Offensiva del Baltico (anche detta offensiva strategica del Baltico) è un grande attacco sovietico sferrato sul fronte orientale della seconda guerra mondiale, tra il 14 settembre ed il 24 novembre 1944. L'offensiva vide quattro fronti sovietici (il Fronte di Leningrado del maresciallo Leonid Govorov, il 1º Fronte Baltico del generale Ovanes Bagramjan, il 2º Fronte Baltico del generale Andrej Erëmenko ed il 3º Fronte Baltico del generale Ivan Maslennikov) assalire le posizioni tenute dal Gruppo d'armate Nord tedesco (guidato dal generale Ferdinand Schörner) nei Paesi Baltici, lungo una linea che andava da Narva fino ai confini della Prussia orientale.
L'offensiva, caratterizzata da scontri accaniti e sanguinosi e da alcune difficili manovre delle forze corazzate sovietiche, si concluse con una piena vittoria dell'Armata Rossa, che rioccupò l'Estonia, la Lituania occidentale e gran parte della Lettonia e riuscì, dopo un iniziale fallimento, ad isolare i resti del Gruppo d'armate Nord tedesco nella cosiddetta "sacca di Curlandia"; le truppe sovietiche riuscirono inoltre a superare il vecchio confine con la Germania, ponendo l'assedio al porto baltico di Memel.
Operazione Bagration
A seguito della catastrofica disfatta subita dal Gruppo d'armate Centro tedesco in Bielorussia nel corso della operazione Bagration sferrata dall'Armata Rossa a partire dal 22 giugno 1944, Stalin e il comando sovietico avevano sperato di poter sfruttare celermente il vuoto apertosi nelle linee nemiche con una rapida avanzata nelle retrovie dell'ancora solido Gruppo d'armate Nord, allo scopo di tagliarlo fuori e distruggerlo nei Paesi Baltici. Inizialmente gli sviluppi furono molto favorevoli ai sovietici le cui colonne corazzate avanzarono e conquistarono, pur subendo notevoli perdite di fronte ai disperati contrattacchi delle riserve tedesche, sia Vilnius che Kaunas e Šiauliai, città lituane di grande importanza strategica. Tuttavia dalla metà di agosto la situazione divenne più difficile per i sovietici..
Adolf Hitler, ben lontano dal rinunciare ai Paesi Baltici, respinse bruscamente i progetti di ripiegamento strategico del comandante del Gruppo d'armate Nord, generale Johannes Friessner, e, al contrario, lo destituì sostituendolo con il tenace generale Schörner, più motivato politicamente e maggiormente aderente alle direttive del Führer.. Inoltre con l'afflusso di cinque Panzer-Division la 3. Panzerarmee del generale Raus passò al contrattacco per sbloccare il Gruppo d'armate Nord rimasto isolato temporaneamente a seguito dell'arrivo dei carri armati sovietici sulla costa baltica ad ovest di Riga, nell'area di Tukums (operazione Doppelkopf). Nel frattempo le forze tedesche schierate in Estonia e Lettonia, pur perdendo parecchio terreno contro i Fronti baltici sovietici dei generali Maslennikov ed Erëmenko, si batterono accanitamente e finirono per arrestare l'avanzata frontale nemica, mentre il contrattacco della 3. Panzerarmee riuscì a ristabilire il 16 agosto un collegamento tra il Gruppo d'armate Nord e il resto delle forze tedesche..
Nella seconda metà di agosto l'offensiva sovietica nei Paesi Baltici era stata quindi fermata con pesanti perdite mentre anche le forze corazzate giunte al golfo di Riga erano state in parte respinte, anche se erano completamente falliti i tentativi tedeschi di ottenere una vittoria strategica riconquistando Šiauliai e sconfiggendo il fronte baltico del generale Bagramjan. Stalin si vide costretto a riorganizzare le sue forze e i suoi piani per poter sferrare al più presto una nuova offensiva generale e riconquistare definitivamente i tre Paesi Baltici, distruggere il Gruppo d'armate Nord e restaurare il potere sovietico nell'area, schiacciando le forze nazionaliste fortemente presenti nel Baltico..
