L'arcidiocesi di Apamea di Siria () è una sede soppressa del patriarcato di Antiochia e una sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia Apamea di Siria, i cui resti sono oggi visibili presso il villaggio di Qaalat al-Mudiq vicino ad Hama, fu una sede metropolitana e capoluogo della provincia romana della Siria Seconda Salutare nella diocesi civile di Oriente e nel patriarcato di Antiochia.

La provincia della Siria Seconda fu istituita negli ultimi anni del IV secolo, e dal Mediterraneo si inoltrava nell'entroterra comprendendo la valle dell'Oronte e dei suoi affluenti.Jean-Charles Balty, Églises d'Apamée et d'Apamène, p. 199. Nella Notitia antiochena, attribuita al patriarca Anastasio I nella seconda metà del VI secolo, Apamea occupa il 4º posto fra le metropolie del patriarcato di Antiochia, con 7 diocesi suffraganee: Aretusa, Epifania, Larissa, Mariamme, Seleucobelo, Rafanea e Balanea. Siméon Vailhé, La "Notitia episcopatuum" d'Antioche du patriarche Anastase, VI siècle, Echos d'Orient X, 1907, pp. 144-145. Ernest Honigmann, Studien zur Notitia Antiochena, Byzantinische Zeitschrift, nº 25, 1925, pp. 73-75.

Il Martirologio Romano menziona tre santi legati alla città di Apamea di Siria: san Marone, eremita (9 febbraio), fondatore della Chiesa maronita; san Marcello, martire e vescovo di Apamea alla fine del IV secolo (14 agosto); e sant'Antonino, martire (2 settembre).Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, pp. 193, 636, 690.

Incerta è l'origine della sede episcopale. Secondo Doroteo di TiroPatrologia greca, tomo 92, col. 1065, nº 64. il primo vescovo sarebbe stato Aristarco, discepolo di san Paolo, menzionato nella lettera ai Colossesi (4,10). Nella sua Siria sacraSiria sacra, Roma, 1695, p. 99., Biagio Terzi sostiene invece che il primo vescovo sia stato Geremia all'inizio del III secolo. A questi due vescovi Le Quien aggiunge anche Teofilo, menzionato in un'opera di dubbia storicità dal nome Praedestinatus.

Il primo vescovo storicamente documentato è Alfeo, che prese parte a tre assemblee vescovili nella prima metà del IV secolo: il sinodo di Neocesarea nel 314, il concilio di Nicea del 325 e il sinodo di Antiochia del 341.Raymond Janin, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. III, col. 919.

Tra i vescovi si possono ricordare: san Marcello, vissuto nel IV secolo, ucciso mentre sorvegliava la distruzione di un tempio pagano conformemente ad un editto dell'imperatore Teodosio; Policronio, fratello di Teodoro di Mopsuestia, che fu vescovo qualche anno prima del concilio di Efeso del 431; Conone, che abbandonò la sua sede per unirsi all'insurrezione degli Isauri nei primi anni di regno di Anastasio I Dicoro e trovò la morte nel 492; Giovanni Codonato, consacrato vescovo da Pietro Fullo, che abbandonò la sua sede e qualche tempo divenne patriarca di Antiochia; Paolo che, dopo i devastanti terremoti che colpirono Apamea nel 526 e nel 528Jean-Charles Balty, Églises d'Apamée et d'Apamène, p. 202., ricostruì la città e in particolare la cattedrale.

La città fu bruciata e saccheggiata dal re persiano Cosroe II nel 611. Secondo Biagio Terzi, il vescovo, di cui non si conosce il nome, fu deportato, assieme al prefetto bizantino e agli abitanti.

La conquista araba della regione, nella prima metà del VII secolo, mise in fuga tutti i funzionari bizantini, vescovi compresi. Tuttavia, la comunità cristiana non scomparve: le fonti documentano la presenza di almeno nove vescovi giacobiti tra l'VIII e il XIII secolo.Revue de l'Orient chrétien, 6 (1901), p. 190.

