Tra i più rappresentativi parolieri italiani, Mogol è conosciuto soprattutto per il lungo sodalizio artistico con Lucio Battisti, sebbene il suo contributo alla musica leggera italiana sia di respiro molto più ampio e sia iniziato nei primi anni sessanta. Ha scritto, infatti, i testi di molti successi della musica italiana: hanno inciso canzoni da lui scritte o tradotte, fra gli altri, Renato Zero (Un uomo da bruciare), Caterina Caselli (Perdono, Cento giorni, Sono bugiarda, Il volto della vita), Adriano Celentano (Stai lontana da me, L'emozione non ha voce), i Dik Dik (Sognando la California, Senza luce, Il primo giorno di primavera), l'Equipe 84 (Io ho in mente te, Nel ristorante di Alice, Un angelo blu), Fausto Leali (A chi), The Rokes (Che colpa abbiamo noi, È la pioggia che va), Bobby Solo (Se piangi, se ridi, Una lacrima sul viso), Little Tony (La spada nel cuore, Riderà), Rino Gaetano (Resta vile maschio, dove vai?), Mango (Oro, Come Monna Lisa, Mediterraneo), Riccardo Cocciante (Celeste nostalgia, Un nuovo amico, Se stiamo insieme), PFM (Impressioni di settembre) e i New Trolls (America O.K.).
Nato come Giulio Rapetti, il 30 novembre 2006 è stato autorizzato con decreto del Ministro dell'Interno ad aggiungere al proprio cognome il suo celebre pseudonimo. Come ribadito nella sua autobiografia, non ama essere definito paroliere, bensì preferisce definirsi autore.
Dal 24 febbraio 2023 è consulente per la cultura popolare presso il Ministero della cultura.
Biografia Gli inizi e il nome d'arte Giulio Rapetti è nato nel 1936 a Milano ed è figlio di Mariano Rapetti, un importante dirigente della casa editrice musicale Ricordi, poi nominato direttore della Ricordi Radio Record o RRR, cioè il ramo delle edizioni musicali di musica leggera, da cui nacque nel 1958 la Dischi Ricordi; Mariano, con lo pseudonimo di Calibi, fu a sua volta un paroliere di successo negli anni cinquanta. Durante la seconda guerra mondiale la famiglia, insieme al piccolo Giulio, si rifugiò nel comune di Carugo, in provincia di Como (di cui Mogol è cittadino onorario dal 2016). Tornati a Milano nel 1945, il giovane Giulio terminò gli studi ed entrò nella Ricordi Radio Record come addetto alla pubblicizzazione delle edizioni.
Nel 1955, seguendo le orme del padre, cominciò l'attività di paroliere. Nel 1959 la SIAE gli attribuì lo pseudonimo artistico di Mogol, scelto dalla rosa di centoventi nomi da lui inventati a caso e proposti alla Società. Precedentemente aveva inviato una lista di trenta pseudonimi, ma nessuno di questi venne accettato.fra Biografia di Mogol - Cinquantamila.it Il paroliere ricorda al Corriere della Sera: "Quando la SIAE ha accettato lo pseudonimo mi è venuto un colpo perché era il nome del generale delle giovani marmotte di Qui, Quo, Qua. Ho pensato vabbè, chissenefrega, tanto nessuno conoscerà Mogol. Mi sono sbagliato."Mogol si racconta a Iseo: «Il mio nome d'arte? Ispirato da Qui, Quo e Qua» – Corriere della Sera ediz. Brescia, 16 novembre 2017
Nel 1960 ebbe un'affermazione nazionale al Festival Adriatico della Canzone di Ancona, come autore del testo Non dire I cry, interpretato da Tony Renis.
Il suo primo testo ufficiale, scritto insieme a Carlo Donida, fu la canzone Briciole di baci (1960), interpretata da Lia Scutari, con cui vinse il Burlamacco d'Oro 1960 (e che Mina reincise), ma il successo venne nel 1961, quando vinse il Festival di Sanremo con Al di là, scritta sempre insieme con Carlo Donida e interpretata da Luciano Tajoli e Betty Curtis.
Come paroliere, Mogol vincerà per altre due volte il Festival: nel 1965 con Se piangi, se ridi di Bobby Solo e nel 1991 con Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante.
