Il Museo benedettino e diocesano d'arte sacra di Nonantola è allestito nel Palazzo abbaziale, adiacente alla basilica benedettina dedicata a San Silvestro.

Il museo è stato inaugurato il 31 dicembre 1999, in occasione del Giubileo del 2000, per volere di mons. Lino Pizzi, poi vescovo di Forlì-Bertinoro, per mettere in rilievo la grande ricchezza del patrimonio di fede, storia e tradizione dell'abbazia di Nonantola e dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola.

Opere Il percorso del museo si compone di due sezioni: "Museo diocesano" che ospita le opere provenienti dalle parrocchie dell'arcidiocesi; "Tesoro abbaziale di San Silvestro", che custodisce oggetti di proprietà dell'abbazia di Nonantola e dell'antico monastero.

Sala I Nella prima sala sono conservati i tessuti di manifattura bizantina, che avevano in antico la funzione di avvolgere le spoglie dei santi nonantolani. I tessuti sono stati rinvenuti nell'abbazia nel 2002, insieme a frammenti minori e altri oggetti: sciamito rosso con aquile; sciamito di colore verde chiaro con animali ricamati in oro; sciamito bianco con leonesse, cervi e lepri. A questi si aggiunge l'arca romana di papa Silvestro I che ha conservato le reliquie del santo dal 756, quando giunse da Roma, fino al 1914.

Sala II La seconda sala conserva il nucleo principale del Tesoro abbaziale. Di rilievo: reliquiario della Santa Croce (X-XI secolo), in lamina d'oro e smalti; stauroteca a doppia traversa (XI-XII secolo), decorata a sbalzo con le immagini dell'imperatore Costantino e della madre Elena; Lipsanoteca di san Senesio e san Teopompo (fine XII - inizio XIII secolo), in argento sbalzato; stauroteca a croce greca (XIII - XIV secolo); reliquiario del braccio di san Silvestro (1372), di Giuliano da Bologna; reliquiario a cassetta di sant'Anseride, in avorio (fine XI - inizio XII secolo), di manifattura orientale o siciliana; cantatorium o graduale (fine XI - inizio XII secolo), un raro codice musicale con le melodie gregoriane; evangelario di Matilde di Canossa con miniature e legatura (XIII secolo), in argento dorato e sbalzato; Acta Sanctorum, un codice (XII secolo) con copertura in avorio, che narra le vite dei santi nonantolani.

Sala III Nella terza sala sono presentati: la raccolta di pergamene dell'archivio abbaziale, databili dal VIII al XIV secolo, tra le quali quelle recanti i monogrammi di Carlo Magno, Matilde di Canossa e Federico I Barbarossa; alcuni incunaboli e cinquecentine della Biblioteca Abbaziale.

Sala IV La sala conserva opere d'arte databili dal XV al XVII secolo, tra cui si ricordano: un polittico (1460) con cornice intagliata e dorata, di Michele di Matteo da Bologna la Pala dell'Ascensione di Gesù (XV secolo) di scuola ferrarese; la Croce astile dell'abate, dono dell'abate di Morimondo (XVI secolo);

Sala V La sala numero 5, che ripercorre la storia degli abati commendatari che fra il 1449 e il 1986 hanno retto l'abbazia e la diocesi, ospita uno spazio incentrato sulla figura di uno di questi, san Carlo Borromeo, abate fra il 1560 e il 1566. In quest'ultimo spazio si trovano una reliquia (una sua scarpa) e il dipinto San Carlo Borromeo che battezza un neonato durante la peste di Milano (1612) di Ludovico Carracci.

Inoltre, in questa sala sono esposti: il pastorale dell'abate Bonomi (1573 - 1582); l'anello dell'abate con rubino inastonato fra smeraldi e corniole; alcune lettere di corrispondenza di abati commendatari.

Bibliografia Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia, Milano 2005, p. 72

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