L'HMS Kenya (Pennant number 14) unica nave della Royal Navy britannica a portare il nome della allora colonia africana, è stata un incrociatore leggero della classe Crown Colony, tipo Fiji. Costruita nei cantieri Alexander Stephen and Son di Glasgow, venne impostata il 18 giugno 1938, varata 18 agosto 1939 ed entrò in servizio il 27 settembre 1940, in piena seconda guerra mondiale.
Servizio Con la Home Fleet: 1940-42 Al momento dell'ingresso in servizio l'unità venne aggregata alla Home Fleet con base a Scapa Flow, partecipando a partire dal 7 ottobre seguente alla scorta al convoglio WS3 diretto a Freetown, in Sierra Leone. Tornata dalla missione di scorta, il 17 novembre venne assegnata al 10º Squadrone Incrociatori, rimanendo poi in cantiere a Devonport per lavori di routine tra il 10 ed il 25 dicembre, giorno in cui venne inviata d'urgenza in aiuto al convoglio WS5A, attaccato di sorpresa dall'incrociatore pesante tedesco Admiral Hipper. Il giorno successivo prestò assistenza alla SS Empire Trooper danneggiata dal fuoco della nave nemica, scortandola prima verso le isole Azzorre e poi a Gibilterra, dove giunse il 4 gennaio 1941. Tornata in patria scortando un convoglio di ritorno da Freetown, giunse a Greenock il 30 del mese, venendo assegnata alla scorta ai convogli oceanici.
Nel mese di febbraio fu occupata nella scorta a una serie di convogli facendo tappa a Gibilterra il 22 del mese. Il 10 marzo attaccò un sommergibile italiano individuato in superficie, costringendolo ad immergersi con il fuoco delle armi secondarie. Una settimana dopo prese parte insieme alla portaerei Ark Royal e all'incrociatore da battaglia Renown alla scorta al convoglio SL67, ritenuto possibile preda delle "corazzate tascabili" tedesche Scharnhorst e Gneisenau. La minaccia delle unità di superficie non si materializzò, mentre cinque mercantili del convoglio vennero affondati dagli U-Boot U-105 e U-124. Il 15 aprile venne sollevata dai compiti di scorta ai convogli e inviata a Scapa Flow, venendo quindi assegnata a compiti di pattugliamento delle acque a Nord ovest delle isole britanniche. Dall'8 maggio fornì copertura alle unità del Primo Squadrone posamine impegnate nel posizionamento di un ampio sbarramento verso il Mare del Nord.
Il 22 maggio salpò insieme ad un ampio spiegamento di forze composto dalla nave da battaglia King George V, dalla portaerei Victorious e dagli incrociatori Galatea, Hermione e Aurora con una scorta di sette cacciatorpediniere per intercettare la Bismarck., in navigazione con l'obiettivo di attaccare i convogli nell'Atlantico settentrionale. Dopo l'affondamento della Hood nella battaglia dello Stretto di Danimarca partecipò alla scorta alla Victorious insieme alla Hermione, allAurora non partecipando quindi in prima linea alla caccia alla Bismarck. Dopo l'affondamento della nave da battaglia nemica, fece rotta per l'Islanda per rifornirsi di carburante, prendendo parte insieme alla Aurora a partire dal 30 maggio ad un pattugliamento delle coste della Groenlandia in cerca di navi appoggio nemiche. Il giorno successivo vennero recuperati i superstiti del carco Marconi affondato da un sommergibile cinque giorni prima.
