Il è stato un incrociatore pesante della Marina imperiale giapponese, terza unità appartenente alla classe Takao e così chiamato in onore della montagna omonima che si eleva a nord della città di Kōbe (isola di Honshū). Fu varato dal cantiere di Kōbe nel novembre 1930.

Formò la 4ª Divisione incrociatori con le unità sorelle e partecipò ad alcune operazioni di trasporto nelle acque cinesi. Immediatamente dopo l'attacco di Pearl Harbor fu inviato ad appoggiare alcuni sbarchi nelle Filippine, poi nel gennaio 1942 si riunì alla 2ª Flotta e all'inizio di marzo partecipò a un rastrellamento del mare a sud di Giava, contribuendo alla distruzione di una mezza dozzina di navi alleate. Dopo un raddobbo in patria, a fine maggio passò alla 5ª Flotta e nel corso della battaglia delle Midway (4-6 giugno 1942) operò nel settore delle isole Aleutine come scorta alle portaerei della formazione e ai convogli che occuparono Attu e Kiska. Rientrato in Giappone, seguì il resto della 2ª Flotta alla base aeronavale di Truk in agosto, sua base nel corso della campagna di Guadalcanal: fu presente alla battaglia delle Salomone Orientali (23-25 agosto), bombardò a metà ottobre l'aeroporto dell'isola e alla fine del mese ebbe un ruolo marginale nella battaglia delle isole Santa Cruz (25-26 ottobre). Nella notte tra il 13 e il 14 novembre ripeté l'azione di cannoneggiamento della pista aerea assieme all'incrociatore pesante ; il mattino seguente, durante il ripiegamento verso le isole Shortland, un velivolo statunitense sbagliò manovra e si schiantò a babordo sul Maya, infliggendo danni importanti. Rimasto in riparazione sino al gennaio 1943, tornò in servizio con la 5ª Flotta e alla fine di marzo fu protagonista, con il Nachi, dell'inconcludente battaglia delle isole Komandorski. In estate coprì lo sgombero di Kiska, quindi fu riassegnato a Truk e infine, in novembre, a Rabaul: qui fu coinvolto da un imprevisto attacco aeronavale e una bomba danneggiò le macchine. Tornò in patria e qui, tra il dicembre 1943 e l'aprile 1944, fu convertito in incrociatore contraereo.

In maggio il Maya raggiunse il resto della 4ª Divisione alle isole Lingga, a sud di Singapore, e qui rimase per un mese. Il 19 e 20 giugno partecipò dunque alla battaglia del Mare delle Filippine in seno alla 1ª Flotta mobile, scontro che fu cagione di gravissime perdite tra i gruppi aerei imbarcati. Danneggiato superficialmente, fece tappa a Yokosuka e poi tornò alle Lingga, dove tornò sotto la 2ª Flotta. Verso la fine di ottobre salpò con le altre navi nel quadro dell'operazione Shō-Gō 1; il mattino presto del 23 ottobre, al largo della costa occidentale di Palawan, la squadra fu attaccata in sequenza da due sommergibili. Il Maya incassò quattro siluri uno dopo l'altro, esplose e affondò rapidamente con circa un terzo dell'equipaggio, compreso il comandante.

Caratteristiche

L'incrociatore pesante Maya costituiva con le unità gemelle , e la classe Takao. Presentava una lunghezza fuori tutto di 203,76 metri (201,67 metri alla linea di galleggiamento), una larghezza massima di 18,03 metri e un pescaggio di 6,11 metri. Il dislocamento, previsto in tonnellate standard, arrivò invece a durante le prove in mare; a pieno carico la nave giunse a pesare tonnellate, ben oltre i limiti imposti dal trattato navale di Washington.

La classe costituiva una versione meglio corazzata della precedente classe Myoko e ne riprendeva le linee generali, l'architettura e le dotazioni; inoltre, fu progettata per servire come ammiraglia di una flotta. L'armamento principale era formato da dieci cannoni Type 3 numero 2 da 203 mm lunghi 50 calibri (L/50), distribuiti a coppie in cinque torri binate: tre si trovavano a prua con quella mediana sopraelevata, due erano site a poppa e sovrapposte. Queste armi erano state pensate per operare anche in funzione contraerea, ma il peso delle torri, il basso rateo di fuoco e l'impossibilità di puntarle a un alzo di 70° all'interno delle installazioni non permisero tale impiego. La difesa a lungo raggio dai velivoli ricadde dunque su quattro pezzi Type 10 da 120 mm L/45, sistemati in postazioni singole; erano coadiuvati da due cannoni leggeri Vickers-Armstrong QF 2 lb da 40 mm e due mitragliatrici Lewis da 7,7 mm, armi comprate o prodotte su licenza dal Regno Unito. Erano infine disponibili otto tubi lanciasiluri da 610 mm, raggruppati in due impianti quadrinati brandeggiabili, uno per fiancata: furono posti in apposite camere corazzate che si protendevano dal ponte interno, in corrispondenza della massiccia sovrastruttura di prua..

