bignone, che fa parte del territorio ingauno ma è comunque visibile dalla città. Senza dubbio il monte Bignone è il rilievo più suggestivo da vedere per via delle rocce e dei sentieri infiniti, che arrivano fino alla sua vetta a 523 metri; è inoltre l'ultimo punto di Alassio che il sole raggiunge durante il tramonto.

Spiagge Il litorale di Alassio si estende per circa 3700 metri lungo la costa, con una pendenza molto lieve. La profondità della zona costiera varia a seconda della specifica località presa in considerazione.

La composizione della sabbia delle spiagge di Alassio è principalmente costituita da quarzo e silicati, che rappresentano circa il 76% del materiale. La restante parte è composta principalmente da componenti calcarei. È da notare che la conformazione della spiaggia è caratterizzata da una bassa altitudine, un tratto distintivo che è relativamente raro lungo la Riviera.

Il contenuto di polvere è estremamente limitato, e l'analisi granulometrica dell'intero strato sabbioso evidenzia una prevalenza (75,61%) di granuli dal diametro di 0,177 millimetri.

Le principali fonti di sedimentazione per la spiaggia includono non solo i detriti fluviali locali ma anche i contributi provenienti dal litorale di Laigueglia, influenzati a loro volta dalle alluvioni del fiume Merula, dalla corrosione delle rocce marine e dalle movimentazioni terrestri in prossimità del Capo Mele. Tuttavia, studi hanno evidenziato un esaurimento dell'apporto erosivo dalle rocce, a causa della livellazione dei banchi di arenarie che precedentemente contribuivano al rifornimento sedimentario. Ulteriori limitazioni agli apporti di sabbia derivano dalla costruzione del porto di Andora e dalla sistemazione dell'alveo del Merula, che hanno rispettivamente intrappolato e ridotto il trasporto solido di sabbie verso Alassio.

Inoltre, il colore della spiaggia di Alassio grigio bianca, è particolarmente fine, è priva di polveri ed è ricca di iodio.

L'orografia peculiare delle spiagge di Alassio ha favorito la formazione di numerosi stabilimenti balneari, tra i quali alcuni di alto livello. Questi stabilimenti negli ultimi anni, a causa del caro vita, hanno stabilito tariffe che possono raggiungere anche i 300 euro per l'accesso e l'uso delle loro strutture.Al largo della costa di Alassio, in direzione di Capo Mele e nelle acque vicine all'isola della Gallinara, è possibile avvistare delfini e, talvolta, balene. Questo luogo è chiamato "Santuario dei Cetacei", che si estende anche per la Francia.

In questa zona è possibile avvistare altri mammiferi marini, tra questi, spicca la presenza della balenottera comune, il secondo animale più grande mai esistito sulla terra. Oltre alla balenottera comune, sono presenti altre specie come il capodoglio, lo zifio, il globicefalo, il grampo, il tursiope, la stenella striata e il delfino comune.

Anche esemplari di tartarughe sono state trovate a nuotare nella baia di Alassio.

Clima Il clima di Alassio presenta una certa differenziazione tra la costa e le colline circostanti. Sulle vette del Colle di Vegliasco e del Tirasso, occasionalmente durante l'inverno, si possono verificare nevicate. Tuttavia, a valle, nel centro di Alassio e di Laigueglia, la neve è un evento raro, limitandosi a sporadici nevischi temporaleschi.

In generale, il clima di Alassio è mite e caldo, anche in inverno. Le temperature raramente scendono sotto lo zero e, anche nelle giornate più fredde, il sole è spesso presente. La sua presenza stabilizza le temperature, conferendo all'inverno un carattere quasi primaverile.

Un fattore determinante per la mitezza del clima alassino, sia in estate che in inverno, è la presenza di una "cintura" di colline che circonda la città. Queste colline proteggono Alassio dai venti freddi provenienti da nord, contribuendo a creare un microclima particolarmente favorevole.

Grazie al suo clima mite, già nell'Ottocento Alassio si è affermata come una rinomata stazione curativa e termale, attrattiva per un gran numero di visitatori. La salubrità dell'aria ha contribuito ulteriormente alla sua popolarità come meta di benessere e cura.

Ad Alassio, la tipologia di vento più comune è quella dello scirocco, proveniente da sud-est.

Origini del nome Alassio, nota per la prima volta nel 1123 come Alaxe, riflette la pronuncia locale Ar̂aše (o Ar̂asce) e illustra un caratteristico tratto dei dialetti liguri: la rotacizzazione della "l". Il nome ha subito variazioni lessicali nel corso dei secoli, evidenziando alterazioni come Adalaxia e Alaxia, che sembrano derivare dal nome "Adelasia". D'altro canto, varianti come Arasi o Aracci suggeriscono una commistione fonetica tra la "erre" ligure e la "elle". Questo fenomeno ha indotto cartografi e redattori di documenti a confondere i suoni, interpretando il toponimo ligure come "arasce" o "arasci" e modificando le consonanti "erre" ed "elle" a vicenda.

Una delle ipotesi sull'origine del toponimo "Alassio" si ricollega a una figura leggendaria chiamata Adelasia (o Alassia), la cui storia è strettamente associata alla località.

La denominazione potrebbe originare dal nome femminile Adalaxia o Alaxia, derivazioni del nome longobardo Adalahais, antecedente del nome Adelaide. Tali varianti comparivano già come cognomi o toponimi nei documenti degli XI e XII secolo, ad esempio Gandulfus de Adalaxia.