La nazionale di calcio dell'Inghilterra () è la selezione calcistica maschile che rappresenta l'Inghilterra in ambito internazionale; opera sotto la giurisdizione di Football Association, la federazione calcistica inglese.

Nazionale di calcio più antica al mondo insieme a quella scozzese, ha vinto un campionato mondiale, nell'edizione casalinga del 1966; nella rassegna iridata ha raggiunto anche un terzo posto (2026) e due quarti posti (1990 e 2018). Per quanto riguarda il campionato d'Europa, il miglior piazzamento è il secondo posto raggiunto nelle edizioni 2020 e 2024. L'Inghilterra è, dunque, l'unica nazionale di calcio che non ha mai vinto l'alloro continentale tra quelle laureatesi campioni del mondo ed è inoltre, dopo l'edizione del 2026, nel gruppo delle vincitrici, l'unica nazionale ad averlo vinto una sola volta. Negli altri trofei internazionali vanta, quale miglior risultato, un terzo posto nell'edizione inaugurale della UEFA Nations League.

Il posizionamento più alto raggiunto dall'Inghilterra nella classifica mondiale della FIFA, istituita nell'agosto 1993, è il 3º posto, occupato dall'agosto al settembre 2012, da settembre a ottobre 2021 e dal novembre 2023 all'aprile 2024, mentre il più basso è il 27º posto del febbraio 1996. Occupa attualmente il 4º posto nella graduatoria.

Storia

Gli inizi

La nazionale inglese di calcio è, insieme a quella scozzese, la più antica selezione internazionale della storia del calcio. Le due squadre si incontrarono per la prima volta il al Kennington Oval di Londra sotto la giurisdizione di Football Association, all'epoca l'unica federazione calcistica esistente nel Regno Unito; nei successivi due anni e mezzo le due formazioni disputarono cinque incontri rappresentativi. La sesta gara tra le due formazioni, che ebbe luogo all'Hamilton Crescent di Glasgow, è considerata il primo incontro internazionale della storia del calcio, in quanto tenutasi tra due selezioni indipendenti operanti in autonomia e non controllate dalla medesima federazione calcistica. Per i successivi quarant'anni l'Inghilterra giocò esclusivamente contro nazionali di calcio delle nazioni costitutive del Regno Unito, vale a dire , e Irlanda nel Torneo Interbritannico.

Inizialmente l'Inghilterra non disputava i propri incontri di calcio in uno stadio ben definito. Affiliata nel 1906 alla FIFA, la federazione allargò il novero di avversarie della propria squadra nazionale nel 1908, quando la nazionale intraprese un tour in Europa centrale. Nel 1923 fu inaugurato lo stadio di Wembley, da allora la sede della nazionale. Nel 1928 la FA uscì dalla FIFA per rientrarvi nel dopoguerra nel 1946. Il suo primo mondiale di calcio fu quindi quello del 1950 in Brasile, in cui fu eliminato dopo una clamorosa sconfitta contro gli . A tale data l'Inghilterra aveva già subìto la sua prima sconfitta interna a opera di una formazione esterna al Regno Unito: il al Goodison Park di Liverpool, terreno dell', fu l' a imporsi 2-0.

Quattro anni dopo i Bianchi avrebbero perso anche la loro prima gara interna contro una formazione fuori dalle Isole britanniche, l' che si impose 6-3 a Wembley; la sconfitta fu così pesante che il Manchester Guardian commentò che «Il 6-3 è perfino stretto […] quando gli ungheresi marcarono il sesto gol, nessun astante si sarebbe stupito se fossero arrivati a dieci». Il ritorno a Budapest sei mesi più tardi fu anche più disastroso, con i magiari vittoriosi per 7-1, la peggior sconfitta della storia inglese. Al termine dell'incontro Syd Owen dichiarò: «È stato come giocare contro dei marziani».

Al l'Inghilterra raggiunse per la prima volta nella propria storia i quarti di finale, dove fu sconfitta per 4-2 ed eliminata dall' campione del mondo in carica.