La corazzatura era costituita da acciaio tipo Dücol e rappresentava quasi il 17% del dislocamento complessivo. Alla cintura era meno estesa che sui Myoko, era spessa 127 mm nella sezione superiore e si assottigliava sino a 38 mm nella parte inferiore. Il ponte interno era fornito di lastre da 30 mm, che aumentavano a 47 mm in corrispondenza dei magazzini di munizioni; il ponte di coperta era invece meno protetto con uno strato che andava da 12 mm a 25 mm. Le paratie trasversali erano irrobustite da corazze spesse 75 – 100 mm ma le torri dell'armamento principale non furono rafforzate e mantennero le corazzature da 25 mm, insufficienti a reggere un colpo diretto. L'imponente torre di comando ricevette invece un guscio corazzato. Le controcarene antisiluro erano uguali a quelle della classe precedente e potevano sopportare la detonazione di una carica esplosiva di circa 200 chili..

Il sistema di propulsione contava dodici caldaie Kanpon che alimentavano quattro turbine a ingranaggi a vapore, a ciascuna delle quali era vincolato un albero motore con elica. Era erogata una potenza totale di  shp e la velocità massima toccava i 35,5 nodi; grazie alla scorta di carburante pari a tonnellate di olio combustibile, l'autonomia fu calcolata in miglia (circa chilometri) alla velocità di crociera di 14 nodi, ma la stazza notevole provocò un calo a miglia.. Sul ponte verso poppa erano montate due catapulte e fu ricavato abbastanza spazio per portare a bordo tre idrovolanti. L'equipaggio ammontò a 733 uomini al momento dell'entrata in servizio, ma crebbe a causa di successivi interventi: nel 1941 arrivò a circa 920 effettivi, che salivano a 970 quando era imbarcato lo stato maggiore di una flotta. Nel corso della seconda guerra mondiale si stabilizzò attorno a tra ufficiali e marinai..

Nel 1936 il Maya fu oggetto di un esteso lavoro di rafforzamento dello scafo, l'imponente sovrastruttura prodiera fu un poco abbassata e i cannoni Vickers furono rimossi in favore di due impianti quadrinati di mitragliatrici pesanti Type 93 da 13,2 mm. In ottemperanza a un piano di ricostruzione, la classe intera avrebbe dovuto essere modernizzata entro la primavera 1941, ma i cantieri giapponesi erano già oberati e dunque solo il Takao e lo Atago furono sottoposti al processo completo.. Solo nella prima metà del 1941 il Maya poté essere parzialmente modificato: rimpiazzò gli affusti quadrupli di mitragliatrici Type 93 con due impianti binati di cannoni antiaerei Type 96 da 25 mm L/60, aggiunse due affusti doppi di mitragliatrici Type 93, i tubi lanciasiluri furono messi in grado di adoperare il letale Type 93 da 610 mm e infine fu implementato un modello più resistente di catapulta con nuovi idrovolanti, due Aichi E13A1 e un Mitsubishi F1M2. Il dislocamento rimase pressoché invariato.

Impiego operativo Costruzione e anni trenta

L'incrociatore pesante Maya fu ordinato nell'anno fiscale edito nel 1927. La sua chiglia fu impostata nel cantiere navale di Kōbe, gestito dalla Kawasaki, il 4 dicembre 1928 e il varo avvenne l'8 novembre 1930; fu completato il 30 giugno 1932. Il comando fu assunto da un ufficiale rimasto anonimo, poi rimpiazzato il 1º dicembre 1932 dal capitano di vascello Koki Yamamoto; nel corso del decennio e dell'inizio degli anni quaranta il Maya fu agli ordini dei capitani Masaichi Niimi (15 novembre 1933-15 novembre 1934), Jisaburō Ozawa (15 novembre 1934-28 ottobre 1935), un ufficiale non identificato (28 ottobre 1935-15 novembre 1937), Yoshio Suzuki (15 novembre 1937-15 novembre 1938), Yoshimasa Nakahara (15 novembre 1938-15 novembre 1939), Morizaku Ōsugi (15 novembre 1939-15 aprile 1941), Shunji Isaki (15 aprile 1941-11 agosto 1941) e infine Shunsaki Nabeshima. Il Maya formò con le unità gemelle la 4ª Divisione incrociatori nel dicembre 1932, rimpiazzando nell'organico la classe Myoko. Il 15 novembre 1935 la 4ª Divisione fu sciolta e quando si ricostituì nel dicembre 1936 contava solo il Takao e il Maya. Il 20 agosto 1937 salpò da Atsuta (Nagoya) con gli incrociatori , Ashigara, , Nachi, Jintsu e otto cacciatorpediniere: a bordo trasportava il 2º Battaglione del 6º Reggimento fanteria, forze che il giorno successivo furono trasferite sui cacciatorpediniere per lo sbarco su suolo cinese. Il resto del servizio a cavallo tra anni trenta e quaranta non è noto.

1941-1942