Gli anni sessanta e l'incontro con Lucio Battisti Nel 1960, Mogol firmò a suo nome, per la SIAE, le prime edizioni del brano Il cielo in una stanza, scritto interamente da Gino Paoli, all'epoca non ancora iscritto alla SIAE, e inizialmente interpretato solo da Mina.
Nel 1961 Mogol partecipò al testo della canzone Piccolo indiano, con musica di Tony Renis, e proposta per lo Zecchino d'Oro; nello stesso anno, il 21 gennaio, sposò Serenella, una disegnatrice di moda (a cui dedicherà la canzone 29 settembre, giorno del suo compleanno).
Ritornò al Festival di Sanremo nel 1964, con Una lacrima sul viso, con la quale il cantante Bobby Solo ottenne un grande successo. Per Bobby Solo scrive anche Se piangi se ridi, che vince la kermesse l’anno successivo. Oltre a scrivere ex novo testi in italiano per moltissimi cantanti, Mogol fu impegnato nella traduzione dall'originale di parecchi successi inglesi e americani, tra i quali soprattutto colonne sonore di film, ma anche brani di Bob Dylan e David Bowie.
Nel 1965 vi fu il primo incontro con un allora poco conosciuto Lucio Battisti, chitarrista de I Campioni. Mogol contribuì ai suoi primi testi come, ad esempio, Dolce di giorno, Luisa Rossi e Balla Linda, nello stesso periodo cui affidò il testo di 29 settembre all'Equipe 84, che nell'LP Stereoequipe presentava anche Nel cuore, nell'anima, sempre di Mogol e Battisti, e Un Angelo Blu, che Mogol tradusse da I Can't Let Maggie Go di Pete Dello. (Battisti reinterpretò 29 settembre due anni dopo). La moda di tradurre le canzoni anglo-americane in italiano lo portò a impegnarsi anche come traduttore: ad esempio, per il brano Sognando la California, versione italiana di California Dreamin' degli americani The Mamas & the Papas, e con Senza luce, versione italiana di A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum, il cui testo in italiano è stato scritto da Mogol e che sono state portate dai Dik Dik a un enorme successo di vendite.
Gli anni settanta Il sodalizio Mogol-Battisti si consolidò sul finire degli anni sessanta. Già nel 1966 Mogol convinse Battisti a cantare da sé le sue canzoni: l'intuizione di Mogol, che dovette superare resistenze della Ricordi, si rivelò felice, poiché Battisti, dopo inizi incerti, esordì al grande pubblico al Festival di Sanremo 1969 con la canzone Un'avventura, cui seguì l'album Lucio Battisti. Nello stesso anno, Mogol lasciò la casa discografica per entrare nella neonata Numero Uno per le cui edizioni musicali Acqua azzurra Mogol e Battisti acquisirono delle quote. La Numero Uno raccolse sotto la sua egida celebri cantautori italiani, compresa la stessa band musicale di Battisti, i Formula 3 (scioltisi nel 1974 e poi ritornati nel 1990). La svolta storica della coppia si ebbe nel giugno 1970, quando intrapresero un viaggio a cavallo nella natura del paesaggio italiano, partendo da Milano, passando per Sarzana e La Spezia e finendo a Roma. L'ottobre dello stesso anno uscì la canzone Emozioni, seguita, nel corso degli anni settanta, da autentici capolavori quali Il mio canto libero, Una donna per amico, Ancora tu, Sì, viaggiare, Con il nastro rosa e molti altri, diventati i più conosciuti tra i brani interpretati da Battisti e considerati pietre miliari della musica leggera italiana.
Nel 1974 Mogol aprì ad Anzano del Parco in provincia di Como lo studio di registrazione Il Mulino, in cui registrarono i loro dischi moltissimi artisti della Numero Uno tra cui Lucio Battisti, Ivan Graziani, Bruno Lauzi, Oscar Prudente.
Gli anni ottanta e novanta A causa di mancati accordi sui proventi dei loro successi, l'unione artistica tra Battisti e Mogol terminò nel 1980, dopo circa quindici anni; da allora Battisti affidò i propri testi a Pasquale Panella, dopo una breve parentesi con Velezia, nome d'arte di sua moglie Grazia Letizia Veronese. Nel 1980 Mogol inizia una collaborazione con Riccardo Cocciante, per il quale scrisse, tra gli altri, i testi di Cervo a primavera, Celeste nostalgia, e di Se stiamo insieme, canzone vincitrice del Festival di Sanremo 1991.