Offensiva contro il Gruppo d'armate Nord Seconda offensiva sovietica nell'area Baltica A partire dal 26 agosto lo Stavka organizzò la nuova offensiva generale dei quattro Fronti sovietici coinvolti nel settore Baltico, pianificando un grande rafforzamento degli effettivi e degli equipaggiamenti per sferrare un attacco coordinato e concentrico in direzione di Riga. Le difese tedesche del Gruppo d'armate Nord del generale Ferdinand Schörner erano particolarmente solide, anche se erano collegate solo precariamente con le forze del Gruppo d'armate Centro del generale Georg-Hans Reinhardt attraverso l'angusto "corridoio" di Tukums. Il Comando tedesco ed Hitler in particolare erano però assolutamente decisi a difendere i Paesi Baltici anche per motivi politico-diplomatici ed avevano organizzato notevoli raggruppamenti corazzati di riserva tra Jelgava e Auce, mentre forti concentramenti di forze erano stati posizionati sull'istmo di Narva, nel caposaldo di Valga, tra Ērgļi e Pļaviņas. Infine la "Linea Tannenberg" sbarrava l'accesso da est a Tallinn.
Le forze tedesche, costituite da truppe molto esperte e combattive, con cospicui reparti di Waffen-SS particolarmente motivati di reclutamento baltico e scandinavo, schieravano 56 divisioni tra cui cinque Panzer-Division e due divisioni Panzergrenadier, ed erano suddivise nella 16ª Armata del generale Hilpert, nella 18ª Armata del generale Boege e nella 3ª Panzerarmee del generale Erhard Raus (dipendente dal Gruppo d'armate Centro) che, contrariamente ai consigli del generale Heinz Guderian, nuovo capo di Stato maggiore dell'Esercito tedesco, era rimasta dislocata nei Paesi Baltici, dopo il suo parzialmente riuscito contrattacco a Tukums.. Inoltre le forze tedesche avevano costituito importanti fortificazioni campali sfruttando la natura del territorio boscoso, in parte paludoso e intersecato da numerosi corsi d'acqua: oltre alla Linea Tannenberg sulla direttrice di Tallinn (organizzata a sua volta su tre fasce difensive per una profondità di 25–30 km), il comando del Gruppo d'armate Nord aveva fortificato la regione di Riga. Sulle vie di accesso orientali e meridionali erano state organizzate quattro linee difensive: la "Linea Valga", la "Linea Cesis" (cosiddetta "posizione Wenden", ad ottanta km di distanza), la "Linea Sigulda" ("posizione Segewold", a 25 km dalla seconda) e l'ultima linea a protezione diretta di Riga; infine anche Memel era solidamente fortificata con sei linee difensive periferiche e due altri sbarramenti intorno alla città
La situazione complessiva del fronte orientale, con la minaccia sovietica sulla linea della Vistola e il crollo nei Balcani, aveva peraltro indotto l'OKH a pianificare anche una ritirata organizzata dall'Estonia (operazione Aster), progetto che venne tuttavia subito respinto da Hitler. Il Führer allegò i suoi classici argomenti a favore della difesa ad oltranza delle posizioni, manifestando anche i suoi timori, in caso di ripiegamento tedesco, per un cedimento politico sfavorevole al Terzo Reich della Finlandia (che in realtà già il 2 settembre aveva accettato di trattare un armistizio con l'Unione Sovietica) e dei Paesi Baltici; inoltre Hitler riteneva indispensabile mantenere un saldo controllo del Mar Baltico per poter continuare ad addestrare in quelle acque i preziosi equipaggi dei nuovi U-Boot da cui si attendeva una ripresa favorevole della battaglia dell'Atlantico. Pertanto i progetti di ritirata dall'Estonia vennero temporaneamente messi da parte e le forze tedesche si prepararono a combattere una nuova dura battaglia difensiva contro le superiori forze nemiche..
Il progetto offensivo elaborato dallo Stavka e comunicato ai comandi dipendenti con le direttive del 26 agosto e del 2 settembre assegnava all'esperto maresciallo Aleksandr Vasilevskij il coordinamento sul campo dei tre Fronti del Baltico (1°, 2° e 3°) che avrebbero dovuto sferrare attacchi convergenti su Riga per isolare definitivamente le due armate del Gruppo d'armate Nord e occupare il resto della Lettonia e la Lituania occidentale, mentre il Fronte di Leningrado, alle dipendenze dirette dallo Stato maggiore generale di Mosca, avrebbe attaccato in direzione di Tallinn con l'obiettivo di conquistare completamente l'Estonia, in collaborazione con la Flotta del Baltico..
