Il 76º Reggimento fanteria "Napoli" è stata un'unità dell'esercito italiano.

Storia Le origini

Trae origini dal 6º Reggimento Granatieri costituito a Firenze il 16 aprile 1861 che insieme al 4º Reggimento della Brigata "Granatieri di Lombardia" serve a costituire la Brigata "Granatieri di Napoli".

Con l'attuazione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento dell'esercito, il Reggimento viene sciolto. Viene ricostituito nel febbraio 1935 e un mese dopo assume il nome di 146º Reggimento e viene sciolto nuovamente il 26 dicembre 1936. Viene nuovamente ricostituito il 20 maggio 1937 come 76º Reggimento Fanteria "Napoli" ed assegnato alla XXVIII Brigata di Fanteria. Il 15 aprile 1939 con la denominazione di 76º Reggimento Fanteria "Napoli" ed entra a far parte della Divisione di Fanteria "Napoli" (54ª) assieme al 75º Reggimento fanteria e al 54º Reggimento Artiglieria per divisioni di fanteria.

Nella prima guerra mondiale (1915-1918)

All'inizio della prima guerra mondiale la Brigata "Napoli", composta dal 75º e dal 76º Reggimento fanteria, aveva i propri reggimenti di stanza rispettivamente a Siracusa e Messina.

All'inizio delle ostilità la brigata si trovava nei pressi di Cividale, alle dipendenze della 24ª Divisione. L'8 giugno 1915 passò lo Iudrio e il 12 giugno si schierò nella zona di Corno di Rosazzo, partecipando quindi alle prime operazioni sul fronte dell'Isonzo.

Nel corso del conflitto la brigata prese parte alle operazioni sul fronte italiano, combattendo in particolare nel settore del Sabotino e in successive fasi della terza e quarta battaglia dell'Isonzo.

Dopo la battaglia di Caporetto, la Brigata "Napoli" fu coinvolta nella ritirata dell'autunno 1917, subendo perdite e venendo successivamente riordinata.

Nel 1918 la brigata fu inviata in Francia con il II Corpo d'armata italiano, partecipando alle operazioni sul fronte occidentale. Le fonti ricordano il comportamento della brigata nelle operazioni in Champagne e nelle Ardenne, dove le sue bandiere furono menzionate per il contributo dato alle armi italiane sul fronte francese.

Il periodo tra le due guerre

Con l'attuazione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento del Regio Esercito, il comando della Brigata "Napoli" e il 76º Reggimento fanteria vennero sciolti.

Nel febbraio 1935 il reggimento fu ricostituito come reparto di rimpiazzo nel quadro della partenza della 29ª Divisione di fanteria "Peloritana" per la guerra d'Etiopia; il 10 marzo 1935 assunse però la denominazione di 146º Reggimento fanteria "Catania". Il 26 dicembre 1936 il 146º Reggimento fanteria "Catania" venne sciolto.

Il 20 maggio 1937 il 76º Reggimento fanteria "Napoli" fu nuovamente ricostituito a Trapani in sostituzione dell'85º Reggimento addestramento volontari "Verona", trasferito in Libia, e assegnato alla XXVIII Brigata di fanteria "Vespri".

Il 15 aprile 1939 il reggimento entrò a far parte della 54ª Divisione fanteria "Napoli", insieme al 75º Reggimento fanteria "Napoli" e al 54º Reggimento artiglieria per divisione di fanteria.

Nella seconda guerra mondiale (1939-1945) Con l'attuazione della legge 11 marzo 1926 sull'ordinamento dell'esercito, il Reggimento viene sciolto. Viene ricostituito nel febbraio 1935 e un mese dopo assume il nome di 146º Reggimento e viene sciolto nuovamente il 26 dicembre 1936. Viene nuovamente ricostituito il 20 maggio 1937 come 76º Reggimento fanteria "Napoli" ed assegnato alla XXVIII Brigata di Fanteria. Il 15 aprile 1939 con la denominazione di 76º Reggimento fanteria "Napoli" ed entra a far parte della 54ª Divisione fanteria "Napoli" assieme al 75º Reggimento fanteria e al 54º Reggimento artiglieria per d. f.

1940 - Il 10 giugno 1940 il reggimento ha in organico: comando e compagnia comando, tre battaglioni fucilieri, compagnia mortai da 81, batteria armi di accompagnamento da 65/17.

1942/43 - Si trova dislocato in Sicilia e qui viene sciolto nel luglio 1943, per eventi bellici, dopo aver opposto strenua resistenza nel corso dello sbarco delle unità alleate.

Perse le capacità operative e ridotto a poche centinaia di uomini, intorno al 10 agosto il reggimento, con i resti della Divisione, raggiunge la Calabria dove lo coglie l'armistizio.

Superato lo sbandamento, dal 30 ottobre del 1943 entra nei ranghi della Divisione "Mantova" (104^), assumendone il nome.

Tempi recenti Assegnato al Gruppo di combattimento "Mantova" seguì le sorti della grande unità e restò inserito nella stessa Divisione fino al 31 ottobre 1975, dopodiché a seguito della ristrutturazione si sciolse per costituire il 76º Battaglione meccanizzato "Napoli" a Cividale Del Friuli (UD) per la Brigata meccanizzata "Isonzo" di stanza presso la caserma "Francescatto". Il 6 agosto del 1992 fu nuovamente elevato a livello reggimento. Il 76º Reggimento fanteria meccanizzata "Napoli" partecipò con onore alle operazioni di ordine pubblico.