La generazione d'oro

Malgrado la nomina del primo selezionatore a tempo pieno, Walter Winterbottom, nel 1946, la squadra fu ancora scelta da un comitato tecnico fino alla nomina di Alf Ramsey, che assunse il ruolo di allenatore nel 1963. Nel , ospitato dall'Inghilterra, la squadra di Ramsey vinse il proprio girone grazie ai successi contro Messico e Francia e il pareggio contro l'Uruguay. Ai quarti batte 1-0 l'Argentina e in semifinale 2-0 il Portogallo grazie alla doppietta di Bobby Charlton e in finale batte la (4-2) dopo i tempi supplementari, grazie alla tripletta di Geoff Hurst divenendo per la prima volta campioni del mondo. In quello stesso anno l'attaccante della nazionale Bobby Charlton vincerà il Pallone d'Oro.

Al , in Italia, la squadra inglese raggiunse per la prima volta nel torneo le semifinali, eliminata dalla .

Periodi bui Qualificatasi per il in Messico, da campione del mondo in carica la nazionale inglese fu eliminata ai quarti di finale dalla Germania Ovest: in vantaggio di due gol, subì la rimonta avversaria e perse per 3-2 dopo i tempi supplementari. Le mancate qualificazioni al e al portarono alle dimissioni di Ramsey, ma l'Inghilterra fallì anche la qualificazione al e al . Nel 1977 la nazionale inglese venne affidata al commissario tecnico Ron Greenwood, con il quale riuscì stavolta a qualificarsi per la fase finale del , da dove venne comunque eliminata al primo turno. Al l'Inghilterra, sempre guidata da Greenwood, tornò dopo dodici anni a giocare una fase finale di un grande torneo: venne eliminata nella seconda fase a gironi, pur senza subire alcuna sconfitta.

Allenata da Bobby Robson, la squadra raggiunse i quarti di finale del , dove fu sconfitta per 2-1 dall' ed eliminata in una partita resa famosa da due gol di Diego Armando Maradona: la prima rete fu segnata di mano, mentre la seconda venne premiata dalla FIFA nel 2002 come "Gol del secolo". Al , però, l'Inghilterra perse tutte le partite e fu eliminata al primo turno. Al mondiale di ottenne il suo secondo miglior piazzamento di sempre, il quarto posto, dopo aver perso ai tiri di rigore (4-3 dopo l'1-1 dei tempi supplementari) la semifinale con la Germania Ovest e la finale per il terzo posto contro l' padrona di casa. Il risultato fu salutato con entusiasmo da tutta la nazione e sancì di fatto la fine della lunga gestione Robson, che lasciò la panchina inglese l'anno seguente.

Dopo le dimissioni di Robson, gli anni novanta videro avvicendarsi tre allenatori alla guida della nazionale. Passata nelle mani del nuovo selezionatore Graham Taylor, al campionato d'Europa del 1992 la squadra pareggiò contro i futuri vincitori della e contro la , e fu eliminata al primo turno dopo la sconfitta contro i padroni di casa della .

Taylor si dimise dopo la mancata qualificazione al ; Terry Venables guidò la squadra al , disputato in casa e conclusosi con l'eliminazione in semifinale, di nuovo ai rigori contro la Germania; nonostante la sconfitta, gli inglesi eguagliarono il loro miglior risultato nella competizione, risalente al 1968.

Come già reso noto prima del campionato europeo del 1996, a rassegna conclusa Venables lasciò il posto a Glenn Hoddle, che guidò i suoi alla qualificazione al vincendo un girone comprendente anche l'. Nella fase finale del torneo l'Inghilterra uscì agli ottavi di finale contro l', ancora una volta ai tiri di rigore (dopo il 2-2 dei tempi supplementari). Kevin Keegan condusse dunque l'Inghilterra al , dove la squadra fu eliminata nuovamente nella fase a gironi, disfatta che causò le dimissioni del tecnico.

Nel 2001 la conduzione tecnica dell'Inghilterra passò a Sven-Göran Eriksson, primo allenatore non inglese della squadra. Durante la sua gestione, durata cinque anni, la formazione dei Leoni si fermò sempre ai quarti di finale di mondiali ed europei: al (eliminazione contro il poi vincitore del torneo), al (eliminazione contro il , nuovamente ai tiri di rigore) e al (ancora contro il Portogallo e ancora ai tiri di rigore). Nonostante le eliminazioni, l'Inghilterra di Eriksson in cinque anni perse solo tre partite nei 90 minuti di gioco (cinque se si considerano i 120 minuti) e si issò al quarto posto della classifica mondiale della FIFA, ragioni che spinsero la federazione a rinnovare il contratto con il tecnico svedese sino al . Ciononostante l'allenatore lasciò il proprio ruolo alla fine del mondiale.

