Lisola di Natale (), ufficialmente conosciuta come Territorio dell'isola di Natale (Territory of Christmas Island) è una piccola isola appartenente politicamente all'Australia e situata nell'oceano Indiano a sud dell'Indonesia, per la precisione a 350 km a sud di Giava e Sumatra e circa 1.550 km a nord-ovest del punto più vicino sulla terraferma australiana. Si trova a 2.600 km a nord-ovest di Perth e 1.327 km a sud di Singapore e si estende per 135 km².

L'isola di Natale contava una popolazione di 1.843 residenti nel 2016, di cui la maggioranza viveva in insediamenti sulla sezione settentrionale dell'isola: il principale centro urbano è Flying Fish Cove. Storicamente, gli australiani asiatici di discendenza cinese, malese e indiana costituivano collettivamente la maggioranza della popolazione. Si stima che circa due terzi della popolazione dell'isola vantino origini peranakan, con un numero significativo di australiani malesi ed europei e una percentuale minore di indiani ed eurasiatici. Sono in uso diverse lingue: il 27,8% degli isolani si esprime solo in inglese, mentre il 17,2% sia in mandarino di Singapore che in malese. Tra gli altri idiomi si annoverano il cantonese (3,7%) e il min nan (1,5%). Il buddismo e l'islam sono le principali religioni del posto, anche se il dato non è stato chiesto a tutti gli intervistati e il 28% di essi non dichiara il legame a una specifica fede religiosa.

Il primo europeo ad avvistare l'isola fu Richard Rowe dal Thomas nel 1615. L'isola fu successivamente denominata il giorno di Natale (25 dicembre) 1643 dal capitano William Mynors, ma si stabilì solo alla fine del XIX secolo. Il suo isolamento geografico e il minimo impatto antropico subito hanno portato ad un alto livello di endemismo tra la sua flora e fauna, che è di interesse per scienziati e naturalisti. Il 63% del territorio rientra nel Parco nazionale dell'isola di Natale, che presenta diverse aree di foresta monsonica di interesse primario. Il fosfato, depositatosi originariamente come guano, è stato estratto sull'isola dal 1899.

L'isola di Natale figura tra i due stati e territori dell'Australia (l'altro è costituito dalle Isole Cocos e Keeling) dove gli australiani europei costituiscono una minoranza nella demografia locale. La cultura locale è assai simile a quella di Singapore, essendo tra l'altro anche in passato compresa in tale paese fino a quando non fu trasferita in Australia nel 1958 al prezzo di 20 milioni di dollari australiani dopo che Canberra lo richiese al governo britannico. Quasi tutte le abitazioni di nuova costruzione situate sull'isola, in cui vive la maggior parte dei cittadini, sono state edificate e consegnate dal Singapore Improvement Trust, il precursore dell'attuale Housing and Development Board.

Storia La scoperta degli europei

Il primo europeo ad avvistare l'isola fu Richard Rowe dal Thomas nel 1615, ma fu il capitano William Mynors della Royal Mary, una nave della Compagnia britannica delle Indie Orientali, che conferì un nome al luogo quando vi passò accanto il giorno di Natale, nel 1643. Il sito venne incluso nelle carte di navigazione inglesi e olandesi già all'inizio del XVII secolo, ma solo nel 1666 una mappa pubblicata dal cartografo olandese Pieter Goos la nomina riservandole un nome, ovvero "Mony" o "Moni", il cui significato non è chiaro.

Il navigatore inglese William Dampier, a bordo della nave del corsaro Charles Swan, la Cygnet, salpò ed effettuò la prima circumnavigazione dell'isola di cui si ha notizia nel marzo 1688, concludendo che fosse disabitata. Dampier riporta un resoconto della visita, in quanto vi sbarcò: l'uomo stava cercando di raggiungere Cocos dalla Nuova Olanda e la sua nave fu portata fuori rotta in direzione est, arrivando all'isola di Natale 28 giorni dopo. Dampier attraccò sulla costa occidentale, sulla spiaggia detta "Dales": prima di lui, furono due dei suoi membri dell'equipaggio ad essere i primi europei a mettere piede sull'isola di Natale.