Il 3 giugno venne intercettata la nave di supporto per sommergibili Belchen, in procinto di rifornire l'U-93. Attaccata con le armi principali, la nave fu presto preda di un incendio, mentre la Aurora ne completò la distruzione con un siluro. Dal 16 giugno fornì copertura a nuove missioni di posa di campi minati nello stretto di Danimarca, entrando in collisione con il cacciatorpediniere Brighton il 25. I danni furono leggeri sul fianco destro al lato della torretta B, mentre il cacciatorpediniere dovette essere rimorchiato in Islanda per riparazioni temporanee alla prua. Tornata in patria, venne dislocata a Rosyth in attesa di riparazioni, entrando quindi in cantiere il 28 luglio seguente. Durante i lavori venne anche installato il radar Type 271 per l'individuazione di navi di superficie, mentre per aumentare la difesa antiaerea a corto raggio vennero installate due nuove mitragliere Oerlikon da 20 mm. Uscita dal cantiere alla fine di agosto, riprese il servizio dalla base di Scapa Flow.
La prima missione del mese di settembre vide impegnata la Kenya nella scorta ad un'operazione di posa di mine nei pressi della costa norvegese, nella zona di Stadlandet. Dal 17 settembre venne deciso l'impiego dell'unità in un'operazione di rifornimento dell'isola di Malta, come nave di bandiera dell'ammiraglio Harold Burrough. Imbarcato personale di terra della RAF, salpò quindi per Gibilterra insieme alle navi da battaglia Nelson, Rodney e Prince of Wales, agli incrociatori Edinburgh, Sheffield ed Euryalus e a una scorta di cacciatorpediniere. Dal 24 settembre iniziò quindi la traversata del Mediterraneo occidentale e dello stretto di Sicilia, durante la quale il convoglio venne attaccato da forze aeree e motosiluranti italiane. Ulteriore copertura ai mercantili venne fornita dalle navi della Forza H. Il 28, conclusa con successo la missione, tornò insieme alle unità di scorta a Gibilterra, dove giunse il 30 settembre. Dal giorno successivo venne impiegata insieme alla Sheffield nella caccia alla nave supporto tedesca Kota Pinang, avvistata in uscita da Bordeaux. Il 3 ottobre l'unità nemica venne individuata e affondata con l'armamento principale e i siluri. Dall'8 entrò in cantiere per delle riparazioni minori rese necessarie a seguito di danni riportati in condizioni meteorologiche avverse. Tornata quindi a Scapa Flow, dal 31 ottobre iniziò insieme a due cacciatorpediniere un pattugliamento al largo dell'Islanda.
Il 6 novembre trasportò il generale sovietico Gromoff e altri ufficiali di stato maggiore in Islanda per il successivo trasferimento via nave a Murmansk. Dal 9 novembre prese parte alla scorta al convoglio artico PQ3, durante il quale un uomo dell'equipaggio risultò disperso in mare per il maltempo. Giunta a destinazione e sbarcati i passeggeri, dal 21 novembre prese parte a una missione di pattugliamento delle coste all'estremo nord est della Norvegia insieme ai cacciatorpediniere sovietici Gromki e Gremyashi, oltre ai britannici Bedouin e Intrepid. Quattro giorni dopo prese parte al bombardamento delle isole di Vardø e Hornoy. Dal 28 novembre prese quindi parte alla scorta al convoglio di ritorno QP4, giungendo a Rosyth il 6 dicembre successivo.
Entrata in cantiere per l'installazione di tubi di vapore per ridurre gli effetti delle temperature artiche sulle apparecchiature de ponte di comando, ricevette anche i nuovi radar Type 284 per i pezzi principali e Type 283 in sostituzione del precedente Type 271. Dal 24 dicembre prese parte all'Operazione Archery, lo sbarco di due squadre di commando a Vågsøy e Malloy insieme a quattro cacciatorpediniere e due navi da sbarco per fanteria. Il giorno successivo fu costretta a cercare riparo a Sullom Voe, nelle isole Shetland a causa del maltempo che costrinse a rimandare l'intera operazione di 24 ore. Il 27 dicembre appoggiò quindi gli sbarchi dei commando britannici e norvegesi sull'obiettivo, aprendo il fuoco contro batterie di terra e venendo leggermente danneggiata. Il giorno successivo, a missione conclusa, giunse a Scapa Flow con a bordo circa 70 cittadini norvegesi intenzionati ad arruolarsi nelle Forze norvegesi libere. Dopo aver ricevuto le riparazioni necessarie, partecipò dal 17 gennaio 1942 alla caccia alla nave da battaglia tedesca Tirpitz, ritenuta in navigazione nel Mare del Nord, insieme agli incrociatori Sheffield e Suffolk. Dopo un'ulteriore crociera di pattugliamento insieme alla Nigeria tornò quindi alla base, venendo poi assegnata permanentemente al pattugliamento delle acque tra l'Islanda e le Isole Fær Øer, con compiti anche di scorta alle attività dei posamine.
