Il Lebel modèle 1886, conosciuto anche come Fusil Mle 1886 M93 a seguito di alcune modifiche apportate nel 1893, è stato un fucile a otturatore girevole-scorrevole per la fanteria in calibro 8 × 50 mm R Lebel, entrato in servizio nel 1887 in sostituzione del Gras Mle 1874.
Il fucile Lebel ha avuto la particolarità di essere stata la prima arma d'ordinanza ad utilizzare la polvere infume al posto della polvere nera fino ad allora usata per preparare le munizioni, oltre ad essere stata una delle prime armi ad utilizzare cartucce metalliche e non di carta.
Tecnica e specifiche
Il Lebel Modèle 1886 è un fucile a otturatore girevole-scorrevole camerato per la cartuccia 8×50 mm R Lebel, una delle prime munizioni militari a polvere infume. L’arma presenta una lunghezza complessiva superiore a 1,3m, che poteva arrivare a quasi 1,80m con la sciabola-baionetta innastata, e un peso attorno ai 4,2 kg, caratteristiche tipiche dei fucili da fanteria di fine XIX secolo, concepiti per il tiro a distanza e l’impiego in formazione.
Il sistema di alimentazione è costituito da un caricatore tubolare fisso sotto la canna, con una capacità di otto cartucce, alle quali si possono aggiungere una cartuccia in camera e una sull’elevatore, portando così la capacità teorica a 10 colpi. Le munizioni vengono inserite singolarmente attraverso uno sportello laterale, secondo un principio già adottato in armi come il Fucile Henry (1860) e i primi Fucili Winchester (1866). Questo sistema garantiva una buona autonomia di fuoco, ma risultava lento da ricaricare rispetto ai successivi caricatori a lastrina, tanto che si può affermare che il Lebel fosse già obsoleto appena 4 anni dopo la sua adozione ufficiale.
La canna lunga, unita all’impiego della cartuccia 8 mm Lebel, conferiva al fucile una velocità iniziale elevata e una buona precisione alle lunghe distanze, soprattutto dopo l’introduzione del proiettile appuntito “Balle D”. Tuttavia, tali caratteristiche si accompagnavano a una notevole lunghezza complessiva dell’arma, che, con la baionetta innestata, superava ampiamente il metro e ottanta, rendendola poco maneggevole negli spazi ristretti.
L’otturatore del Lebel Modèle 1886 era caratterizzato da una costruzione relativamente complessa rispetto ai modelli successivi, riflettendo una fase di transizione nello sviluppo dei fucili a ripetizione. Era costituito da più elementi separati, tra cui il corpo dell’otturatore, la testa rotante e il percussore, con un sistema di chiusura che garantiva una buona resistenza alle pressioni generate dalla cartuccia a polvere infume.
Il sistema prevedeva una rotazione dell’otturatore per l’apertura e la chiusura, con tenoni di bloccaggio che assicuravano la tenuta della camera di scoppio al momento dello sparo. Tuttavia, rispetto a soluzioni successive come quelle adottate nei fucili Mauser, l’otturatore del Lebel risultava più complesso da smontare e manutenere, richiedendo una maggiore attenzione da parte del soldato.
Un ulteriore elemento caratteristico era il sistema di percussione, che, pur essendo affidabile, contribuiva alla complessità generale del meccanismo. Nel corso della vita operativa dell’arma furono introdotte modifiche per migliorarne la sicurezza e la robustezza, tra cui aggiornamenti al sistema di chiusura e al dispositivo di sicurezza.
Nel complesso, l’otturatore del Lebel rappresentava una soluzione efficace per l’epoca, ma meno razionale rispetto ai progetti successivi, che avrebbero privilegiato una maggiore semplicità costruttiva, una manutenzione più agevole e una maggiore standardizzazione dei componenti.