Il capitano Daniel Beeckman della Eagle passò l'isola il 5 aprile 1714, raccontandolo nel suo libro del 1718 intitolato Viaggio verso e dall'isola del Borneo, nelle Indie orientali.

Esplorazione e annessione

Il primo tentativo di esplorare l'isola avvenne nel 1857 per mezzo dell'equipaggio dellAmethyst: essi cercarono di raggiungere la cima dell'isola, ma trovarono scogliere insuperabili.

Durante la spedizione Challenger del 1872–1876 in Indonesia, il naturalista John Murray effettuò numerose indagini.

Nel 1886, il capitano John Maclear della HMS Flying Fish, avendo scoperto un ancoraggio in una baia che chiamò il "rifugio del pesce volante" (Flying Fish Cove), riuscì a sbarcare e raccolse qualche campione della flora e della fauna locale. L'anno successivo Pelham Aldrich, a bordo della HMS Egeria, visitò l'isola per 10 giorni, accompagnato da J.J. Lister, che fece incetta di una più ampia collezione biologica e mineralogica.

Tra le rocce poi ottenute e sottoposte a Murray per esaminarle figuravano molti sassi composti da fosfato di calcio quasi allo stato puro. Questa scoperta portò all'annessione dell'isola da parte della Corona britannica il 6 giugno 1888.

Insediamento e sfruttamento

Poco dopo, un piccolo insediamento fu stabilito a Flying Fish Cove da G. Clunies Ross, il proprietario delle isole Cocos (Keeling) a circa 900 km a sud-ovest, per raccogliere legname e rifornimenti per l'industria in crescita su Cocos.

Nel 1897 l'isola fu visitata da Charles William Andrews, il quale compì ricerche approfondite sulla storia naturale dell'isola, per conto del British Museum.

L'estrazione di fosfati iniziò nel 1899 utilizzando lavoratori a contratto da Singapore, dalla Malesia britannica e dalla Cina. John Davis Murray, un ingegnere meccanico e neolaureato all'Università Purdue, venne inviato a supervisionare l'operazione per conto della compagnia di commercio ed estrazione mineraria di fosfati. Murray era conosciuto come il "Re dell'isola di Natale" fino al 1910, quando si sposò e si stabilì a Londra.

L'isola risultava amministrata congiuntamente dai commissari britannici del fosfato e dagli ufficiali distrettuali dell'Ufficio coloniale del Regno Unito attraverso gli stabilimenti dello Stretto, e successivamente dalla colonia della corona di Singapore. Hunt (2011) fornisce una storia dettagliata del lavoro a contratto cinese sull'isola durante quegli anni. Nel 1922, gli scienziati tentarono senza successo di assistere a un'eclissi solare a fine settembre dall'isola per testare la teoria della relatività di Albert Einstein.

Invasione giapponese

Con l'ingresso nella seconda guerra mondiale dell'Impero giapponese nel dicembre 1941, l'isola di Natale si trasformò in un obiettivo per l'occupazione giapponese, a causa dei suoi ricchi depositi di fosfato. Fu installato un cannone navale per ordine di un ufficiale britannico e si assegnarono al luogo quattro sottufficiali e 27 soldati indiani. Il primo attacco avvenne il 20 gennaio 1942 e fu avviato dal sottomarino giapponese I-59, che silurò un mercantile norvegese, l'Eidsvold. La nave andò alla deriva e alla fine affondò al largo di West White Beach, a ovest dell'isola. La maggior parte del personale europeo e asiatico e le loro famiglie vennero evacuate a Perth.