Dal 3 marzo prese parte insieme ad un forte gruppo di unità della Home Fleet alla scorta al convoglio artico PQ12 e al convoglio di ritorno QP8, giungendo nei pressi della penisola di Kola il 12 successivo. Il 22 marzo salpò quindi per tornare in patria da sola trasportando dieci tonnellate di lingotti d'oro, giungendo a Scapa Flow il 29. Nel mese di aprile fu impiegata nuovamente nella scorta a distanza ad un convoglio artico, composta questa volta anche da unità della US Navy. In giugno venne decisa la partecipazione della Kenya all'Operazione Harpoon, importante missione di soccorso all'isola di Malta sfociata poi nella cosiddetta battaglia di mezzo giugno.
L'11 giugno raggiunse Gibilterra insieme alla nave da battaglia Malaya, alle portaerei Argus e Eagle e agli incrociatori Liverpool, Charybdis e a otto cacciatorpediniere. Oltre a queste unità, denominate "Forza W", anche la "Forza X", composta dall'incrociatore Cairo e da nove cacciatorpediniere era incaricata della scorta al convoglio diretto a Malta. Il 14 giugno le navi vennero attaccate violentemente dall'aviazione italiana e tedesca, la Liverpool fu costretta a tornare a Gibilterra a rimorchio. Il 18 giugno tornò a Gibilterra senza aver subito alcun danno ritornando poi in patria per riprendere servizio nella Home Fleet. Dopo poche settimane di servizio in Islanda la nave venne nuovamente designata per partecipare alla scorta ad un nuovo convoglio di rifornimenti e armi per Malta, denominato Operazione Pedestal.
Giunta a Gibilterra insieme a una forte scorta composta di unità della Forze H, X e Z, il 10 agosto iniziò la crociera verso lo stretto di Sicilia, come nave capofila della colonna di destra. Dal giorno successivo iniziarono i violenti attacchi dell'aeronautica e dei MAS dell'Asse, che affondarono la portaerei Eagle. Il convoglio venne anche attaccato da un gruppo di circa dieci sommergibili italiani, che affondarono l'incrociatore Cairo e costrinsero la Nigeria a tornare a Gibilterra, lasciando alla Kenya il compito di difendere le navi mercantili rimaste. Il 12 agosto venne colpita a prua da un siluro lanciato dal sommergibile Alagi, riuscendo però a rimanere operativa. Il giorno successivo venne affondato anche l'incrociatore Manchester, mentre una bomba caduta a poppa danneggiò leggermente una delle eliche. Il 14 agosto venne nuovamente danneggiata in maniera leggera da una bomba esplosa in acqua nei pressi dello scafo, giungendo finalmente a Gibilterra il 15 per venire sottoposta a riparazioni temporanee prima del ritorno in patria.
Giunta a Scapa Flow il 25 agosto dopo aver perso in mare le strutture provvisorie di prua, entrò nel cantiere civile di South Shields per le riparazioni definitive. Durante i lavori, che si prolungarono fino al mese di dicembre 1942, vennero anche installati i più moderni radar Type 282 per il controllo fuoco e Type 285 per le armi antiaeree, mentre vennero rimossi gli aerei imbarcati e le relative gru. Le difese antiaere vennero anche ulteriormente aumentate con l'installazione di sei nuove mitragliere Oerlikon. Nel gennaio 1943 venne infine deciso di trasferire l'unità nella Eastern Fleet.
Con la Eastern Fleet: 1943-45