La Tabula Clesiana (o tavola anaunense o edictum Claudi de civitate Anaunorum) è una lastra di bronzo recante un'epigrafe latina, scoperta nel 1869 presso la località Campi Neri di Cles (TN).
Essa contiene un editto del 46 d.C. con il quale l'imperatore Claudio (Tiberius Claudius Caesar Augustus Germanicus) concedeva la cittadinanza romana agli Anauni, ai Sinduni ed ai Tulliassi (Tulliasses) e trattava della controversia fra i Comensi o Comaschi (Comenses) ed i Bergalei (Bergalei).
Oggi è conservata presso il Museo del Castello del Buonconsiglio a Trento.
Descrizione La Tabula clesiana è una lastra di bronzo rettangolare di 49,9 x 37,8 cm e uno spessore di 0,61 cm. Sui quattro spigoli sono presenti quattro fori circolari di 5 millimetri di diametro che ne permettevano il fissaggio ad una parete. Il peso è di 7,14 chilogrammi. Il testo è incorniciato da un bordo rettangolare con una modanatura a gola rovesciata, simile a una cimasa. La Tabula è leggermente incurvata e presenta due ammaccature..
Il testo Il testo è composto da 1590 caratteri disposti su 37 righe. I caratteri sono generalmente alti 7 millimetri; nella prima e nella quinta riga sono alti circa 1,5 centimetri.. Tra le parole si nota sovente un segno di interpunzione.Per chiarezza, si è estesa l'interpunzione a tutto il testo dell'epigrafe. Su alcune vocali è presente un abbozzo di apex (accento che le caratterizza come vocali lunghe).
Trascrizione della Tabula clesiana seN. rigaM٠IVNIO٠SILANO٠Q٠SVLPICIO٠CAMERINO٠COS1 IDIBVS٠MARTIS٠ BAIS٠IN٠PRAETORIO٠EDICTVM2TI٠CLAVDI٠CAESARIS٠AVGVSTI٠GERMANICI٠PROPOSITUM٠FVIT٠ID3 QVOD٠INFRA٠SCRIPTVM٠EST4TI٠CLAVDIVS٠CAESAR٠AVGVSTVS٠GERMANICVS٠PONT5 MAXIM٠TRIB٠POTEST٠VI٠IMP٠XI٠P٠P٠COS٠DESIGNATVS٠IIII٠DICIT6CVM٠EX٠VETERIBVS٠CONTROVERSIS٠PETENTIBVS٠ALIQVAMDIV٠ETIAM7 TEMPORIBVS٠TI٠CAESARIS٠PATRVI٠MEI٠AD٠QVAS٠ORDINANDAS8 PINARIVM٠APOLLINAREM٠MISERAT٠QVAE٠TANTVM٠MODO9 INTER٠COMENSES٠ESSENT٠QVANTVM٠MEMORIA٠REFERO٠ET10 BERGALEOS٠ISQVE٠PRIMVM٠APSENTIA٠PERTINACI٠PATRVI٠MEI11 DEINDE٠ETIAM٠GAI٠PRINCIPATV٠QVOD٠AB٠EO٠NON٠EXIGEBATVR12 REFERRE٠NON٠STVLTE٠QVIDEM٠NEGLEXSERIT٠ET٠POSTEAC13 DETVLERIT٠CAMVRIVS٠STATVTVS٠AD٠ME٠AGROS٠PLEROSQVE14 ET٠SALTVS٠MEI٠IVRIS٠ESSE٠IN٠REM٠PRAESENTEM٠MISI15 PLANTAM٠IVLIVM٠AMICVM٠ET٠COMITEM٠MEVM٠QVI16 CVM٠ADHIBITIS٠PROCVRATORIBVS٠MEIS٠QVISQVE٠IN٠ALIA17 REGIONE٠QVIQVE٠IN٠VICINIA٠ERANT٠SVMMA٠CVRA٠INQVI18 SIERIT٠ET٠COGNOVERIT٠CETERA٠QVIDEM٠VT٠MIHI٠DEMONS19 TRATA٠COMMENTARIO٠FACTO٠AB٠IPSO٠SVNT٠STATVAT٠PRONVN20 TIETQVE٠IPSI٠PERMITTO21QVOD٠AD٠CONDICIONEM٠ANAVNORVM٠ET٠TVLLIASSIVM٠ET٠SINDVNO22 RVM٠PERTINET٠QVORUM٠PARTEM٠DELATOR٠ADTRIBVTAM٠TRIDEN23 TINIS٠PARTEM٠NE٠ADTRIBVTAM٠QVIDEM٠ARGVISSE٠DICITVR24 