Figlia del sacro romano imperatore Francesco II (dal 1806, con la fine del Sacro Romano Impero, primo sovrano dell'Impero d'Austria come Francesco I), nel 1810 fu data in sposa a Napoleone Bonaparte per suggellare la pace di Vienna tra la Francia e l'Austria, in seguito alla sconfitta subita da quest'ultima nella battaglia di Wagram (1809). Giunta malvolentieri alla corte imperiale delle Tuileries, Maria Luisa iniziò presto ad apprezzare la sua nuova posizione, sebbene i francesi non l'amassero. Lei stessa non riusciva a trovarsi a suo agio nel paese che, meno di vent'anni prima, aveva decapitato un'altra arciduchessa austriaca, la sua prozia Maria Antonietta.Fraser, Maria Antonietta - La solitudine di una regina, p. 490

Quando Napoleone venne sconfitto dalla sesta coalizione, Maria Luisa decise di non seguirlo nel suo esilio all'Isola d'Elba: tornò infatti insieme al figlio alla corte di Vienna. Anche dopo i cento giorni e la decisiva sconfitta di Napoleone a Waterloo, l'imperatrice decise di rimanere fedele alla famiglia degli Asburgo. Il congresso di Vienna la ricompensò dandole in vitalizio il Ducato di Parma e Piacenza. Aspramente criticata dai francesi per aver abbandonato Napoleone nel momento della sventura, Maria Luigia – così aveva deciso di italianizzare il suo nome – fu tuttavia amata dai parmigiani, che le attribuirono l'appellativo di "buona duchessa".Herre, Maria Luigia - Il destino di un'Asburgo da Parigi a Parma, p. 5

Biografia Infanzia a Vienna

Nacque nella Hofburg, il palazzo imperiale viennese, poco prima della mezzanotte del 12 dicembre 1791, figlia primogenita dell'arciduca Francesco Giuseppe Carlo e della sua seconda moglie, la sua prima cugina Maria Teresa di Borbone-Due Sicilie. Il nonno paterno Leopoldo II e la nonna materna Maria Carolina erano fratelli, entrambi figli dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria; d'altro canto il nonno materno Ferdinando I delle Due Sicilie e la nonna paterna Maria Ludovica di Borbone-Spagna erano anch'essi fratelli, entrambi figli di Carlo III di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia. La bambina fu battezzata Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia, ma in famiglia sarebbe stata chiamata col diminutivo Louisl (Luisetta).Herre, p. 19 Aveva poco più di due mesi e mezzo quando, alla morte del nonno Leopoldo II, il padre divenne imperatore con il nome di Francesco II.

Lontana dalla guerra che si stava combattendo tra l'Austria e la Francia (dove la regina Maria Antonietta, sua prozia, venne ghigliottinata il 16 ottobre 1793), la giovane arciduchessa visse un'infanzia spensierata tra la Hofburg, il castello di Schönbrunn e quello di Laxenburg. Trascurata dalla madre Maria Teresa, che non le dava né affetto né sostegno,Una volta Maria Luisa disse: «Se almeno mi stringesse tra le braccia; ma io non oso sperare in tanta grazia». (Herre, pp. 18-19) Maria Luisa strinse un intenso rapporto col padre Francesco, che la considerava la sua figlia prediletta. Tra la numerosa schiera di fratelli e sorelle predilesse Leopoldina, futura imperatrice del Brasile, e Francesco Carlo, futuro padre dell'imperatore Francesco Giuseppe. Inoltre, Maria Luisa strinse un profondo rapporto d'affetto con la sua istitutrice, Victoria Colloredo, e con la figlia di quest'ultima, Victoire de Poutet.

La giovane arciduchessa fu educata in maniera piuttosto semplice, seguendo i dettami della religione cattolica, nell'intenzione di farne una ragazza educata e ubbidiente. Studiò le lingue, in particolare il francese, lingua internazionale dell'epoca, e l'italiano, lingua madre dei suoi genitori, mentre il suo tedesco rimase sempre scorretto.Herre, pp. 22-23 Il resto della sua cultura prevedeva nozioni generali e poco approfondite di letteratura, calcolo, geografia e storia della Casa d'Austria e delle principali dinastie europee. La famiglia imperiale viennese, che sin dai tempi di Maria Teresa conduceva una vita privata "borghese", apprezzava che le sue arciduchesse si dedicassero alle piccole arti femminili: Maria Luisa amava il giardinaggio, la cucina, il ricamo e la musica (il suo strumento era il pianoforte).

