Sant'AmbrogioIn ambito ecclesiastico è nota come Sant'Ambrogio di Grion. è una frazione del comune di Trebaseleghe, in provincia di Padova.

Geografia fisica Sant'Ambrogio di Grion si colloca a metà strada tra la linea lagunare veneta e la linea delle risorgive, una fascia alluvionale compresa tra i fiumi Brenta e Piave. Politicamente è situato nella zona nordorientale della provincia di Padova e quindi in posizione centrale nelle Venezie, al confine con le provincie di Treviso (Scandolara di Zero Branco) e Venezia (Rio San Martino di Scorzè).

Idrografia Zona ricchissima di risorgive l'abitato è attraversato dal rio Storto (denominato rio Sant'Ambrogio in ambito consortile), a sud del centro abitato dal fiume Dese, a nord-ovest dallo scolo Corniana, a sud-ovest dallo scolo Trego e da numerosi altri corsi d'acqua denominati in veneto pioveghe (acque pubbliche), come la piovega dei Tre Comuni, a estAldo Benetti, La Centuriazione dell'Agro Patavino "Cis Musonem" - I castelli - Le Pievi - La toponomastica, Verona, 1974, pp. 16, cap. 2 La centuriazione Romana dell'Agro di Padova "Cis Musonem"..

Dese

Originava a sud di Resana in provincia di Treviso ed era di risorgiva, attualmente per mezzo di una deviazione artificiale del suo corso verso nord del centro abitato vi confluiscono le acque provenienti da Castelfranco Veneto. È il corso d'acqua più importante del paese, v'entra ad ovest proveniente da Silvelle e prima ancora da Piombino Dese e dopo avere percorso un tratto a settentrione di via Ramo l'attraversa poco ad ovest dell'abitato per dirigersi in direzione sud-est ad attraversare poi la strada provinciale n. 44 "Strada di Sant'Ambrogio" a sud del centro paese. Lasciata quest'ultima il Fiume attraversa via Ponte Comune e sempre in direzione sud-est lascia poco dopo il territorio di Sant'Ambrogio di Grion per entrare in località Ca' Nove di Scorzè. Lungo il corso del Fiume Dese, l'"Eridesius Flumen" dei latini, a Sant'Ambrogio di Grion sono sorti durante l'alto Medioevo e soprattutto nel lungo periodo della Serenissima Repubblica Veneta numerosi Mulini azionati da ruote ad acqua. Nel Paese ve ne sono ben quattro, tre per la produzione di farine (Mulino Zanini, Bellato, Gumierato) e uno adibito a segheria (Mulino Barbiero). Il Fiume Dese nel suo sinuoso corso non manca d'avere creato aree di raro pregio ambientale-naturalistico come quella che ha il suo epicentro nel Mulino Zanini (detto Mulino dei Rossi) al quale si giunge da via Mulino Vecchio, una laterale di via Ramo, una zona di pace e tranquillità adatta alle gite in bicicletta della bella stagione. Più a valle oltrepassata Via Ramo e il Mulino Bellato si arriva ai Prati di Sant'Ambrogio. Dei prati di cinquant'anni fa dove si andava il lunedì dell'Angelo "Pasquetta" con la famiglia e gli amici a distendersi, giocare, "ciacolare" e consumare uova sode pane e salame "de casada" vino buono e i dolci della nonna, non rimane molto oggi a causa delle arature agricole precedute da abbondanti spargimenti di liquame, che se da un lato sono il guadagno dell'agricoltore, dall'altro hanno privato la comunità di uno spazio sociale-ambientale prezioso. Proseguendo ancora, tra il ponte di via Comune e il Mulino Gumierato (l'antico Mulino Duini) nell'area di contorno della "Casa Celeghin" troviamo un altro pregevole scorcio naturale con un ottimo mix formato dall'antico della dimora di via Grion, dal placido scorrere delle acque del Fiume e dall'ombra sulle sue acque formata dalle fronde dei pioppi cresciuti lungo le sue rive. In passato il Fiume Dese è stato interessato da eventi di piena che tanto danno hanno causato alle colture, ecco spiegato il motivo per cui il centro abitato è sorto in sponda sinistra del corso d'acqua, difatti con la pendenza dei terreni tendente a sud-est è molto più probabile che il Fiume "rompa" in caso di piena l'argine in destra idraulica anziché quello in sinistra idraulica. Interventi pluridecennali fatti di escavazione e ricarico di terreno sugli argini attuati dall'allora Consorzio di Bonifica Dese Sile ora Acque Risorgive che hanno interessato tutta l'asta del Fiume escludendo solamente il tratto più a monte dello stesso di pregio ambientale per non alterarne le peculiarità, hanno finalmente garantito e salvaguardato i terreni e le comunità lungo lo stesso da fenomeni alluvionali causati da eccezionali eventi atmosferici. Anche se va detto che negli ultimi tempi gli eventi atmosferici localizzati in aree ristrette si sono fatti frequenti e potrebbero mettere a dura prova la tenuta degli argini del Dese. Dopo avere lasciato Sant'Ambrogio di Grion il Fiume Dese attraversa i Comuni di Scorzè, Martellago, Mogliano Veneto/Venezia (Trevignano, Zelarino, Marocco), Marcon/Venezia (Zuccarello, Ca' Noghera, Tessera) per sfociare nella Laguna di Venezia poco a nord dell'Aeroporto "Marco Polo" di Tessera.