TAM٠ET٠SI٠ANIMADVERTO٠NON٠NIMIVM٠FIRMAM٠ID٠GENVS٠HOMI25 NVM٠HABERE٠CIVITATIS٠ROMANAE٠ORIGINEM٠TAMEN٠CVM٠LONGA26 VSVRPATIONE٠IN٠POSSESSIONEM٠EIVS٠FVISSE٠DICATVR٠ET٠ITA٠PERMIX27 TVM٠CVM٠TRIDENTINIS٠VT٠DIDVCI٠AB٠IS٠SINE٠GRAVI٠SPLENDI٠MVNICIPI28 INIVRIA٠NON٠POSSIT٠PATIOR٠EOS٠IN٠EO٠IVRE٠IN٠QVO٠ESSE٠SE٠EXISTIMA29 VERVNT٠PERMANERE٠BENIFICIO٠MEO٠EO٠QVIDEM٠LIBENTIVS٠QVOD30 PLERISQVE٠EX٠EO٠GENERE٠HOMINVM٠ETIAM٠MILITARE٠IN٠PRAETORIO31 MEO٠DICVNTVR٠QUIDAM٠VERO٠ORDINES٠QVOQVE٠DVXISSE32 NON٠NVLLI٠COLLECTI٠IN٠DECVRIAS٠ROMAE٠RES٠IVDICARE33QVOD٠BENIFICIVM٠IS٠ITA٠TRIBVO٠VT٠QVAEQVMQVE٠TANQVAM34 CIVES٠ROMANI٠GESSERVNT٠EGERVNTQVE٠AVT٠INTER٠SE٠AVT٠CVM35 TRIDETINIS٠ALISVE٠RATAM٠ESSE٠IVBEAT٠NOMINAQVE٠EA36 QVAE٠HABVERVNT٠ANTEA٠TANQVAM٠CIVES٠ROMANI٠ITA٠HABERE٠IS٠PERMITTAM37
Tabula clesiana: scioglimento dello stile epigrafico e note seN. riga M(arco) Iunio Silano Q(uinto) Sulpicio Camerino co(n)s(ulibus)1 Idibus Marti(i)s Bai(i)s in praetorio edictum2Ti(beri) Claudi Caesaris Augusti Germanici propositum fuit id3 quod infra scriptum est4Ti(berius) Claudius Caesar Augustus Germanicus pont(ifex)5 maxim(us) trib(unicia) potest(ate) VI imp(erator) XI p(ater) p(atriae) co(n)s(ul) designatus IIII dicit6Cum ex veteribus controversis petentibuspetentibus: da correggere in pendentibus secondo e ;un'altra fonte non esclude che petentibus faccia riferimento ad una petitio, una richiesta di intervento, un ricorso fatto all'imperatore dai Comensi o dai Bergalei. Vedi: .Sull'argomento vedi anche .Sulle correzioni e refusi presenti nelle epigrafi romane, presumibilmente dovuti agli incisori, vedi . aliquamdiu etiam7 temporibus Ti(beri) Caesaris patrui mei ad quas ordinandas8 Pinarium Apollinarem miserat quae tantum modo9 inter Comenses essent quantum memoria refero et10 Bergaleos isque primum apsentia pertinaci patrui mei11 deinde etiam Gai principatu quod ab eo non exigebatur12 referre non stulte quidem neglexserit et posteac13 detulerit Camurius Statutus ad me agros plerosque14 et saltus mei iuris esse in rem praesentem misi15 Plantam Iulium amicum et comitem meum qui16 cum adhibitis procuratoribus meis quisquequisque: da correggere in quique secondo e in alia17 regione quique in vicinia erant summa cura inqui-18 sierit et cognoverit cetera quidem ut mihi demons-19 trata commentario facto ab ipso sunt statuat pronun-20 tietque ipsi permitto21Quod ad condicionem Anaunorum et Tulliassium et Sindu-22 norum pertinet quorum partem delator adtributam Triden-23 tinis partem ne adtributam quidem arguisse dicitur24 tam et si animadverto non nimium firmam id genus homi-25 num habere civitatis Romanae originem tamen cum longa26 usurpatione in possessionem eius fuisse