Un’altra caratteristica del Lebel Modèle 1886, condivisa con i fucili della serie Berthier, era l’assenza di una sicura manuale di facile impiego come quelle adottate in altri fucili contemporanei. L’arma poteva tuttavia essere portata in condizioni di relativa sicurezza tramite il mezzo armamento del percussore.
Questa scelta rifletteva in parte le dottrine militari francesi dell’epoca, che prevedevano che il colpo non venisse mantenuto in canna se non su ordine, generalmente impartito poco prima del combattimento. Di conseguenza, non venne ritenuta prioritaria l’introduzione di un sistema di sicura rapido ed ergonomico come quelli sviluppati successivamente in altri paesi.
Evoluzione e modelli Il Lebel nel corso della sua pluridecennale vita operativa fu oggetto di modifiche e miglioramenti che nel complesso non andarono a stravolgere il disegno originale dell'arma, quindi si può dire che la piattaforma rimase essenzialmente invariata fino al suo definitivo ritiro nel 1945. Furono dunque elaborati i seguenti modelli:
Lebel Mle 1886: il modello base con caricatore tubolare alimentato a cartucce metalliche a polvere infume in calibro 8×50mm R. che andò a sostituire il Gras Mle 1874 Lebel Mle 1886 M93: la principale innovazione ufficiale della piattaforma, che andava a migliorare la sicurezza e l'affidabilità dell'arma. Le modifiche andarono in particolare a interessare l'otturatore e a aumentare la resistenza strutturale complessiva. Sul finire del secolo furono inoltre introdotte delle modifiche per permettere un'alimentazione sicura dell'arma con la Balle D, una versione spitzer della munizione 8×50mm, senza la quale si sarebbe potuta innescare l'esplosione delle munizioni all'interno del caricatore tubolare sotto la canna. Questa versione dell'arma costituì il principale armamento individuale della fanteria francese nella Grande Guerra. Versione Lanciagranate: nel corso della Grande Guerra alcune migliaia di esemplari furono adattati per l'impiego del sistema Vivien-Bessières, con modifiche alla volata e all'equipaggiamento accessorio, per permettergli di lanciare granate da fucile. Versione da tiratore scelto: durante il conflitto furono prodotti alcuni miglioramenti per permettere il montaggio di ottiche destinate all'impiego di precisione, tuttavia non si trattò di una modifica standardizzata ma limitata solamente ad alcune migliaia di esemplari, considerato che la dottrina militare francese dell'epoca non prevedeva un utilizzo massiccio di tiratori scelti. Lebel 1886/93 M27: dopo la Grande Guerra i comandi francesi compresero la necessità di una nuova arma per la fanteria, ma le ristrettezze di bilancio indirizzarono le commissioni a concentrarsi inizialmente su una modernizzazione del Lebel piuttosto che sullo sviluppo di un'arma completamente nuova, così negli anni '20 vi furono avviate delle sperimentazioni in tal senso. Alla fine degli anni '20 fu sottoposto a delle prove una versione del Lebel denominata M27 con le seguenti caratteristiche: accorciamento della canna, miglioramento degli organi di mira, adozione della nuova munizione 7,5×54 mm, sostituzione del caricatore tubolare da 8 colpi con uno tipo Mannlicher capace di alloggiare 5 colpi. Nonostante alcune idee innovative che avrebbero indubbiamente migliorato l'arma, eliminando i principali problemi della eccessiva lunghezza e lentezza del caricamento, tale conversione non venne adottata dall'esercito in quanto giudicata troppo costosa e complessa, limitando la produzione ad un numero compreso tra i 1,100 e i 1,500 esemplari utilizzati principalmente per i test. Lebel 1886/93 modifié 35: negli anni '30, nonostante l'adozione del più moderno MAS 36 (avvenuta comunque con diversi anni di ritardo rispetto alla progettazione) ci fu un tentativo di modernizzazione del Lebel onde ovviare alla carenza di armi e al contempo rispettare i limiti del bilancio. Si trattò essenzialmente di una conversione del lungo fucile da fanteria in carabina e modernizzazione del calibro: infatti la canna venne accorciata a 45cm, furono aggiornati i sistemi di mira e modificate la camera e la canna per accogliere la nuova munizione da 7,5×54mm. Tuttavia queste innovazioni essenzialmente non migliorarono affatto l'arma ma anzi, finirono con l'aggiungere nuovi problemi: infatti il sistema di caricamento rimase l'obsoleto caricatore tubolare, lento da alimentare, con la conseguenza che accorciando la canna si andava a diminuire anche la capacità delle munizioni che passava da 8 colpi a 3. La conversione venne operata su numeri piuttosto ridotti (25-50.000 esemplari) dall'arsenale di Tulle e, a parte alcuni lotti distribuiti tra le truppe coloniali in Algeria e Marocco, non trovò grande impiego sul campo. Tale modifica rappresenta l'ultimo tentativo di modernizzazione del fucile.
