The China Study è un libro pubblicato nel 2005 dal nutrizionista T. Colin Campbell, basato su dati epidemiologici raccolti in Cina. In esso l'autore, responsabile della ricerca, trae una serie di conclusioni sui presunti benefici per la salute che deriverebbero da alcuni regimi alimentari.
Campbell interpreta i dati affermando una relazione tra cibo e malattie cardiovascolari, cancro e diabete e la possibilità di ridurre il rischio di contrarre queste patologie, o arrestarne e invertirne lo sviluppo in corso, attraverso l'alimentazione, giungendo alla conclusione che una dieta basata su cibi vegetali riduce in modo drastico la possibilità di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete, cancro e obesitàBill Clinton's new diet: nothing but beans, vegetables and fruit to combat heart disease, The Telegraph. Campbell ha dichiarato: «Le persone che mangiavano più cibi di origine animale erano più soggette alle malattie croniche. Le persone che mangiavano più cibi di origine vegetale erano più in salute e tendevano ad evitare le malattie croniche. Questi risultati non possono essere ignorati»About the China Study , thechinastudy.com.
La validità di tali conclusioni, tuttavia, è stata soggetta a numerose critiche per gli errori metodologici del libro e per le fallacie logiche alla base delle sue conclusioni, tanto che "la sua intera teoria" è stata definita come "una serie di speculazioni completamente prive di fondamento"Pietro Sottile, Il China Study e la caseina , pubblicato su Italia unita per la scienza, 15 maggio 2014. mentre c'è chi, senza mezzi termini, si spinge a definire l'intera operazione editoriale una vera e propria "bufala", "una delle bufale meglio riuscite della storia della ricerca sull'alimentazione umana".
The China Study ha dato luogo anche a un'attività di merchandising: gli autori l'hanno trasformato in un marchio registrato, di loro proprietà, con il quale, tramite specifici canali di e-commerce, vengono venduti prodotti alimentari adatti ai regimi alimentari ispirati ai contenuti del libro. Attraverso tali canali viene proposto anche un ricettario preparato da Leanne Campbell, figlia di T. Colin Campbell.
Progetto Cina-Cornell-Oxford
Il progetto da cui il libro trae i dati è il China-Cornell-Oxford Project (Progetto Cina-Cornell-Oxford) che si concreta in una serie di dati epidemiologici raccolti in Cina, in cui si traggono conclusioni riguardanti il rapporto tra alimentazione, condizioni ambientali, tradizioni sociali, e varie malattieChina: a living lab for epidemiology, Science, 4 maggio 1990: Vol. 248, no. 4955, pp. 553-555.. Il Progetto è stato il risultato della collaborazione tra la Cornell University, l'Accademia cinese di Medicina preventiva, l'Accademia cinese di Scienze mediche, e l'Università di Oxford. Questi dati sono stati definiti dal The New York Times «il Grand Prix dell'epidemiologia»: tuttavia, si tratta di dati che non sono stati sottoposti al vaglio della comunità scientifica, non essendo mai stati pubblicati e sottoposti a peer review.
Oggetto del libro Il libro è stato diviso in due fasi distinte e separate: una prima indagine ha avuto inizio nel 1983 con la raccolta di 367 tipi di dati sulla vita e la morte di 6500 adulti sparsi in 138 villaggi e 65 contee, con una quantità di dati raccolti sufficiente a riempire un volume di 920 pagine. Una seconda indagine è stata intrapresa nel 1989 con la raccolta di più di 1000 tipi di dati su adulti e relative famiglie, attraverso 170 villaggi della Cina rurale e di Taiwan: i soggetti sono stati intervistati e studiati approfonditamente, annotando ogni porzione di cibo ingerito e raccogliendo campioni di sangue e urina.
La disponibilità di dati affidabili su malattia e mortalità forniti dal governo cinese e la presenza di una popolazione stabile con caratteristiche alimentari molto diverse ha reso la Cina un laboratorio vivente ideale per studiare l'impatto di diversi tipi di alimentazione su malattia e mortalità.
I ricercatori del progetto hanno osservato come malattia coronarica, ictus e ipertensione, cancro della mammella, della prostata e del polmone, diabete e osteoporosi, principali responsabili di morti premature nei paesi occidentali, in Cina, dove il consumo di prodotti animali era fino a poco tempo fa molto scarso, avevano bassa incidenza, ipotizzando una relazione tra questa classe di patologie e l'assunzione di cibi animali, a sua volta collegata al livello di sviluppo economico. Il Progetto Cina suggerisce che la concezione occidentale di dieta sia da rivedere, e che un'alimentazione basata sui vegetali, come la dieta tradizionale cinese, può offrire molti vantaggi per la salute.
L'estrema differenza di genetica, stili di vita e abitudini delle popolazioni esaminate vanifica però la pretesa scientifica del libro, perché non si può attribuire la diversa incedenza di malattie in popolazioni così diverse a un unico fattore (es. la diversa assunzione di proteine animali)
Cina: un laboratorio umano L'autore del libro China Study ha presentato un'occasione per studiare le connessioni dell'alimentazione e dello stile di vita con malattie e mortalità. Il consumo di carne nella dieta della popolazione rurale cinese era, a differenza di oggi, molto ridotto, limitato per lo più in rare occasioni a maiale e pollo. La popolazione cinese è abbastanza stabile, la maggior parte delle persone passa tutta la vita nella stessa zona alimentandosi con prodotti locali. L'alimentazione varia considerevolmente da regione a regione, per esempio gli abitanti della sponda nord del fiume Yangtze mangiano pane cotto al vapore e patate dolci, mentre gli abitanti della sponda sud basano la propria dieta sul riso. Gli archivi su malattia e mortalità del governo cinese, con dati raccolti su 800 milioni di persone residenti in circa 2400 paesi, hanno dimostrato che i tassi di mortalità per la stessa malattia potevano variare anche di centinaia di volte da regione a regione.