Napoleone e la corte austriaca

Sebbene fosse lontana dalla guerra, sin da bambina, Maria Luisa sentì l'eco delle battaglie combattute dall'Austria contro la Francia di Napoleone Bonaparte. Le fu instillato un odio profondo per il condottiero francese, che ai suoi occhi appariva come il diavolo.Tra i suoi giocattoli, Maria Luisa aveva un soldatino di legno che chiamava "Buonaparte" e che amava maltrattare. (Schiel, Maria Luigia - Una donna che seppe amare e che seppe governare, p. 28) Quando, nel 1804, a Vienna giunse la notizia che Napoleone aveva rapito e fatto giustiziare il duca di Enghien, un principe della famiglia reale francese, agli Asburgo tornò alla mente la sorte di Maria Antonietta e iniziarono a temere la caduta di altre teste coronate. Davanti agli occhi di Maria Luisa, Bonaparte era l'incarnazione della Rivoluzione, l'Anticristo che voleva distruggere la Chiesa e le monarchie europee, mentre il suo amato genitore era il difensore dell'ordine e della giustizia.Herre, p. 27 Intanto però, nel timore che Napoleone annientasse il Sacro Romano Impero, Francesco II elevò l'arciducato d'Austria a impero e si proclamò imperatore d'Austria come Francesco I.

Nel 1805 ci fu una svolta decisiva, poiché Napoleone attaccò direttamente l'Austria e inflisse una dura sconfitta all'esercito austriaco nella battaglia di Ulma (20 ottobre). Un mese dopo l'imperatore dei francesi entrò a Vienna: Maria Luisa e i suoi fratelli ripararono in Ungheria. Da Ofen l'arciduchessa sperava che le sorti della guerra favorissero gli alleati e alla madre scrisse: «Le sorti penderanno dalla parte del babbo, e giungerà finalmente l'ora in cui quest'usurpatore verrà umiliato. Forse Dio lo lascia arrivare a tal segno per privarlo, dopo che ha osato tanto, di ogni via d'uscita».Herre, p. 29 Le cose però andarono contro le sue aspettative e Napoleone vinse la famosa e decisiva battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805). Alla sconfitta seguì la pace di Presburgo, alquanto sfavorevole per l'Austria che veniva privata di molti territori; poco dopo, nell'agosto del 1806, il Sacro Romano Impero cessò di esistere.

Il 13 aprile 1807 l'imperatrice Maria Teresa di Borbone-Due Sicilie morì dopo aver dato alla luce il suo dodicesimo figlio, una bimba che morì alla nascita. Francesco I cercò di nuovo moglie nell'ambito familiare e nel gennaio del 1808 sposò sua cugina Maria Ludovica d'Asburgo-Este, figlia di Ferdinando, suo zio. Maria Luisa, che aveva solo quattro anni in meno della matrigna, era già sua amica e il loro rapporto si intensificò. Maria Ludovica, che a causa di una salute fragile e delicata non poteva aver figli, considerò suoi quelli del marito. Della maggiore disse: «Non credo che potrei amarla di più se l'avessi portata in grembo, del resto se lo merita, perché il suo carattere è in fondo eccellente».Schiel, p. 47

Nel 1809 ripresero i conflitti armati tra Francia e Austria, che sperava di cancellare il trattato di pace di Presburgo. Ma anche stavolta Napoleone si dimostrò uno stratega più abile, volgendo la guerra a suo vantaggio. Il 4 maggio la famiglia imperiale fuggiva di nuovo da Vienna, che il 12 maggio fu nuovamente occupata dai francesi. Da Ofen Maria Luisa scriveva al padre: «Viviamo costantemente nella paura, senza sapere se ogni nuovo giorno ci porterà gioia o nuovi affanni».Herre, p. 40 Le armate napoleoniche avevano la meglio su quelle austriache e gli arciduchi dovettero lasciare la città per rifugiarsi più a est, a Eger, dove Maria Ludovica si occupò dell'educazione dei figliastri, che incitava all'odio contro Napoleone.Maria Ludovica leggeva delle domande a cui Maria Luisa doveva rispondere ad alta voce: «Chi è il nemico della nostra fortuna?» «L'imperatore dei francesi»; «Ed è?» «Un malvagio»; «Quante nature ha?» «Due: natura umana e natura diabolica». (Herre, p. 41) Il 6 luglio 1809 Napoleone vinceva la battaglia di Wagram e l'Austria gli si arrendeva; seguì il trattato di Schönbrunn, che si rivelò peggiore del precedente.

