Noto per i suoi libri sulle vicende dello stregone Don Juan e il suo gruppo di allievi sciamani, ha contribuito ad alimentare il fenomeno della controcultura influenzando i movimenti new age sin dagli anni 60.Wouter J. Hanegraaff, Western Esotericism, p. 43, Londra, Bloomsbury Press, 2013 ISBN 978-1-4411-3646-6.

I suoi 12 libri hanno venduto più di 8 milioni di copie in 17 lingue.

Biografia I registri per l'immigrazione relativamente a Carlos Cesar Arana Castaneda indicano che egli nacque il 25 dicembre 1925 a Cajamarca in Perù.The Scribner Encyclopedia of American Lives, volume 5 (1997-1999), Charles Scribner's Sons, 2002. I medesimi registri mostrano che il cognome gli fu dato da sua madre Susana Castañeda Navoa. Il cognome appare con la lettera ñ in molti dizionari spagnoli, anche se i suoi più famosi lavori riportano una versione anglofona.

Nelle Conversazioni con Carlos Castaneda della giornalista Carmina Fort si afferma tuttavia che l'anno di nascita fosse il 1935, e che egli avrebbe vissuto i primi anni di vita a San Paolo del Brasile, dove avrebbe conosciuto le pratiche spiritiste autoctone.

Trasferimento negli Stati Uniti Adottato in seguito da una famiglia di Los Angeles, Castaneda si trasferì negli Stati Uniti nei primi anni cinquanta acquisendone la cittadinanza nel 1957. Nel 1960 si sposò con Margaret Runyan a Tijuana in Messico. Vissero assieme per solo sei mesi, ma il divorzio sarà formalizzato solo nel 1973.

Studiò all'Università della California, a Los Angeles, conseguendo la laurea in arte nel 1962 e il dottorato in filosofia nel 1970,Richard de Mille, Castaneda's Journey: The Power and the Allegory, Lincoln: iUniverse.com, Inc., 2001 , n. 27. o secondo altre fonti in antropologia, fu influenzato dalle teorie del professore Harold Garfinkel a cui successivamente dedicò un libroIl lato attivo dell'infinito. Condusse anche viaggi di studio in Italia, in particolare a Milano, dove entrò in contatto col regista Federico Fellini.

L'incontro con don Juan Secondo quanto asserito da Castaneda stesso, nel 1960, allora giovane studente all'Università della California a Los Angeles, conobbe in Arizona un messicano di etnia yaqui, don Juan Matus. Questi lo avrebbe iniziato alla stregoneria degli antichi Toltechi, per usare i termini esatti del suo libro, portandolo a scoprire nuovi mondi e stati di coscienza alterati ricorrendo inizialmente anche a sostanze allucinogene (come il cactus peyote da cui si estrae la mescalina), per abbattere le sue convinzioni; ma asserendo poi in successivi libri, che ciò non sarebbe stato affatto necessario se egli fosse stato un poco più "essere fluido". Gilles Deleuze e Félix Guattari citano il concetto di fluidità di Castaneda nel loro saggio sul divenire-animale all'interno di Millepiani (1980).Deleuze G., Guattari F., Millepiani. Capitalismo e Schizofrenia, Minuit, 1980 [III ed. it. Castelvecchi, 2010, p. 308].

Castaneda riferisce di essere stato individuato da don Juan perché in possesso di una speciale configurazione energetica del "nagual", termine utilizzato per descrivere quella parte della percezione che appartiene alla sfera del «non conosciuto» in termini consueti, a cui spesso Castaneda fa riferimento anche come «realtà non ordinaria».

Proseguendo il racconto, alla partenza di Don Juan per il suo «ultimo volo» (una specie di "morte alternativa" a quella comune), lo sciamano Carlos, in qualità di nuovo nagual (cioè "leader", capo di un altro gruppo di allievi) designato da Don Juan, avrebbe proseguito il cammino verso la liberazione totale dell'essere, per partire infine anche lui, come il proprio maestro, per il «viaggio definitivo attraverso l'ignoto».

Gli sciamani o "stregoni" che lo istruiscono indicherebbero l'"ultimo volo" come un processo volontario di attivazione interiore del fuoco dal profondo insito in ogni essere, capace di condurre ad una specie di "autocombustione", o volatilizzazione istantanea del corpo, nel quale però lo spirito, la propria coscienza, sarebbe in grado di sopravvivere.