Tuttavia, le argomentazioni di Campbell sono scientificamente fallaci, sono proprio le estreme differenze (non solo alimentari,ma anche di stili di vita e di tante cose non esaminate da Campbell) tra popolazione rurali e metropolitane della Cina a rendere il paragone privo di valore scientifico
Principali conclusioni affermate nel libro I ricercatori del progetto hanno definito polmonite, tubercolosi, malattie infettive, parassitosi, eclampsia, cancro dello stomaco e del fegato come Malattie della povertà, mentre malattia coronarica, ictus e ipertensione, cancro della mammella, della prostata e del polmone, diabete e osteoporosi sono state definite Malattie dell'abbondanza. Queste ultime sono le principali responsabili di morti premature nei paesi occidentali, mentre lo studio ha rilevato che in Cina avevano bassa incidenza, confermando la relazione tra questa classe di patologie e l'assunzione di cibi animali (grassi e proteine in primis), a sua volta collegata al livello di sviluppo economico. Le malattie dell'abbondanza risultarono infatti essere più diffuse tra la popolazione cinese benestante residente nei pressi delle grandi città come Nanchino, Pechino e Shanghai, che seguiva una dieta ricca di cibi animali e povera di cibi vegetali. L'assunzione anche solo di piccole quantità di prodotti animali risultò in grado di aumentare significativamente i rischi di malattia coronarica, cancro e diabete, mentre è stato osservato che maggiore era la percentuale di prodotti vegetali assunti, minore era il rischio di essere soggetti alle stesse malattie
Nel libro si afferma che la concezione occidentale di dieta sia da rivedere radicalmente, e che un'alimentazione basata sui vegetali, come la dieta tradizionale cinese, possa offrire molti vantaggi per la salute: i dati emersi dallo studio hanno evidenziato come la dieta della maggior parte dei cinesi che vivevano in zone rurali comprendeva solo 4 grammi di proteine animali al giorno, contro i 71 grammi della dieta occidentale. Nel libro si cerca anche di comprendere come l'influenza dell'alimentazione occidentale potrà incidere sulla salute della popolazione cinese. Al termine dello studio, il dottor T. Colin Campbell, responsabile della ricerca e direttore USA del Progetto Cina, e i suoi colleghi cinesi, hanno avvisato i responsabili delle politiche della Cina e la Banca Mondiale di non incoraggiare la crescita dell'industria del bestiame.
Obesità I ricercatori del Progetto Cina hanno ipotizzato che il tipo di cibo assunto eserciti un'influenza sull'obesità maggiore rispetto al numero di calorie assunte. È stato infatti rilevato che i cinesi studiati assumevano mediamente 270 Kcal al giorno in più rispetto agli statunitensi, ma mentre negli Stati Uniti l'obesità è molto diffusa, in Cina questa patologia aveva un'incidenza molto bassa, e . Poiché la dieta della popolazione cinese studiata comprendeva il triplo dei carboidrati e solo il 30% dei grassi assunti dagli statunitensi, alcuni ricercatori hanno ipotizzato che i grassi vengano immagazzinati con più facilità dall'organismo, mentre potrebbe essere necessario bruciare un maggior numero di calorie derivanti da amidi per la produzione di energia e calore. Secondo altre ipotesi, i grassi potrebbero contenere non 9 ma 11 calorie per grammo. Ciò non toglie che questo dato sia di fatto collegabile alla composizione chimica degli alimenti, infatti la carne, non contiene solo proteine nobili ma anche grassi saturi, che svolgono nell'organismo funzione diversa da quella degli zuccheri. Essi invece avendo funzione energetica immediata tendono ad accumularsi con minore facilità nell'organismo.
Colesterolemia e malattie cardiovascolari È stato osservato che il livello di colesterolo nel sangue (valore direttamente proporzionale al rischio di contrarre malattie cardiovascolari) nei cinesi era considerevolmente inferiore rispetto a quello degli statunitensi, tanto che il valore sopra la norma per i primi corrispondeva al valore più basso per i secondi. Lo studio ha rilevato che la differenza tra i livelli di colesterolo nel sangue è strettamente correlata al consumo di carne (sia rossa che bianca), latticini e uova, fonti di colesterolo e grassi saturi.
Il Progetto Cina, secondo gli autori, avrebbe inoltre dimostrato come la carne magra sia dannosa tanto quanto quella grassa nei confronti della colesterolemia Il confronto dei dati emersi dallo studio con le statistiche degli altri paesi avrebbe inoltre evidenziato che in Cina il rischio di malattia coronarica per gli uomini sotto i 65 anni era 17 volte più basso che negli Stati Uniti
Cancro Tra i risultati più importanti del Progetto Cina viene affermata la stretta associazione tra cibi di origine animale e cancro. È stato rilevato che nei villaggi con diete ricche di carne l'incidenza di cancro era molto più elevata rispetto ai villaggi con diete povere di carne.
Cancro della mammella