Nozze per procura a Vienna

A seguito di un fallito attentato, Napoleone iniziò a pensare a cosa ne sarebbe stato dell'impero se lui fosse morto, dal momento che non aveva figli legittimi. Consapevole di non essere sterile (aveva dei figli illegittimi), l'imperatore si risolse a divorziare dalla moglie Giuseppina di Beauharnais. Quando Maria Luisa seppe la notizia, scrisse al padre: «Nella gazzetta ho letto del divorzio di Napoleone dalla moglie; debbo confidarLe, babbo caro, che la cosa mi ha seriamente allarmata: il pensiero che io possa esser nel novero di quelle che gli verranno forse proposte in isposa non è un'eventualità inverosimile, la qual cosa mi ha indotto a farLe una confessione, che affido al Suo cuore paterno».Herre, p. 46 Maria Luisa proseguiva dicendogli che a Ofen aveva approfondito la sua conoscenza con l'arciduca Francesco, fratello dell'imperatrice Maria Ludovica, e chiedeva al padre se fosse possibile un loro matrimonio. L'arciduchessa era evidentemente agitata, giacché intestò la lettera «Ofen, addì 5 gennaio 1809»Schiel, pp. 30-32 invece di 1810. Maria Ludovica, che caldeggiava quest'unione, cercò di fare da tramite con l'imperatore Francesco I, senza ottenere però alcun risultato.

Napoleone considerò diciotto possibili pretendenti; poi, scartate le candidate francesi, la scelta si restrinse sulla quattordicenne Anna Pavlovna Romanova, sorella dello zar Alessandro I e la diciottenne Maria Luisa. Il diniego ostinato della zarina Maria Fëdorovna e l'attività politica di Metternich, che temeva un'alleanza tra Francia e Russia, fece sì che la scelta cadesse su Maria Luisa e il ministro austriaco riuscì a convincere l'imperatore Francesco I a concedere sua figlia al nemico. Maria Luisa, che non fu mai tenuta al corrente per via ufficiale delle trattative, il 23 gennaio 1810 scrisse all'amica Victoire de Poutet, figlia della contessa Colloredo: «So che mi maritano già a Vienna col grande Napoleone, spero che questo resterà un discorso e vi sono ben grata, cara Victoire, degli auguri; a questo proposito formulo dei controvoti affinché questo non avvenga e se si dovrà fare, credo che sarò la sola che non se ne rallegrerà».Prampolini, La Duchessa Maria Luigia, p. 30

Quando Metternich informò ufficialmente l'arciduchessa delle sue prossime nozze, Maria Luisa andò a lamentarsi dal padre, che si giustificò dicendo che l'accordo era stato preso dai suoi ministri senza che lui ne sapesse niente: la cosa non era vera, poiché era impensabile che le trattative si fossero svolte senza informare l'imperatore, ma alla fine Maria Luisa, educata all'obbedienza come tutte le arciduchesse, accettò «pazientemente e ragionevolmente la propria sorte», come ebbe a dire suo zio Ranieri.Herre, p. 59 Le diplomazie di Francia e d'Austria ebbero una gran fretta nel concludere il matrimonio, mentre Napoleone era a Parigi ad aspettare la sua giovanissima sposa austriaca. Il matrimonio venne officiato, per procura, nella Augustinerkirche, la chiesa del palazzo imperiale della Hofburg, l'11 marzo 1810. Al braccio di Maria Luisa, al posto di Bonaparte, c'era l'arciduca Carlo, l'ex comandante delle truppe austriache che avevano trionfato contro Napoleone ad Aspern, ma che erano state umiliate a Wagram.