Rio Storto (Rio Sant'Ambrogio)

In ambito consortile (Consorzio di bonifica Acque Risorgive) "nasce" dal ponte di via Bovi a poche decine di metri dall'immissione della stessa nella SP 44 di Sant'Ambrogio. In realtà il corso d'acqua continua a monte di via Bovi con il nome di Piovega di Levada transitando a nord di via dei Marcello e oltrepassato il centro abitato di Levada costeggiando via Munaron prendendo acqua dal Fiume Zero a monte del ponte in destra idraulica per mezzo di una chiavica. Sempre sull'attraversamento stradale di via Bovi confluisce lo Scolo Corniana proveniente da Silvelle e prima ancora Torreselle. Il Rio Sant'Ambrogio lasciata via Bovi attraversa la SP 44 e la costeggia per un tratto per deviare ad est dietro alla Chiesa Parrocchiale, dopodiché attraversata poi via Berti si dirige verso sud. Il tratto tra via Berti e Via Rio San Martino più a sud giustifica l'antico nome Rio Storto con un'infinità di anse appena ridotte di numero (fortunatamente) nei passati decenni da una mentalità prettamente contadina che privilegiava linee rette degli appezzamenti di terreno più facilmente lavorabili a scapito di curve da dovere lasciare incolte. Col tempo ci si è accorti che la rettifica delle curve dei corsi d'acqua aumentava di conseguenza la pendenza dei fondali e quindi la velocità dell'acqua e soprattutto in zone come quella di Sant'Ambrogio di Grion, con strati sabbiosi presenti a poche decine di centimetri dal piano di campagna facilmente erodibili dall'azione della corrente, ciò provocava e provoca tuttora numerosi fenomeni di erosione delle sponde. Recenti interventi di ingegneria idraulica operati dal Consorzio di Bonifica Dese Sile ora Acque Risorgive hanno in parte rimediato ai danni del passato arrecati al corso d'acqua con la formazione nel tratto di canale a valle dell'abitato di aree golenali che nel caso di eventi di piena fungono da casse di espansione oltre ad avere funzione fitodepurante tramite la vegetazione ivi messa a dimora (fragmites soprattutto). Lasciato il ponte di via Rio San Martino il Rio si dirige verso sud-est per attraversare dapprima via San Benedetto e subito dopo via J.F. Kennedy a nord di Scorzè e dopo avere transitato verso sud parallelamente a quest'ultima strada sfocia nel Fiume Dese.

Scolo Corniana Nasce in prossimità del Cimitero di Torreselle in Comune di Piombino Dese proprio dove vi era il tracciato di una delle quattro direttrici della via Cornelia Augusta (quello dei due nord-sud più ad ovest), strada romana all'interno della centuriazione dell'agro altinate occidentaleAldo Benetti, La Centuriazione dell'Agro Patavino "Cis Musonem" - I castelli - Le Pievi - La toponomastica, Verona, 1974, pp. 29-36, cap. 6 La Via Cornara.. Il corso d'acqua origina il suo nome da quello dell'antica strada, Cornelia Cornara Corniana. Durante il suo corso verso est arriva, attraversa e affianca per un tratto prima di lasciare sempre in direzione di levante via Gattoeo a Silvelle. Toccato poi Borgo Furo attraversa l'ex ferrovia Ostiglia e dopo avere percorso un tratto parallelamente e ad una certa distanza da via Bovi di Sant'Ambrogio confluisce nel Rio Sant'Ambrogio nel punto dove vi getta le proprie acque anche la Piovega di Levada a monte del ponte sulla via stessa. Il Corniana attualmente si presenta in uno stato pietoso quasi totalmente privo di una minima manutenzione che ne garantisca il normale deflusso dell'acqua con caratteristiche del tutto simili a quelle di molti ormai troppi fossati privati buoni solo ad essere tombati (interrati) per produrre qualche quintale di mais in più, meglio se privi di alberature che con la loro ombra ne riducono la produttività, con l'inevitabile conseguenza di fenomeni di allagamento in concomitanza ad eventi atmosferici anche di modesta entità.