Durante l'epoca delle Crociate, si cercò di ricostituire la provincia ecclesiastica di rito latino di Apamea, all'interno del patriarcato di Antiochia dei Latini. Delle antiche sedi, e solo per brevi periodi, si conoscono i nomi di vescovi di Apamea, di Rafanea (cui fu forse unita Mariamme), di Albara (identificabile con SeleucobeloRichard, Note sur l'archidiocèse d'Apamée et les conquêtes de Raymond de Saint-Gilles en Syrie du Nord, p. 104. e poi unita ad Apamea), di Valenia (forse Balanea). Circa le altre sedi, non fu possibile imporre dei vescovi, perché rimasero sempre in mano ai Musulmani. Inoltre inevitabili furono i conflitti tra i vescovi, in quanto le sedi si trovavano sotto due potentati diversi e autonomi: la contea di Tripoli ed il principato d'Antiochia.

Dal XIV secolo Apamea di Siria è annoverata tra le sedi arcivescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 28 febbraio 1974.

Cronotassi Arcivescovi greci Sant'''Aristarco ? † Geremia ? † Teofilo ? † Alfeo † (prima del 314 - dopo il 341) Uranio † (menzionato nel 363) Giovanni I † (menzionato nel 381)Consacrato vescovo di Apamea da Melezio di Antiochia (360-381). San Marcello † (menzionato nel 394/395)Una epigrafe, scoperta a Khirbet Mouqa e datata al 394-395, riporta il nome del vescovo Marcello, che aveva portato a termine la restaurazione di una chiesa, i cui lavori erano stati iniziati dal suo predecessore Giovanni. Denis Feissel, L'épigraphie des mosaïques d'églises en Syrie et au Liban, pp. 287-288. Questa epigrafe permette di datare con più precisione l'episcopato di Marcello. Agapito †Fratello di san Marcello. Policronio †Gaspare Mura, La teologia dei Padri, Città Nuova, 1976, vol. V, p. 309. Alessandro † (prima del 416/417Denis Feissel, L'épigraphie des mosaïques d'églises en Syrie et au Liban, p. 288. - dopo il 434) Domno † (prima del 449 - dopo il 451) Epifanio † (prima del 458Acta conciliorum oecumenicorum. Vol. V. Collectio Sangermanensis, Berlino-Lipsia, 1936, pp. 38-40. - dopo il 463) Giovanni II Codonato † (circa 470 - ? dimesso) (vescovo monofisita) Fozio I † (menzionato nel 483)Giulia Marsili, Il cantiere episcopale di età tardoantica: attività edilizia ed evangelizzazione nel Mediterraneo orientale, in Quis est qui ligno pugnat? Missionari ed evangelizzazione nell'Europa tardoantica e medievale (secc. IV-XIII), a cura di Emanuele Piazza, Verona, 2016, p. 214. Pierre Canivet, Un nouveau nom sur la liste épiscopale d'Apamée: l'archevêque Photius en 483, Travaux et Mémoires, tome V, 1973, p. 243-258 Conone † (? dimesso) Isacco † Cosma †Isacco, Cosma e il successivo Stefano sono menzionati in alcune lettere di Severo di Antiochia. Ignoto è il loro periodo esatto di episcopato, eccetto che per Stefano, di cui è stata scoperta un'epigrafe datata al 514/515.Le Quien aggiunge alla sua cronotassi il vescovo Marino, uno degli autori della formula teopaschita; ma nulla indica che fosse vescovo. Devreesse, Le Patriarcat d'Antioche depuis la paix de l'église jusqu'a la conquête arabe, p. 180 e nota 11. Stefano I † (menzionato nel 514/515)Denis Feissel, L'épigraphie des mosaïques d'églises en Syrie et au Liban, p. 289. Fozio II o Fotino † (menzionato nel 516) Pietro † (? - 518 deposto) (vescovo monofisita) Stefano II † (documentato nel 529 e nel 530) Paolo † (prima del 533 - dopo il 536)Jean-Charles Balty, L'évêque Paul et le programme architectural et décoratif de la cathédrale d'Apamée, Cahiers d'archéologie romande, 5 (1976), pp. 31-46. Tommaso † (prima del 540 - dopo il 553) Tomarico † (? - circa 648 o 665 deceduto) Giorgio † (? - circa 711 nominato o esiliato a Martiropoli)