La carriera di scrittore I suoi primi tre libri, A scuola dallo stregone, una via Yaqui alla Conoscenza (conosciuto anche con il titolo Gli insegnamenti di Don Juan, 1968), Una realtà separata (1971) e Viaggio a Ixtlan (1973), furono scritti mentre Castaneda era ancora uno studente all'università.

Castaneda scrisse questi libri come se fossero un diario delle sue ricerche, descrivendo in prima persona il suo apprendistato nel percorso di iniziazione allo sciamanesimo mesoamericano tradizionale, sotto la guida dello stregone di etnia yaqui chiamato don Juan incontrato nel 1960. Fu inizialmente acclamato per le esperienze descritte in questi libri, prima che iniziasse contro di lui una critica più accesa.Robert J. Wallis, Shamans and Neo-Shamans: Contested Ecstasies, Alternative Archaeologies, and Contemporary Pagans, pp. 39-48, Psychology Press, 2003.

Nei primi due libri, Castaneda descrive come la «via Yaqui per la conoscenza» richieda l'uso di potenti piante indigene, come il peyote e la datura. Nel suo terzo libro, Viaggio ad Ixtlan, ribalta però la sua enfasi sul potere delle piante, affermando che Don Juan le ha usate su di lui per dimostrare che le esperienze fuori dalla vita conosciuta e ordinaria sono reali e tangibili, ma non sarebbero state necessarie se la sua mente fosse stata più fluida.In realtà non si parla di mente, ma del punto di ancoraggio alle emanazioni luminose situato in corrispondenza dell'ombelico, tramite il quale si agganciano le fasce corrispondenti ai mondi percepibili, le piante semplicemente "sganciano" il punto di unione dalla posizione che assume tramite l'educazione percettiva assodata per permetterci di condividere il mondo collettivo, ma vincolandoci a questa risultante realtà univoca.

In seguito negò ogni utilizzo di droghe per i propri propositi. Affermò nei successivi libri che le sostanze psicotrope possono inalterabilmente danneggiare la sfera luminosa di emanazioni del corpo energetico, così come il corpo fisico.

In Viaggio a Ixtlan, il terzo libro della serie, fa notare:

Il suo quarto libro, L'isola del Tonal, termina con Castaneda sul punto di saltare da un picco sopra un abisso, segnando così il suo passaggio da discepolo a uomo di conoscenza in quanto, invece di "morire" come avrebbe dovuto sfracellandosi sulle rocce, riesce a suo avviso "in qualche modo" a sopravvivere, a questo punto però "trasformato".

Reazioni dell'opinione pubblica Nel marzo del 1973 Castaneda fu oggetto dell'articolo di copertina del TIME cover article, 5 March 1973 (Vol. 101 No. 10) . L'articolo lo descriveva come «an enigma wrapped in a mystery wrapped in a tortilla».«Un enigma avvolto in un mistero avvolto in una tortilla». Da quella data e fino al 1990 Castaneda si sottrasse all'attenzione pubblica.Loretto Gubernatis, The Magic Belt and Other Fantastical Things, cap. IX, pag. 227, Xlibris Corporation, 2010.

Il 1974, in cui fu pubblicato il suo quarto libro, segnò la fine del suo apprendistato con don Juan. Nonostante la fredda accoglienza da parte dei letterati e degli antropologi, Castaneda continuò a godere di vasta popolarità presso il grande pubblico. Dei suoi dodici libri scritti, solo uno verrà pubblicato postumo.

Nel frattempo, Fellini si era proposto di girare un film sugli insegnamenti di Don Juan appresi dallo scrittore peruviano, recandosi personalmente in Messico nel 1985 per incontrarlo, ma dopo che la sceneggiatura era già stata ultimata, decise infine di rinunciare, essendosi Castaneda misteriosamente dileguato. Nell'occasione si verificarono alcuni boicottaggi da parte di personaggi non identificati, definiti genericamente dal regista come «messicani», contrari alle riprese del film. Anche il sensitivo Gustavo Rol aveva spiegato del resto che Fellini non sarebbe riuscito nel suo intento, per il timore da parte di gruppi sciamanici che egli rivelasse alcuni misteri da tenere segreti.