dicatur et ita permix-27 tum cum Tridentinis ut diduci ab i(i)s sine gravi splendisplendi: da correggere in splendidi secondo e municipi(i)28 iniuria non possit patior eos in eo iure in quo esse se existima-29 verunt permanere benificio meo eo quidem libentius quod30 plerisqueplerisque: da correggere in plerique secondo e ex eo genere hominum etiam militare in praetorio31 meo dicuntur quidam vero ordines quoque duxisse32 non nulli collecticollecti: da correggere in allecti secondo e in decurias Romae res iudicare33Quod benificium i(i)s ita tribuo ut quaecumque tanquam34 cives Romani gesserunt egeruntque aut inter se aut cum35 Tridentinis alisve ratam esse iubeatratam esse iubeat: da correggere in rata esse iubeam secondo e nominaque ea36 quae habuerunt antea tanquam cives Romani ita habere i(i)s permittam.37()
Traduzione e commenti La Tabula riporta un editto che tratta due distinte questioni: la prima è la controversia tra Comenses (comensi o comaschi) e Bergalei (probabilmente localizzati nell'attuale val Bregaglia), la seconda riguarda la concessione dell'adtributio (aggregazione) di Anauni, Sinduni e Tulliassi al municipium di Tridentum.
L'intestazione
Il consolato aveva la durata di un anno. Quindi l'indicazione dei nomi dei due consoli nell'intestazione permette di determinare la data dell'affissione: il 15 marzo del 46 d.C. (799 ab Urbe condita).
Quinto Sulpicio Camerino era un consul suffectus, cioè entrato in carica nel corso dell'anno in sostituzione di un altro console.
Baia era nota località di riposo di imperatori e aristocrazia, corrispondente all'attuale Baia (Bacoli).
Il termine dicit caratterizza l'intestazione degli editti.
La controversia tra Comenses e Bergalei
La natura della controversia tra Comenses e Bergalei non è nota: si pensa a problemi confinari o fiscali (di tasse, vectigal, dovute e non pagate). Mentre Comum era un municipium dal 49 a.C.Anteprima limitata (Google Libri): non è noto se i Bergalei fossero aggregati a quel municipio o se il loro territorio facesse parte della Rezia o fosse parte dei terreno sotto la diretta giurisdizione dell'imperatore. Quando Tiberio era imperatore fu inviato sul luogo Pinario Apollinare per indagare sul contenzioso ma né lui né Gaio Caligola gli chiesero di stendere una relazione e la questione si trascinò fino all'impero di Claudio che rimprovera i suoi predecessori di trascuratezza. (Claudio era figlio di Druso che a sua volta era fratello di Tiberio; quindi Tiberio era zio di Claudio.Zio: Pătrǔus in latino indica lo zio paterno.) È noto che Tiberio trascurò il governo dell'impero, allontanandosi da Roma (vedi Il ritiro in Campania nel 26 d.C.)..
