Il termine mettā della lingua Pali, maitrī in sanscrito, significa benevolenza, gentilezza amorevole, amichevolezza, buona volontà, e interesse attivo per gli altri. Rappresenta il primo dei quattro sublimi stati brahmavihara e uno dei dieci passi pāramitā nella scuola del Buddismo Theravada.

Passi I sei passi del mettā bhāvanā sono coltivare amore e benevolenza verso:* Kamalashila, Meditation: The Buddhist Art of Tranquility and Insight. Birmingham: Windhorse Publications, 1996. ISBN 1899579052, p.25-26 Sé stessi Una persona amica Una persona neutrale Una persona difficile Le persone 1, 2, 3 e 4 insieme Gradualmente, l'intero universo

Nei sutta La pratica di essere amorevoli e ben disposti nei confronti di ogni essere ha un effetto lenitivo e calmante nella mente e nel corpo e viene praticata anche come meditazione, specie nella śamatha: nel Karaniya Mettā Sutta sull'Amore Universale, il Buddha espone le caratteristiche della compassione o gentilezza amorevole:

Nel Metta Sutta afferma gli undici benefici di tale forma di meditazione:Bhante Sujiva, Le benedizioni della gentilezza amorevole; chi pratica efficacemente la mettā ottiene lo stato di arahant o di anāgāmin, realizzando il nibbāna in questa vita o nella prossima esistenza nei mondi celesti:

Note

Voci correlate Autocompassione Ahiṃsā Compassione (buddismo) Pāramitā

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Collegamenti esterni

Un testo sul mettā di Acharya Buddharakkhita

Meditazione sull'amore la meditazione di mettā secondo l'interpretazione del maestro Zen Thích Nhất Hạnh

Categoria:Concetti buddisti