Trego Lo scolo Trego vede l'inizio del suo corso nei pressi di via Dotti, che prende nome dall'omonimo mulino sul Fiume Dese più a nord, sul confine tra i comuni di Piombino Dese e Trebaseleghe (Silvelle). Nel territorio di Silvelle prosegue col suo corso attraversando via Albare seguitando in direzione sud est parallelamente alla Strada Regionale "Castellana" (quella Mestre-Castelfranco Veneto). Dall'attraversamento di via Ottiva poi il corso d'acqua in località "Crosariole" si dirige perfettamente rettilineo e parallelo ai decumani dell'Agro Altinate Ovest verso est per deviare bruscamente a sud prima e poco dopo ad est nuovamente per poi attraversare via Montello II Tronco entrando nel territorio di Trebaseleghe. Proseguendo verso est parallelamente a nord di via Lazzaretto il Trego si dirige verso la sponda destra del Fiume Dese nella località che oggi è denominata "Obbia Alta" ma che nel Medioevo era la Regola di Zuccareda. Entrato quindi nel territorio di Sant'Ambrogio di Grion, pochi metri prima di scontrarsi col Dese nei pressi del Mulino Barbiero (antica proprietà degli Zuccareda) il canale devia di colpo verso sud per poi dirigersi nuovamente ad est costeggiando a nord prima via Obbia Alta II Tronco e dopo avere attraversato la S.P. n. 44 "Strada di Sant'Ambrogio" via Ponte Comune e sfociando finalmente nel Fiume Dese a monte del ponte della via stessa che l'attraversa. In passato il Trego era frequente che esondasse anche con fenomeni atmosferici di non elevata intensità ma da quanto il fiume Dese dove sfocia è stato escavato dal Consorzio di Bonifica Dese Sile ora Acque Risorgive e con la manutenzione operata annualmente dallo stesso, gli allagamenti sono scomparsi.

I colmelli di Sant'Ambrogio Il territorio paesano si suddivide in colmelli con denominazione antica e altri formatisi in epoca recente. Il termine colmello, di origine medioevale, si attesta nella città di Treviso col significato di contrada cittadina, nelle campagne denominava e tuttora indica una piccola porzione del Paese così come ci riferisce "Giacomo Dal Maistro" nella sua opera postuma "Noale tra storia e memoria"Giacomo Dal Maistro, Noale tra storia e memoria, Comune di Noale - Multigraf Spinea (VE), 1994, pag. 27, Introduzione - Sguardo generale - L'ambiente, par. 8 Comune di Noale.. Una prima macro-divisione rilevabile dalle mappe catastali della fine del XIII secolo vede il "Commun di Grion" posto a sud e il "Commun di Sant'Ambrogio" posto a nord. Occorre precisare che il territorio di Grion è molto più vasto di quanto attualmente si pensi, oggi viene localizzato a sud est del centro abitato lungo via Rio San Martino, ma Grion è anche tutta l'area a sud ovest compresa tra la strada provinciale n. 44 fino al confine con Trebaseleghe (ovest) e Scorzè (sud). Il Castello di Grion (Cigotto) era situato appunto appena al confine con l'abitato di Sant'Ambrogio subito ad occidente della provinciale che è di recente costruzione e amministrativamente gli appartenevano le proprietà e i fondi posti a sud fino al confine con Scorzè, ad est con Rio San Martino e ad Ovest con Trebaseleghe. Vi sono poi all'interno dei due "Communi" sotto-denominazioni (colmelli) derivanti da toponomastica risalente a nomi di regole, contrade, casati, morfologia del territorio e di origine religiosa. Zuccareda