La questione ritornò alla luce quando Camurio Statuto segnalò che molti dei terreni oggetto della contestazione erano sotto la diretta giurisdizione imperiale e Claudio decise di approfondire il problema inviando sul posto l'amico Giulio Planta.Di Camurio Statuto e Giulio Planta non si hanno altre notizie: sono noti solo per questa citazione nella Tabula clesiana.
Le terre dell'arco alpino che dipendevano direttamente dall'imperatore furono conquistate in età augustea; esse godevano dell'extraterritorialità rispetto alle popolazioni locali, erano gestite da funzionari dell'amministrazione imperiale e i residenti non avevano gli stessi diritti delle popolazioni adtributae. Camurio Statuto era verosimilmente un procurator, un funzionario dell'imperatore che ne tutelava gli interessi. Il verbo detulerit (da deferre) nel gergo giuridico ha il significato di denuncia, delazione; pratica ammessa e anzi incoraggiata presso i romani.Frammento su Google Libri: "Il diritto romano, particolarmente in materia fiscale, incoraggiava la delazione: il delator, se la sua denuncia si rivelava fondata, veniva ricompensato con una percentuale sui beni che il fisco grazie a lui era stato in grado di recuperare." Vedi:
L'adtributio di Anauni, Sinduni e Tulliassi
Mentre non vi sono dubbi sulla località in cui risiedevano gli Anauni, per Sinduni e Tulliassi si ritiene che popolassero la stessa val di Non o valli attigue, come la val di Sole o la val Rendena, ma non vi sono documenti certi al riguardo.
Queste tre popolazioni godevano, al più, di uno status giuridico di semplici peregrini ma, data l'intensa frequentazione con il municipium di Tridentum, con il tempo, si erano, arrogati titoli e cariche che non spettavano loro.
L'editto di Claudio cerca di sanare la situazione con effetto retroattivo aggregandoli, dal punto di vista amministrativo e giurisdizionale, al municipium trentino e alla tribù Papiria.
L'adtributio ad un vicino municipium era un beneficio che comportava uno status di diritto, lo ius Latii, intermedio tra quello di peregrini e il plenum ius, la piena cittadinanza romana. Chi ne godeva poteva coltivare i territori su cui risiedeva ma doveva pagare un'imposta al municipium a cui veniva associato. Parte di quei terreni potevano inoltre essere confiscati dall'imperatore che, solo se lo voleva, poteva permetterne l'uso ai residenti dietro pagamento di una tassa (agri vectigales).
Le regioni alpine costituivano una zona di frontiera conquistata in tempi recenti. In esse i municipia e territori provinciali non avevano confini precisi, e gli abitanti si dividevano tra cittadini romani con pieni diritti e peregrini. Probabilmente solo in parte gli abitanti di quelle valli risultavano già "aggregati" a Tridentum già nel I secolo a.C., mentre altri non lo erano.
Il ritrovamento Secondo il verbale dell'autorità municipale di Cles, del 30 aprile 1869, la Tabula venne scoperta casualmente il 29 aprile 1869 nella località nota come Campi Neri.Vedi la posizione dove in precedenza erano stati trovati altri oggetti antichi tra cui iscrizioni dedicate al dio SaturnoAltri reperti trovati nella zona: , , SI, 715; CHISTÉ, 1971, n. 57, pp. 77-80, fig. 45. , sul terreno di un filatoio di proprietà di Giacomo Moggio da un lavorante che aveva scavato una buca per la calce:
Ripercussioni politiche Il Trentino, dopo aver fatto parte del Regno di Baviera, per decisione di Napoleone Bonaparte nel 1810 venne annesso al Regno d'Italia ma venne poi a far parte della Contea del Tirolo creando insoddisfazione in parte della popolazione di lingua italiana che si sentiva una minoranza emarginata. Nasceva un movimento, l'irredentismo, che ambiva a ottenere l'annessione al Regno d'Italia. Il Trattato di Vienna (1866) chiude la Terza guerra di indipendenza italiana e il Trentino resta austriaco come parte del Tirolo.