Duamutef è una divinità egizia legata al rito funebre e uno dei quattro Figli di Horo. Il nome significa "colui che adora sua madre"; nel gruppo proteggeva lo stomaco del defunto, era associato all'est ed era posto sotto la protezione della dea Neith.

Duamutef era raffigurato soprattutto come un uomo avvolto nelle bende funerarie e con testa di sciacallo; in alcune immagini, però, tutti i Figli di Horo hanno testa umana.; Compariva sui vasi canopi, negli amuleti e nella decorazione delle mummie, sempre con funzione protettiva.

Nome e iconografia

Tra i quattro Figli di Horo, Duamutef si distingueva per la testa di sciacallo, mentre Imsety aveva testa umana, Hapi testa di babbuino e Qebehsenuf testa di falco. Lo schema non era però invariabile: nella tomba di Ay tutti e quattro gli dèi hanno testa umana; nel Nuovo Regno le teste animali di Hapi, Duamutef e Qebehsenuf, pur frequenti, non erano obbligatorie. Anche nel Medio Regno il vaso canopo affidato a Duamutef poteva presentare un coperchio umano, venendo identificato dall'iscrizione che riportava i nomi del dio e di Neith.

Benché i Figli di Horo fossero spesso raffigurati insieme, Duamutef poteva comparire anche da solo nei cortei divini, sui vasi canopi, negli amuleti e nella decorazione delle mummie; era dipinto, modellato come statuetta funeraria oppure applicato alle bende, proteggendo il corpo e gli organi del defunto.;

Origini e sviluppo Nei Testi delle piramidi di Teti e Pepi I, Duamutef è già nominato insieme a Hapi, Imsety e Qebehsenuf. La formula 157 dei Testi dei sarcofagi presenta i quattro dèi come figli di Horo il Vecchio e di Iside, mentre la formula 522 definisce Duamutef figlio di Horo senza precisare quale forma del dio sia indicata; ricordandone l'omaggio a Iside e collegando il nome a tale gesto, il testo gli ordina inoltre di avvicinarsi al defunto, ricomporlo e non abbandonarlo.;

Non è certo se i quattro Figli di Horo siano nati come gruppo oppure siano stati riuniti dopo una fase in cui erano venerati separatamente; alcuni elementi potrebbero indicare un culto proprio di Duamutef, ma non bastano a dimostrarne l'esistenza. Duamutef compare comunque soprattutto insieme agli altri tre dèi.

Funzioni protettive

Durante la mummificazione, i quattro Figli di Horo proteggevano i vasi canopi destinati agli organi interni del defunto; a Duamutef spettava lo stomaco, sul quale continuava a vegliare anche quando non veniva deposto nel recipiente. Nei Testi delle piramidi il gruppo assiste il re morto, allontanando fame e sete nel testo di Teti, procurando invece un'imbarcazione e un cammino a Pepi I; nei Testi dei sarcofagi Duamutef deve avvicinarsi al defunto, ricomporlo e restargli accanto.;

In alcune scene funerarie Duamutef compare accanto ad Anubi, svolgendo però un compito diverso: il primo protegge gli organi interni, il secondo è legato all'imbalsamazione del corpo. Durante la XXI dinastia gli organi potevano essere bendati separatamente insieme a una statuetta del Figlio di Horo che li proteggeva, per essere poi ricollocati nel corpo; una figura di Duamutef in cera, conservata al Museo Egizio di Torino, documenta tale pratica. Nel sistema dei punti cardinali, Duamutef proteggeva l'est ed era a sua volta protetto da Neith; insieme agli altri Figli di Horo difendeva il corpo e gli organi del defunto.

Vasi canopi

Dalla fine dell'Antico Regno, i quattro principali organi rimossi durante la mummificazione furono associati ai Figli di Horo, affidando a Duamutef la protezione dello stomaco. Nel Primo periodo intermedio si diffusero vasi con coperchi a testa umana; alla fine del Medio Regno il corredo canopo comprendeva normalmente quattro recipienti con iscrizioni rivolte ai quattro dèi e alle dee protettrici. Quando il coperchio non permetteva di riconoscere Duamutef, era dunque il testo inciso a identificarlo.

Dalla metà della XVIII dinastia, le teste caratteristiche resero riconoscibili i tre Figli di Horo con sembianze animali, tra i quali Duamutef, comunemente raffigurato con testa di sciacallo; in un vaso del periodo ramesside, il dio compare sia sul coperchio sia nella scena dipinta sul recipiente, affiancato dal proprio nome in geroglifici. Verso la fine del Nuovo Regno gli organi imbalsamati tornarono nel corpo della mummia; i vasi canopi continuarono tuttavia a essere deposti nelle tombe, dapprima vuoti, poi anche pieni e privi di cavità, poiché richiamavano ancora la protezione dei quattro Figli di Horo.;

Amuleti

Le mummie potevano essere provviste di amuleti raffiguranti i quattro Figli di Horo, disposti su collane, cuciti alle bende oppure inseriti fra gli avvolgimenti; Duamutef compariva su manufatti in legno, stucco o pasta silicea invetriata, oltre che su lamine d'oro applicate al corredo funerario. Quando gli organi venivano ricollocati nel corpo, questi oggetti continuavano a rappresentare la protezione esercitata dai quattro dèi; destinati alle sepolture, non erano portati dai viventi.

Note

Bibliografia

Voci correlate Anubi Figli di Horo Horus Mummificazione nell'antico Egitto Neith Vasi canopi

Collegamenti esterni

Categoria:Figli di Horo