Arcivescovi latini Pietro di Narbonne † (settembre 1098Inizialmente vescovo di Albara; dopo la conquista di Apamaea, pone la sede in quella città, mantenendo il doppio titolo; Richard, pp. 104 e 106. - dopo il 1119) Anonimo † (menzionato nel 1123) Serlo † (prima del 1136 - 1142 deposto) B. † (menzionato nel 1142 e nel 1144)La città di Apamea fu persa dai Crociati nel 1149; tranne una breve parentesi nel 1158, gli arcivescovi condussero una vita errante, al seguito delle truppe, fino alla fine dell'epoca delle Crociate. Lorenzo † (? - 17 marzo 1198 nominato vescovo di Tripoli) (vescovo eletto) Othon † (menzionato nel 1215) Anselmo † (menzionato il 10 luglio 1223)Il papa concesse ad Anselmo di avere una propria cappella a Laodicea, dove si era rifugiato. Anonimo † (? - 6 gennaio 1238 deceduto) Pietro † (menzionato nel 1244)

Arcivescovi titolari Ortolfo di Aczenbruck, O.P. † (7 agosto 1345 - ?) Gregorio † (? - ? deceduto) Giovanni, O.S.B. † (2 maggio 1353 - ?) Jean de LauxGià vescovo di Bayonne. † (5 maggio 1484 - ?) ... Nicola Maria Tedeschi, O.S.B. † (2 marzo 1722 - 29 settembre 1741 deceduto) Stefano Evodio Assemani † (circa 1736Incerta è la data dell'assegnazione della sede titolare all'Assemani, ignota a Eubel. Sarebbe stato consacrato vescovo dal patriarca maronita, che gli avrebbe conferito la sede di Apamea di Siria. - 24 novembre 1782 deceduto) Luigi Ruffo Scilla † (11 aprile 1785 - 9 agosto 1802 nominato arcivescovo di Napoli) Antonio Briganti † (2 ottobre 1882 - 2 agosto 1906 deceduto)Succede a Luigi Ruffo Scilla; cfr. ASS 15 (1882), pp. 153-154. Giuseppe Ridolfi † (6 agosto 1906 - 10 agosto 1912 nominato arcivescovo di Otranto)Annuaire Pontifical Catholique 1910, p. 313. René-François Renou † (2 agosto 1913 - 1º marzo 1920 deceduto) Clemente Micara † (7 maggio 1920 - 18 febbraio 1946 nominato cardinale presbitero di Santa Maria sopra Minerva) Luigi Arrigoni † (31 maggio 1946 - 6 luglio 1948 deceduto) Paolo Pappalardo † (7 agosto 1948 - 6 agosto 1966 deceduto) Eris Norman Michael O'Brien † (20 novembre 1966 - 28 febbraio 1974 deceduto)

Note

Bibliografia Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Graz, 1957, p. 436 Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo II, coll. 909-914 Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Vol. 2, p. 235 Charles D. Du Cange, Nicolas Rodolphe Taranne, Emmanuel Guillaume Rey, Les familles d'outre-mer, Paris, Imprimerie Impériale , p. 766 Jean Richard, Note sur l'archidiocèse d'Apamée et les conquêtes de Raymond de Saint-Gilles en Syrie du Nord, in Syria. Archéologie, Art et histoire, Anno 1946, Volume 25, n° 1, pp. 103–108 Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, p. 94; vol. 2, pp. XIV e 90; vol. 5, p. 90; vol. 6, p. 90 Robert Devreesse, Le Patriarcat d'Antioche depuis la paix de l'église jusqu'a la conquête arabe, Paris, 1945, pp. 179-181 Raymond Janin, v. 4. Apamée, métropole de la Syrie seconde, «Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques», vol. III, Paris, 1924, coll. 918-920 Denis Feissel, L'épigraphie des mosaïques d'églises en Syrie et au Liban'', «Antiquité tardive» 2 (1994), pp. 285-291 Jean-Charles Balty, Églises d'Apamée et d'Apamène, in «Topoi. Orient-Occident», Supplément 12, 2013, pp. 199-221

Voci correlate Sede titolare di Apamea di Siria dei Greco-Melchiti Sede titolare di Apamea di Siria dei Siri Sede titolare di Apamea di Siria dei Maroniti

Collegamenti esterni La sede titolare nel sito di www.catholic-hierarchy.org La sede titolare nel sito di www.gcatholic.org

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