La pianificazione dettagliata dell'alto comando sovietico prevedeva che il Fronte di Leningrado del generale Govorov attaccasse dalla regione di Tartu in direzione nord verso Rakvere con la 2ª Armata d'assalto, cercando di congiungersi con la 8ª Armata che avrebbe assaltato le munite linee di Narva; dopo il congiungimento le due armate avrebbero marciato su Tallinn, contando anche sull'appoggio delle navi dell'ammiraglio Vladimir Tribuc. I tre fronti del Baltico dovevano invece sconfiggere il raggruppamento tedesco a nord della Dvina occidentale con una manovra combinata diretta su Riga. Il 3° Fronte del Baltico del generale Maslennikov avrebbe attaccato con due armate lungo la direttrice Valmiera-Cēsis, mentre l'ala sinistra del Fronte, rinforzata dalla 61ª Armata proveniente dalle riserve generali dello Stavka, avrebbe puntato su Smiltene e quindi su Riga..
Il 2° Fronte del Baltico del generale Erëmenko avrebbe cooperato con le forze di Maslennikov facendo avanzare la 10ª Armata della Guardia in direzione del fianco sinistro del 3° fronte del Baltico, mentre al centro la 42ª Armata e la 3ª Armata d'assalto avrebbero sferrato l'attacco principale verso Nītaure e Riga. Infine il 1° Fronte del Baltico del generale Bagramjan avrebbe attaccato lungo la riva sinistra della Dvina occidentale con due armata verso Jelgava e Riga, mentre un potente raggruppamento meccanizzato (5ª Armata corazzata della Guardia, 1º e 19º Corpo corazzato) sarebbe passato all'offensiva in un secondo momento più a ovest per puntare su Temiri e Tukums e poi convergere su Riga da nord-ovest..
Per questa ambiziosa offensiva combinata lo Stavka inviò ingenti rinforzi e le forze corazzate vennero raddoppiate; la concentrazione più forte venne assegnata al generale Bagramjan con oltre 1300 mezzi corazzati, mentre i generali Erëmenko e Maslennikov disponevano ciascuno di circa 300 mezzi corazzati. Le forze complessivamente disponibili ammontavano a 14 armate, una armata corazzata, 125 divisioni di fucilieri, e sette corpi corazzati o mecanizzati, mentre i comandi sovietici decisero di impegnare fin dai primi giorni ben 95 divisioni di fucilieri e 3 corpi corazzati, di cui 74 divisioni entrarono in azione nei settori di sfondamento.. Le armate sovietiche disponevano di ingenti mezzi bellici: cannoni e mortai e oltre mezzi corazzati in totale; quattro armate aeree erano state assegnate all'area Baltica con oltre aerei da combattimento, compresi 600 aerei dell'aviazione navale della Flotta del Baltico..
Dal punto di vista tattico si verificarono alcuni errori nelle pianificazione sovietica; l'eccessiva concentrazione di forze in pochi settori principali permise a sua volta ai tedeschi di trasferire opportunamente le riserve nei vari punti di pericolo, trascurando altre zone meno minacciate, mentre la carenza di mezzi corazzati di appoggio alla fanteria nei fronti di Erëmenko e Maslennikov costò gravi perdite alle divisioni di fucilieri, spesso costituite da giovani reclute non molto addestrate per sfondare le solide difese nemiche. Inoltre i bombardamenti preliminari dell'artiglieria sovietica, concentrati in gran parte sulle prime linee difensive tedesche, mancarono di ottenere risultati decisivi, avendo già in precedenza il comando tedesco sguarnito i settori della prima linea e trasferito le forze principali sulla posizione di resistenza più arretrata, che quindi non venne molto indebolita dal fuoco dell'artiglieria sovietica. Mentre il generale Bagramjan sembrò consapevole di questi problemi ed evitò alcuni errori, i generali Maslennikov ed Erëmenko non effettuarono adeguate ricognizioni e quindi si trovarono in difficoltà durante la difficile fase di sfondamento delle linee nemiche..
Occupazione dei Paesi Baltici