Nel 1990 Castaneda ricomparve nuovamente in pubblico per promuovere Tensegrity, una serie di movimenti (chiamati «passi magici») che egli affermava discendere dagli sciamani toltechi. Il 16 giugno 1995 fu creata la Cleargreen Incorporated un fondazione for-profit con lo scopo di sponsorizzare e organizzare seminari e workshop sulla tensegrità oltre che costituire la casa editoriale dei relativi articoli. La Cleargreen pubblicò tre video dei passi Tensegrity quando Castaneda era ancora in vita. Castaneda non apparve in tali video.

Castaneda morì il 27 aprile 1998 a Los Angeles a causa delle complicazioni derivanti da un cancro. Non ci furono funerali pubblici, il corpo fu cremato e le ceneri inviate in Messico. Solo due mesi dopo apparve un necrologio sul Los Angeles Times.Castaneda Obituary All Things Considered, June 19, 1998.

Dottrina

La sintesi del pensiero di Don Juan potrebbe essere riassunta con queste parole: «il Cammino del Cuore». Nel suo primo libro, A scuola dallo stregone, don Juan afferma: Altrove afferma:

Nelle opere successive l'autore introduce il concetto della «spietatezza» con sé stessi: è importante per non distrarsi e non disperdere l'energia o il potere accumulato. Raccomanda quindi nessuna «indulgenza» (cioè autoindulgenze), niente inutili «lasciarsi andare» a sé stessi.

Gli insegnamenti di Don Juan, secondo lo stesso Castaneda, non hanno niente a che vedere con le altre tradizioni mistiche e credenze esoteriche o religiose, essendo concetti risalenti ai Toltechi precolombiani, ma evolutisi nel corso dei secoli grazie ad ogni "stregone". Includono nondimeno pratiche ignote nel mondo occidentale.

Non si parla per esempio di santi, c'è un tema "salvifico" che induce a comportarsi in un certo modo per non essere puniti, ma la punizione sarebbe morire come un cane qualsiasi. Tutto poggia più che altro su capacità interiori (il "potere personale", ben distinto dal senso d'"importanza personale" cioè dalla superbia), stimolate e provocate dallo stregone istruttore ovverosia dallo spirito del lignaggio: addirittura don Juan disse che gli aspiranti stregoni volontari erano scartati poiché già dotati di una propria volontà, mentre lo spirito attirava nel lignaggio soggetti che non si sarebbero sognati di diventare stregoni e che avrebbero fatto vite normali, benché aventi speciali attitudini.

Le capacità interiori possono venire sviluppate e affinate tramite speciali arti o "tecniche", secondo criteri e per scopi diversi o diversamente esposti rispetto ad altre dottrine o sistemi di credenze. La "salvezza" sembra una questione molto individuale, l'individuo è spinto a responsabilizzarsi e ad osare con misura: si parla ad esempio di una «follia controllata» che consiste nel fare cose assurde benché tecnicamente non pericolose, ma che agli occhi propri e della gente sembrano folli. L'individuo è spinto a sviluppare lo stato d'animo del «guerriero», di cui l'amore è la meta finale.Questo è asseverato nel discorso dello "Sfidante della morte", uno stregone vincolato al lignaggio di don Juan: questo doveva tributargli un pagamento in energia vitale da tempi immemorabili, contraccambiato da conoscenze speciali (molto simili a siddhi in altri sistemi di credenze e nomenclature): il Castaneda, quando è il proprio turno, rinuncia all'esazione di un contraccambio, e questa gratuità viene premiata dallo "Sfidante della morte" con un viaggio paranormale altrettanto gratuito e dalla rivelazione dell'essenziale della vita: l'amore, la stessa parola che aveva fatto sbellicare dalle risa don Juan quando il Castaneda gli aveva detto che quello che cercava nella vita era l'amore. Il Castaneda usa una terminologia difficilmente traducibile in altre. Ad esempio la «spietatezza» o «non-pietà» sembrano corrispondere a concetti come distacco, sospensione dei sentimenti, mantenenimento di una lucidità di pensiero. Gli stessi concetti del sistema di credenze stregonesco risultavano allo stesso Castaneda difficili da capire nonostante la propria volontà d'inventariare e sistematizzare.