Come si può notare il Lebel, a differenza del quasi coevo Berthier, rimase essenzialmente un fucile da fanteria, senza che venissero sviluppate versioni per le varie specialità dell'esercito (artiglieria, cavalleria, truppe alpine e coloniali etc.) venendo adattato solo marginalmente per compiti specifici.
Storia e impiego
Adozione e campagne coloniali L'adozione del Lebel da parte dell'Esercito Francese ebbe l'effetto di una rivoluzione nella famiglia dei fucili europei: infatti, con la scoperta della polvere infume, le altre potenze decisero di sviluppare delle proprie armi in 8mm con cui armare i propri soldati. Nel 1888 la Germania e l'Austria-Ungheria adottarono i propri fucili da fanteria (rispettivamente il Gewehr 1888 e Mannlicher M1888); a ruota seguirono l'Italia e la Russia nel 1891 (rispettivamente con il Carcano e il Mosin Nagant); gli USA nel 1892 adottarono il fucile Krag-Jørgensen, mentre gli inglesi ammodernarono il loro Lee-Metford con cartucce a polvere infume. In Francia il fucile Lebel andò ad armare praticamente tutti i reparti, sia di nazionali che coloniali, ma ebbe anche una certa diffusione nel mercato civile, dove venivano vendute versioni praticamente identiche a quelle militari, ma mancanti dell'attacco per la baionetta.
Il Lebel venne ampiamente distribuito tra le forze armate francesi, sostituendo progressivamente il Gras Mle 1874, e contribuendo grandemente all'espansione e al mantenimento dell'Impero Coloniale Francese. Fu impiegato dalle truppe francesi, in particolare dalla Legione Straniera, nel consolidamento del dominio francese in Algeria e Nordafrica, nell'espansione nei territori dell'Africa Occidentale (Senegal, Mali, Sudan Francese etc.) nella Seconda Spedizione in Madagascar e l'espansione in Indocina. Durante la Ribellione dei Boxer armò i reparti francesi che presero parte sia alla difesa delle Legazioni che alla spedizione di soccorso; in questi contesti il Lebel diede ottima prova di sé, dimostrandosi un'arma precisa e affidabile, contribuendo alla superiorità tecnologica francese nei confronti dei loro avversari. Tuttavia, nonostante i brillanti risultati sul campo, alla fine del secolo il fucile cominciò a soffrire il confronto con altre armi coeve, in primis il Mauser 98, soprattutto a causa del suo sistema di alimentazione: infatti il sistema del caricatore tubolare, con serbatoio sotto la canna, risultava lento e limitante, soprattutto considerato che la stragrande maggioranza dei fucili di fanteria in dotazione agli eserciti europei era alimentata con clip da 5-6 colpi. Per questo motivo la produzione del fucile fu rallentata già a partire dall'inizio del '900, tanto che all'alba della Prima Guerra Mondiale l'unico arsenale a produrre Lebel era quello di Tulle.
Prima Guerra Mondiale