La gestione del successore, Steve McClaren, si rivelò fallimentare: nel novembre 2007, dopo aver clamorosamente mancato la qualificazione al (decisivo il rovescio interno contro la all'ultima giornata), egli fu esonerato e sostituito dall'italiano Fabio Capello, in carica dal dicembre 2007.

Dopo aver vinto tutte le partite di qualificazione al tranne una, nella fase finale del torneo la squadra inglese pareggiò le prime due partite contro e , poi vinse contro la e superò il primo turno, ma agli ottavi di finale, contro la , perse per 4-1, stabilendo la propria peggiore sconfitta nelle fasi finali di un mondiale.

Nel febbraio 2012 Capello lasciò la nazionale dopo una polemica con la federazione sulla cessione di sottrarre la fascia di capitano a John Terry per accuse di razzismo e fu sostituito da Roy Hodgson, a sole sei settimane dell'inizio del . Ancora una volta per gli inglesi furono fatali i rigori: ai quarti di finale fu l' a eliminare i Leoni dopo lo 0-0 dei 120 minuti di gioco.

Qualificatasi per il , in Brasile la squadra inglese deluse, uscendo già al primo turno (la fase a gironi), evento che in un mondiale non accadeva da e in un grande torneo da . L'unico punto ottenuto nella fase finale, contro la nell'ultima partita, rappresentò il peggiore risultato di sempre per l'Inghilterra ai mondiali. L'Inghilterra si qualificò poi per il con 10 vittorie in 10 partite del girone eliminatorio, ma nella fase finale uscì agli ottavi di finale contro la sorprendente (2-1). Hodgson si dimise e gli subentrò Sam Allardyce, che rimase in carica per un solo mese (vittoria in una partita contro la ), costretto alle dimissioni allo scoppio di uno scandalo di affari illeciti di calciomercato che lo vedeva coinvolto.

Il ritorno in auge

Gareth Southgate, allenatore dell'Under-21, assunse le redini della nazionale maggiore nell'autunno del 2016, inizialmente in via temporanea e poi permanente. Sotto la sua gestione l'Inghilterra ottenne da imbattuta nel proprio girone la qualificazione al , poi si qualificò per gli ottavi di finale giungendo seconda nel gruppo di prima fase, ottenendo due vittorie contro e e subendo una sconfitta contro il . Agli ottavi eliminò la ai tiri di rigore e ai quarti di finale la (2-0), accedendo così alle semifinali del mondiale dopo 28 anni. In semifinale fu sconfitta per 2-1 dalla dopo i tempi supplementari e poi perse anche la finale per il terzo posto contro il , chiudendo al quarto posto, come a .

Nel settembre 2018 la nazionale inglese esordì nella Lega A della UEFA Nations League 2018-2019, dove vinse il girone con e con due successi e un pari in quattro gare, ottenendo così la qualificazione alla final four. Sconfitta in semifinale a Guimarães dai Paesi Bassi, nello stesso stadio l'Inghilterra batté ai tiri di rigore la , ottenendo il terzo posto nella rassegna.

Al , disputato in varie sedi nel 2021, l'Inghilterra superò da prima classificata il proprio girone, grazie alle vittorie per 1-0 contro e e al pareggio a reti bianche contro la , in tre partite giocate allo stadio londinese di Wembley. Qualificatasi da capolista del girone, l'Inghilterra continuò a giocare a Londra, dove batté la per 2-0 agli ottavi di finale, mentre ai quarti di finale, allo stadio Olimpico di Roma, superò per 4-0 l' e in semifinale sconfisse la per 2-1 dopo i tempi supplementari, accedendo alla finale dell'europeo per la prima volta. Nell'atto conclusivo della manifestazione, disputato in casa, a Wembley, la nazionale inglese fu sconfitta dall' ai tiri di rigore (3-2) dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano chiusi con il risultato di 1-1.