Alla fine di febbraio e all'inizio di marzo 1942, si verificarono due bombardamenti aerei. Dopo la caduta di Singapore di poche settimane prima e il bombardamento di un gruppo navale giapponese il 7 marzo, l'ufficiale distrettuale issò la bandiera bianca. Tuttavia, dopo che il gruppo navale giapponese salpò, l'ufficiale britannico alzò ancora una volta la bandiera dell'Unione. Durante la notte tra il 10 e l'11 marzo, le truppe indiane si ribellarono, incoraggiate dai poliziotti di etnia sikh, uccisero il capitano Leonard Williams e i quattro sottufficiali britannici nei loro alloggi mentre dormivano. "In seguito, tutti gli europei dell'isola, compreso l'ufficiale distrettuale, che la governava, furono radunati dagli indiani e fu loro detto che sarebbero stati fucilati. Dopo una lunga discussione tra l'ufficiale distrettuale e i capi degli ammutinati, le esecuzioni furono però rinviate e gli europei finirono rinchiusi sotto scorta armata nella casa dell'ufficiale distrettuale".

All'alba del 31 marzo 1942, una dozzina di bombardieri giapponesi scagliarono un'offensiva, distruggendo la stazione radio. Lo stesso giorno giunse una flotta giapponese composta da nove navi e l'isola fu circondata. Circa 850 uomini della 21ª e 24ª forza di base giapponese e della 102ª unità di costruzione sbarcarono a Flying Fish Cove e completarono l'occupazione dell'isola. Dopo aver radunato la forza lavoro, la maggior parte dei quali era fuggita nella giungla, si procedette a riparare le attrezzature sabotate e si allestirono i preparativi per riprendere l'estrazione e l'esportazione di fosfato. Solo 20 uomini della 21ª forza base speciale rimasero come guarnigione.

In virtù di alcuni episodi di sabotaggio e del siluramento della Nissei Maru ormeggiata al molo il 17 novembre 1942, solo piccole quantità di fosfato furono esportate in Giappone durante l'occupazione. Nel novembre 1943, oltre il 60% della popolazione dell'isola fu evacuata nei campi di prigionia di Surabaya, rimanendovi poco meno di 500 cinesi e malesi oltre a 15 giapponesi che sopravvissero come meglio potevano. Nell'ottobre 1945, la HMS Rother rioccupò l'isola di Natale.

Dopo la guerra, sette ammutinati furono rintracciati e perseguiti dal tribunale militare di Singapore: nel 1947, cinque di essi furono condannati a morte. Tuttavia, a seguito delle dichiarazioni del nuovo governo indipendente dell'India, le loro condanne vennero ridotte ai lavori forzati in maniera perpetua.

Il passaggio da Singapore all'Australia

Su richiesta dell'Australia, il Regno Unito cedette la sovranità dell'isola di Natale da Singapore a Canberra, con un pagamento di 20 milioni di dollari dal governo australiano al governo di Singapore come compensazione per la perdita di guadagni dalle entrate del fosfato. La legge sull'isola di Natale del Regno Unito ottenne il consenso reale il 14 maggio 1958, consentendo alla Gran Bretagna di trasferire l'autorità sull'isola di Natale da Singapore all'Australia mediante un ordine del consiglio.

La decisione si rilevò largamente impopolare a Singapore, e il primo ministro del paese all'epoca, Lim Yew Hock, dovette digerire intense critiche poiché, secondo i singaporiani, "si svendeva il territorio nazionale". Anche per via di altre questioni politiche, non fu successivamente rieletto e il suo partito di nuova creazione, l'Alleanza popolare di Singapore, fu ampiamente eclissato dal Partito d'Azione Popolare guidato da Lee Kuan Yew durante le elezioni generali di Singapore del 1959.

Il Christmas Island Act australiano venne convertito in legge nel settembre 1958 e l'isola passò ufficialmente sotto l'autorità della Confederazione australiana il 1º ottobre 1958.

In base alla decisione 1573 del gabinetto del Commonwealth del 9 settembre 1958, D.E. Nickels assunse l’incarico di primo rappresentante ufficiale del nuovo territorio. In una dichiarazione rilasciata ai media il 5 agosto 1960, il ministro per gli affari territoriali, Paul Hasluck, dichiarò, tra le altre cose: "La sua vasta conoscenza della lingua malese e dei costumi del popolo asiatico [...] si è dimostrata inestimabile nell'inaugurazione dell'amministrazione australiana [...] Durante i suoi due anni sull'isola ha dovuto affrontare difficoltà inevitabili [...] e ha costantemente cercato di promuovere gli interessi dell'isola".