Nel 1985 collaborò con l'emergente Zucchero Fornaciari, diventato poi una star di livello internazionale, per il quale scrisse i testi di diversi brani contenuti in Zucchero & The Randy Jackson Band.
Sempre negli anni ottanta Mogol intraprese una prolifica collaborazione con Mango, con il quale compose canzoni di successo come Oro, Nella mia città, Mediterraneo e Come Monna Lisa. Dopo un esordio poco fortunato, Mango era in procinto di abbandonare il mondo della musica e Mogol s'interessò a un suo provino, ignorato dai discografici, che fu determinante per rilanciare la sua carriera.
Mogol ebbe anche un sodalizio artistico con Gianni Bella, con il quale ha scritto, tra le altre, Nell'aria, Il patto, L'ultima poesia e Senza un briciolo di testa (terza a Sanremo 1986), interpretate da Marcella Bella. Sul finire degli anni novanta, Mogol diventa, a partire da Io non so parlar d'amore (1999), l'autore di molti dei testi delle canzoni di Adriano Celentano, molte delle cui musiche sono dello stesso Gianni Bella. Tra le canzoni incluse nell'album Io non so parlar d'amore c'è anche L'arcobaleno, canzone dedicata a Battisti, scomparso improvvisamente l'anno precedente.
Da segnalare anche la sua collaborazione con Umberto Tozzi per l'album Aria & cielo del 1997. Nel luglio 1998 ha ricevuto ad Aulla, da Fernanda Pivano, il Premio Lunezia alla carriera.
Mogol fu uno dei pochi partecipanti alle esequie, tenutesi in forma privata, di Battisti, nel settembre 1998, a Molteno (provincia di Lecco).
L'attività di solidarietà Mogol è anche noto per aver dato vita alla Nazionale italiana cantanti, che disputa incontri a scopo benefico in tutta Italia, e con la quale ha disputato 279 partite e segnato 33 gol (dato aggiornato alla Partita del cuore del 12 maggio 2008 disputatasi allo Stadio Olimpico di Roma).
Nel 1992 Mogol ha fondato, a Toscolano, nel comune di Avigliano Umbro (Terni) (dove vive dal 1990 e di cui è stato nominato anche cittadino onorario nel 2018), il Centro Europeo di Toscolano (CET), un'associazione non-profit che funge da scuola per autori, musicisti e cantanti. I giovani cantanti ammessi al Festival di Sanremo usano far precedere l'esibizione sul palco del Teatro Ariston da una sorta di "ritiro" di natura artistica presso la struttura di Mogol. Dal 2007, il CET ospita anche dei corsi estivi, della durata di tre giorni, per gli artisti che passano le prime selezioni del Tour Music Fest, un concorso canoro nazionale, che si rivolge prevalentemente ai cantanti. Durante il corso si alternano lezioni di tecnica vocale, interpretazione e presenza scenica, al fine di migliorare l'esibizione che permetterà l'accesso alla fase successiva del contest.
Gli anni 2000
Nel corso degli anni 2000, avviò diverse collaborazioni artistiche con vari interpreti.
Nel 2005 scrisse con Gigi D’Alessio il brano Musica e speranza per la partecipazione di Gigi Finizio alla cinquantaseiesima edizione del Festival di Sanremo. Successivamente, sempre con D'Alessio, firmò Essere una donna, canzone presentata a Sanremo da Anna Tatangelo.
Nel 2006 partecipò al progetto discografico di D’Alessio Made in Italy, firmando i testi di quattro brani: Un cuore malato, Apri le braccia, Una volta nella vita e Nome cognome indirizzo e cellulare. L’anno successivo la collaborazione con D’Alessio proseguì con la scrittura del brano Bambina, incluso nelle raccolte e nelle produzioni dell’artista partenopeo.
Nel 2009 fu pubblicato MogolAudio2 un album del gruppo musicale Audio 2 interamente basato su testi di Mogol con musiche e arrangiamenti del gruppo stesso; il disco, composto da dieci tracce, consolidò il sodalizio tra il paroliere e gli Audio 2.