L'unità fu impegnata nella operazione Forza Paris e nella operazione Vespri Siciliani (dal maggio 1993 all'8 luglio 1998) per ordine pubblico nelle province di Enna, Caltanissetta, Palermo e Agrigento. Partecipò alla operazione Testuggine con compiti di pubblica sicurezza alla frontiera italo-slovena (dal 16 agosto 1993 al 28 febbraio 1995)Il 31 luglio del 19e si sciolse.

leggende e specifiche Venne denominato l'inferno Bianco in quanto girava voce che, in epoca remota fosse stata trafugata la Bandiera di Guerra e pertanto la caserma era divenuta punitiva, oltre che addestrativa e operativa,da qui si iniziò tra i militari una tradizione per la prima sveglia dei nuovi arrivati che nulla aveva a che fare con il nonnismo ma anzi una sorta di "battesimo"........ Come in tutti i reparti di fanteria, l'addestramento prevedeva esercitazioni di assalto squadra-plotone, complesso minore (compagnia accompagnata da squadra mortai e supporto aereo) e gruppo tattico. Di fatto i militari di leva, che arrivavano in scaglioni trimestrali, venivano addestrati duramente, con esercitazioni continue, anche durante la notte, e dovevano superare il corso denominato A.I.C.( Addestramento Individuale al Combattimento)i soldati durante il servizio dovevano sempre indossare la tenuta da combattimento (anfibi, cinturone etc.) ed avere sempre ai piedi della propria branda zaino tattico ed elmetto pronti all'uso,ogni compagnia aveva la propria armeria ed il proprio armiere sempre a disposizione per un eventuale dispiegamento immediato,i servizi di guardia duravano una settimana (mentre nella maggior parte degli altri reparti duravano 24 ore). Il reparto negli anni '90 fu destinato ad operazioni di ordine pubblico in tutto il territorio nazionale. È altresì importante sapere gli scaglioni erano: 3° (marzo), 7° (luglio), 11° (novembre)Il reggimento era addestrato ed impiegato in egual modo come i più conosciuti lagunari e paracadutisti con la sola differenza d'approccio all'obbiettivo che si distingueva nello sbarco terrestre da mezzi cingolati predisposti a tale scopo (V.C.C. veicolo corazzato cingolato) tant'è che negli assalti sul campo o nelle operazioni di ordine pubblico questi corpi si alternavano garantendo prontezza e velocità d'assalto o mantenimento.Ne sono la prova gli assalti combinati e coordinati nelle zone d'addestramento o i cambi durante l'operazione "Vespri siciliani".

Onorificenze Il 76º Reggimento fanteria "Napoli" è decorato delle seguenti onorificenze:

Decorazioni alla bandiera di guerra

Decorati

Stemma Scudo

Il troncato d'oro e di rosso riprende lo stemma di Napoli di cui l'unità porta il nome fin dalla sua costituzione. La divisione in due dello scudo ricorda anche la duplice vita del Corpo negli ordinamenti dell'Esercito, prima 6º Granatieri e poi 76º fanteria. Nello scudetto in cuore sono celebrati i momenti gloriosi del reparto che ebbero luogo nel'autunno del 1918 nei pressi di Reims e nel luglio 1943 nella piana di Catania.

Corona turrita

Ornamenti esteriori: lista bifida: d'oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l'alto, riportante il motto: "CON L'ARDIRE LA GLORIA".

onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l'insegna dell'Ordine Militare d'Italia pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

nastri rappresentativi delle ricompense al Valore:

Insegne e simboli del 76º Reggimento fanteria "Napoli" Il Reggimento indossava il fregio della fanteria (composto da due fucili incrociati sormontati da una bomba con una fiamma dritta).Al centro nel tondino è riportato il numero "76". Le mostrine del reggimento erano rettangolari di colore bianco con una striscia nel senso longitudinale di color cremsi. Alla base della mostrina si trova la stella argentata a 5 punte bordata di nero, simbolo delle forze armate italiane.

Prima compagnia: sparviero

Seconda compagnia: grifone

Terza compagnia: condor

Quarta compagnia aquile (mortai pesanti o armi di sostegno)

Compagnia Comando (CCSR): Falchi

Motto del Reggimento "Con l'ardire la gloria"

Canzone del Reggimento "se non ci conoscete guardateci dall'alto noi siamo i fucileri del comando d'assalto, bombe a man e carezze sul pugnal, bombe a man e carezze sul pugnal Se non ci conoscete guardateci sul viso, noi veniamo dall'inferno bianco e andiamo in paradiso, bombe a man e carezze sul pugnal, bombe a man e carezze sul pugnal il parà e il fuciliere giocavano scopone e vinse il fuciliere con l'asso di bastone, bombe a man e carezze sul pugnal, bombe a man e carezze sul pugnal il fuciliere è pericolo di morte bombe a man e carezze ecc..." Questo stornello in realtà appartiene alla tradizione dei Reparti d'Assalto (Arditi) della I Guerra Mondiale, poi tramandato ai paracadutisti.

Festa del Reggimento Il reggimento ricorda il combattimento di Mery Premecy, Reims in Francia dove si guadagna la Medaglia d'Argento al Valor Militare. Decorato inoltre di Ordine Militare d'Italia, due Medaglie d'Argento ed una di Bronzo al Valor Militare, una Medaglia d'Argento al Valore dell'Esercito ed una d'Argento al Valor Civile. Costituito il 16 aprile 1861 si scioglie il 31 luglio 1997 a Cividale del Friuli (UD).

Persone legate al Reggimento Andrea Viglione

Note

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